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Origine delle materie prime in etichetta, l’idea di Intermarché

Origine delle materie prime in etichetta, l’idea di Intermarché

Origine delle materie prime e trasparenza in etichetta. Intermarché, terzo gruppo della GDO in Francia, lancia il logo Franco-Score. Per evidenziare la quota percentuale di ingredienti di ‘origine Francia’ nei prodotti alimentari a MDD (Marca Del Distributore). Precisando, ove del caso, anche la regione di provenienza. Genius loci.

Franco-Score, trasparenza in etichetta sull’origine degli alimenti e delle loro materie prime

Il Franco-Score è un’informazione volontaria che il gruppo Intermarché ha annunciato, il 12.11.19, di voler inserire in etichetta di tutti i suoi alimenti a MDD (o private label). Nonché sui cartelli di vendita dei cibi venduti sfusi e preincartati. Tale percorso avrà inizio sulle etichette dei prodotti lattiero-caseari (venduti con la MDD Pasture) e quelle dei salumi bio (MDD Monique Ranou). Per venire esteso alla totalità degli alimenti entro il primo semestre 2020.

Il logo esprime, in termini percentuali, la quota di ingredienti francesi presenti in ciascun prodotto. Con una somma aritmetica che si basa sul contenuto delle diverse materie prime. Senza limitarsi perciò a considerare la sola origine del c.d. ‘ingrediente primario’, come invece previsto – con una serie di deroghe – dal regolamento ‘Origine Pianeta Terrà’. (1) Né, di conseguenza, ai soli prodotti che abbiano un ingrediente primario (>50% nella formula, ovvero ingrediente ‘caratterizzante’).

Grazie all’etichetta Franco-Score – chiara ed efficace, nella sua estrema sintesi – tutti potranno riconoscere senza errore i prodotti ‘100% Made in…’ rispetto a quelli solo trasformati nel Paese, bensì a partire da materie prime estere. E così compiere scelte davvero responsabili d’acquisto.

Origine, filiera corta, sostenibilità. I nuovi driver del mercato

Intermarché ha saputo intercettare il crescente interesse dei consumatori a conoscere:

– l’origine dei prodotti, vale a dire il Paese ove è avvenuta la loro ultima trasformazione sostanziale (‘Made in…’), ma anche

– l’origine o provenienza delle materie prime.

In Francia come in Italia il mercato è già cambiato, negli ultimi anni, più di quanto molti non possano credere. E l’interesse verso filiere integrate sui territori va ben oltre i superficiali commenti su autarchia o sciovinismo.

#IoVotoColPortafoglio significa infatti privilegiare filiere corte, eque e sostenibili. Anche al costo di spendere qualcosa di più, entro i limiti della ragionevolezza. Come dimostra infatti la continua crescita del bio.

Dal Franco-Score allo ‘xx% italiano’, le prospettive del retail fisico

Il gigante francese invita i produttori e anche i concorrenti a unirsi al progetto Franco-Score. (2) Dimostrando grande saggezza e lungimiranza. La rinascita di filiere nazionali e locali è invero la migliore risorsa che un sistema-Paese possa esprimere. Ma soprattutto, nella prospettiva del retail fisico, è l’unica via di salvezza rispetto all’avanzata dei colossi globali dell’ecommerce.

‘Con la nostra iniziativa, stiamo lanciando un movimento che speriamo possa diventare collegiale e collettivo. L’urgenza per il mondo agricolo è tale che è necessario sedersi, tutti, attorno al tavolo per decidere insieme e accelerare l’azione‘ (Thierry Cotillard, presidente di Intermarché).

La Grande Distribuzione Organizzata (GDO) in Europa non avrà mai le risorse per competere con i sistemi di IoT (Internet of Things) e AI (Artificial Intelligence) sviluppati da Amazon e AliBaba. Ma è forte proprio laddove essi sono deboli, a monte e a valle:

– garanzia su affidabilità dei fornitori, sicurezza e qualità degli approvvigionamenti,

fiducia dei consumatori, verso l’insegna e i marchi (MDD, ma pure IDM, Industria Di Marca) da essa trattati.

Opportunità e lacune da colmare

Non c’è tempo per attendere che la Commissione europea lavori alla proposta di regolamento #EatORIGINal! Unmask your food!. La GDO deve sbrigarsi a realizzare – o ad appoggiarsi su – accordi di filiera improntati alle 3P (People, Planet, Prosperity). Tenendo bene a mente gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) e le responsabilità di contribuirvi, anche nel settore alimentare.

Le lacune da colmare, su cui potrà giocarsi l’ultimo round tra retail fisico e online, paiono essere essenzialmente tre:

– integrazione di filiera a partire da mangimi e benessere animale. Aldi e Lidl, in Germania, hanno già lavorato con successo a filiere ‘OGM free’, nei prodotti d’origine animale soprattutto. Mentre in Europa dilagano le polemiche su rapine delle terre, incendi e abusi di pesticidi legati alla soia OGM,

pratiche commerciali sleali. Solo un accordo equo con chi produce può raggiungere il cuore di chi consuma,

– blockchain pubblica. Chi prima sarà in grado di dimostrare l’effettiva incorruttibilità del proprio sistema, prima arriverà.

Dario Dongo

Note

(1) Cfr. reg. UE 2018/775. Si vedano al riguardo i precedenti articoli, in ordine cronologico: https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/origine-ingrediente-primariohttps://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/origine-ingrediente-primario-vincitori-e-vintihttps://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/origine-ingrediente-primario-via-libera-da-bruxelles-all-italian-soundinghttps://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/origine-ingrediente-primario-reg-ue-2018-775-call-for-actionhttps://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/sede-stabilimento-e-origine-obbligatoria-etichette-non-conformihttps://www.foodagriculturerequirements.com/archivio-notizie/domande-e-risposte/sede-stabilimento-origine-prodotto-e-ingrediente-primario-risponde-l-avvocato-dario-dongohttps://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/marchi-origine-prodotto-e-ingrediente-primario

(2) Secondo le rilevazioni al 22.10.19 dell’istituto di ricerche Kantar Worldpanel, Intermarché controlla il 15,1% del mercato francese e si posiziona come terzo gruppo della Gdo, dopo E. Leclerc (21,7%) e Carrefour (19,7%).

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