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Impunità e negligenza. Il governo italiano omette le sanzioni sul reg. UE 1169/11

Impunità e negligenza. Il governo italiano omette le sanzioni sul reg. UE 1169/11

Impunità e negligenza. Il governo italiano omette le sanzioni sul Reg. UE 1169/11, con grave danno alla filiera agroalimentare Made in Italy e ai suoi consumatori. Ma la delega del Parlamento, come la pazienza dei cittadini, ha un termine. Ed è ormai prossimo alla scadenza.

Il governo italiano – con la legge di delegazione europea 2015 (1) – è stato incaricato di adeguare la normativa nazionale previgente alle disposizioni previste dal reg. UE 1169/11. (2) E a definire apposite sanzioni, entro il 16.9.17. Onde punire le violazioni delle regole comuni su etichettatura e pubblicità dei prodotti alimentari.

Il regolamento UE n.1169/2011, sull’informazione al consumatore relativa ai prodotti alimentari, è entrato in vigore il 13.12.11. E la gran parte delle sue novità si applica dal 14.12.14. In tutto il Mercato interno fuorché in Italia, dove a partire da tale ultima data vige l’anarchia. Poiché in attesa di apposite sanzioni, le autorità di controllo sono prive di strumenti per vigilare l’applicazione delle regole.

La questione è particolarmente grave per i consumatori allergici e i celiaci, i quali non possono conoscere gli ingredienti allergenici nei cibi serviti nei pubblici esercizi, pur avendone diritto. Né possono distinguere con facilità gli alimenti per loro sicuri, grazie all’evidenza grafica dei singoli ingredienti allergenici sulle confezioni dei prodotti alimentari in vendita. Ma non solo.

È impossibile garantire la completezza e veridicità delle etichette di tutti gli alimenti – italiani e di importazione – che sono distribuiti in Italia, senza punire le violazioni. Etichette illeggibili, liste degli ingredienti inesatte, indicazioni d’origine fallaci, Italian sounding sono solo alcuni esempi dei gravi danni arrecati ai consumatori. Oltreché agli operatori italiani seri, i quali realizzano etichette trasparenti e si trovano tuttavia a fronteggiare la concorrenza sleale di operatori e commercianti disonesti.

Rivolgiamo perciò il nostro appello al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e ai ministri Beatrice Lorenzin, Maurizio Martina e Carlo Calenda, affinché provvedano con sollecita urgenza all’esercizio della delega. (3) Prima di costringerci a denunciare il colpevole ritardo alla Commissione europea, poiché è già troppo tardi.

Dario Dongo

Note

(1) Cfr. legge 12 agosto 2016 n. 170, articolo 5

(2) C.d. Food Information Regulation

(3) La filiera agroalimentare italiana, che esprime tra l’altro il primo settore manifatturiero del Paese, merita ben altro. Un codice alimentare anzitutto, come abbiamo più volte evidenziato

 

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