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Etichettatura di origine, non una priorità per la Commissione europea

Etichettatura di origine, non una priorità per la Commissione europea

L’etichettatura di origine e provenienza degli alimenti, e dei loro ingredienti primari, sfugge alle priorità della Commissione europea. La laconica risposta a un’interrogazione parlamentare, a un anno esatto dal lancio della strategia Farm to Fork, ne conferma la frivolezza. (1)

Stella Kyriakides – la Commissaria per la Salute e la Sicurezza Alimentare – è del resto laconica anche sull’origine di 4 milioni di euro piovuti sul suo conto corrente. Non è questa l’Europa che vogliamo. Brevi note a seguire.

Etichettatura d’origine degli alimenti, Interrogazione al Parlamento UE

Il 17.3.21 l’eurodeputato svedese Peter Lundgren (gruppo politico European Conservatives and Reformists, ECR) ha presentato alla Commissione europea una Interrogazione con richiesta di risposta scritta. (2) Oggetto, Country-of-origin labelling.

L’etichettatura del paese d’origine si applica attualmente a miele, frutta, verdura, pesce, carne bovina e carne non lavorata di maiali, pecore, capre e pollame. Si applica anche all’olio d’oliva, al vino, alle uova e ai liquori. La strategia Farm to Fork indica di voler estendere la etichettatura di origine degli alimenti‘.

La bordata di Strasburgo

‘Non è chiaro tuttavia quali altri prodotti saranno sottoposti a tali obblighi, né come dovrebbe essere l’etichetta. L’ etichettatura d’origine dei prodotti crea più posti di lavoro e fa aumentare i costi, il che ha fatto nascere l’idea di contrassegnare i prodotti come di origine UE e non-UE. Le ragioni sono ovvie, ma questo approccio non è condiviso in Parlamento o negli Stati membri, poiché vanifica del tutto gli obiettivi della etichettatura di origine e non consente si consumatori di sapere da dove vengono i prodotti.’

La bordata dell’ex-campione di tennis Peter Lundgren ai parolai di Bruxelles è secca. ‘Quali altri prodotti pensa la Commissione che dovrebbero essere coperti dall’etichettatura d’origine?

La risposta di Bruxelles

Il 21.5.21 la Commissione europea, per voce di Stella Kyriakides, ha risposto all’interrogazione parlamentare di cui sopra con la consueta vaghezza. (3) Abbastanza per confermare come purtroppo a distribuire le carte a Bruxelles sia sempre Big Food (quando non le Big 4, per quanto attiene ad agrotossici e nuovi OGM in arrivo).

Nella sua valutazione d’impatto iniziale (4) la Commissione ha annunciato che prenderà in considerazione l’estensione dell’etichettatura d’origine obbligatoria

– al latte e al latte usato come ingrediente,

– alla carne usata come ingrediente,

– al coniglio e alla selvaggina,

– al riso,

– al grano duro usato nella pasta,

– alle patate e

– al pomodoro usato in alcuni prodotti a base di pomodoro’.

Indicazione d’origine per mezza dozzina d’ingredienti alimentari

Latte e carne usati come ingredienti di altri prodotti a ben vedere erano già stati oggetto di precedenti consultazioni, sotto la Commissione guidata da Jean-Claude Juncker. Così come gli alimenti non trasformati e quelli trasformati mono-ingrediente ovvero con un ingrediente significativo (>50%). I consumatori europei avevano espresso in tutti i citati casi il desiderio di conoscere l’origine degli ingredienti ma i soliti noti avevano convinto l’esecutivo europeo ad affermare che i costi sarebbero stati troppo elevati. La Commissione Juncker così non fece nulla, a dispetto delle diverse risoluzioni del Parlamento europeo. (5)

Il discorso viene ripreso oggi – 10 anni dopo l’entrata in vigore del Food Information Regulation (reg. UE 1169/11) – richiamando solo, e forse, mezza dozzina di ingredienti. Oltre a carne e latte, soltanto il grano duro nella pasta (non anche le uova, il frumento tenero, né altri cereali e legumi pure utilizzati), le patate tra i cibi non trasformati, il riso e le conserve di pomodoro tra quelli con ingrediente primario. Trascurando l’origine dei cereali e dei legumi in altri prodotti, tra i troppi di origine ignota. Il coniglio e la selvaggina ma non anche le carni equine, dimenticando lo scandalo Horsegate (2013).

Origine Pianeta Terra ?

‘La Commissione ha anche delineato nella sua valutazione d’impatto iniziale i diversi livelli geografici delle informazioni sull’origine che saranno valutati come diverse opzioni politiche. Una delle opzioni politiche è la fornitura di informazioni a livello UE/non UE. Le altre opzioni politiche sono la fornitura di informazioni a livello nazionale, a livello regionale, o un mix delle opzioni precedenti.’ (3)

Si aggiunge così il rischio di una replica del criterio OPT (Origine Pianeta Terra), gia introdotto dalla Commissione nel reg. UE 2018/775 con un eccesso di potere neppure contrastato dalle confederazioni agricole. (6) Cos’altro significa ‘UE, non/UE’, se non l’ennesima presa in giro alle filiere di produzione agroalimentare radicate nei diversi territori?

Valutazione d’impatto?

La Commissaria si è subito premurata di non preoccupare i colossi dell’agro-finanzindustria. Precisando che Bruxelles ‘valuterà l’impatto economico, sociale e ambientale di tutte le opzioni politiche sui consumatori, sugli operatori del settore alimentare, sugli Stati membri e sul mercato interno prima di fare una proposta.’ (3)

Il copione appare già scritto. Origine Pianeta Terra è l’opzione che più conviene alla globalizzazione dello sfruttamento di risorse ambientali, diritti e lavoro che anima l’economia delle poche Corporation al cui unico interesse la politica viene distorta. Ed è perciò che ‘la valutazione d’impatto prenderà in considerazione tutti i costi o gli oneri che possono derivare’.

#EatORIGINal, Unmask your food

Quali ‘costi e oneri’ possono invece derivare dalla perdurante omertà su chi, dove e in quali condizioni ha prodotto il nostro cibo? Quali opportunità si negano ai contadini e le imprese di trasformazione nei territori prossimi ai luoghi di consumo, tuttora costrette a subire la droga del prezzo in competizione con gli sfruttatori globali? E perché ostinarsi a negare il diritto dei consumatori europei a eseguire scelte consapevoli di acquisto, invano predicate dallo stesso legislatore europeo nel regolamento (UE) n. 1169/11?

#EatORIGINal! Unmask your food – l’iniziativa dei consumatori europei registrata dalla Commissione europea il 19.9.18 (7) – avrebbe raccolto in 12 mesi, secondo i proponenti, 1,1 milioni di firme in 7 Paesi. (8) Quanto basta, secondo l’apposito regolamento, per obbligare la Commissione europea a rispondere all’iniziativa popolare (9) L’iniziativa, sbandierata come un grande successo da Coldiretti (il cui allora presidente Roberto Moncalvo ne era rappresentante), non ha avuto però alcun seguito. Delle due l’una, o le firme raccolte sono inferiori a quelle dichiarate, oppure la Commissione ha omesso di esaminare l’iniziativa. (10)

Dalla trasparenza all’oblio, nel rumoroso silenzio di tutti

Dario Dongo

Note

(1) Il bluff più colossale della strategia Farm to Fork, riguarda la promessa di ottenere che il sistema biologico raggiunga il 25% della SAU (Superficie Agricola Utilizzata) in Unione Europea entro il 2030. V. Dario Dongo, Giulia Orsi. Agricoltura in UE-27, relazione di scenario 2020-2030. GIFT (Great Italian Food Trade). 12.1.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/agricoltura-in-ue-27-relazione-di-scenario-2020-2030

(2) Parlamento europeo. Interrogazione E-001470/2021, con richiesta di risposta scritta, a firma di Peter Lundgren (ECR, SV). 17.3.21.
https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/E-9-2021-001470_EN.html

(3) Commissione europea. Risposta a Interrogazione E-001470/2021. 21.5.21, https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/E-9-2021-001470-ASW_EN.html

(4) Commissione europea. Food labelling – revision of rules on information provided to consumers. Resoconto consultazione pubblica 23.12.20-4.2.21.
https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/12749-Revision-of-food-information-to-consumers

(5) Si vedano i precedenti articoli https://www.foodagriculturerequirements.com/approfondimenti_1/etichettatura-d-origine-prosegue-il-dibattito-tra-commissione-e-parlamento-europeohttps://www.foodagriculturerequirements.com/approfondimenti_1/origine-del-latte-le-risoluzione-di-strasburgo

(6) Dario Dongo. Origine ingrediente primario, reg. UE 2018/775. Call for action. GIFT (Great Italian Food Trade). 30.5.18, https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/origine-ingrediente-primario-reg-ue-2018-775-call-for-action

(7) Decisione (UE) 2018/1304 della Commissione, del 19 settembre 2018, sull’iniziativa dei cittadini dal titolo «Eat ORIGINal! Unmask your food!» [C(2018) 6054]. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32018D1304

(8) Dario Dongo. EatORIGINal! Al via la trasparenza su origine e non solo in etichetta. GIFT (Great Italian Food Trade). 14.10.19, https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/eatoriginal-al-via-la-trasparenza-su-origine-e-non-solo-in-etichetta

(9) Reg. UE 211/2011, riguardante l’iniziativa dei cittadini. Testo consolidato all’1.1.20 su https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32011R0211&qid=1622320498648

(10) Il sito della Commissione europea dedicato alla European Citizens’ Initiative, nella pagina dedicata a #EatORIGINal! Unmask your food indica soltanto che la raccolta di firme è terminata. Senza neppure riferire al numero delle firme complessivamente raccolte (v. https://europa.eu/citizens-initiative/initiatives/details/2018/000006_en)

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