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Stevia, dolce superfood a rischio biotech

Stevia, dolce superfood a rischio biotech

La rassegna dei superfood destinati a nutrire popolazioni sempre più attente al legame tra dieta e salute (di necessità virtù) non può esimersi dal considerare la stevia. Il primo tra i Non-Nutritive Sweeteners (NNS) a derivare da una pianta, anziché dalla sintesi chimica. (1) Almeno fino a quando l’industria biotech non prenderà il sopravvento.

Stevia rebaudianaBertoni, la pianta e le sue proprietà

La Stevia rebaudianaBertoni è una pianta erbaceo-arbustiva perenne (semiperenne, nei climi freddi) della famiglia delle Asteraceae. Nativa del Paraguay e diffusa anche in Brasile, Argentina e Sud America, è coltivata e consumata da decenni in Thailandia, Cina, Giappone, Corea e Israele. Da quest’anno anche in Italia – nelle province di Agrigento e Trapani, grazie all’iniziativa dell’agronomo Massimo Somaschini, fondatore di ItalStevia.

L’erba dolce – come è chiamata dalle tribù Guarani, le prime ad averla utilizzata – è conosciuta per alcune proprietà curative. Alcuni studi riferiscono a proprietà antinfiammatorie e immunostimolanti, (2), altri alla capacità nel lungo termine (1-2 anni) di contribuire alla pressione sanguigna nei soggetti ipertesi. (3) Altri ancora a effetti antiossidanti, antitumorali, diuretici, proprietà antimicrobiche e antiplacca, etc. (4)

Il consumo di stevia è stato inoltre associato a concentrazioni più basse di glucosio e insulina nel sangue, sia rispetto al placebo che al saccarosio. Viceversa, diversi studi mostrano una relazione tra l’apporto di altri Non-Nutritive Sweeteners (NNS) e disturbi nonché malattie metaboliche. (5)

Stevia e glicosidi steviolici, dolcificante di origine naturale

I principi attividella pianta (Stevioside e Rebaudioside A) sono particolarmente concentrati nelle foglie che, seccate, hanno un potere dolcificante da 150 a 250 volte superiore rispetto allo zucchero (saccarosio), senza tuttavia apportare valore energetico (zero calorie).

A differenza di alcuni edulcoranti di sintesi (es. aspartame), i principi attivi della stevia sono stabili nel tempo e alle alte temperature (200 ‘C). E soprattutto, gli estratti della pianta non presentano i rischi anche gravi per la salute già invece rilevati sui dolcificanti artificiali (si veda, da ultimo, quanto annotato su acesulfame-K e danni alla memoria).

Stevia e biologia sintetica, rischi e opportunità

Il lato oscuro della medaglia, come spesso accade, è rappresentato dalla ‘corsa all’oro’ da parte dei colossi industriali senza scrupoli. I quali – Evolva (CH), Stevia First (USA) e DSM (NL), in testa – già si cimentano a produrre glicosidi steviolici attraverso la biologia sintetica, (6) anziché estrarli dalle foglie della pianta. In considerazione di ciò, si intravedono:

  • il rischio, da un lato, che i consumatori vengano tratti in inganno sull’origine naturale dell’ingrediente, a causa delle deroghe alle regole previste in tema di OGM che l’Europa si accinge a concedere ai ‘nuovi OGM. Né Coca-Cola né PepsiCo hanno infatti risposto alla domanda se abbiano in programma di utilizzare glicosidi steviolici sintetici, né se in tal caso intendano informare i consumatori al riguardo, (7)

  • l’opportunità, d’altro canto, di sviluppare filiere integrate di coltivazione e trasformazione della stevia, anche in Europa, per rispondere alla crescente domanda del dolce superfood naturale, possibilmente bio.

Dario Dongo

Note

  1. Anche i polioli, a ben vedere, hanno una derivazione naturale. Gli alcool di zucchero polivalenti (alcoli di zucchero, polioli) sono infatti carboidrati digeribili che si trovano in natura in frutta e verdura, cereali, funghi. I polioli più comunemente usati nei prodotti alimentari sono il sorbitolo, lo xilitolo, il maltitolo, il mannitolo, l’eritritolo, l’isomalto e il lattitolo. Poiché tuttavia la dolcezza dei polioli varia in media tra il 25% e il ​​100% rispetto allo zucchero, essi sono generalmente usati in combinazione con altri dolcificanti per ottenere il sapore e il livello di dolcezza desiderati. I polioli sono classificati come bulk sweeteners e si distinguono rispetto ai NNS sia per il loro apporto energetico (10kJ/g -2,4 kcal/g è il coefficiente di conversione indicato in All. XIV al reg. UE 1169/11), sia per la minore efficacia dolcificante

  2. V. Chaiwat Boonkaewwan, Chaivat Toskulkao e Molvibha Vongsakul, su Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2006, https://doi.org/10.1021/jf0523465

  3. Cfr. Ulbricht C, et al., su Cardiovasc Hematol Agents Med Chem, 2010, https://doi.org/10.2174/187152510791170960

  4. Cfr. Singh, S.D. & Rao, G.P., su Sugar Tech (2005) 7: 17. https://doi.org/10.1007/BF02942413. Si vedano anche S Jayaraman, MS Manoharan, S Illanchezian, In-vitro Antimicrobial and Antitumor Activities of Stevia Rebaudiana (Asteraceae) Leaf Extracts, su Tropical Journal of Pharmaceutical Research, 2008, http://dx.doi.org/10.4314/tjpr.v7i4.14700, Varanuj Chatsudthipong e Chatchai Muanprasat, Stevioside and related compounds: Therapeutic benefits beyond sweetness, su Pharmacology and Therapeutics, 2009, https://doi.org/10.1016/j.pharmthera.2008.09.007 e http://www.ijapbc.com/files/18-1322.pdf

  1. V. Romo-Romo A, Aguilar-Salinas CA, Brito-Córdova GX, Gómez Díaz RA, Vilchis Valentín D, Almeda-Valdes P (2016) Effects of the Non-Nutritive Sweeteners on Glucose Metabolism and Appetite Regulating Hormones: Systematic Review of Observational Prospective Studies and Clinical Trials. PLoS ONE 11(8): e0161264. doi:10.1371/journal.pone.0161264

  2. Per approfondimenti sulla biologia sintetica e le sue nuove frontiere, si fa rinvio al nostro eBook gratuito OGM la Grande Truffa, su https://www.greatitalianfoodtrade.it/libri/ogm-la-grande-truffa

  3. Preziose considerazioni sui diritti dei piccoli coltivatori di Stevia rebaudiana Bertoni in America Latina e sulla minaccia alla biodiversità rappresentata dalla biologia sintetica sono disponibili nel rapporto di The Berne Declaration et al., Stevia-derived sweeteners violate indigenous rights, Svizzera, 2015, su https://intercontinentalcry.org/stevia-derived-sweeteners-violate-indigenous-rights/

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