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Yuka, i vantaggi della versione premium

I gestori della app francese Yuka invitano i consumatori, anche in Italia, a sottoscrivere la versione premium del servizio. Una richiesta di sostegno, anche economico, a una iniziativa partita dal basso che rimane priva di finanziatori esterni e offre a tutti un ottimo servizio.

La versione premium di Yuka

La app lanciata da un team di giovani francesi nel gennaio 2017 è disponibile in Italia dal 2020. In un solo anno è stata scaricata da 2 milioni di consumatori italiani, oggi raddoppiati. Come abbiamo riferito ampiamente, il sistema consente di conoscere in un istante il profilo nutrizionale degli alimenti confezionati scansionandone il codice a barre con lo smartphone. Lo stesso servizio riguarda la lista degli ingredienti (inci) dei cosmetici.

La versione premium di Yuka offre due utili funzioni:

  • l’accesso al database completo dei prodotti, senza bisogno di scansionarli di volta in volta. 2,5 milioni di alimenti e 1,5 milioni di cosmetici, 1.200 nuovi prodotti ogni giorno. Una funzione molto utile per ovviare alla scarsità di segnale al supermercato,
  • la selezione delle proprie preferenze alimentari, per sapere subito se in ciascun prodotto si trovino olio di palma, glutine, lattosio, ingredienti di origine animale. Questa funzione potrebbe venire sviluppata anche per i singoli allergeni, si spera, grazie al supporto economico a Yuka.

Quanto costa

Il costo della versione premium di Yuka è 10 euro, con invito a chi può di offrire anche un contributo maggiore. Merita evidenza il fatto che l’adesione dura 12 mesi e non viene rinnovata automaticamente.

L’intera organizzazione della app è consumer-friendly. Non vengono trattenuti i dati personali degli utenti, che ogni giorno a livello globale eseguono 3,5 milioni di scansioni al giorno (41 al secondo). Né compaiono pubblicità nella app.

Indipendenti (e perseguitati)

Yuka non riceve finanziamenti esterni di alcun tipo, men che meno dall’industria alimentare e cosmetica. Al contrario, per la sua attività di segnalazione della presenza di nitriti nei salumi ha subito attacchi giudiziari dalla Federazione francese dell’industria dei salumi.

Le sole entrate di Yuka – come mostra il suo bilancio, disponibile sul sito web – provengono infatti dalle sottoscrizioni individuali alla versione premium della app e dalla vendita di pubblicazioni, un libro e un calendario, tuttora disponibili solo in Francia.

Aspettando il NutriScore

L’utilità di Yuka è straordinaria, soprattutto in Paesi come l’Italia ove il NutriScore non è ancora visibile in etichetta:

  • chi la utilizza ha migliorato la qualità nutrizionale del proprio carrello della spesa, come emerge dall’ultimo rapporto pubblicato da Yuka.
  • l’industria alimentare e il retail hanno avviato la riformulazione dei cibi e dei cosmetici – anche in Italia, come si è visto nel pane industriale di Esselunga – per migliorare i profili nutrizionali e rimuovere gli additivi sospetti.

Un ulteriore motivo per supportare Yuka è affermare il diritto costituzionale alla libertà di opinione che anche in Italia è stato minacciato, nella inquisizione dell’Antitrust sulla app francese (infatti poi risoltasi nel nulla)

Marta Strinati e Dario Dongo

Marta Strinati
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Giornalista professionista dal gennaio 1995, ha lavorato per quotidiani (Il Messaggero, Paese Sera, La Stampa) e periodici (NumeroUno, Il Salvagente). Autrice di inchieste giornalistiche sul food, ha pubblicato il volume "Leggere le etichette per sapere cosa mangiamo".

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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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