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Uova di cioccolato. Additivi, olio di palma e prezzi alle stelle. 24 a confronto

Le uova di cioccolato, dono ‘irrinunciabile’ di Pasqua, sono il classico esempio di una presa in giro di Big Food nei confronti dei consumatori. Prezzi spropositati per la sola forma degli stampi e la ‘sorpresa’ (di fatto svelata sull’incarto), a prescindere dalla qualità dei prodotti. A seguire, l’analisi di 24 uova di cioccolato disponibili a scaffale dei supermercati. Il campione comprende 13 uova di cioccolato al latte, 5 di ‘cioccolato’ bianco e 6 di cioccolato fondente. (1)

Il gran ballo delle uova di cioccolato

Il primo elemento che balza agli occhi del consumatore è l’inflazione, o meglio la greedflation. Il prezzo medio del cioccolato stampato a forma di uovo è 52 euro/kg, e non è affatto giustificato né dalla qualità degli ingredienti, in media scadente, né dal tipo di cioccolato (latte o fondente).

La differenza di prezzo al chilo si direbbe invece legata soltanto alla notorietà dei marchi del produttore e dei gadget (personaggi cartoni animati, serie televisive, etc.), ovvero al tipo di sorpresa. Con un aumento medio dei prezzi del 7,4%, in confronto al 2023, secondo l’indagine condotta da Altroconsumo. (2)

Olio di palma e aromi di sintesi

L’olio di palma sembrava quasi essere scomparso dagli alimenti in Italia, grazie al successo della nostra petizione contro il suo impiego nei cibi in quanto la sua produzione è causa primaria di rapine delle terre, deforestazioni e sterminio degli orangutan. Tanto più dopo che EFSA ha rivelato la cancerogenicità e genotossicità di tre contaminanti di processo presenti nel più scadente dei grassi. (3) Lo si ritrova invece nella lista ingredienti di un terzo delle uova di cioccolato esaminate, tutte a marchio Ferrero e Nestlé.

Gli aromi di sintesi chimica sono a loro volta presenti in oltre il 37% del campione.

Il cacao assume rilievo solo nelle uova di cioccolato fondente, mentre nelle altre due versioni è sopraffatto dallo zucchero.

Uova di cioccolato al latte, caro Kinder

Tra le 13 uova di cioccolato al latte, 6 sono accompagnate da gadget per bambini. Il prezzo medio è 52 euro/kg, con un range che varia tra i 33 €/kg del Pernigotti e gli 80 €/kg del Kinder Gran Sorpresa. Quest’ultimo risulta il più caro anche nel solo segmento per bambini, ove il costo medio è di 56 €/kg.

Prezzo e qualità sono variabili indipendenti. L’uovo Kinder Gran Sorpresa è emblematico e si qualifica per

  • la minore quantità di cacao. 14,5%, a fronte di una media di 30,7%
  • la maggiore quantità di grassi saturi. 24,1%, rispetto a una media di 19,6%
  • la presenza di olio di palma, assieme a Ferrero Rocher e Kit Kat di Nestlé
  • l’aggiunta di aromi di sintesi, come pure in altre 5 uova di cioccolato al latte: Dolfin, Ferrero Rocher, Lindt, Motta e Bauli nella sola versione per bambini (nell’uovo per adulti impiega vaniglia naturale).

Gli zuccheri abbondano. A fronte di una media di 52,5% – oltre la metà dell’intero uovo – la forbice va dal 39% di Sperlari ai 56,6% di Dolci Preziosi. Le lecitine di soia sono sempre presenti.

uova di cioccolato al latte
Uova di cioccolato bianco, il cacao perduto

Il cacao è un elemento marginale nel cioccolato bianco. Tra i cinque prodotti selezionati, soltanto in quello di Bauli ‘Grandi firme’ ne viene precisata la percentuale (26%).

Grassi saturi e zuccheri, invece, abbondano:

– la media per i grassi saturi è di 20,22 g per 100 g di prodotto, con un minimo di 18,5 g nel Galak Nestlé e un massimo di 22 g nel Lindt,

– gli zuccheri sono più abbondanti che nelle uova di cioccolato al latte. La media è di 54,4%, con un minimo di 43,5% nel Ferrero Rocher e un massimo di 59% nel Perugina Baci Bianco di Nestlé.

L’olio di palma viene impiegato nel Galak e nelle praline inserite nel Ferrero Rocher. Quest’ultimo è l’unico, assieme a Lindt, che usa aromi di sintesi. Le lecitine di soia sono ovunque.

Il prezzo medio è di 53 €/kg, con un minimo di 43 € del Bauli e un massimo di oltre 58 € del Perugina Baci.

uova di cioccolato bianco
Uova di cioccolato fondente

Nelle uova al cioccolato fondente il cacao torna protagonista con percentuali attorno al 50%. Fa eccezione l’ultrafondente Perugina Baci 70%.

Ferrero Rocher fondente con nocciole è l’unico dei sei prodotti confrontati a impiegare olio di palma nelle praline e aromi di sintesi.

L’emulsionante lecitina di soia è sempre presente. Quanto ai macronutrienti,

– i grassi saturi sono in media il 20% del prodotto, con picco massimo di 23,2 nel Perugina Baci fondente al 70% e minimo (18,2%) nel Ferrero Rocher Pasqua d’oro,

– gli zuccheri sono meno invasivi, in confronto alle uova al latte e ‘cioccolato’ bianco. La media è di 44g per 100 grammi di uovo, con un massimo di 51g nel Bauli Grandi firme e un minimo di 27g nella versione ‘amara’ di Perugina 70%.

Il prezzo medio è di 51 euro, poco meno delle versioni ‘al latte’, spesso destinate ai bambini e pertanto gravate dal costo dei gadget.

uova di cioccolato fondente

Glutine e altri allergeni

La quasi totalità delle 24 uova di cioccolato esaminate comunica l’assenza di glutine. Fanno eccezione

– Kit Kat
– Sperlari Zanzibar
– Ferrero Rocher nocciole
– Bauli Grandi firme.

In due casi il claim ‘senza glutine’ appare sul fronte dell’etichetta: Dolci Preziosi al latte (Pokemon) e Galak Nestlé. Negli altri appare al termine della lista ingredienti.

Nella stessa area dell’etichetta viene comunicata la eventuale presenza di altri allergeni. E qui la violazione delle regole dilaga. La quasi totalità degli operatori dichiara ‘può contenere frutta a guscio’ o ‘può contenere altra frutta a guscio’. Una avvertenza errata perché priva della indicazione della tipologia di allergene, come abbiamo visto. (4)

Fa eccezione Ferrero:
– nel Rocher bianco e quello alle nocciole avverte correttamente ‘Può contenere mandorle, pistacchi’
– nel Kinder Sorpresa non inserisce invece alcuna avvertenza sul rischio contaminazione.

Nonostante la presenza di lecitine di soia, nessuna etichetta avverte della possibile presenza di questo allergene. Eppure, come abbiamo visto, il consumo di lecitine (additivo E 322) è sconsigliato alle persone allergiche alla soia, perché la possibilità di contaminazione da parte delle frazioni proteiche di questo allergene non può venire esclusa. (5)

L’insostenibilità delle uova di cioccolato

La sostenibilità non va di moda a Pasqua. Almeno tre ingredienti delle uova di cioccolato sono a elevato rischio sfruttamento, ma sulle etichette non ve ne è traccia quasi mai.

Per il cacao, l’unico marchio che espone un logo relativo alla sostenibilità di questo ingrediente è Nestlé con Rainforest alliance. Eppure, questo prezioso ingrediente è spesso ottenuto con pratiche violente, come lo sfruttamento del lavoro minorile con esposizione dei minori a pesticidi ed erbicidi pericolosi senza dispositivi di protezione individuale, abusi recentemente contestati da International Rights Advocates ai colossi Mars, Cargill e Mondelez. (6)

Per le nocciole, soltanto Sperlari Zanzibar ne riferisce l’origine italiana. Anche per questo ingrediente, tuttavia, le importazioni dall’estero pongono rischi importanti, come documentato dall’inchiesta della BBC su lavoro minorile e sfruttamento dei lavoratori in Turchia nelle piantagioni di nocciole che forniscono Ferrero. (7)

Sull’olio di palma, infine, abbiamo ampiamente documentato negli anni i casi di rapine delle terre (land grabbing) e deforestazioni tuttora in corso, in Brasile, per produrre l’olio di palma ‘sostenibile’ destinato a Ferrero e altri colossi dell’industria alimentare globalizzata. Nestlé, PepsiCo, Kellogg’s, Mars, Danone e Langnese tra gli altri. (8) Sul tema le etichette tacciono. E forse è meglio.

Marta Strinati

Note

(1) Campionamento eseguito il 23 marzo 2024 nella GDO.

(2) R. Usai, G. Voto. Rispetto all’anno scorso i prezzi delle uova di Pasqua sono lievitati del 7,4%. Stabile il costo delle colombe. Altroconsumo. 19.3.24 https://www.altroconsumo.it/alimentazione/fare-la-spesa/speciali/prezzi-dolci-pasquali

(3) L’olio di palma contiene sostanze cancerogene e genotossiche. Allerta Efsa per bambini e adolescenti. In Italia consumi record. GIFT (Great Italian Food Trade). 5.5.16

(4) Dario Dongo. Può contenere tracce di… allergeni? Indizio di crimine. FARE (Food and Agriculture Requirements). 11.8.17

(5) Marta Strinati. Frùttolo e altre merende al latte, 10 prodotti a confronto. GIFT (Great Italian Food Trade). 25.9.21

(6) Dario Dongo. Abusi sui bambini del cacao, class action in USA. GIFT (Great Italian Food Trade). 6.1.24

(7)  Dario Dongo, Guido Cortese. Ferrero, nocciole e lavoro minorile. Inchiesta BBC in Turchia. GIFT (Great Italian Food Trade). 16.11.19

(8) Dario Dongo. Brasile, land grabbing e deforestazioni per l’olio di palma ‘sostenibile’ di Ferrero e Big Food. Lettera aperta. GIFT (Great Italian Food Trade). 22.5.23

Marta Strinati
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Giornalista professionista dal gennaio 1995, ha lavorato per quotidiani (Il Messaggero, Paese Sera, La Stampa) e periodici (NumeroUno, Il Salvagente). Autrice di inchieste giornalistiche sul food, ha pubblicato il volume "Leggere le etichette per sapere cosa mangiamo".

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