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One Health. Salute e benessere animale, umano, planetario. Cosa possiamo fare?

One Health. Salute e benessere animale, umano, planetario. Cosa possiamo fare?

La dura lezione di Covid-19 dovrebbe imporre a ogni Stato membro di WHO (World Health Organization) l’effettiva adozione del paradigma One Health. Vale a dire, un approccio sistemico all’analisi dei rischi di sanità pubblica nella loro correlazione con la salute e benessere animale, da un lato, e quella dell’ambiente.

Un recente editoriale di ANSES – l’Agenzia nazionale francese per la sicurezza alimentare, ambientale e professionale (1) – offre alcuni spunti di riflessione anche in vista delle nostre scelte quotidiane di consumo e l’adesione all’Iniziativa dei Cittadini Europei #SalviamoLeApi.

One Health, Ecohealth, One Wealth

Le tre epidemie di coronavirus in vent’anni (Sars, Mers e Sars-CoV2, delle numerose varianti registrate) – oltre a essere del tutto prevedibili, come si è già annotato – vengono ricondotte alle interazioni tra uomo e animale. (2) In termini più generali, il 75% delle malattie infettive emergenti è di origine animale, da tre a cinque ogni anno, e il 60% del totale delle malattie infettive è comune alle due specie. (3) E i patogeni apportati da animali selvatici, soprattutto nelle aree intertropicali dove è maggiore la perdita di biodiversità, riportano l’attenzione sull’ambiente. (4)

One Health esprime un approccio olistico verso la salute umana, la sanità animale e quella degli ecosistemi. All’atto pratico, ciò comporta lo scambio di conoscenze e l’interazione tra medicina umana e veterinaria, biologia e scienze ambientali (e discipline correlate). (5) Si riferisce anche a Ecohealth (o Health Ecology) – per le correlazioni tra i cambiamenti (in ambienti biologici, fisici, sociali ed economici) e la salute umana, e a One Wealth per aggiungere il benessere e la sostenibilità economica alla dimensione della salute, in linea con il Sustainable Development Goal 3 (#SDG3, to Ensure People’s Health and Well-being for All).

Zoonosi

Le zoonosi sono tutte le situazioni in cui un agente patogeno (batterio, virus) o un parassita può venire trasmesso dagli animali all’uomo e/o viceversa. Le zoonosi non sono sempre causa di malattie, poiché alcuni animali sono portatori sani di agenti patogeni invece responsabili di malattie nell’uomo e viceversa. Ed è la mutazione – più frequente nei virus (es. influenza aviaria, Ebola, Covid-19, tutti virus a RNA) che nei batteri e i parassiti – a consentire al patogeno l’adattamento a una nuova specie.

La trasmissione delle zoonosi può avvenire attraverso il contatto diretto, favorito dalla promiscuità tra uomini e animali in ecosistemi rarefatti e condizioni igieniche precarie, ma non soltanto. (6) Alcuni patogeni si trasmettono attraverso l’ambiente – attraverso l’acqua (batteri e virus enterici), il suolo (es. tetano, antrace, etc.), altri per via di alimenti contaminati (es. Salmonella, Campylobacter, Anisakis, etc.), altri ancora mediante altri vettori quali insetti o aracnidi. (7)

Benessere animale

Fonti di stress e condizioni di scarso benessere possono esporre gli animali da allevamento a malattie trasmissibili che comportano rischi per la salute pubblica, oltre a perdite e problemi di sostentamento per gli allevatori. I diritti degli animali quali esseri senzienti sono riconosciuti, idealmente, nel Trattato europeo di Lisbona (2007), all’articolo 2.2.1. EFSA (European Food Safety Authority) è stata perciò incaricata di controllare i fattori di criticità e individuare le migliori prassi per ridurre dolore, disagio e altre forme di sofferenza, nonché migliorare il benessere animale. (8)

La Commissione europea, pur avendo coordinato una riforma organica delle regole sulla sanità animale, si ostina tuttavia a rinviare l’adozione di una strategia complesssiva sul benessere animale che ne costituisce al contempo corollario e premessa. Con l’ulteriore paradosso di dedicare priorità all’etichettatura di ‘animal welfare rispetto ai requisiti di base.

Antibiotici e antibiotico-resistenza

Gli antibiotici, sostanze attive utilizzate per contrastare i batteri che causano infezioni, hanno rappresentano un importante passo avanti nella storia della medicina. Complessivamente si stima che ‘il loro utilizzo abbia portato a un aumento dell’aspettativa di vita di almeno dieci anni, rendendo possibile il trattamento con successo di una serie di malattie precedentemente fatali’. (9) Il loro uso sconsiderato, nella medicina umana come in quella veterinaria, ha tuttavia comportato la comparsa di ceppi batterici capaci di resistere a questi trattamenti. Al punto che molti batteri sono ora resistenti a diversi antibiotici (multi-resistenza), perciò inefficaci. L’OMS e la WTO considerano perciò l’antibiotico-resistenza come la più grave minaccia alla salute pubblica a livello planetario.

Il ministero della Salute italiano aveva definito un Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza, per il periodo 2017-2020. (10) Con obiettivi di  sorveglianza, prevenzione e controllo delle infezioni, anche attraverso l’uso corretto degli antibiotici. Mediante attività di formazione, comunicazione e informazione, ricerca e innovazione. Alla prospettiva One Health è dedicato anche il CRAB – Centro di Referenza Nazionale per l’Antibioticoresistenza, con riguardo anche alla raccolta dei dati che provengono dal monitoraggio della resistenza agli antibiotici nel settore veterinario (11,12).

Deforestazioni, agrotossici

La deforestazione massiva di aree tropicali è stata considerata uno dei fattori critici per il salto di specie di alcuni coronavirus. (13) La risoluzione 22.10.20 del Parlamento europeo ha indicato alla Commissione europea la strategia da seguire per mitigare drasticamente questo fenomeno che tra l’altro si associa a crimini contro l’umanità (land grabbing) ed emergenza climatica, come evidenziato anche da IPCC (Intergovernamental Panel on Climate Change, 2019).

Gli agrotossici a loro volta hanno contaminato il 64% dei terreni agricoli a livello planetario. Circa 24,5 milioni di km2 di suoli sono inquinati da più di una sostanza attiva, nell’elenco dei veleni, e la metà di essi – pari al 31% del totale – è ad alto rischio. Lo studio dell’Università di Sidney di recente pubblicato su Nature, nel riferire tali dati, sottolinea gravi preoccupazioni sul destino di 5 enormi bacini idrografici – in Sud Africa, Cina, India, Australia e Argentina – ove al pericolo inquinamento si associano elevata biodiversità e scarsità d’acqua. (14)

One Health, che fare?

Noi cittadini e consumatori dobbiamo assumere consapevolezza del potere delle nostre scelte quotidiane nell’arginare fenomeni che di per sé stentano a migliorare, come si è visto. Vale la pena soffermarsi oggi su alcune azioni che sono nella nostra piena disponibilità:

▶️ #SalviamoLeApi e gli agricoltori è l’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) mediante la quale si pretende il concreto impegno della Commissione europea a vietare i pesticidi killer che minacciano la sopravvivenza degli insetti impollinatori e persistono nei terreni fino a contaminare le acque superficiali e di falda (ISPRA 2020). Sono state raccolte a oggi 600 mila firme su 1 milione. È perciò cruciale aderire oggi all’ICE e fare in modo che i nostri contatti la sottoscrivano, facciano propaganda a loro volta, su https://www.savebeesandfarmers.eu/ita.

▶️ comprare cibi biologici non è chic, è soltanto logico. Per liberare il nostro organismo dai residui di glifosate (o glifosato) e altre sostanze indiziate di varie disgrazie per la salute. E rinforzare invece il sistema immunitario, il miglior alleato della salute in questo periodo storico. Ma anche per garantire il benessere animale con l’unico standard oggi definito in un regolamento UE, soggetto tra l’altro a controlli supplementari. Privilegiando sempre le filiere locali, i piccoli agricoltori, anche a costo del ‘poco (in varietà) ma buono’,

▶️ ‘senza antibiotici’. Le filiere animali senza antibiotici sono state sviluppate proprio in Italia, grazie ad Algatan e Coop Italia. Uova, pesce d’acquacoltura, pollame, carni suine e bovine sono fonti di esposizione ad antibiotici di cui si può fare benissimo a meno. La scelta rigorosa dei soli prodotti ‘senza antibiotici’ costringerà tutta la GDO (Grande Distribuzione Organizzata) e gli allevatori ad adeguarsi, senza tra l’altro dover affrontare maggiori spese come Algatan ha già dimostrato.

La spesa sostenibile fa bene a tutti, Ulteriori spunti qui.

Dario Dongo

Note

(1) ANSES. Hommes et animaux: une seule santé. 28.4.21, https://www.anses.fr/fr/content/hommes-et-animaux-une-seule-sant%C3%A9

(2) La famiglia dei coronavirus è numerosa. Essi colpiscono principalmente gli apparati respiratorio e digerente. Oltreché quello circolatorio, come è emerso nei più recenti studi scientifici. V. https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/cosa-sono

(3) ANSES. Les interactions entre la santé animale et la santé humaine en 10 points clés. 21.4.21. https://www.anses.fr/fr/content/les-interactions-entre-la-sant%C3%A9-animale-et-la-sant%C3%A9-humaine-en-10-points-cl%C3%A9s

(4)  ANSES. La faune sauvage, réservoir de pathogènes. 7.4.21, https://www.anses.fr/fr/content/la-faune-sauvage-r%C3%A9servoir-de-pathog%C3%A8nes

(5) ISS (Istituto Superiore di Sanità). Salute globale e disuguaglianze di salute. One Health. https://www.iss.it/one-health

(6) https://www.anses.fr/fr/content/les-zoonoses-quand-les-animaux-contaminent-l%E2%80%99homme

(7) Le zanzare possono causare gravi problemi di sanità pubblica in aree afflitte da infezioni virali (https://www.epicentro.iss.it/zanzara/). Come nel caso della malaria, tuttora diffusa e variamente pericolosa in varie aree del pianeta. La zanzara tigre è risultata essere un vettore biologico efficace di patogeni molto aggressivi come i virus dengue (DENV), chikungunya (CHIKV) e febbre gialla (YFV).

Le zecche a loro volta possono trasmettere alcuni patogeni – protozoi, batteri e virus – responsabili di malattie nell’uomo più o meno rilevanti dal punto di vista epidemiologico (https://www.epicentro.iss.it/zecche/). La maggior parte di queste infezioni può venire diagnosticata esclusivamente a livello clinico, ma solo raramente (fino al 5% dei casi) le malattie che ne derivano possono esporre a pericolo di vita (v. https://www.anses.fr/fr/content/tout-comprendre-sur-les-vecteurs-et-les-enjeux-de-lutte)

(8) EFSA (European Food Safety Authority). Benessere degli animalihttps://www.efsa.europa.eu/it/topics/topic/animal-welfare

(9) ANSES. La résistance aux antibiotiques. 7.4.21, https://www.anses.fr/fr/content/la-résistance-aux-antibiotiques 

(10) Ministero della Salute (2017). Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza (PNCAR) 2017-2020. https://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_2_1.jsp?lingua=italiano&id=2660 

(11) Il CRAB (Centro di Referenza Nazionale per l’Antibioticoresistenza) non è purtroppo dotato a tutt’oggi di un sito web. Informazioni sulle sue attività sono raccolte sul sito dell’IZS (Istituto Zooprofilattico Sperimentale) di Lazio e Toscana. V. https://www.izslt.it/crab/il-centro-di-referenza/

(12) Ministero della Salute. Piano di monitoraggio armonizzato sulla resistenza agli antimicrobici di batteri zoonotici e commensali 2021. Bovini e suini. https://www.izslt.it/crab/wp-content/uploads/sites/8/2020/12/Piano-AMR_2021.pdf 

(13) Per approfondimenti si veda l’ebook ‘Covid-19, l’ABC. Volume III, Pianeta’ (Égalité, Roma, 2020), su https://www.greatitalianfoodtrade.it/covid-19-abc-volume-iii-pianeta 

(14) Tang, F.H.M., Lenzen, M., McBratney, A. et al. Risk of pesticide pollution at the global scale. Nat. Geosci. 14, 206–210 (2021). https://doi.org/10.1038/s41561-021-00712-5

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