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Olio extra vergine di oliva al supermercato, il test di Que Choisir

Olio extra vergine di oliva al supermercato, il test di Que Choisir

La rivista dei consumatori francesi Que Choisir ha analizzato 26 bottiglie di olio extra vergine di oliva venduto nei supermercati. Il risultato è poco incoraggiante.

7 marchi di olio extra vergine d’oliva venduti anche in Italia

I campioni di olio extra vergine di oliva analizzati da Que Choisir comprendono quelli di 7 marchi disponibili anche nei supermercati italiani.

I test fisico-chimici e organolettici (eseguiti mediante panel test da una giuria di esperti accreditati) hanno consentito di accertare la vera natura di ogni olio extravergine di oliva sottoposto a campionamento.

Acidità oleica, valore dei perossidi, l’assorbanza (coefficiente di ossidazione misurato in termini di assorbimento dei raggi UV alle lunghezze d’onda 232 nm, 270 nm), tenore di esteri etilici degli acidi grassi e contenuto di cere, in particolare, permettono di valutare la qualità delle olive utilizzate e il grado di ossidazione degli oli.

Altri parametri sono stati utilizzati per verificare l’assenza di frodi, come la presenza di oli raffinati (c.d. olio di oliva) ovvero di diversa origine botanica.

Caccia ai contaminanti

Le analisi di laboratorio sono state mirate anche alla individuazione di tre tipi di contaminanti:

– pesticidi e altri prodotti agrochimici (es. erbicidi, fungicidi), tramite analisi multi-residuale su oltre 600 molecole,

– oli minerali. Presenti in una grande varietà di alimenti, provengono da molteplici fonti di contaminazione lungo tutta la catena di produzione, dalla materia prima alla lavorazione. Anche in questo caso, come già nelle precedenti indagini di Ökotest, (1) stati ricercati MOSH (idrocarburi saturi di oli minerali) e MOAH (idrocarburi aromatici di oli minerali), questi ultimi sospettati di essere cancerogeni,

– plastificanti. Le analisi hanno rintracciato una quindicina di molecole, tra cui gli ftalati (compresi DEHP e DBP, entrambi classificati come sostanze tossiche per la riproduzione a livello europeo e classificati come interferenti endocrini), gli adipati e composti appartenenti ad altre famiglie di plastificanti. (2)

Risultati deludenti

La gran parte degli oli esaminati (16 prodotti su 26, pari al 62% del totale) non ha superato la prova. Sebbene i valori chimici fossero vicini ai limiti di legge, molti prodotti sono stati bocciati al test organolettico per il sapore rancido. Un difetto riconducibile anche a condizioni inappropriate di stoccaggio o trasporto.

Tra i prodotti italiani e disponibili in Italia, i bocciati sono tre:

1) Carapelli Bio Classico. punteggio 7,5/20. Ottenuto da olive bio con origine UE ed extraUE, confezionato in bottiglia di vetro scuro, è stato acquistato in Francia a 7,80 €/l. Declassato a vergine dopo la degustazione per il sapore rancido. Con un’assorbanza ‘un po’ alta’, che indica l’inizio dell’ossidazione dell’olio. Quantomeno esente da contaminanti e oli estranei, salve lievi tracce di oli minerali.

2) Carapelli Classico. Punteggio 7,7/20. A differenza delle altre versioni (Vivace, Delicato) si caratterizza per il sapore persistente tra l’amaro e il leggermente piccante. L’origine delle olive è UE ed extra-UE, la bottiglia in vetro scuro. Prezzo 7,08 €/l. Declassato a vergine dopo la degustazione per il difetto ‘chômé-lies’, un flavor caratteristico dell’olio ottenuto da olive ammassate che hanno sofferto un grado avanzato di fermentazione anaerobica. Privo di contaminanti e oli estranei, ha mostrato lievi tracce di oli minerali.

3) Primadonna, distribuito da LIDL. Punteggio 7,7/20. Da olive di origine spagnola, è confezionato in bottiglie di plastica scura. È tra i prodotti più economici del test, 4,99 €/l. Declassato a vergine dopo l’assaggio per ‘chômé-lies’ e sentore di ‘umido-terra’. Libero da contaminanti e oli estranei, mostra solo tracce di oli minerali.

Gli oli extra vergine confermati, sia pure con alcune pecche

Gli altri 4 marchi di olio extra vergine disponibili anche in Italia hanno invece ricevuto conferma della qualità extravergine. Sia pure con annotazione di alcune pecche.

4) Auchan. Da olive francesi. La bottiglia di questo olio extra vergine di oliva, annota Que Choisir, reca una vecchia etichetta, poiché riporta il Nutri-Score D, mentre tutti gli oli d’oliva sono ora Nutri-Score C. Confezionato in bottiglie di vetro scuro da 50 cl, costa 19,98 €/l.

È il migliore del test (punteggio 16/20). All’assaggio, il fruttato è di media intensità, sia verde che maturo, mentre l’amaro e il piccante sono leggeri. La bassa acidità oleica è un segno di buona qualità delle olive prima della loro frangitura. Gli esteri etilici degli acidi grassi, marcatori della fermentazione del frutto, sono infatti molto contenuti. Bassi anche i valori di assorbanza e perossido, segno di scarsa ossidazione.

Tuttavia, l’extravergine di Auchan viene criticato per la presenza di piccole quantità di residui di pesticidi sospettati di interferenza endocrina. Gli oli minerali sono presenti in tracce, difficilmente rilevabili. Nessuna traccia di plastificanti.

Gli altri oli non declassati

5) Carrefour Bio. Punteggio 15,3/20. Ottenuto da una miscela di oli UE e non-UE, è confezionato in bottiglie di vetro scuro. L’etichetta riferisce il Nutri-Score C. Prezzo 6,35 euro/l. All’assaggio rivela uno dei sapori fruttati più pronunciati, di media intensità e verde. L’amaro e il piccante sono ben bilanciati. L’assorbanza e, in misura minore, il valore del perossido (indicatori dell’ossidazione dell’olio) sono superiori ai livelli ottimali ma conformi alle norme. Privo di contaminanti.

6) Costa d’Oro. Punteggio 14,5/20. Ottenuto da olive 100% italiane di cui l’oleificio – ora parte del colosso francese Avril – garantisce la tracciabilità dai campi al frantoio, fino all’impianto di imbottigliamento. Esprime il gusto vigoroso e inimitabile delle olive raccolte a maturità, a conferma del know-how dello storico oleificio di Spoleto. Al prezzo, in Francia, di 13,56 €/l.

All’assaggio, è un olio fruttato di media intensità. Que Choisir lo riconosce come uno degli oli fruttati più pronunciati, tra i 26 prodotti analizzati, se pure esistano oli con gusto ancora più intenso. Due parametri fortemente legati all’ossidazione, l’assorbanza UV e, in misura minore, il valore del perossido, sono più alti del desiderato.

Il giudizio sui residui di pesticidi è invece critico poiché sono state individuate – a livelli molto bassi, rispetto ai limiti di legge – quattro diverse molecole di cui una è sospettata di reprotossicità e un’altra di interferenza endocrina.

7) Monini Classico. Punteggio 13,4/20. Da olive con origine UE, è confezionato in bottiglie di vetro scuro. Prezzo 8,95 €/l. Meno apprezzato all’assaggio, il fruttato è medio e maturo. Qualche problema, anche qui, con i contaminanti. Sono state identificate piccole quantità di residui di due pesticidi, sospettati di essere reprotossici e in un caso interferente endocrino.

Presenti anche oli minerali in piccole quantità. Secondo il laboratorio, è il segno di una possibile contaminazione di un olio minerale di grado tecnico (es. olio lubrificante).

Marta Strinati 

Note

(1) Dario Dongo, Marina De Nobili. Olio extravergine d’oliva, pericoli e difetti. L’inchiesta di Ökotest. GIFT (Great Italian Food Trade). 11.6.19, https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/olio-extravergine-d-oliva-pericoli-e-difetti-l-inchiesta-di-ökotest

(2) Dario Dongo, Luca Foltran. Ftalati e BPA nell’organismo umano. GIFT (Great Italian Food Trade). 9.11.18, https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi/ftalati-e-bpa-nell-organismo-umano

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