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Olio di palma alto oleico? L’ennesima operazione losca dei palmocrati al Codex Alimentarius

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Nel consueto silenzio dei media di regime, un’azzardata proposta di standard internazionale per l’olio di palma ‘alto oleico’ è stata discussa in primavera. L’ennesima operazione losca dei palmocrati, al Codex Alimentarius questa volta.

Premessa. Il Codex Alimentarius

La Commissione del Codex Alimentarius (CAC) venne istituita nel 1963 dalla FAO (Food Agriculture Organization) e l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Al fine di condividere e definire standard internazionali e linee guida di riferimento per tutti gli Stati aderenti alle predette organizzazioni. Col duplice obiettivo di garantire la salute dei consumatori e la lealtà delle pratiche commerciali aventi a oggetto alimenti e bevande.

Il Codex Committee on Fats and Oils (CCFO) è uno degli organi ausiliari della Commissione del Codex Alimentarius. Il suo compito è quello di elaborare gli standard globali per i grassi e gli oli di origine animale e vegetale, incluso l’olio d’oliva. Il CCFO è stato ospitato per oltre quattro decadi (1964-2007) dal Regno Unito, e successivamente dalla Malesia. (1)

Codex Committee on Fats and Oils, palmo-folies

Un ipotetico olio di palma ‘alto oleico’ è stato oggetto di vivaci dibattiti, all’ultima riunione del CCFO. (2) A fronte di una mozione della Colombia, primo produttore di olio di palma del continente americano. (3)

Il grasso in questione deriva da una nuova varietà di palma da olio denominata ‘OxG’ che proverrebbe dall’incrocio – con ausilio di ingegneria genetica? – tra le varietà Elaeis Oleifera ed Elaeis Guinensis. (4)

L’olio di palma OxG si distingue rispetto a quello derivato dalla Elaeis Guinensis solo perché la sua composizione media presenta un tenore di acido oleico lievemente superiore.

La Colombia però ha colto l’occasione per proporre una modifica allo standard per gli oli vegetali (5), introducendovi la nuova categoria denominata ‘Olio di palma ad alto contenuto di acido oleico

Olio di palma alto oleico, operazione losca

La denominazione proposta dalla Colombia, olio di palma alto oleico, è fraudolenta e inaccettabile. Tenuto conto che l’olio di palma OxG registra un incremento risibile del tenore di acido oleico (12% in media). Vieppiù ove si consideri che:

– l’olio di oliva – pur senza riferire all’acido oleico, (6) nella sua denominazione – ne contiene in media il 70% del totale degli acidi grassi,

– per l’olio di girasole, il Codex ha definito gli standard ‘alto oleico’ (quando tale acido grasso sia presente in quantità 75-90%) e ‘medio oleico’ (per valori compresi tra il 41 e il 71 %).

Questa grande beffa è così sfacciata che, per una volta, le delegazioni europee e statunitensi paiono avere espresso simili perplessità. Nella più ardita delle ipotesi, laddove il contenuto di acido oleico sia coerente ai limiti stabiliti per l’olio di girasole, si riferisca a ‘contenuto medio di acido

oleico’

Post Scriptum

E se l’OxG fosse un OGM, o un ‘nuovo OGM‘(NPBT, New Plant Breeding Tecnique)? Nell’attesa di indagini scientifiche, ci si dovrà preparare al rischio di nuovi contenziosi in sede WTO. Con l’aggravante del CETA alle porte (7) e il TTIP nel limbo.

Dario Dongo

 

Note

(1) La Malesia, insieme all’Indonesia, esprime  circa l’85% della produzione del grasso più impiegato nelle produzioni alimentari, l’olio di palma. La sola Malesia produceva 69 milioni di tonnellate di olio di palma nel 2014 (dati FAOSTAT)

(2) A Kuala Lumpur, dal 25.2 al 3.3.2017

(3) La Colombia, con 3,3 milioni di tonnellate, esprimeva nel 2014 il 5,8 % dell’intera produzione mondiale di olio di palma (dati FAOSTAT)

(4) L’Elaeis guinensis è la varietà attualmente più utilizzata nelle piantagioni di Indonesia, Malesia e altrove. L’Elaeis oleifera, a sua volta originaria del continente africano, è stata invece poco utilizzata fino a oggi per la sua scarsa resa olearia. L’ibrido tra le due specie è stato sviluppato con l’intento di trovare una specie resistente a una muffa (Ganoderma zonatum) a cui l’Elaeis guinensis è  sensibile. Al punto da avere causato, negli anni passati, la perdita di circa 100.000 ettari di piantagioni solo in Colombia

(5) CODEX STAN 210-1999

(6) L’acido oleico è un acido grasso monoinsaturo, i cui benefici per la salute sono generalmente noti. È presente in misura variabile in tutti gli oli di origine vegetale, oltreché nei grassi animali

(7) Se pure l’UE o alcuno dei suoi Stati membri proverà a sbarrare le porte a nuovi prodotti d’incerta derivazione, potrà incorrere nel rischio di contenziosi (Investment Court System) azionati da qualsivoglia impresa – anche colombiana, ad esempio – che abbia sede in Canada

 

Informazioni sull'autore

Dario Dongo

Dario Dongo

Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) e cofondatore del Fatto Alimentare.