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Liberté solo a parole, anche in Francia è censura

Liberté solo a parole, anche in Francia è censura

In Francia la liberté si è ristretta. Due organizzazioni sono state condannate per diffamazione con sanzioni da capogiro. La loro colpa? Informare i consumatori sulla presenza di sostanze problematiche in alcuni alimenti.

Verità scomode, che le lobby dei produttori pretendono di nascondere con intimidazioni, querele e azioni legali di risarcimento. Una nuova forma di censura, in Francia come già in Italia, ora anche in Germania.

Yuka colpita dai salumieri francesi

Evidenziare la presenza di nitriti e nitrati nelle carni e svelarne i rischi per la salute è costato alla app Yuka tre condanne in altrettanti tribunali amministrativi francesi. Dopo il primo attacco, di cui avevamo riferito, il giovane team fondatore dalla app scaricata da 2 milioni di italiani in un solo anno è stato raggiunto da due ulteriori condanne.

Ad attaccare Yuka è sempre la lobby dei salumieri francesi (Fédération des entreprises françaises de charcuterie-traiteur – FICT). La loro tesi è che nitriti e nitrati sono autorizzati in Europa ed è quindi denigratorio sottolineare che il loro apporto possa aumentare il rischio di tumori. Sebbene a tali conclusioni siano giunti autorevoli studi scientifici e anche perciò in UE si stanno rivalutando i limiti d’impiego dei nitriti negli alimenti, come si è visto.

La ricca industria dei salumi ha gioco facile contro la piccola startup che gestisce Yuka. Ogni azione giudiziaria comporta gli oneri delle spese legali e i rischi di dover anticipare ulteriori esborsi nei casi di condanna. Fino a quando la libertà di espressione non verrà riconosciuta nei successivi gradi di giudizio, anche alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo se necessario. I fondatori di Yuka hanno così lanciato una colletta, raccogliendo in pochi giorni più di 360mila euro. Un risultato che ‘riflette il grande sostegno della popolazione francese al progetto‘, ci dice Tamara Linder di Yuka.

I vini di Bordeaux con i pesticidi

Altro caso di censura in Francia perseguita Alerte aux Toxiques, un’organizzazione che si batte contro lo spargimento di pesticidi, e la sua portavoce Valérie Murat. La ‘colpa’ degli attivisti è la pubblicazione di un test su 22 vini certificati HVE,
Haute Valeur Environnementale.
I quali tutti sono risultati contaminati da cocktail di pesticidi, in media 8 agrotossici ciascuno, se pure entro i limiti di legge.

Secondo Bordeaux Winegrowers Association (CIVB) e altre due dozzine di querelanti, la rivelazione avrebbe danneggiato l’immagine dei vini bordolesi. Una tesi assurda, tuttavia accolta dal tribunale di Libourne che a febbraio 2021 ha condannato l’associazione e la sua portavoce Valérie Murat a pagare 150mila euro.

Il ricorso subito presentato da Valérie Murat viene giudicato il 13.10.21. E i vinai sostengono che non potrà venire accolto, perché i condannati non hanno pagato i danni. L’associazione è sostenuta da una quarantina di ONG e da diversi leader politici, tra i quali Confédération paysanne de Gironde e la formazione politica Europe Ecologie Les Verts (EELV) Gironde.

La Germania e i palmocrati

Anche in Germania si abbatte la censura delle ONG. In questo caso, un tribunale di Amburgo si sta occupando di un caso di distruzione della foresta tropicale papuana. L’imputato non è Korindo, la compagnia responsabile, ma la ONG Salviamo la Foresta, che ha documentato con foto, video e testimonianze i danni causati dalla compagnia indonesiana Kenertec, del gruppo Korindo.

Questo è un tipico caso di causa SLAPP, aziende e individui potenti che abusano dei tribunali europei per perseguitare attivisti, ambientalisti e giornalisti‘, denuncia la ONG, che ricorda ‘La giornalista assassinata a Malta, Daphne Caruana Galizia, al momento della sua morte per omicidio, aveva 47 cause pendenti contro di lei‘.

Per impedire questo tipo di censura, Salviamo la Foresta promuove la petizione rivolta alla Commissione europea ‘Fermiamo i processi che generano abusi‘.

La censura Made in Italy

Sotto il tricolore non va meglio. Clamoroso il caso dell’Umweltinstitut München vessato legalmente per le sue critiche sui pesticidi nelle piantagioni di mele in Alto Adige.

Il sapore della censura ha cercato di raggiungere anche questo sito. L’inchiesta su #VanghePulite condotta da Dario Dongo ha già fruttato quattro querele nel solo 2021. (1)

Esporre fatti scomodi, anziché ripetere la Voce del Padrone, ha i suoi costi. Noi restiamo Fedeli alla Linea, come sempre. Ma è bene ricordare che l’Italia è leader in UE e al secondo posto nel continente europeo (dopo la Russia e prima della Serbia) per la carenza di libertà di stampa, nella classifica 2021 stilata al Consiglio d’Europa.

Note

(1) Sono 4 le querele ricevute nel solo 2021 da Dario Dongo in quanto autore dei seguenti articoli pubblicati su GIFT (Great Italian Food Trade):

– Consorzi Agrari d’Italia SpA, Federconsorzi 2? Il dossier dei veleni.   1.1.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/consorzi-agrari-d-italia-spa-federconsorzi-2-il-dossier-dei-veleni

– Federconsorzi 2, CAI SpA, AgriRevi, Coldiretti. La cena dei cretini, 31.1.21 https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/federconsorzi-2-cai-spa-agrirevi-coldiretti-la-cena-dei-cretini

– CAI SpA, Federconsorzi 2. La Grande Abbuffata di Federico Vecchioni e il cerchio magico di Coldiretti, 16.2.21 https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/cai-spa-federconsorzi-2-la-grande-abbuffata-di-federico-vecchioni-e-il-cerchio-magico-di-coldiretti

Qui le lettere di intimidazione degli avvocati del cerchio magico di Coldiretti https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/federconsorzi-2-alias-cai-spa-un-po-di-chiarezza

Un ulteriore caso di intimidazione è riferito in questo articolo:

Dario Dongo. Inalpi, intimidazioni e aggiornamenti. #VanghePulite, 12.9.21 https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/inalpi-intimidazioni-e-aggiornamenti-vanghepulite

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