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Gasatori per acqua di rubinetto, il confronto di 60 Millions de Consommateurs

I gasatori per rendere frizzante l’acqua di rubinetto sono uno strumento utile per ingoiare meno microplastiche, ridurre i rifiuti da bottiglie monouso in plastica e risparmiare. La rivista dei consumatori francesi ’60 Millions de Consommateurs’ dedica loro una comparazione tra sette modelli, reperibili anche in Italia. (1)

Bollicine fai-da-te

Il consumo di acqua minerale in bottiglia, quasi sempre in PET, è spesso dettato dalla ricerca delle bollicine, più o meno intense. Un gusto simile, quando si è certi della salubrità dell’acqua che sgorga dai rubinetti, può peraltro venire facilmente ottenuto con un piccolo ‘gasatore’ domestico.

La ‘gasatura’ dell’acqua avviene mediante aggiunta all’acqua di anidride carbonica (CO2) di grado alimentare, contenuta in apposita cartuccia inserita nell’apparecchio. Ed è possibile modulare la quantità di gas, per variare il grado di effervescenza (dallo stile ‘Ferrarelle’ a quello ‘Perrier’).

Gasatori per acqua di rubinetto, sette a confronto

Per scegliere l’apparecchio ideale torna utile la comparazione condotta dagli esperti di ’60 Millions de Consommateurs’ su sette modelli di gasatori dei maggiori produttori, vale a dire

– Soda Stream (modelli Terra e Duo, entrambi in Promo Pack),

– Aarke (Carbonator 3)

– Mysoda (Woody)

– Philips (GoZero)

– Carrefour (Machine à eau pétillante), non disponibile nei punti vendita italiani,

– Brita (SodaONE).

I parametri da confrontare

I parametri più importanti valutati dalla rivista dei consumatori francesi sono

– autonomia della cartuccia di CO2. Il valore dichiarato dal produttore non sempre corrisponde a quello reale. Per i 7 modelli viene indicata sempre una durata di 60 litri. La prove hanno invece mostrato che – al livello massimo di effervescenza – soltanto il marchio Sodastream si avvicina a questa quota. Negli altri apparecchi l’autonomia della cartuccia di gas è variata fra i 40 litri del Philips ai 46 del MySoda

– dimensioni dell’apparecchio. L’ingombro del gasatore può variare sensibilmente. Tra i modelli a confronto, si va da un minimo di 252 cm2 (42,5×19,5×13) del modello Sodastream Terra ai 429 cm2 dell’Aarke (41 x 26 x 16.5)

– inserimento della cartuccia di gas. Sulla quasi totalità degli apparecchi esaminati, la cartuccia si avvita. Lo svantaggio è che questa modalità è un po’ scomoda e richiede di capovolgere l’apparecchio. Il vantaggio è che tutte le cartucce a vite hanno il medesimo passo, quindi non è necessario acquistare da un solo marchio e si può risparmiare. I due gasatori Sodastream esaminati condividono invece un sistema di aggancio della cartuccia del gas a clip (Quick Connect), che obbliga a rifornirsi dallo stesso produttore. Altri gasatori Sodastream impiegano peraltro la cartuccia a vite.

Condannati a bere dalla plastica?

Un aspetto sgradevole è che con i gasatori vengono sempre fornite bottiglie in plastica, precisamente in PET (polietilene tereftalato), dichiarato senza BPA (bisfenolo A, sostanza tossica di cui abbiamo riferito). (2) Tali bottiglie sono marchiate con una data di scadenza (uno o due anni, di solito) per mitigare la migtazione chimica associata alla degradazione del materiale.

La degradabilità della plastica è del resto una delle cause del grave inquinamento ambientale da microplastiche, tanto diffuse – ormai ovunque – da essere penetrate persino nell’organismo umano (polmoni, arterie, placenta) e venire qualificate come un nuovo fattore di rischio cardiovascolare. (3)

Unica eccezione, tra i sette modelli in esame, è il modello Sodastream Duo, per i quali viene fornita anche una bottiglia in vetro, materiale che non rilascia contaminanti, durevole e facilmente riciclabile all’infinito. (4)

L’uso delle bottiglie

L’inserimento della bottiglia nel gasatore è a incastro nei modelli Sodastream, a vite negli altri. Il meccanismo degli apparecchi Brita, Philips e Aarke è giudicato meno pratico.

Si ricordi che le bottiglie in PET non possono venire lavate in lavastoviglie, a eccezione di quelle di Sodastream.

Una volta riempite devono venire conservate al riparo dalla luce e dal calore, idealmente in frigorifero, per non più di un paio di giorni.

La qualità delle bollicine

L’effetto generato nell’acqua dai gasatori è generalmente soddisfacente.

Gli amanti dell’acqua molto frizzante sappiano che la giuria del mensile francese ha ritenuto più simile alla Perrier l’acqua trattata con i gasatori Aarke, Sodastream Terra e Philips:

Offrono la massima frizzantezza con una buona quantità e persistenza delle bollicine in bocca’.

Meno apprezzata quella gasata con le macchine Carrefour e Brita.

Conti alla mano

La convenienza economica della produzione domestica di acqua frizzante è certa. Il costo al litro va da 0,22€ con Sodastream Terra a 0,32€ con Philips GoZero (che permette di fare solo 40 litri di acqua frizzante con una cartuccia di gas).

L’acqua ‘imitata’, la Perrier costa ben 0,70 €/l, da due a tre volte quella domestica.

Nel calcolo non vengono considerati il costo dell’acqua di rubinetto (circa 0,004 euro al litro in Francia) e l’ammortamento dell’apparecchio.

Tempi di ammortamento del gasatore

I tempi di recupero dell’investimento dipendono dal prezzo della macchina e da quanta acqua viene trattata. Ne risulta che, rispetto all’acquisto di bottiglie di Perrier,

– Carrefour, il gasatore più economico dei sette (per ora introvabile in Italia), viene ammortizzato dopo la produzione di 115 litri di acqua,

– MySoda Woody dopo 161 litri,

– Sodastream Terra e Brita SodaOne dopo 172 litri,

– Philips GoZero dopo 205,

– Sodastream Duo dopo 222 litri.

– Carbonator 3 di Aarke dopo ben 559 litri di acqua. Questa macchina, infatti, è la più costosa e viene venduta senza cartuccia di gas, che costa circa 30 euro.

L’uso dei gasatori richiede inoltre la sostituzione della cartuccia, quando esaurita, il cui costo si aggira sui 30 euro per un prodotto nuovo e circa la metà per ricaricare quello vuoto.

Marta Strinati

Note

(1) V. 60 Millions de Consommateurs https://www.60millions-mag.com/

(2) Dario Dongo, Giulia Pietrollini. Tossicità del bisfenolo A, EFSA dichiara un allarme di salute pubblica. GIFT (Great Italian Food Trade). 26.4.23

(3) Marta Strinati. Microplastiche, un nuovo fattore di rischio cardiovascolare. GIFT (Great Italian Food Trade). 11.3.24

(4) Marta Strinati. Packaging in vetro, campione di sostenibilità e resilienza. GIFT (Great Italian Food Trade). 13.4.22

Marta Strinati
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Giornalista professionista dal gennaio 1995, ha lavorato per quotidiani (Il Messaggero, Paese Sera, La Stampa) e periodici (NumeroUno, Il Salvagente). Autrice di inchieste giornalistiche sul food, ha pubblicato il volume "Leggere le etichette per sapere cosa mangiamo".

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