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Galatine, 80% latte? Falso!

Galatine, 80% latte? Falso!

Galatine, 80% latte? Falso! Lo IAP, Istituto per l’Autodisciplina Pubblicitaria, ha finalmente recepito la segnalazione di Great Italian Food Trade e imposto a Sperlari (1) di modificare la sua pubblicità ingannevole.

Galatine, il grande inganno

Great Italian Food Trade ha segnalato allo IAP, ad agosto 2017, la pubblicità ingannevole delle Galatine. Soffermandosi su alcuni messaggi palesemente falsi:

– ‘Latte fresco’? Falso! Le Galatine non contengono latte, bensì latte in polvere. Un prodotto dalle caratteristiche e proprietà nutrizionali ben diverse, non certo paragonabili al latte fresco. Come confermato anche da AltroConsumo e dal Cra-Nut (ex Inran)

– ‘80% di latte’? E quando mai! L’inganno nasce dal 40% di latte in polvere nelle Galatine bianche, che i furbetti hanno affermato equivalere a 80% di latte. Ma 80 è riferito anche alle Galatine al cacao, le quali invece contengono solo il 33% di polvere (e quindi, applicando l’equazione 1 g di polvere = 2 g di liquido, dovrebbero semmai riportare 66%)

– ‘Solo ingredienti buoni e naturali? Bugia! Il 55% delle Galatine è rappresentato da zucchero e sciroppo di glucosio. Sui quali molto si può scrivere, nel bene e nel male, fuorché attribuire loro un’ipotetica ‘naturalità’. (2) Tantomeno al latte in polvere, trasportato su gomma da chissà dove dopo aver subito un processo di concentrazione – chissà quando – che ne ha radicalmente alterato le caratteristiche.

Milk sounding, lo IAP detta la linea

Il Comitato di Controllo dell’Istituto per l’Autodisciplina Pubblicitaria (IAP), ‘a conclusione dell’intero procedimento, ha chiesto all’inserzionista dimostrazione della veridicità dei claim “80% di latte” e “Bontà semplice con ingredienti naturali, riportati sulle confezioni dei prodotti Galatine e nelle pagine del sito internet’. 

Lo IAP, ‘alla luce di quanto prodotto, ha chiesto e infine ottenuto dall’inserzionista la modifica dei claim, in quanto (…) il “latte fresco” non può essere considerato tout court un ‘ingrediente’ della caramella e la sua presentazione in percentuale, con una costruzione matematica articolata, può risultare potenzialmente ambigua’. Un eufemismo.

Ed è il Milk Sounding – vale a dire, l’evocazione ingannevole del latte su alimenti che con esso hanno poco o nulla a che fare – il più ampio contesto nel quale si inquadra la vicenda Galatine. 

Le ‘Fettine di Latte sono un altro caso già da noi sottoposto allo IAP, che ha ordinato di cancellare i riferimenti all’italianità del latte e della produzione. Trascurando purtroppo il più grave illecito, riferire al latte in un formaggio fuso. A marchio Inalpi, già celebre per il latte alpino falso su cui Coldiretti ha mantenuto inedito riserbo. (3) 

L’acqua Sangemini è un altro caso, laddove una bottiglia di minerale – in totale spregio alle regole su Nutrition & Health Claims (4) – viene comparata a un quarto di latte. Senza dimenticare i ‘Panini al latte’ di Morato Pane e Conad, che mostrano il bicchiere della candida bevanda ma sono invece realizzati con la polvere d’ignota origina.

Milk sounding, Antitrust e impunità

L’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato ha ricevuto un esposto – il 3.11.17, da parte di Great Italian Food Trade – sulle pratiche commerciali sleali di cui sopra, nell’inchiesta dedicata al Milk Sounding.

Il dossier è ora affidato alla Direzione Generale per la Tutela del Consumatore dell’Antitrust, la quale entro il 2.5.18 – entro 180 giorni cioè dalla data di ricevimento del nostro ricorso – potrà decidere se avviare o meno un’istruttoria. (5) In quanto dotata di un arbitrio senza pari, che non comporta alcun obbligo di intervento neppure in ipotesi di plateali violazioni di legge come quelle denunciate. (6)

L’impunità di questi colossi che continuano a violare le regole in modo clamoroso è ciò che più colpisce e dispiace, i tanti appassionati di diritto alimentare e tutela dei consumatori come chi scrive. Dove sono le autorità del controllo pubblico ufficiale, e dove le Procure della Repubblica?

Casi di conclamate frodi in commercio, – o frodi alimentari che dir si voglia, come quelle delle Galatine o del latte alpino falso ma anche altre, che riguardano il formaggio fuso (ancora Inalpi, in compagnia di Galbani e Mondelēz, caso Cheese Scam) – devono venire puniti.

Dario Dongo

PS: su Amazon manca ogni informazione obbligatoria (7) anche in ordine alle Galatine. Ma questa è un’altra storia, in attesa di intervento sia dell’Antitrust, sia delle autorità preposte al controllo pubblico ufficiale.

Note

(1) Sperlari, già di proprietà del gruppo svedese Cloetta, è stata acquisita nel 2017 dalla tedesca Katjes International. La pubblicità ingannevole denunciata da Great Italian Food Trade è peraltro proseguita con continuità, non solo in Italia ma anche nel resto del mondo. Con buona pace della c.d. Corporate Social Responsibility (CSR), che molti gruppi industriali certificano e dichiarano in copiosi report, salvo poi frodare i consumatori in palese violazione delle regole cogenti. Come in questo caso e tanti altri, tra i quali si segnalano quelli di Cheese Scam tuttora portati avanti da InalpiMondelēz e GalbaniLactalis. Al proposito, si vedano gli articoli https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/cheese-scam-la-frode-a-fettine e https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/cheese-scam-la-frode-prosegue

(2) Sulla nozione di ‘ingrediente naturale’, preziosi spunti sono offerti dalla Food Standards Agency (UK), su https://www.food.gov.uk/northern-ireland/niregulation/niguidancenotes/fresh-pure-natural-ni

(3) Sarà un caso, ma Inalpi è associata a Coldiretti Cuneo, di cui Roberto Moncalvo diverrà commissario straordinario, al termine del ricco incarico alla presidenza nazionale. La frode realizzata da Inalpi evidentemente danneggia i produttori di latticini realizzati col vero latte alpino, ma la maggioranza rimane silenziosa e indifesa. Ubi maior, minor cessat. Sarà un altro caso, ma la Repressione Frodi, finora inattiva sul caso Inalpi, è soggetta alla direzione politica di un altro cuneese, il v.ministro uscente alle Politiche agricole, Andrea Olivero

(4) V. reg. CE 1924/06, articolo 9

(5) Direzione C, dossier DS 2079

(6) Fatto salvo il dovere di denuncia dei reati perseguibili d’ufficio – come la frode in commercio – di cui i pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio vengano a conoscenza ‘nell’esercizio o a causa delle loro funzioni o del loro servizio’ (codice di procedura penale, articolo 331)

(7) Cfr. reg. UE 1169/11, articolo 14

 

 

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