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Filippo Antonio De Cecco, rinvio a giudizio per frode in commercio

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Chieti ha finalmente ordinato il rinvio a giudizio per frode in commercio nei confronti di Filippo Antonio De Cecco.

Un meritato successo per AssoConsum e la sua tenace avvocata Miriam Chianese, ma
anche un’occasione per riflettere su un’area critica del sistema-Paese, la legalità.

1) Filippo Antonio De Cecco, l’accusa

Filippo Antonio De Cecco – insieme al direttore acquisti Mario Aruffo e a Vincenzo Villani, allora responsabile qualità del terzo produttore mondiale di pasta – è stato sottoposto a imputazione coatta su ordine del GIP (Giudice per le Indagini Preliminari) al Tribunale di Chieti, come si è visto. (1)

La frode in commercio è emersa a seguito della scoperta di una difformità sostanziale tra l’origine del grano dichiarata in etichetta della pasta De Cecco e la sua effettiva provenienza. 4.475 tonnellate di grano francese (per un valore di € 1,4 milioni circa) erano state infatti ‘ritargate’ come ‘origine Italia’, su ordine del ‘cavaliere nero’.

2) Frode in commercio sulla pasta De Cecco

2.1) Origine del grano. Francia anzi ‘Italia

L’origine del grano utilizzata nei pastifici di Fara San Martino e Ortona era perciò falsa. E l’alimento era ‘diverso per qualità in quanto sulle confezioni era riportato falsamente che la materia prima utilizzata era costituta da grano proveniente dalla California, Arizona e dall’Italia mentre, per il 7% circa era stato impiegato grano proveniente dalla Francia per 4.475 t.’

Il delitto sarebbe stato consumato a Fara San Martino e Ortona ‘in epoca successiva e prossima al 13.2.20’. Il pubblico ministero Giuseppe Falasca – che già aveva provato a insabbiare l’indagine (1) – aumenta così le probabilità di prescrizione del reato, omettendo di riferire ai periodi successivi in cui la frode in commercio si è effettivamente consumata presso i consumatori. (2)

2.2) North Dakota anzi ‘California’, semola Casillo anziché De Cecco

Il GIP aveva peraltro ordinato al PM renitente di estendere le indagini a:

– 30.000 tonnellate di grano North Dakota (valore € 8,6 milioni circa) spacciato per ‘California’ e ‘Arizona’, di cui pure è emersa ampia documentazione (3,4),

– classificazione e registrazione dei grani di diversa origine nelle varie fasi del processo. Tanto per vedere se mai sia stato usato un solo grammo di ‘California’, falsamente decantata in ogni dove,

– utilizzo di semola già lavorata da altri, come il leader di settore Casillo, anziché del grano da sottoporre ad apposita molitura secondo il famigerato ‘metodo de Cecco’. Tali questioni continuano però a venire ignorate.

3) F.lli De Cecco S.p.a., responsabilità amministrativa da reato

F.lli De Cecco S.p.A. viene a sua volta chiamata a rispondere, a titolo di responsabilità amministrativa, per il delitto di frode in commercio commesso nel suo interesse dal presidente e i suoi adepti. Ai sensi della legge 231/2001 (articoli 5.1.a, 6, 25-bis) di cui ancora molti trascurano l’esistenza e il rilievo. (5)

Il ‘modello di organizzazione’ che dovrebbe garantire un’efficace governance dell’ente e così prevenire la possibile commissione di delitti è miseramente fallito, come dimostrano anche altre vicende. (6)

La ‘precisa strategia di comunicazione aziendale infedele’, affermata dal GIP nel suo ordine di imputazione coatta, richiama piuttosto il modello dell’associazione a delinquere. (1) Ma il PM Giuseppe Falasca, ça va sans dire, ignora.

4) Il giorno del giudizio

La giustizia in Abruzzo segue tempi diversi rispetto a quella italiana, forse anche a causa delle influenze di Filippo Antonio De Cecco su alcuni suoi membri (7,8). Ed è così che tre anni sono volati via, tra le tempestive indagini dei NAS (Nucleo Anti-Sofisticazioni) presso l’Arma dei Carabinieri e la prima udienza al Tribunale Penale di Chieti fissata il 3.5.23.

Il giudizio rischia tra l’altro di venire definito, prima dell’apertura del dibattimento, con l’applicazione di una pena ridotta fino a un terzo su domanda delle parti. Il fatidico ‘patteggiamento’ che è stato di recente utilizzato da Italian Food SpA, Gruppo Petti, per definire una frode in commercio su 4.477 tonnellate di conserve di pomodoro e semilavorati (9,10).

Conclusioni provvisorie

Il crimine paga? Purtroppo sì, anche in Italia, nella misura in cui:

– la magistratura non dia effettivo e tempestivo seguito alle attività ispettive degli organi di vigilanza. Senza dare seguito, come nel caso De Cecco, ad altri indizi che potrebbero condurre alla contestazione di altri reati, anche di tipo associativo,

– altri organi di vigilanza pubblica (es. Antitrust, Consob) non si attivino per la tutela dei consumatori, gli investitori e i mercati (alimentare e finanziario). Anche nei confronti degli enti privati di controllo, nella certificazione di bilanci e sistemi qualità,

– i consumatori, i sindacati e la società civile a loro volta non pretendano la rimozione dei vertici di società coinvolte nelle frodi, ovvero il loro commissariamento, a garanzia del ripristino della legalità.

Dario Dongo

Note

(1) Dario Dongo. Filippo Antonio De Cecco, imputazione coatta per frode in commercio. GIFT (Great Italian Food Trade). 28.1.22,

(2) Dario Dongo. Spaghetti western all’abruzzese. Il film di Filippo Antonio De Cecco, in anteprima. GIFT (Great Italian Food Trade). 1.2.21,

(3) Dario Dongo. Spaghetti western all’abruzzese. Il pastatrac del signor De Cecco. GIFT (Great Italian Food Trade). 26.2.21,

(4) Dario Dongo. Filippo Antonio De Cecco, maxi-frode sull’origine del grano. La parola al GIP di Chieti. GIFT (Great Italian Food Trade). 8.4.21,

(5) Dario Dongo, Pier Luigi Copparoni. Responsabilità amministrativa d’impresa nella filiera alimentare. GIFT (Great Italian Food Trade). 21.6.18,

(6) Dario Dongo. Filippo Antonio De Cecco, altri guai dagli USA all’Italia. GIFT (Great Italian Food Trade). 29.4.21,

(7) Dario Dongo. Filippo Antonio De Cecco e i misteri della giustizia italiana. GIFT (Great Italian Food Trade). 10.8.21,

(8) Dario Dongo. Filippo Antonio De Cecco, nuove ombre su legami con la magistratura, origine grano e bilancio 2020. GIFT (Great Italian Food Trade). 14.11.21,

(9) Dario Dongo. Conserve di pomodoro Petti, frode in commercio. Maxi-sequestro dei RAC. GIFT (Great Italian Food Trade). 26.4.21,

(10) Gabriele Buffoni. Italian Food, patteggiamento dopo l’inchiesta Scarlatto. Il Tirreno. 15.7.22, https://www.iltirreno.it/piombino/cronaca/2022/07/15/news/italian-food-patteggiamento-dopo-l-inchiesta-scarlatto-1.100053086

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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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