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Filippo Antonio De Cecco, altri guai dagli USA all’Italia

Filippo Antonio De Cecco, altri guai dagli USA all’Italia

La gestione di Filippo Antonio De Cecco dell’omonimo gruppo industriale, terzo al mondo nella produzione della pasta, registra altri guai tra gli USA e l’Italia. Prodotti respinti alle dogane USA, grano americano sequestrato al porto di Bari.

Al Tribunale di Chieti, intanto, si attende ancora la pronuncia del GIP sul proseguimento delle indagini per frode in commercio su 5 mila tonnellate di grano francese rinominato pugliese, 30 mila t di grano N. Dakota e semola d’ignota origine. (1) #VanghePulite.

Nave Sagittarius, micotossine e carie parziale del grano USA De Cecco

Sagittarius è il nome di una nave battente bandiera delle Isole Marshall. È salpata da Corpus Christi (Texas, USA) con un carico di 25.000 tonnellate di grano di proprietà De Cecco. Valore stimato in € 9 milioni, più 1 per il nolo della motonave che misteriosamente ha fatto scalo a Malta, ove si è fermata un paio di giorni, prima di raggiungere il porto di Bari.

Il grano americano acquistato da De Cecco non è però proprio ‘dei migliori’, come reclamato negli spot pubblicitari. La contaminazione da micotossine – contaminanti genotossici e cancerogeni (2) – e carie parziale del grano ha infatti condotto al sequestro dell’intero carico, con ordine di blocco dello scarico. (3) La motonave Sagittarius è così ancora ferma alla fonda del porto di Bari, da 50 giorni, con enormi costi di nolo (controstallia). (4)

Carie parziale del grano, rischi di contaminazione ambientale

La carie parziale del grano (Karnal burnt) è una malattia causata da un fungo, Tilletia indica. Dapprima diffusa in alcuni Paesi asiatici, la carie del grano si è propagata in alcune regioni del Nord e Sud-America. Purtroppo anche in Arizona, California e Texas, Stati USA che esportano grano nei Paesi dell’Unione europea. Il panel scientifico EFSA sulla salute delle piante ha pubblicato un parere scientifico, nel 2010, per valutare i rischi di contaminazione ambientale legati all’importazione di grani duri e farine USA in Italia. (5)

Le spore di Tilletiaindica resistono molto bene a condizioni ambientali sfavorevoli e possono sopravvivere nel terreno per diversi anni. Una volta che si è insediata, la carie parziale del grano è molto difficile da debellare. In condizioni meteorologiche favorevoli, il fungo può quindi infettare le infiorescenze del grano locale e sviluppare le spore sulle cariossidi. Il grano infettato da Tilletia indica presenta uno sgradevole odore di pesce e i granelli più colpiti non possono venire utilizzati per la produzione di semole e farine.

Carie parziale del grano, misure di controllo necessarie

‘The Panel on Plant Health concluded that the US bunted kernel standard does not provide a level of protection equivalent to EU requirements and that such level of protection could only be warranted by measures which include testing at harvest and before shipment to detect T. indica teliospores’ (EFSA, opinione scientifica su Tilletia indica). (5)

A tutt’oggi la carie parziale del grano non è presente in Europa. Ogni partita di grano importato da aree contaminate dal fungo deve perciò venire sottoposta a controlli – sia nella fase di raccolta, sia prima della spedizione – per accertare che sia priva delle pericolose spore. Poiché il panel EFSA ha a suo tempo rilevato alcuni difetti e disomogeneità nelle analisi condotte in USA, allora descritte nello USDA APHIS Karnal bunt manual (2007), misure di controllo ulteriori sono altresì stabilite nei PIF (Punti d’Ispezione Frontaliera), sotto la guida di un responsabile fitosanitario ufficiale. (6)

De Cecco, pasta respinta alle dogane USA

Un altro problema riguarda l’ordine 30.3.20 di FDA (Food & Drug Administration), che ha respinto l’importazione in USA della pasta corta a marchio De Cecco. Gli standard vigenti Oltreoceano prescrivono invero che la pasta venga arricchita con determinate quantità di vitamine e minerali. E tuttavia, a seguito delle analisi, i bucatini De Cecco erano risultati carenti in ferro (10,9 anziché 13-16,5 mg/lb). Il blocco alle dogane aveva provocato una grave carenza di assortimento sul mercato USA, la cui causa è stata rivelata al pubblico con 11 mesi di ritardo. (7)

ll CEO (chief executive officer) di De Cecco USA, Giacomo Campinoti, ammetteva tra l’altro che il blocco alle dogane USA aveva costretto l’azienda a ‘liberarsi’ di una grande quantità di pasta. ‘A lot. It was a lot. It was … quite some pasta.’ Trattandosi di pasta fortificata con vitamine e minerali, oltretutto, la sua vendita sarebbe stata possibile solo in un ristretto numero di Paesi del continente africano. Ma i costi di spedizione (e ri-etichettatura) sarebbero risultati eccessivi rispetto a quelli dello smaltimento (come rifiuti) in loco. (7)

Pasta fortificata invendibile, quale destino?

Lo stabilimento De Cecco di Fara San Martino (CH) ha dovuto interrompere le spedizioni in USA, a seguito del blocco ordinato dalla Food and Drug Administration. Ma quanta pasta era già stata prodotta e confezionata per il mercato USA, con la ricetta sbagliata? Secondo alcune indiscrezioni, le giacenze a magazzino ammontavano a circa 2.000 tonnellate, a marzo 2020. Il buon senso avrebbe indotto a una donazione dei prodotti alimentari ai Paesi ove la fame endemica si è aggravata durante il lockdown, magari attraverso il World Food Program (WFP).

Solo un anno dopo, a quanto sembra, 125.000 confezioni (ca. 1.000 t) di pasta sarebbero invece state conferite alla Splendorini Molini EcoPartner Srl, in Umbria. Per destinare alimenti commestibili e sicuri alla conversione energetica (mediante loro trasformazione in materie prime per biodigestori), senza neppure considerare l’ipotesi di riutilizzo per la produzione di mangimi. Ma perché tanta improvvisa fretta di liberare il deposito di Fara San Martino? E che fine hanno fatto le residue 1.000 tonnellate di pasta fortificata?

Pasta fortificata invendibile, un’ipotesi investigativa

Le autorità di controllo, a quanto si direbbe, non hanno mai eseguito alcuna indagine sui flussi materiali delle merci, i cicli di fatturazione passiva e attiva, i DDT (documenti di trasporto), le rese e i bilanci di massa, le giacenze di materie prime e prodotti in De Cecco e nei suoi singoli stabilimenti. Sebbene già fossero emerse prove di falsificazione dei documenti contabili, per dissimulare l’origine francese di 5.000 tonnellate di grano invece registrato come pugliese, e altre rilevanti frodi ai danni dei consumatori italiani (8,9).

Le indagini finora omesse potrebbero rivelare la fondatezza di un’ipotesi sul possibile destino della pasta fortificata invendibile in USA. Tenuto conto che lo stabilimento De Cecco di Fara San Martino, come non tutti, dispone di un trituratore. Assumendo come possibile una giacenza iniziale di 2.000 t e la destinazione a biomassa di sole 1.000 t, un anno dopo, appare lecito ipotizzare che 1.000 t siano state triturate e riciclate, progressivamente, nella produzione di nuova pasta.

Sfrido, riciclo, diluizione

Gli sfridi di lavorazione della pasta – quali gli ‘archetti’ degli spaghetti, necessari alla loro essiccazione (e inevitabilmente contaminati dall’olio di lubrifícazione dei macchinari, sebbene food grade) – vengono destinati all’industria mangimistica, per offrire agli animali cibo nutriente. La loro triturazione e re-immissione nell’impastatrice è possibile ma non appartiene alle produzioni di qualità. Il trituratore infatti degrada il glutine e la ‘poltiglia’ di sfridi – allorché immessa in quota significativa in un nuovo impasto – tende ad avvicinare il tono di colore della pasta verso il grigio, e a diminuire la sua resistenza alla cottura.

De Cecco peraltro, nello stabilimento De Cecco di Fara San Martino, ha lavorato 285.000 tonnellate di grano nel solo 2019. Ove l’ipotesi sopra accennata trovasse conferma, la ‘diluizione’ di 1.000 tonnellate di pasta fortificata e tritata sarebbe risultata quasi impercettibile, forse neppure rilevabile con sofisticati strumenti analitici. Salvo, magari, decidere una volta per tutte di guardare a un pettine ingombro di nodi, sulle materie prime e i processi di lavorazione, emersi sotto la gestione autocratica del cavaliere nero.

De Cecco, semola e certificazione di prodotto

La pubblicità sul sito web aziendale del colosso abruzzese decanta, tra l’altro, la certificazione di qualità di prodotto rilasciata da DNV GL il 29.6.04 e rinnovata da ultimo fino all’11.1.22. (10)

‘Caratteristiche oggetto della Certificazione:

– materie prime per pasta di grano duro.
La pasta è fatta solo con semola avente le seguenti caratteristiche:
• Resa tecnica di estrazione della semola dal grano: ≤ 67%
• Indice di glutine nelle semole in pastificazione: ≥ 70
• Percentuale semola sulle presse con granulometria > 400 microns: > 40%’. (10)

La certificazione, si noti bene, non è estesa alla dichiarazione d’origine del grano né al ‘metodo De Cecco’ che rivendica l’esclusiva utilizzo di semola prodotta nei propri stabilimenti a partire dai ‘grani di migliore qualità’. Rimane però da chiedersi se le circa 4.000 tonnellate di semole – e non di grani – che risultano essere state comprate dal direttore acquisti Mario Aruffo su ordine di Filippo Antonio De Cecco corrispondano, almeno, alle specifiche oggetto di certificazione.

#VanghePulite!

I dati emersi nelle indagini della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Chieti – in aggiunta alle ulteriori notizie e gli indizi sopra richiamati – sfuggono soltanto ai grandi editori che il signor Filippo Antonio De Cecco remunera lautamente e infatti tacciono, avidi di pubblicità (La7, Cairo editore) e di ‘ricerche’ (La Repubblica). (11)

La magistratura, l’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercati, le autorità e gli enti deputati ai controlli pubblici e privati devono invece adempiere ai loro compiti istituzionali nel fedele rispetto delle leggi. Senza trascurare il significato di un ‘regalo’ del valore di circa 8.000 euro di Filippo Antonio De Cecco a Giovanni Legnini, ex-presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, il 10.1.15. (9)

#VanghePulite!

Dario Dongo

Note

(1) Dario Dongo. Filippo Antonio De Cecco, maxi-frode sull’origine del grano. La parola al GIP di Chieti. GIFT (Great Italian Food Trade). 8.4.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/filippo-antonio-de-cecco-maxi-frode-sull-origine-del-grano-la-parola-al-gip-di-chieti

(2) Marta Strinati. Micotossine, il male invisibile. L’ABC. GIFT (Great Italian Food Trade). 24.5.19, https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/micotossine-il-male-invisibile-l-abc

(3) Carie del grano: nave USA ferma a Bari. Grano Salus. 28.4.21, https://granosalus.it/2021/04/28/carie-del-grano/

(4) La geolocalizzazione delle motonavi è disponibile, in tempo reale, su alcuni siti web. Notizie aggiornate sulla posizione della nave Sagittarius (IMO 9550254) possono venire attinte su v. https://www.marinetraffic.com/en/ais/details/ships/shipid:419767/mmsi:538005936/imo:9550254/vessel:SAGITTARIUS)

(5) EFSA. Scientific opinion on a quantitative pathway analysis of the likelihood of Tilletia indica M. introduction into EU with importation of US wheat. EFSA Journal 2010; 8(6):1621. doi: https://doi.org/10.2903/j.efsa.2010.1621https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/epdf/10.2903/j.efsa.2010.1621

(6) Reg. UE 2017/625, articolo 49.1.c. V. anche reg. UE 2019/1012

(7) Richard Handler. De Cecco Finally Reveals What the Heck Is Going On With Its Bucatini. Grabstreet. 5.2.21, https://www.grubstreet.com/2021/02/de-cecco-bucatini-shortage-interview.html

(8) Dario Dongo. Spaghetti western all’abruzzese. Il film di Filippo Antonio De Cecco, in anteprima. GIFT (Great Italian Food Trade). 1.2.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/spaghetti-western-all-abruzzese-il-film-di-filippo-antonio-de-cecco-in-anteprima

(9) Dario Dongo. Spaghetti western all’abruzzese. Il pastatrac del signor De Cecco. GIFT (Great Italian Food Trade). 26.2.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/spaghetti-western-all-abruzzese-il-pastatrac-del-signor-de-cecco

(10) DNV GL. Certificato n. CERT-141-2004-PC-BRI-DNV. https://www.dececco.com/wp-content/uploads/2020/12/40046_crt-F.lli-De-Cecco-di-Filippo-Fara-San-Martino-S.p.A.-Pc-Food-STP-38-rev.4-2020-12-04.pdf

(11) De Cecco è Green Star 2021. La Repubblica. 26.4.21, https://www.repubblica.it/dossier/economia/qualita-e-mercati/2021/04/26/news/de_cecco_e_green_star_2021-298168592/?ref=search

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