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Eurospin, frode su mandorla d’Avola a marchio ‘Le Nostre Stelle’?

Eurospin, frode su mandorla d’Avola a marchio ‘Le Nostre Stelle’?

Mandorle spagnole – di valore inferiore alla metà delle prelibatezze sicule – spacciate come ‘d’Avola’. Il Consorzio di Tutela della Mandorla di Avola denuncia a ICQRF, il 13.2.20, la sospetta frode di Eurospin sui prodotti a marchio ‘Le Nostre Stelle’. Dalle Stelle alle stalle?

Le Nostre Stelle’, mandorle false di Eurospin?

A seguito delle segnalazioni di alcuni consumatori, il Consorzio di Tutela della Mandorla di Avola ha avviato le indagini sulle confezioni da 100 grammi di ‘mandorla d’Avola’, commercializzate da Eurospin con la sua MDD (Marca Del Distributore) ‘Le Nostre Stelle’. Alcuni campioni sono stati acquistati sia in Veneto – ove il colosso del discount italiano è basato – sia in Sicilia, l’isola della pregiata frutta con guscio.

Gli esami visivi e organolettici già consentono di distinguere in un colpo d’occhio e d’assaggio – secondo quanto dichiara il Consorzio di tutela – le cultivar Pizzuta, Fascionello o Romana che caratterizzano la produzione dell’autentica e sola ‘Mandorla di Avola’. I campioni sono stati frattanto trasmessi all’Università di Catania, per la conferma della difformità tra quanto promesso e quanto invece venduto, mediante analisi del DNA. (1)

Frode in commercio, Eurospin nei guai

Il delitto di frode in commercio, punito ai sensi degli articoli 515 e seguenti del codice penale, si realizza mediante vendita di prodotti diversi – e di valore inferiore – rispetto a quelli promessi. Il c.d. aliud pro alio, proprio come accade nel caso di vendita di una mandorla spagnola ispanica come sicula. La difformità di valore è significativa, oltretutto, sia dal punto di vista commerciale (5-6€/kg il prodotto spagnolo, 10-12€/kg minimo quello siciliano), sia dal punto di vista del valore percepito.

La frode in esame, ove confermata dalla autorità d’indagine, risulterebbe particolarmente odiosa. Sia a causa del significativo disvalore del prodotto venduto rispetto a quello promesso, sia poiché riguarda una catena di discount di straordinario successo, con 1.150 punti vendita sull’intero territorio nazionale. E la Procura della Repubblica competente – nel contestare il delitto di frode al legale rappresentante e/o a soggetti a cui esso abbia delegato i poteri di direzione acquisti – non potrebbe sottrarsi dall’invocare la responsabilità amministrativa di Eurospin Italia S.p.A., ai sensi del d.lgs. 231/01.

Il leader italiano del discount si espone così al rischio di un danno grave, diretto e indiretto, a causa di illeciti che potrebbero avere commesso un paio di mele marce all’interno della sua organizzazione. Danno che il fornitore corresponsabile, Mocerino S.r.l. di Somma Vesuviana (NA), difficilmente potrà o sarà in grado di risarcire. In situazioni come queste, è facile presumere che all’origine del guaio vi sia un fenomeno di corruzione privata, altro reato ora procedibile d’ufficio (ai sensi della legge 9.1.19, n. 3). Non potendosi credere che possano essere ‘sfuggite’ a chi di dovere le accortezze minime di verifica dei registri della rintracciabilità dei prodotti, prima di vantare in etichetta a proprio marchio l’origine del prodotto.

GDO, governance dei processi di approvvigionamento

La governance dei processi di approvvigionamento è un elemento cruciale e critico, nella GDO più che in ogni altro comparto. Soprattutto quando si abbia a che fare con i prodotti a private label, laddove la responsabilità giuridica è primaria quanto il rischio di danno alla reputazione. I ‘Comitati di controllo’ – sebbene stabiliti al preciso scopo di ottenere manleva dalla responsabilità amministrativa degli enti, ai sensi del d.lgs. 231/01 – sono del resto incapaci di adempiere alle loro funzioni e all’obiettivo di manleva, proprio perché lontani dalla realtà operativa.

Le procedure di approvvigionamento dovrebbero invece venire sottoposte a un sistema di vigilanza interna – magari anche con l’ausilio di consulenti esterni qualificati – che coinvolga effettivamente la direzione qualità, per l’analisi documentale e tecnica delle merci in relazione al loro destino commerciale. Senza trascurare i criteri offerti dallo standard ISO 22380:2018, per la sicurezza degli approvvigionamenti e la prevenzione delle frodi.

La tecnologia blockchain può risultare utile, a tale proposito, sotto due aspetti:

– garanzia di tracciabilità dei flussi materiali delle merci, con geolocalizzazione degli areali di produzione,

– ‘notarizzazione digitale’, su un registro incorruttibile e immodificabile, di chi ha scelto i fornitori e validato i relativi dati.

Mandorla d’Avola, come riconoscerla?

Il marchio del Consorzio di Tutela ‘Mandorla di Avola’ è il primo segno di riconoscimento da verificare in etichetta. Si tratta di un marchio collettivo, il cui utilizzo è riservato esclusivamente agli operatori che rispettino il disciplinare e ne ottengano la concessione d’uso, previe opportune verifiche, da parte del Consorzio. La mandorla di Avola è iscritta nel registro dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT), nella sezione della Regione Sicilia riservata ai prodotti vegetali allo stato naturale o trasformato.

L’areale di produzione è localizzato in Sicilia sudorientale, tra le province di Siracusa e Ragusa. Nei Comuni di Avola, Noto, Siracusa, Rosolini, Canicattini Bagni, Floridia, Solarino, Priolo, Melilli, Ispica, Modica, Chiaramonte Gulfi. Le cultivar, secondo tradizione, sono la ‘Pizzuta d’Avola’, ‘Fascionello’ e ‘Corrente d’Avola’ (o ‘Romana’). La copresenza delle tre cultivar, nei mandorleti, è invero necessaria per la reciproca impollinazione. Per fugare ogni dubbio sull’autenticità dei prodotti in offerta sul mercato, è sufficiente scrivere al Segretario Generale del Consorzio, dr. Corrado Bellia (email consorziomandorla@gmail.com).

Dario Dongo

Note

(1) la Facoltà di Agraria dell’Università di Catania ha realizzato la caratterizzazione genomica di oltre 130 tipi di mandorla. Ed è così in grado di offrire supporto scientifico alle indagini del Consorzio di Tutela della Mandorla di Avola, come già accaduto nel caso di una recente frode sui confetti da parte di una grande impresa del settore.

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