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Deodoranti roll-on senza alluminio, 13 a confronto

I deodoranti senza alluminio possono contenere altre sostanze indesiderate. La rivista tedesca Öko Test ne ha esaminati e analizzati in laboratorio 39 del tipo roll-on, di cui 13 disponibili anche in Italia. (1)

La funzione dell’alluminio nei deodoranti

I sali di alluminio vengono inseriti nella formula dei deodoranti antitraspiranti per la loro capacità di ostruire i pori e limitare la sudorazione. Una eccessiva esposizione all’alluminio, però, è correlata a effetti neurotossici e danni ai reni.

L’alluminio inoltre si accumula nell’organismo. Pertanto, sebbene l’assorbimento del metallo per via cutanea mediante l’uso di deodoranti sia minimo, esso si somma alle varie ulteriori fonti di esposizione quotidiana, che avviene anche mediante pellicole e teglie monouso, lattine, padelle, caffettiere e pentole. (2)

Roll-on senza alluminio, come riconoscerli

L’offerta di deodoranti roll-on senza alluminio è ormai abbastanza ampia da risultare accessibile per tutte le tasche. Questi prodotti non inibiscono la sudorazione, ma si propongono di eliminarne l’odore mediante principi attivi con proprietà antimicrobiche e fragranze. Se ne trovano in farmacia, parafarmacia, erboristeria, supermercati e, ovviamente, online.

I deodoranti certificati come cosmetici naturali non contengono mai alluminio (e sostanze sintetiche problematiche e/o inquinanti). Gli altri sono riconoscibili dalla presenza dei claim ‘senza alluminio’, ‘senza sali di alluminio’ o ‘0% alluminio’.

Le analisi di laboratorio

I deodoranti roll-on sono stati analizzati in vari laboratori indipendenti su incarico di Öko Test per individuare ingredienti discutibili o preoccupanti:

– sostanze che rilasciano formaldeide, un allergene da contatto che può irritare la pelle. Dal 2019 è vietato l’uso della formaldeide pura come conservante nei cosmetici. È tuttavia ancora consentito l’utilizzo di sostanze che possono scindersi e rilasciarne. I prodotti venduti nell’UE che contengono tali sostanze dovranno presto recare la dicitura ‘scinde la formaldeide’ se viene superata una determinata concentrazione. Tuttavia, i prodotti privi dell’avvertenza potranno essere venduti fino all’estate 2026. (3)

composti nitro-muschio e muschio policiclico, allergizzanti e non biodegradabili,

cashmeran, fragranza artificiale che può accumularsi nel tessuto adiposo umano e difficile da biodegradare,

dietilftalato (DEP), una sostanza appena vietata dall’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) perché sospettata di influenzare i livelli ormonali umani,

fragranze che necessitano di dichiarazione perché possono scatenare allergie (come l’idrossicitronella) e alluminio.

Claim e formula

L’analisi dell’etichetta è invece valsa a verificare quattro aspetti:

1) la presenza tra gli ingredienti di PEG e loro derivati (sostanze ottenute dal petrolio) e i polimeri sintetici. I primi sono impiegati come emulsionanti e rendono la pelle permeabile, quindi veicolano eventuali sostanze nocive. I secondi sono molto inquinanti per l’ambiente, ove si disperdono mediante gli scarichi domestici con la doccia,

2) la fondatezza di affermazioni pubblicitarie come ‘ipoallergenico’ o ‘climaticamente neutro’,

3) la veridicità delle dichiarazioni di impiego di materiale plastico riciclato nei flaconi. Oltre a verificarne la plausibilità, Öko Test ha fatto eseguire analisi di laboratorio per rilevare l’eventuale presenza di PVC/PVDC/composti clorurati,

4) l’attendibilità della durata deodorante, quando indicata in etichetta (di solito 48 ore). Ai produttori è stata richiesta l’esibizione degli studi sull’efficacia, per verificare

– se la durata d’azione pubblicizzata sia riferita all’intero prodotto o soltanto ad alcuni componenti della formulazione,

– se ai test olfattivi vengono coinvolti almeno 20 soggetti e tre esaminatori esperti,

– se è emersa una differenza statisticamente significativa tra le ascelle trattate e non trattate e se sono disponibili risultati individuali.

Cosmetici naturali e bio certificati

I deodoranti roll-on certificati come cosmetici naturali o biologici esaminati sono generalmente privi di sostanze indesiderate e/o inquinanti, come i PEG.

Dei cinque esaminati, quattro sono giudicati con il massimo dei voti: Benecos, Dr. Hauschka, Lavera e Weleda.

Il Biotherm, invece, è declassato a ‘medio’ per l’insufficiente durata deodorante rispetto a quella dichiarata (24 ore), il mancato impiego di materiale riciclato nell’imballaggio e la presenza dichiarata (ma non riscontrata in laboratorio) di citronellolo, essenza a rischio allergia.

deodoranti senza alluminio

Grandi marche e discount

Tra gli otto deodoranti roll-on presentati come ‘senza alluminio’ il giudizio è più variabile.

Appena due sono valutati come ‘molto buono’: il Nuxe e il Cien. Quest’ultimo è della linea di cosmetici di Lidl, molto economica e di solito formulata senza ingredienti indesiderati. Buono il deodorante di L’Occitane.

deodoranti senza alluminio

I peggiori

Secondo le analisi di Öko Test, tra i tredici deodoranti disponibili anche in Italia ve ne sono quattro che non superano la prova:

Due sono giudicati mediocri:

– Avène perde punti a causa della presenza nella formulazione di un derivato PEG e di polimeri sintetici inquinanti. Inoltre, l’imballaggio non contiene plastica riciclata e non è stato fornito uno studio completo sull’efficacia dichiarata.

– Nivea Original Care 0%, oltre a contenere derivati PEG e composti plastici, ha fornito uno studio sull’efficacia giudicato poco chiaro da Öko Test.

Altri due sono giudicati scarsi:

– Dove (Unilever) è criticato per la mancata consegna di documentazione completa sull’efficacia deodorante dichiarata in etichetta e sull’impiego di materiale riciclato nella confezione. Il prodotto contiene inoltre derivati PEG e fragranze problematiche, come l’isoeugenolo, uno degli allergeni più potenti tra le fragranze.

– Vichy (gruppo l’Oreal) viene bocciato perché tra gli ingredienti vi sono i PEG e le analisi di laboratorio hanno individuato quantità significative di formaldeide. Viene inoltre contestato il claim ‘ipoallergenico’, che può confondere i consumatori allergici, e stigmatizzata la mancata consegna di materiale probante sulla efficacia dichiarata e sull’impiego di plastica riciclata nell’imballaggio.

Marta Strinati

Note

(1) Dimitrj Rudenko, Giulia Dibiasi. Marken wenig dufte. Öko test. Giugno 2024 https://www.oekotest.de/

(2) Marta Strinati. Alluminio e alimenti, come ridurre il rischio contaminazione. GIFT (Great Italian Food Trade). 19.12.19

(3) REGOLAMENTO (UE) 2023/1464 DELLA COMMISSIONE del 14 luglio 2023 che modifica l’allegato XVII del regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda la formaldeide e i prodotti che rilasciano formaldeide. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32023R1464

Marta Strinati

Giornalista professionista dal gennaio 1995, ha lavorato per quotidiani (Il Messaggero, Paese Sera, La Stampa) e periodici (NumeroUno, Il Salvagente). Autrice di inchieste giornalistiche sul food, ha pubblicato il volume "Leggere le etichette per sapere cosa mangiamo".

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