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Crisi di sicurezza alimentare, Foodwatch denuncia Ferrero e Buitoni-Nestlé

L’organizzazione Foodwatch ha denunciato alla magistratura francese Kinder Ferrero e Buitoni – Nestlé, in relazione alle crisi di sicurezza alimentare che hanno provocato centinaia di casi di malattia e alcune morti tra i bambini.

Al disastro colposo si è aggiunta la gestione irresponsabile di entrambe le crisi di sicurezza alimentare, da parte dei due colossi, con inganno aggravato dei consumatori. Ed è ora che i legali rappresentanti dei due colossi rispondano dei loro crimini.

Foodwatch denuncia Ferrero e Buitoni-Nestlé

L’iniziativa di Foodwatch France segue le due crisi di sicurezza alimentare che si sono susseguite, nel primo semestre 2022, in Francia e altri Paesi. Riverberandosi senza controllo in Europa e nel mondo.

Prima le pizze surgelate Fraîch’Up di Buitoni-Nestlé, poi i prodotti Kinder Ferrero hanno provocato disastri colposi a danno soprattutto dei consumatori più piccoli, come si è visto.

Salmonella nei prodotti Kinder Ferrero

L’associazione dei consumatori Foodwatch ricorda i fatti e le tragedie occorse in Francia.

Un bambino che urla di dolore di notte, al punto da doverlo portare in ospedale. Un altro bambino ricoverato in ospedale a 3 anni dopo aver mangiato Kinder il giorno del compleanno di suo fratello. Una bambina di 2 anni costretta a letto per 11 giorni, dopo avere consumato il Kinder Sorpresa offertole dalla nonna. Anche un bambino di 6 anni ricoverato in ospedale per salmonellosi i cui enzimi corrispondono a quelli di una persona con infarto.

81 vittime di salmonellosi sono state identificate da Public Health France il 4 maggio 2022. 324 vittime identificate il 18 maggio a livello europeo, a causa dei Kinder contaminati. Il controllo incrociato delle informazioni continua, il numero delle vittime è quindi destinato ad aumentare‘.

Il batterio E. Coli nella pizza Buitoni-Nestlé

Più grave è il bilancio dei danni causati dalle pizze Fraîch’Up di Buitoni-Nestlé.

Una ragazza di 12 anni in stato vegetativo, che non reagisce più agli stimoli di chi le è vicino. Un neonato morto otto ore dopo la nascita, probabilmente contaminato per via intrauterina. Un bambino di 8 anni morto a Parigi per una grave sindrome emolitico-uremica (SEU).

Ad oggi, Santé Publique France ha identificato 56 persone infette dal batterio E. Coli. Tra le vittime, 55 bambini. Due sono morti. La causa? Il consumo di pizze Fraîch’Up contaminate, del marchio Buitoni del colosso Nestlé‘.

La politica dello struzzo

In entrambe le crisi di sicurezza alimentare, riferisce Foodwatch, sono state le autorità sanitarie a lanciare l’allarme, a esito dei picchi epidemici. Nell’inerzia dei colossi di Big Food che avrebbero così violato le regole a base del General Food Law.

In ipotesi di rischi di sicurezza alimentare su merci già fuoriuscite dal proprio controllo diretto, l’operatore responsabile deve infatti informare tempestivamente le autorità e provvedere all’immediato richiamo dei prodotti, con avviso ai consumatori sulle cause del problema (reg. CE 178/02, articolo 19). Ma ciò non sembra essere accaduto. Ferrero e Nestlé hanno anzi cercato di sdrammatizzare.

‘L’igiene dello stabilimento Buitoni del gruppo Nestlé era così deplorevole che il prefetto del Nord ha dovuto ordinarne la chiusura immediata all’inizio di aprile. Per quanto riguarda Ferrero, il gruppo ha finalmente ammesso di aver rilevato la salmonella nel suo stabilimento di Arlon in Belgio il 15 dicembre… Ancora una volta, sono state le autorità a chiudere definitivamente lo stabilimento Kinder l’8 aprile, dopo aver concluso che la multinazionale non le ha date tutte le garanzie in termini di sicurezza sanitaria‘.

A sostegno di Foodwatch

Foodwatch France invita tutti i consumatori a firmare la lettera di supporto all’iniziativa e condividere la notizia. Chiede inoltre di partecipare con le donazioni, secondo le proprie possibilità, per supportare il lavoro dell’organizzazione.

Scavare, fare controlli incrociati, rivelare, compilare, verificare, allertare, sostenere le vittime… questa lotta che stiamo conducendo contro gli scandali alimentari sarà lunga. Darci una donazione ogni mese significa partecipare attivamente alle nostre azioni. Un’associazione indipendente al 100%, il nostro meticoloso lavoro è possibile solo grazie al vostro sostegno finanziario‘.

Marta Strinati

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Giornalista professionista dal gennaio 1995, ha lavorato per quotidiani (Il Messaggero, Paese Sera, La Stampa) e periodici (NumeroUno, Il Salvagente). Autrice di inchieste giornalistiche sul food, ha pubblicato il volume "Leggere le etichette per sapere cosa mangiamo".

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