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Carni italiane di qualità, è giunta l’ora

Carni italiane di qualità, è giunta l’ora

La zootecnia bovina in Italia è all’avanguardia a livello globale, ma il 42% delle bistecche ancora proviene dall’estero. È giunta l’ora di cambiare registro, grazie a questo governo si spera.

Italia Zootecnica – l’AOP (Associazione di Organizzazioni Produttori) a cui aderiscono 1.936 produttori di bovini da carne e carne bovina, che forniscono il 43,4% dei capi macellati in Italia – ha incontrato il ministro Gian Marco Centinaio, il 21.11.18. (1) 

Obiettivi, condividere il Piano Carni Bovine Nazionale e definire un programma di lavoro a tappe serrate. La zootecnia italiana ha ampio margine di crescita, sul mercato nazionale prima ancora che all’estero. Vale dunque la pena investirvi, per il rilancio di un’area strategica nell’economia nazionale.

Piano Carni Bovine Nazionale, i tre pilastri 

Il Piano Carni Bovine Nazionale deriva da 9 anni di duro lavoro, avviato con il Sistema di Qualità Nazionale Zootecnia e la stesura di appositi disciplinari. Fino a ottenere il riconoscimento del marchio ‘Consorzio Sigillo Italiano’ da parte del MiPAAF. (2) Il Piano Nazionale si radica su tre pilastri.

I – Il marchio ‘Consorzio Sigillo Italiano’ (CSI). L’utilizzo del marchio collettivo CSI è riservato alle filiere che garantiscono il rispetto degli standard di qualità definiti nei disciplinari. Si possono così riconoscere, in un colpo d’occhio, le produzioni degli allevatori italiani che esprimono l’adesione ad appositi protocolli, anche a tutela di salute e benessere animale. (3)

L’origine delle carni al ristorante – e in tutti i contesti di somministrazione degli alimenti – deve venire resa al più presto obbligatoria, per consentire ai consumatori di eseguire scelte informate di consumo. Come già avviene in Francia, fin dal 2002.

II – Una filiera bovina 100% italiana, senza dover dipendere da forniture estere di ristalli (capi da ingrassare). Il progetto sperimentale ‘Meetbull’ già opera in questa direzione, per organizzare una filiera 100% italiana.

La dipendenza dall’estero è spiccata su vitellone e scottona (12-24 mesi), ove le importazioni interessano il 68% dei capi, per un miliardo di euro di valore (dati 2017). Di minor rilievo e pur migliorabile in altri segmenti. (4) 

III – Interprofessione. L’alleanza tra gli operatori di produzione, trasformazione e distribuzione è l’ulteriore volano messo in campo grazie all’organizzazione interprofessionale InterCarneItalia. La quale già rappresenta il 40,31% della produzione di bovini adulti da carne nonché – insieme ad Ass.It.A.Ma. – oltre un terzo delle attività di macellazione.

Zootecnia bovina italiana, il ruolo del ministro Gian Marco Centinaio

Al ministro Gian Marco Centinaio il Consorzio degli allevatori italiani ha offerto la straordinaria opportunità di contribuire al rilancio della zootecnia italiana. In cinque mosse:

1) adottare il ‘Piano Carni Bovine Nazionale’, da presentare in conferenza stampa al Mipaaft. Con l’impegno dei competenti Uffici Ministeriali a collaborare per la sua pronta realizzazione,

2) sostenere il ‘Sistema di Qualità Nazionale Zootecnia’, mettendo anche a disposizione le risorse finanziarie per promuovere il marchio ‘Consorzio Sigillo Italiano’,

3) emanare un decreto legge ovvero adottare un disegno di legge volto a garantire la tracciabilità delle carni e l’informazione sulla loro origine ai ristoranti. Secondo lo schema già predisposto da chi scrive, su incarico di Italia Zootecnica,

4) difendere la zootecnia bovina da carne in UE, mantenendo il livello dei ‘Titoli’ e potenziando gli ‘aiuti accoppiati’. I quali dovrebbero venire legati a una OCM Carne per le OP (da progettare con la partecipazione degli allevatori riuniti nell’AOP Italia Zootecnica) e al ‘Sistema di Qualità Nazionale Zootecnia’,

5) sostenere un progetto di ‘filiera 100% Italia’ (a partire dai ristalli), anche dal punto di vista finanziario.

Dario Dongo e Marta Strinati 

Note

(1) La riunione 21.11.18 con il Ministro Gian Marco Zaia è stata presieduta da Fabiano Barbisan e Giuliano Marchesin. Hanno partecipato i rappresentanti delle varie Organizzazioni Produttori aderenti all’AOP e al Consorzio Sigillo Italiano: Fabio Scomparin (Presidente OP Azove e OI Intercarneitalia), Franco Martini (Presidente Asprocarne Piemonte), Domenico Romanini (Presidente Bovinmarche), Marco Mocciaro (Presidente Consorzio Carni di Sicilia), Nazzareno Gerolimetto (Coop. Produttori La Castellana), Stefano Gagliardi (Direttore di Assoavi), Giuseppe Borin (Direttore OP Azove), Simone Mellano (Direttore Asprocarne Piemonte)

(2) I 9 anni di lavoro di Italia Zootecnica AOP hanno segnato le tappe che seguono:

– luglio 2009, presentazione del Piano Carni e sistema qualità nazionale (SQN) all’allora ministro Luca Zaia,

– marzo 2011, decreto ministeriale su SQN,

– ottobre 2011, linee guida per la redazione dei disciplinari di qualità,

– marzo 2012, presentazione dei disciplinari ‘Vitellone e/o scottona ai cereali’ e ‘Vitello al latte e cereali’,

– ottobre 2015, approvazione disciplinare ‘Vitellone e/o scottona ai cereali’,

– aprile 2016, decreto applicativo del disciplinare ‘Vitellone e/o scottona ai cereali’,

– febbraio 2018, decreto MIPAAF di riconoscimento del ‘Consorzio Sigillo Italiano’,

– novembre 2018, approvazione finale MIPAAFT dei piani di controllo

(4) La dipendenza dall’estero incide per il 17% sui vitelli a carne bianca (<8 mesi), 15,6% su vitellone/scottona (8-12 mesi), 21,4% sui bovini di 24-36 mesi, 4,6% su vacche a fine carriera (>36 mesi, destinate alla produzione di hamburger e carni in scatola)

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