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Canapa nei cosmetici, la Commissione fa marcia indietro dopo la nostra denuncia

Canapa nei cosmetici, la Commissione fa marcia indietro dopo la nostra denuncia

A seguito della nostra denuncia dell’illecito commesso dalla Commissione europea nell’escludere CBD e olio di canapa dagli ingredienti cosmetici ammessi in UE – che è stata subito segnalata in un’interrogazione scritta dell’eurodeputato italiano Marco Zullo – Bruxelles ha fatto marcia indietro. Una vittoria per gli agricoltori e gli operatori che lavorano la Cannabis Sativa L., oltreché per i consumAttori europei. Ma non basta, bisogna ora risolvere l’altra questione da noi sollevata (Novel Food) e fare indagini sui funzionari infedeli di Bruxelles.

Canapa in alimenti e cosmetici, la denuncia di GIFT

Il 12.3.19 Great Italian Food Trade (GIFT) ha denunciato l’improvvisa quanto illegittima esclusione di CBD (cannabidiolo) e olio di semi di canapa dal registro degli ingredienti ammessi in UE nei cosmetici (CosindCosmetic Ingredient Database), da parte della Commissione europea (DG Grow, Unità D4). La restrizione era stata motivata con un falso richiamo alla Convenzione ONU del 1961 sulle sostanze stupefacenti. (1)

Abbiamo altresì denunciato le inammissibili incertezze sul legittimo impiego di Cannabis Sativa L. a basso tenore di THC, sue parti e derivati, nelle produzioni alimentari. Incertezze che la Commissione europea (DG Sante, Unità E2) ha il dovere di risolvere e invece ha avuto la sfrontatezza di introdurre nel catalogo UE dei ‘Novel Food’. Prefigurando possibili restrizioni alla libera circolazione delle merci nel Mercato interno sulla base di restrizioni nazionali che l’istituzione di Bruxelles ha il preciso dovere di intercettare e rimuovere.

Canapa in alimenti e cosmetici, l’interrogazione dell’On.le Marco Zullo

Il 15.3.19 l’On.le Marco Zullo (M5S, Italia) ha dato seguito alla nostra denuncia, presentando un’interrogazione alla Commissione europea, di cui si allega il testo:

Gli ultimi anni hanno visto la riscoperta della coltivazione di Cannabis sativa e della commercializzazione dei prodotti derivati, fino a qualche decennio fa ampiamente diffusa nel panorama agricolo europeo. Il recente cambiamento avvenuto nel ‘Novel Food Catalogue’ rischia tuttavia di compromettere questo settore in ripresa.

Può la Commissione spiegare se intende adottare rapidamente una norma giuridica che permetta di omogeneizzare il Mercato Unico anche per i prodotti alimentari/cosmetici che contengono estratti di canapa Sativa L, garantendo un approccio coerente a livello europeo? 

Risulta inoltre che la Commissione abbia recentemente deciso di escludere i derivati della canapa, come il cannabidiolo e l’olio di semi di canapa dal registro degli ingredienti cosmetici ammessi, adducendo come giustificazione la convenzione ONU sugli stupefacenti. Tale convenzione, tuttavia, non sottopone il cannabidiolo ad alcuna restrizione, poiché non risultano effetti psicotropi associati a questa sostanza, mentre lo stesso olio di semi è riconosciuto dalla Commissione come un alimento tradizionale, e quindi non considerato come sostanza stupefacente o psicotropa.

Può la Commissione chiarire le ragioni di questa decisione, che appare potenzialmente pericolosa per le tante imprese del settore, e non giustificata alla luce delle convenzioni internazionali citate? (Marco Zullo, Parlamento Europeo, interrogazione scritta alla Commissione europea, 15.3.19)

CBD e olio di canapa nei cosmetici, la marcia indietro della Commissione europea

A seguito della denuncia di GIFT e dell’interrogazione dell’eurodeputato Marco Zullo, gli infedeli funzionari di Bruxelles hanno subito modificato il database degli ingredienti cosmetici. Rimuovendo i divieti d’impiego di CBD e olio di semi di canapa introdotti un paio di mesi prima. Si è così risolto un problema che in poche settimane aveva causato danno ai produttori di cosmetici che già utilizzano tali ingredienti, oltreché a quelli che si accingevano a lanciare nuovi prodotti.

Rimangono da affrontare due questioni, che sono vitali per la canapicoltura e la trasformazione alimentare europea. Nonché per i cittadini/elettori. Il corretto funzionamento e la reputazione della Commissione europea:

– chiarire in modo inequivocabile la legittimità di produzione e immissione in commercio nel Mercato interno di Cannabis Sativa L. a basso tenore di THC per utilizzo alimentare. Con esplicito riferimento a ogni parte della pianta (semi, steli, infiorescenze) e ai prodotti derivati (olio, farina). La Commissione deve attivarsi subito per rimuovere ogni ostacolo normativo posto a livello nazionale, che non può venire giustificato da esigenze di tutela della sicurezza alimentare e/o della salute pubblica poiché appunto trattasi di alimenti,

– attivare indagini nei confronti dei funzionari pubblici infedeli, presso la DG Grow (Unità D4) e la DG Sanco (Unità E2) della Commissione europea. I quali hanno abusato dei loro poteri d’ufficio, disapplicando le regole vigenti mediante atti che non trovano alcuna giustificazione e sono invece causa di danno economico alle imprese agricole, alimentari e cosmetiche in UE. 

Non si può credere che l’introduzione improvvisa di divieti del tutto ingiustificati e incertezze contrarie al Trattato sia derivata soltanto dalla impreparazione o stupidità dei funzionari. Bisogna piuttosto indagare su quali lobbisti siano stati incontrati dai membri delle due Unità coinvolte negli ultimi 12 mesi, dentro e fuori dagli uffici, in relazione a quali dossier. Riportare legalità e trasparenza, subito.

Dario Dongo

Note

(1) I programmi di ‘The International Drug Control Conventions’ (1961, ultimo aggiornamento 16.5.18, su https://documents-dds-ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/V18/027/50/PDF/V1802750.pdf?OpenElement) riferiscono invero, in Schedule IV, a ‘cannabis and cannabis resins’. Senza tuttavia distinguere i cultivar (Cannabis Indica e Cannabis Sativa L.), né identificare la sostanza psicotropa (tetraidrocannabinolo, THC) che rileva ai fini della classificazione della pianta come stupefacente. Sono perciò riconosciuti come alimenti e/o ingredienti alimentari, escludendo la loro riconducibilità alla lista di sostanze stupefacenti di cui alla citata Convenzione ONU, tanto la Cannabis Sativa L. a basso contenuto di THC (<0,2%)quanto i semi di papavero privi degli effetti psicotropi degli oppioidi

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