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Bisfenolo A in bibite e conserve. L’indagine di Altroconsumo

Il bisfenolo A e altri bisfenoli, sostanze chimiche pericolose per la salute, sono presenti nelle bibite in lattina, nelle conserve alimentari e in molti prodotti di uso comune. Lo denuncia Altroconsumo, che assieme ad altre organizzazioni per la tutela dei consumatori, ha analizzato 179 campioni.

I bisfenoli sono sostanze chimiche impiegate nei materiali plastici, nelle resine, nel pellame, nella carta termica (come quella degli scontrini fiscali). La loro nocività per l’uomo e l’ambiente è dimostrata. Il bisfenolo A è un interferente endocrino tanto pericoloso da avere indotto (tardivamente) EFSA a ridurne drasticamente i limiti ammissibili, nel parere del 19 aprile 2023, come abbiamo visto.

Bisfenolo A in bibite e conserve, lo studio

Le evidenze di nocività, tuttavia, non impediscono all’industria di continuare a usarne. Queste sostanze sono ancora largamente presenti persino nei prodotti per l’infanzia e nei materiali a contatto con gli alimenti (MOCA). Le quantità rilevate sono ‘a norma di legge’. Ma come sempre la somma di piccole quantità assunte da varie fonti pone il rischio di superamento della soglia di sicurezza.

Le analisi condotte dalle organizzazioni dei consumatori rivelano che ‘su 179 campioni suddivisi tra tessili (copertine, calzamaglie e bavaglini) e scarpine da bebè, oggetti di plastica come borracce (soggette a migrazione di varie sostanze chimiche, ndr), massaggiagengive per la dentizione dei bebè e occhiali da sole per bambini, alimenti e bevande contenuti in latte di ferro rivestite e lattine in alluminio, ben 79 (il 44%) contengono bisfenoli considerati preoccupanti, o rilasciano una o più di queste sostanze in quantità elevata attraverso il loro utilizzo, ad esempio attraverso il contatto con la bocca o la pelle di chi li usa’, avverte Altroconsumo.

Bibite in lattina e conserve con BPA

Il temuto bisfenolo A e altri bisfenoli sono stati rintracciati in tutte le bibite in lattina e le conserve alimentari analizzate. I peggiori sono:

  • Sprite 33cl
  • Fanta 33cl
  • Pepsi 33cl
  • Recoaro Acqua brillante 33cl
  • Coca Cola 33cl
  • Lemonsoda 4x33cl
  • Mutti Polpa di pomodoro 2×210 g
  • Monster Energy Green o.5 l
  • Lipton Ice tea pesca 33 cl.

Bambini a rischio

Dalla esposizione a queste sostanze non sono protetti neanche i più piccoli.

‘Più del 60% degli prodotti in plastica che abbiamo analizzato, dagli occhiali da sole per bambini ai massaggiagengive, rilascia da uno a sei tipi di bisfenolo diversi, compreso il famigerato BPA. Il 64% dei tessili contiene almeno tre tipi di bisfenolo diversi e nel 14% dei casi la presenza di BPA supera il limite considerato sicuro dal Comitato scientifico europeo per la sicurezza dei consumatori’, dichiara la più grande associazione di consumatori italiana.

Come tutelarsi

La prima forma di tutela è prevedere una legislazione più restrittiva. In attesa di misure di sanità pubblica, L’Istituto superiore di Sanità e gli esperti di Altroconsumo suggeriscono di:

  • consumare cibo confezionato in materiali come vetro, ceramica o acciaio inossidabile, evitando la plastica,
  • non scaldare al microonde cibo o bevande in contenitori di plastica non idonei,
  • porre la massima attenzione ai giochi per bambini in plastica, evitando che li mettano in bocca,
  • scegliere indumenti in fibre naturali come cotone, lana o seta.

Marta Strinati

Marta Strinati

Giornalista professionista dal gennaio 1995, ha lavorato per quotidiani (Il Messaggero, Paese Sera, La Stampa) e periodici (NumeroUno, Il Salvagente). Autrice di inchieste giornalistiche sul food, ha pubblicato il volume "Leggere le etichette per sapere cosa mangiamo".

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