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Authentico, il vero Made in Italy grazie a una App innovativa

Authentico, il vero Made in Italy grazie a una App innovativa

Authentico è un progetto nato per aiutare i consumatori del pianeta a riconoscere, trovare e acquistare i prodotti Made in Italy autentici. Un servizio innovativo volto a mitigare i danni – per i consumAttori e la filiera agroalimentare nazionale – legati al fenomeno dell’Italian sounding. Vale a dire, l’evocazione illecita di italianità su prodotti che col Bel Paese non hanno nulla a che fare.

Italian sounding, sede dello stabilimento, tracciabilità

Il fenomeno dell’Italian sounding sui prodotti agroalimentari è motivato dalla crescente richiesta globale di alimenti e bevande Made in Italy. Secondo stime inevitabilmente approssimative, almeno il 20% dei consumatori nel mondo attribuisce ai prodotti alimentari italiani qualità distintive superiori rispetto a quelli di diversa origine, e il 30% crede di poter riconoscere i primi grazie alla bandiera italiana in etichetta. Peccato che in molti casi questa aspettativa venga tradita da contraffazioni – esplicite e implicite – che generano un volume d’affari grossolanamente stimato in almeno 90 miliardi di euro. (1)

L’imitazione dei prodotti agroalimentari italiani, oltretutto, è destinata a crescere a causa del sostanziale abbattimento dei regimi di tutela che la Commissione europea ha acconsentito nei vari accordi di partenariato commerciale portati avanti negli ultimi anni. Come il CETA e il JEFTA, per citare gli esempi più clamorosi. A ciò si aggiungono le ampie deroghe a favore di indicazioni geografiche generiche – rispetto al dovere di indicare la diversa origine o provenienza dell’ingrediente primario – concesse da Bruxelles nel regolamento UE 2018/775.

La tracciabilità dei prodotti, e la disponibilità delle relative notizie ai consumatori globali, rappresenta perciò la garanzia che tutti gli operatori onesti dovrebbero tendere a garantire, sia pure in contesti legali che lasciano ampi spazi di manovra a falsificazioni e imitazioni. L’indicazione in etichetta della sede dello stabilimento di produzione – che questo sito ha a lungo invocato come obbligatoria (2) – rimane pur sempre, quand’anche adottata su base volontaria, un utile presidio di base nel quale i consumatori possono fare affidamento in ogni luogo. Poiché la sua falsificazione può venire ovunque punita quale frode alimentare, e la sua omissione può venire intesa come difetto di trasparenza sulla reale origine dei prodotti. (3) In ogni caso, il ricorso a tecnologie affidabili offre maggiori garanzie anche rispetto a ipotesi di frode.

Secondo una recente ricerca Nomisma, il 74% dei consumatori intervistati dichiara di essere disposto a riconoscere un maggior prezzo per i prodotti alimentari, a condizione che essi siano italiani al 100%. Tale circostanza aiuta a comprendere la diffusione dell’Italian sounding, laddove si stima che ben 2 prodotti su 3 presentati sul mercato globale come Made in Italy non siano altro che imitazioni.

Authentico, una App gratuita per i consumatori globali

Il progetto Authentico si basa su una piattaforma digitale e una App gratuita che costituiscono il frutto di due anni di ricerca, sviluppata da manager, imprenditori e professionisti. Con l’obiettivo di mettere a punto un sistema semplice, consumer-friendly, in grado di verificare – grazie al codice a barre posto sulle confezioni dei prodotti – l’effettiva provenienza italiana del prodotto.

L’utilizzo della App è molto semplice. Basta procedere alla scansione del codice a barre riportato sull’etichetta dell’alimento in offerta. Per ottenere l’immediata riscontro di Mario, il simpatico personaggio di Authentico, che alzerà il pollice in caso di conferma dell’autenticità della referenza. Pollice alzato al vero Parmigiano Reggiano DOC, pollice verso a Parmesan, Parmesello e altre orride imitazioni.

L’innovazione di Authentico si distingue, in primis, per un approccio ‘dal basso’. L’informazione coinvolge direttamente i consumatori che, in quanto soggetti lesi, sono i primi ad essere coinvolti nelle segnalazioni dei prodotti imitati o contraffatti. Una seconda apprezzabile novità è rappresentata dal non richiedere l’aggiunta sulle confezioni di ulteriori elementi – quali codici RFID, ologrammi, nuovi codici proprietari, etc. – che hanno in precedenza ostacolato l’effettiva diffusione di sistemi identificativi dei prodotti. Molti operatori tendono infatti a essere restii a cambiare le etichette, come pure ad adottare tecnologie relativamente costose.

Gli operatori possono inoltre comunicare, attraverso la App, i valori dei loro prodotti e delle relative filiere. Con uno strumento di accesso facile e gratuito, che si presta allo storytelling più autentico e genuino. (4) Infine, la App soddisfa anche coloro che cercano un vero ristorante italiano all’estero. Ad oggi, Authentico ha già verificato e registrato circa 3000 ristoranti e pizzerie nelle principali città del mondo.

L’Osservatorio Italian Sounding promosso da Authentico, sulla base dei dati raccolti dai consumatori di tutto il mondo, pubblica infine un Report semestrale sul fenomeno Italian sounding. Con una classifica dei prodotti alimentari italiani più imitati nel mondo.

Carlotta Totaro-Fila e Dario Dongo

Note

  1. Stime Federalimentare, 2018

  2. Il governo Gentiloni ha in effetti adottato il decreto legislativo 145/18, atto a prevedere la notizia obbligatoria della sede dello stabilimento (di produzione o, se diverso, di confezionamento) sulle etichette degli alimenti prodotti e/o confezionati in Italia e destinati al mercato nazionale. Tale decreto risulta tuttavia purtroppo illegittimo, in quanto non notificato a Bruxelles secondo le regole previste. Si veda al proposito l’articolo dedicato al tema

  3. Vale la pena ricordare che per ‘origine del prodotto’, laddove la merce sia stata realizzata in più territori nazionali, si intende il Paese ove ha avuto luogo la sua ultima trasformazione sostanziale. Sulla base del Codice doganale UE (cui viene pure fatto richiamo nel reg. UE 1169/11) e dell’Accordo istitutivo del WTO (World Trade Organization)

  4. È opportuno ricordare che anche le App, come ogni altro strumento di informazione ai consumatori relative ai prodotti alimentari, ricadono nel campo di applicazione del reg. UE 1169/11. Ciò comporta la responsabilità per gli operatori di fornire notizie veritiere (perciò dimostrabili), trasparenti e non ingannevoli

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