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Arriva in Italia Yuka, la app che smaschera gli alimenti squilibrati

Arriva in Italia Yuka, la app che smaschera gli alimenti squilibrati

Yuka, la app che smaschera in un colpo di smartphone il cibo spazzatura e gli additivi problematici, arriva anche in Italia. Basterà una scansione del codice a barre per scoprire ciò che le etichette italiane ancora non espongono. Il punteggio NutriScore degli alimenti e la chimica di troppo.

La rivoluzione della trasparenza su prodotti alimentari, cosmetici e di igiene personale. Anteprima in esclusiva.

Yuka, la rivoluzione della trasparenza

L’applicazione Yuka è nata a gennaio 2017 dall’idea di tre giovani professionisti francesi, i fratelli François e Martin Benoit insieme all’amica Julie Chapon. In soli tre anni la app è stata scaricata da oltre 18 milioni di persone che scansionano in media 5 milioni di codici a barre ogni giorno, 55 al secondo (dati giugno 2020).

Dalla Francia, Yuka ha conquistato i consumatori di Belgio, Svizzera, Lussemburgo, Spagna, Gran Bretagna, Irlanda, Canada e Stati Uniti. Ed è ora pronta a varcare le Alpi.

‘Stiamo pianificando il lancio della nostra app in Italia tra poche settimane’, anticipa il team di Yuca sas a Great Italian Food Trade.

L’identikit di un prodotto in un colpo di smartphone

Il funzionamento della app è molto semplice. Basta scansionare con uno smartphone il codice a barre di un prodotto per ricavarne l’identikit, con un giudizio sul suo impatto sulla salute e l’ambiente. Per ogni prodotto bocciato vengono indicate fino a 10 alternative più salutari e sostenibili. Un paio di esempi su tutti, l’acqua minerale e i succhi di frutta in alternativa alla Coca-Cola, i prodotti bio invece di quelli convenzionali. Senza trascurare gli elementi positivi in ciascuno di essi.

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Il ventaglio di alternative – libere da condizionamenti, sottolinea il team di Yuka – è reso possibile grazie a un database che considera le caratteristiche di 1,5 milioni di prodotti (70% food, 30% cosmetici). Sulla base delle informazioni fornite dai produttori e dagli utenti. I dati vengono controllati da 3 addetti, i quali bloccano l’accesso alla app agli autori di informazioni errate. Dall’archivio sono escluse alcune categorie di prodotti le cui specificità non consentano di eseguire valutazioni appropriate (es. bevande alcoliche, latte per neonati, proteine in polvere, etc.).

Uno stimolo a nutrirsi meglio e responsabilmente

Le scelte a scaffale suggerite dalla app – che è basata sul sistema di classificazione degli alimenti NutriScore, a sua volta fondato su solida letteratura scientifica – rispondono a due obiettivi essenziali:

– informazione al consumatore. Yuka aiuta a capire cosa va e cosa non va in tabella nutrizionale, nonché a decifrare il significato degli additivi contenuti nei prodotti, senza bisogno di una laurea in medicina o biologia,

– consapevolezza e responsabilità delle scelte di consumo. In linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs) 3 e 12 in Agenda ONU 2030. Salute e benessere, produzioni e consumi responsabili (cioè sostenibili).

L’impatto sociale di Yuka è già stato misurato in alcuni studi. L’indagine commissionata dai suoi ideatori (2019) mostra infatti come, a seguito dello scan:

– il 92% degli utenti lascia a scaffale i prodotti con giudizio negativo,

– l’83% compra meno ma meglio. Ed è facile dedurre che al riconoscimento del valore dei prodotti consegua anche una riduzione degli sprechi alimentari,

– l’84% acquista più materie prime, vale a dire cibi non trasformati e minimamente trasformati, riducendo così i consumi di alimenti ultraprocessati,

– il 78% sceglie più prodotti biologici, preziosi per il sistema immunitario come per l’ambiente.

ConsumAttori, un esercito di influencer

Uno studio etnografico condotto dai ricercatori di Unknowns evidenzia due aspetti di rilievo sull’efficacia di Yuka:

– i genitori si riferiscono alla app per impostare al meglio la nutrizione della prole. Alla ricerca di notizie obiettive, di fronte a un’offerta di cibo spazzatura che, come si è visto, supera il 68% degli alimenti rivolti ai minori,

– i consumi dei prodotti identificati come più sani e sostenibili si stabilizzano sul medio-lungo periodo. Il maggior tempo dedicato alla scelta tramite smartphone viene così compensato dalla tranquillità negli acquisti successivi. (1)

‘La missione di Yuka va oltre il semplice aiutare gli utenti a scegliere prodotti più sani. Yuka vuole trasformare i consumatori in influencer di consumo’.

Lo stimolo degli operatori a migliorare le caratteristiche dei loro prodotti è altrettanto micidiale. Nuove ricette per migliorare i profili nutrizionali, eliminare gli additivi non indispensabili, incrementarne la sostenibilità. Il colosso francese della GDO Intermarché, nel 2019, è intervenuto su 900 (!) referenze a MDD (Marca del distributore) che erano state bocciate da Yuka. E altri 21 marchi alimentari e cosmetici interpellati un anno fa si stanno muove di nella stessa direzione.

Yuka, i 3 criteri di giudizio

Il giudizio viene formulato in base a 3 criteri:

– la qualità nutrizionale dell’alimento, basata su Nutri-Score, incide sul 60% del punteggio. La valutazione globale, oltre a quella sui singoli nutrienti e micronutrienti (es. grassi saturi, zucchero e sale , per esempio) trova sintesi in un codice cromatico. Dal verde all’arancio vivace, passando per il giallo,

– l’eventuale presenza di additivi problematici (30% del voto). Tenuto conto, a tale riguardo, degli studi scientifici indipendenti e istituzionali (es. IARC, EFSA, ANSES. V. nota 2),

– la certificazione europea di prodotto da agricoltura biologica (10% del punteggio). Il bio, come abbiamo visto, è al centro della strategia francese per la crescita sostenibile del paese.

Cosmetici e prodotti per l’igiene senza segreti

I cosmetici e i prodotti per l’igiene personale sono quelli con le etichette più enigmatiche, a causa dei nomi scientifici impiegati per designare i loro componenti di cui è quasi impossibile intendere la natura e i rischi. La Francia oltretutto è uno dei 5 Stati membri che da anni si batte affinché la Commissione europea adotti le doverose misure di protezione della salute pubblica rispetto ai pericoli causati dagli interferenti endocrini.

La app utilizza INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) per analizzare i componenti e boccia i prodotti con sostanze problematiche (interferenti endocrini, allergizzanti, irritanti, cancerogeni etc.). Come per gli alimenti, il livello di rischio è determinato sulla base dei più recenti studi scientifici indipendenti e istituzionali (Scientific Committee on Consumer Safety – SCSS, IARC, elenco REACH SIN – Substitute It Now). E a ogni bocciatura segue la proposta di varie alternative.

Indipendenza

La quasi totalità dei servizi e contenuti oggi offerti sul web a titolo apparentemente gratuito estrae e rivende i nostri preziosi dati personali ai colossi che raccolgono i Big Data (Amazon uber alles). Non è così per Yuka, i cui fondatori garantiscono di non utilizzare i dati personali degli utenti e di lavorare senza alcun tipo di finanziamento (cioè condizionamento) da parte degli operatori dell’agroalimentare e della cosmetica. Proprio come il nostro sito GIFT (Great Italian Food Trade), ove l’indipendenza è la prima regola.

Le fonti di ricavi vengono elencate in tre voci:

– abbonamenti. La versione premium della app, con soli 15 euro/anno, offre diverse funzionalità extra. Modalità offline, barra di ricerca per cercare un prodotto senza doverlo scansionare, avvisi personalizzabili in base alle preferenze alimentari,

– consulenza nutrizionale qualificata,

– vendita del calendario della stagionalità di frutta e verdura Per ora soltanto in lingua francese.

Provare per cambiare

I consumAttori italiani hanno più volte dimostrato di sapere reagire agli inganni pubblicitari. Proprio così l’olio di palma è quasi scomparso dalle liste ingredienti degli alimenti a scaffale, fatti salvi quelli di Ferrero, Unilever – Knorr e di pochi altri che lucrano sul cibo spazzatura.

È giunta l’ora di assumere controllo sull’informazione, grazie a un sistema come quello in esame. I lobbisti di Big Food proveranno a ostacolare il percorso, i marchettari continueranno ad adescare i giovani con subdoli inganni sui social network, fino a quando l’Antiitrust non li fermerà. Ma la rivoluzione non si ferma.

Marta Strinati e Dario Dongo

Note
(1) Ohiana Gabriel. Yuka, Foodvisor, BuyorNot… Comment les applis pour «mieux manger» ont modifié les habitudes des parents. 20 minutes. 19.6.20, https://www.20minutes.fr/societe/2555655-20190704-yuka-foodvisor-buyornot-comment-applis-mieux-manger-modifie-habitudes-parents

(2) European Food Safety Authority (EFSA), International Agency for Research on Cancer (IARC), Agence nationale de sécurité sanitaire de l’alimentation, de l’environnement et du travail (ANSES). L’agenzia francese ha dato gran prova di efficacia del suo operato, tra l’altro, con l’analisi dei rischi di tossicità del biossido di titanio

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