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Amazon, troppi illeciti nella vendita di alimenti. GIFT si appella all’Antitrust

Amazon, troppi illeciti nella vendita di alimenti. GIFT si appella all’Antitrust

A un anno dal lancio del servizio Pantry, per la vendita a distanza di alimenti e bevande, il colosso del commercio elettronico Amazon continua a violare le più elementari regole di informazione al consumatore. Lo denuncia GIFT – Great Italian Food Trade, il portale di informazione indipendente su alimenti e nutrizione, che ha segnalato il caso all’Antitrust.

“Lo scenario emerso dalla nostra indagine testimonia la dilagante superficialità nell’approccio a un settore delicato, come quello alimentare, che non può essere lasciato alla (in)sensibilità degli operatori. Auspichiamo dunque un tempestivo intervento dell’Antitrust, nell’attesa che si attivino anche le autorità preposte a sanzionare le violazioni delle norme a protezione dei consumatori”. (Dario Dongo, fondatore del portale Great Italian Food Trade)

Indagine su 250 prodotti

Great Italian Food Trade ha esaminato le condizioni di vendita di 250 alimenti, pari a circa il 20% dei prodotti presenti su Amazon Pantry. Il risultato è che quasi sempre mancano una o più informazioni obbligatorie.

Talvolta manca il nome del prodotto, in altri casi la tabella nutrizionale, in altri ancora il peso netto è assente o ne vengono indicati 4 differenti. 

In molti casi mancano numerose informazioni obbligatorie oppure le indicazioni essenziali vengono riportate scorrettamente, o ancora riferite esclusivamente in lingua straniera.

Nei casi più eclatanti, Amazon Pantry omette informazioni fondamentali per la sicurezza alimentare, come la lista degli ingredienti o una chiara indicazione degli allergeni, che possono esporre il consumatore a gravi rischi.

Alimenti venduti come cianfrusaglie

A dispetto delle regole europee, e a quelle italiane, ancora più stringenti in materia di sicurezza alimentare, il portale Amazon sembra trattare gli alimenti come i tanti oggetti low cost offerti delle sezioni non food.

L’approssimazione è tale da generare una grottesca ricerca di informazioni basilari, come si verifica leggendo tra le ‘domande e risposte’ degli utenti.

C’è chi domanda quali siano gli ingredienti del prodotto. Chi chiede di poter leggere una tabella con i valori nutrizionali. Chi diffida del famoso prodotto Made in Italy, perché presentato con la sola etichetta in cinese, instillando il dubbio che l’alimento sia frutto di contraffazione.

Uno scandalo da fermare: ricorso all’Antitrust

A conclusione dell’indagine, GIFT ha segnalato all’Antitrust il servizio Pantry di Amazon, nell’auspicio di un pronto intervento che ristabilisca la sicurezza negli acquisti a distanza di alimenti e bevande. E che metta in guardia anche gli altri siti di e-commerce alimentare, altrettanto avari di garanzie e tutele verso i propri utenti.

Informazioni sull'autore

Marta Strinati

Marta Strinati

Giornalista professionista dal gennaio 1995, ha lavorato per quotidiani (Il Messaggero, Paese Sera, La Stampa) e periodici (NumeroUno, Il Salvagente). Autrice di inchieste giornalistiche sul food, ha pubblicato il volume "Leggere le etichette per sapere cosa mangiamo".