<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Carni, salumi e uova Archivi - Gift</title>
	<atom:link href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/category/carni-salumi-e-uova/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/category/carni-salumi-e-uova/</link>
	<description>GIFT – Prodotti alimentari italiani: origine, regole, fornitori</description>
	<lastBuildDate>Tue, 14 Jul 2026 08:59:49 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.5</generator>

<image>
	<url>https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2016/12/cropped-logo-32x32.png</url>
	<title>Carni, salumi e uova Archivi - Gift</title>
	<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/category/carni-salumi-e-uova/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Rosbif, il roast beef all&#8217;italiana</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/rosbif-storia-nutrizione-sicurezza-carne-bovina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 14:38:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Carni, salumi e uova]]></category>
		<category><![CDATA[carni bovine]]></category>
		<category><![CDATA[cucina italiana]]></category>
		<category><![CDATA[dieta mediterranea]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.greatitalianfoodtrade.it/?p=85187</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il rosbif è un caso emblematico di evoluzione della cucina italiana, laddove la reinterpretazione della carne bovina si allinea ai principi della dieta mediterranea e del Made in Italy. Questa variante autonoma, nata nella Toscana dell&#8217;Ottocento, sostituisce i grassi animali originari del roast beef inglese con l&#8217;olio extravergine di oliva e introduce erbe aromatiche locali. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/rosbif-storia-nutrizione-sicurezza-carne-bovina/">Rosbif, il roast beef all&#8217;italiana</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <b>rosbif</b> è un caso emblematico di evoluzione della cucina italiana, laddove la reinterpretazione della carne bovina si allinea ai principi della <b>dieta mediterranea</b> e del Made in Italy. Questa variante autonoma, nata nella <b>Toscana</b> dell&#8217;Ottocento, sostituisce i grassi animali originari del roast beef inglese con l&#8217;olio extravergine di oliva e introduce erbe aromatiche locali. L&#8217;analisi del piatto unisce la dimensione culturale ad aspetti biochimici precisi, come la frollatura muscolare e la gestione termica dei patogeni.</p>
<h2>Le radici britanniche e la naturalizzazione toscana</h2>
<p>Le radici del roast beef affondano nel <b>Medioevo inglese</b>, quando grandi pezzi di manzo venivano arrostiti allo spiedo per banchetti e festività. Fra XVIII e XIX secolo il piatto diventa un <b>emblema nazionale</b>: Henry Fielding gli dedica la ballata &#8216;The Roast Beef of Old England&#8217;, scritta nel 1731 per la ballad opera &#8216;The Grub-Street Opera&#8217;, e William Hogarth lo raffigura nel dipinto del 1748 &#8216;The Gate of Calais&#8217;.</p>
<p>L&#8217;arrivo in Italia si colloca nella prima metà dell&#8217;Ottocento. Una <b>tradizione aneddotica</b>, ripresa da numerose fonti gastronomiche ma priva di riscontri documentali diretti, attribuisce a Giuseppe Mazzini – esule a Londra – una prima menzione del piatto in uno scritto del 1837. La <b>naturalizzazione documentata</b>, però, è più solida e verificabile: Pellegrino Artusi, nella &#8216;Scienza in cucina e l&#8217;arte di mangiar bene&#8217; (1891), registra che la voce inglese era ormai entrata nell&#8217;uso italiano nella forma &#8216;rosbiffe&#8217;.</p>
<p>Furono soprattutto le <b>famiglie inglesi</b> residenti a Firenze e nella campagna toscana a diffondere la preparazione. I cuochi locali la adattarono alle risorse del territorio: <b>olio extravergine di oliva</b> al posto del burro, erbe aromatiche mediterranee, spostando spesso la cottura dal forno al tegame. Nacque così il rosbif all&#8217;italiana, servito tanto caldo quanto freddo.</p>
<h2>Il taglio giusto: girello, controfiletto e frollatura</h2>
<p>La <b>scelta del taglio</b> determina la riuscita del piatto. In Italia il <b>girello</b> (<i>eye round</i>), muscolo magro della parte esterna della coscia posteriore, è il taglio classico del rosbif: compatto, mantiene la forma in cottura e si affetta con precisione da freddo. La sua scarsa marezzatura lo rende però poco tollerante agli eccessi di calore, che lo asciugano rapidamente. Per un risultato più succoso si ricorre al <b>controfiletto</b> (<i>sirloin</i>), meglio bilanciato tra magro e grasso intramuscolare.</p>
<p>Un fattore spesso trascurato è la <b>frollatura</b>: nei giorni successivi alla macellazione, gli enzimi endogeni (calpaine e catepsine) degradano le proteine strutturali del muscolo, aumentandone la <b>tenerezza</b>. Una carne correttamente frollata parte quindi avvantaggiata, a prescindere dalla tecnica di cottura.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-83613" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-1024x83.jpg" alt="Tonnies Fleisch Italia srl" width="696" height="56" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-1024x83.jpg 1024w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-300x24.jpg 300w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-768x62.jpg 768w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-150x12.jpg 150w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-696x56.jpg 696w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-1068x86.jpg 1068w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies.jpg 1116w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2>La scienza della cottura: reazione di Maillard, temperature e sicurezza</h2>
<p>La crosta scura e saporita del rosbif nasce dalla <b>reazione di Maillard</b>, l&#8217;insieme di reazioni non enzimatiche tra zuccheri riducenti e amminoacidi che, sopra i 140 °C, genera centinaia di <b>composti aromatici</b>. È la stessa chimica che, alle temperature più elevate (indicativamente oltre 150 °C), può però formare ammine eterocicliche aromatiche (HAA), composti dal potenziale mutageno la cui quantità cresce con temperatura e durata di cottura (Gibis, 2016). Il messaggio pratico è coerente con lo stile del rosbif: rosolatura intensa ma breve in superficie, seguita da cottura moderata al cuore.</p>
<p>Sul fronte della <b>sicurezza microbiologica</b>, l&#8217;inattivazione dei patogeni segue una cinetica sostanzialmente log-lineare: più alta la temperatura, più rapida la riduzione della carica batterica. In uno studio su carne bovina, la cottura a 71–76 °C abbatte <i>Escherichia coli</i> O157:H7 di oltre 6 log, mentre a temperature interne inferiori il <b>tempo di riposo</b> concorre a una riduzione aggiuntiva di 1–3 log (Li et al., 2017).</p>
<p>Qui interviene una distinzione decisiva tra <b>tagli</b> <b>interi</b> e carni macinate. In un pezzo intero come il girello i contaminanti si trovano essenzialmente in <b>superficie</b>: la rosolatura iniziale li elimina, rendendo sicuro anche un cuore rosato. Le linee guida statunitensi indicano per i tagli interi di manzo una temperatura interna di <b>63 °C (145 °F) con 3 minuti di riposo </b>(FoodSafety.gov, 2024; USDA FSIS, s.d.); il rosbif al sangue lavora appena sotto questa soglia, contando sulla sterilizzazione della superficie.</p>
<p>Il <b>riposo post-cottura</b> ha infine una funzione tecnica precisa: durante la sosta la temperatura interna continua a salire di alcuni gradi (temperatura di &#8216;trascinamento&#8217;, o <i>carryover</i>) e le fibre riassorbono parte dei succhi, riducendo le perdite al taglio e migliorando la succosità percepita (Li et al., 2017).</p>
<h2>Proprietà nutrizionali del manzo: proteine, ferro eme e micronutrienti</h2>
<p>Il manzo magro è un alimento ad <b>elevata densità nutrizionale</b>. Fornisce <b>proteine complete</b>, con tutti gli amminoacidi essenziali e alta digeribilità, utili al mantenimento della massa muscolare, in particolare nell&#8217;età avanzata (Ruxton &amp; Gordon, 2024). Un taglio magro come il girello concentra questo apporto proteico con un contenuto lipidico contenuto.</p>
<p>Sul piano dei micronutrienti, la carne rossa è una fonte rilevante di <b>ferro eme</b>, assorbito con efficienza nettamente superiore rispetto al ferro non-eme di origine vegetale, oltre che di <b>zinco, selenio e vitamina B12</b> in forma biodisponibile (Kavanaugh et al., 2025). Questo profilo è particolarmente utile per le <b>donne in età fertile</b>, la categoria con il maggior fabbisogno di ferro, e per la copertura di una vitamina B12 di cui gli alimenti vegetali sono privi (Ruxton &amp; Gordon, 2024).</p>
<h2>Carne rossa e salute, un mito da sfatare</h2>
<p>Il dibattito sulla carne rossa contrappone gli <b>studi osservazionali</b> – che associano consumi elevati, soprattutto di carni trasformate, a un maggior rischio cardiovascolare – agli <b>studi controllati randomizzati</b> (RCT), che misurano effetti diretti sui marcatori di rischio:</p>
<ul>
<li>una recente meta-analisi di RCT ha rilevato che il consumo abituale di <b>manzo non trasformato </b>non influenza in modo significativo la maggior parte dei parametri lipidici né la pressione arteriosa, con un modesto incremento del solo colesterolo LDL (Sanders et al., 2024);</li>
<li>un precedente RCT su soggetti a rischio di diabete di tipo 2 ha a sua volta mostrato come la sostituzione dei carboidrati con manzo magro in un modello alimentare sano non peggiori il profilo cardiometabolico (Maki et al., 2020).</li>
</ul>
<p>La lettura equilibrata che emerge è che il manzo magro non trasformato, inserito in una dieta bilanciata e cotto a temperature misurate, si colloca all&#8217;estremità favorevole dello spettro: i punti di attenzione riguardano semmai i consumi eccessivi di carni trasformate e le cotture molto spinte. Il roast beef – taglio magro, intero, con rosolatura breve in superficie e cottura moderata al cuore – risponde bene ai tre criteri.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-83614" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-1024x83.jpg" alt="Tonnies Fleisch Italia srl" width="696" height="56" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-1024x83.jpg 1024w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-300x24.jpg 300w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-768x62.jpg 768w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-150x12.jpg 150w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-696x56.jpg 696w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-1068x86.jpg 1068w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne.jpg 1116w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2>La ricetta del rosbif all&#8217;italiana</h2>
<p><b>Ingredienti per 4-6 persone:</b> 1 kg di girello (o controfiletto) di manzo; 4 cucchiai di olio extravergine di oliva; 2 spicchi d&#8217;aglio; 1 rametto di rosmarino; 2 foglie di alloro; sale marino e pepe nero macinato al momento; 100 ml di vino bianco secco (facoltativo, per la salsa).</p>
<p><b>Preparazione</b>:</p>
<ul>
<li><b>temperatura.</b> Togliere la carne dal frigorifero 60-90 minuti prima, per uniformare la temperatura interna;</li>
<li><b>legatura.</b> Legare il pezzo con spago da cucina, così da mantenerlo compatto e facilitare l&#8217;affettatura;</li>
<li><b>rosolatura.</b> Scaldare un’emulsione di acqua e olio (50:50) in una casseruola da forno e rosolare la carne su tutti i lati fino a ottenere una crosta dorata (reazione di Maillard);</li>
<li><b>cottura.</b> Trasferire in forno a 160 °C: circa 40-50 minuti al sangue, 50-60 per una cottura media, verificando con termometro a sonda la temperatura al cuore (52-54 °C al sangue, 60 °C media; per una sicurezza piena sui tagli interi, 63 °C con 3 minuti di riposo);</li>
<li><b>riposo.</b> Coprire con foglio di alluminio e lasciare riposare 15-20 minuti prima di affettare controfibra;</li>
<li><b>salsa.</b> Versare il vino bianco nella casseruola calda raschiando il fondo di cottura, ridurre della metà a fuoco medio e filtrare con colino fine.</li>
</ul>
<h2>Rosbif italiano, roast beef inglese e americano: le differenze</h2>
<table cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top"><b>Aspetto</b></td>
<td valign="top"><b>Rosbif italiano</b></td>
<td valign="top"><b>Roast beef inglese</b></td>
<td valign="top"><b>Roast beef americano</b></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Grasso di cottura</td>
<td valign="top">Olio extravergine di oliva</td>
<td valign="top">Burro o grasso di manzo</td>
<td valign="top">Burro o olio neutro</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Aromi</td>
<td valign="top">Rosmarino, alloro, aglio</td>
<td valign="top">Timo, salvia, senape</td>
<td valign="top">Aglio e cipolla in polvere</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Salsa</td>
<td valign="top">Riduzione al vino</td>
<td valign="top">Gravy sul fondo di arrosto</td>
<td valign="top">Au jus o salsa al rafano</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Servizio</td>
<td valign="top">Freddo o tiepido</td>
<td valign="top">Caldo</td>
<td valign="top">Caldo</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Taglio tipico</td>
<td valign="top">Girello</td>
<td valign="top">Rib roast (costata)</td>
<td valign="top">Prime rib</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Non solo secondo: la seconda vita del rosbif</h2>
<p>La <b>versatilità</b> è il tratto distintivo del rosbif italiano: secondo piatto servito caldo, oppure freddo il giorno seguente, affettato sottile in <b>panini</b> conditi con olio e sale. È la logica della <b>cucina di recupero</b>, che massimizza il gusto senza sprechi – coerente con un taglio, come il girello, che dà il meglio proprio da freddo.</p>
<h2>In sintesi</h2>
<p>La traiettoria del rosbif evidenzia la capacità italiana di assimilare influenze esterne, integrandole in modelli nutrizionali equilibrati. La scelta di tagli magri e l&#8217;applicazione di temperature misurate al cuore uniscono sicurezza microbiologica e alto valore biologico. La valorizzazione del piatto freddo, infine, risponde a una logica di efficienza e lotta allo spreco alimentare, utile sia ai consumatori sia agli operatori della filiera.</p>
<p><i>Dario Dongo</i></p>
<p><em>Credit cover Dario Dongo. Rosbif alla Trattoria La Pazienza, Marcena (Arezzo) </em></p>
<h3>Riferimenti</h3>
<h4>Fonti scientifiche (peer-reviewed)</h4>
<p>Gibis, M. (2016). Heterocyclic aromatic amines in cooked meat products: Causes, formation, occurrence, and risk assessment. <i>Comprehensive Reviews in Food Science and Food Safety, 15</i>(2), 269–302. <a href="https://doi.org/10.1111/1541-4337.12186">https://doi.org/10.1111/1541-4337.12186</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Kavanaugh, M., Rodgers, D., Rodriguez, N., &amp; Leroy, F. (2025). Considering the nutritional benefits and health implications of red meat in the era of meatless initiatives. <i>Frontiers in Nutrition, 12</i>, 1525011. <a href="https://doi.org/10.3389/fnut.2025.1525011">https://doi.org/10.3389/fnut.2025.1525011</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Li, K., McKeith, A. G., Shen, C., &amp; McKeith, R. (2017). A comparison study of quality attributes of ground beef and veal patties and thermal inactivation of <i>Escherichia coli</i> O157:H7 after double pan-broiling under dynamic conditions. <i>Foods, 7</i>(1), 1. <a href="https://doi.org/10.3390/foods7010001">https://doi.org/10.3390/foods7010001</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Maki, K. C., Wilcox, M. L., Dicklin, M. R., Buggia, M., Palacios, O. M., Maki, C. E., &amp; Kramer, M. (2020). Substituting lean beef for carbohydrate in a healthy dietary pattern does not adversely affect the cardiometabolic risk factor profile in men and women at risk for type 2 diabetes. <i>The Journal of Nutrition, 150</i>(7), 1824–1833. <a href="https://doi.org/10.1093/jn/nxaa116">https://doi.org/10.1093/jn/nxaa116</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Ruxton, C. H. S., &amp; Gordon, S. (2024). Animal board invited review: The contribution of red meat to adult nutrition and health beyond protein. <i>Animal, 18</i>(3), 101103. <a href="https://doi.org/10.1016/j.animal.2024.101103">https://doi.org/10.1016/j.animal.2024.101103</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Sanders, L. M., Palacios, O. M., Wilcox, M. L., &amp; Maki, K. C. (2024). Beef consumption and cardiovascular disease risk factors: A systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. <i>Current Developments in Nutrition, 8</i>(12), 104500. <a href="https://doi.org/10.1016/j.cdnut.2024.104500">https://doi.org/10.1016/j.cdnut.2024.104500</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<h4>Fonti istituzionali</h4>
<p>FoodSafety.gov. (2024). <i>Cook to a safe minimum internal temperature</i>. U.S. Department of Health &amp; Human Services. <a href="https://www.foodsafety.gov/food-safety-charts/safe-minimum-internal-temperatures">https://www.foodsafety.gov/food-safety-charts/safe-minimum-internal-temperatures</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>U.S. Department of Agriculture, Food Safety and Inspection Service. (s.d.). <i>Safe minimum internal temperature chart</i>. <a href="https://www.fsis.usda.gov/food-safety/safe-food-handling-and-preparation/food-safety-basics/safe-temperature-chart">https://www.fsis.usda.gov/food-safety/safe-food-handling-and-preparation/food-safety-basics/safe-temperature-chart</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<h4>Fonti storico-gastronomiche</h4>
<p>Artusi, P. (1891). <i>La scienza in cucina e l&#8217;arte di mangiar bene</i> (ricetta 521, &#8216;Roast-beef I&#8217;). Tipografia di Salvadore Landi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/rosbif-storia-nutrizione-sicurezza-carne-bovina/">Rosbif, il roast beef all&#8217;italiana</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Etichettatura delle uova e marketing standard: guida completa alle regole UE</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/etichettatura-uova-guida-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 11:25:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Carni, salumi e uova]]></category>
		<category><![CDATA[benessere animale]]></category>
		<category><![CDATA[etichette]]></category>
		<category><![CDATA[uova]]></category>
		<category><![CDATA[zootecnia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.greatitalianfoodtrade.it/?p=84063</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quali sono le regole per l&#8217;etichettatura delle uova, in Italia e in Europa? Il mercato delle uova è disciplinato da rigorose norme di commercializzazione (marketing standards), volte a garantire la trasparenza per i consumatori e la lealtà nelle transazioni commerciali. Il punto di riferimento normativo è oggi il regolamento (UE) 2023/2465, che integra l’Organizzazione Comune [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/etichettatura-uova-guida-ue/">Etichettatura delle uova e marketing standard: guida completa alle regole UE</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quali sono le regole per l&#8217;<b>etichettatura delle uova</b>, in Italia e in Europa? Il mercato delle uova è disciplinato da rigorose norme di commercializzazione (<i>marketing standards</i>), volte a garantire la trasparenza per i consumatori e la lealtà nelle transazioni commerciali. Il punto di riferimento normativo è oggi il regolamento (UE) 2023/2465, che integra l’Organizzazione Comune dei Mercati.</p>
<p>A seguire un’analisi delle regole UE: dalla classificazione delle uova in Categoria A e B alle diciture obbligatorie in etichetta &#8211; con particolare riguardo al metodo di allevamento, che incide sul benessere animale e così oggi alle scelte dei consumatori italiani &#8211; fino alle regole per designare le uova ‘extra fresche’ e vantare l’uso di cereali nell&#8217;alimentazione delle galline ovaiole.</p>
<h2>Marketing standard delle uova, le regole UE</h2>
<p>Il regolamento delegato (UE) 2023/2465 integra il regolamento (UE) n. 1308/2013 — che istituisce l&#8217;Organizzazione Comune dei Mercati (OCM) — con i <b>marketing standard</b> applicabili alle <b>uova di galline</b> della specie <i>Gallus gallus</i>, per quanto attiene in particolare a:</p>
<p>a) criteri di classificazione;</p>
<p>b) conservazione e trattamento;</p>
<p>c) requisiti di stampigliatura e imballaggio;</p>
<p>d) uso delle menzioni riservate facoltative;</p>
<p>e) livelli di tolleranza;</p>
<p>f) condizioni di importazione e di esportazione (articolo 1 &#8211; <i>Oggetto</i>).</p>
<h2>Classificazione delle uova</h2>
<p>Le uova di <b>categoria A</b> presentano le seguenti ‘<i>caratteristiche di qualità:</i></p>
<p><i>a) guscio e cuticola: forma normale, puliti e intatti;</i></p>
<p><i>b) camera d’aria: altezza non superiore a 6 mm, immobile; tuttavia, per le uova commercializzate con la dicitura «</i><b><i>extra</i></b><i>», l’altezza non deve superare i 4 mm;</i></p>
<p><i>c) tuorlo: visibile alla speratura solo come ombratura, senza contorno apparente, leggermente mobile in caso di rotazione dell’uovo, ma con ritorno in posizione centrale;</i></p>
<p><i>d) albume: chiaro, traslucido;</i></p>
<p><i>e) germe: sviluppo impercettibile;</i></p>
<p><i>f) corpi estranei: non ammessi;</i></p>
<p><i>g) odori atipici non intenzionali: non ammessi</i>’.</p>
<p>Nella <b>categoria B </b>rientrano sia le uova che non presentano le caratteristiche qualitative di cui sopra, sia quelle. non stampigliate entro 10 giorni dalla deposizione sono uova della categoria B (articolo 3 &#8211; <i>Caratteristiche di qualità delle uova</i>).</p>
<h2>Conservazione e trattamento</h2>
<p>Le uova della categoria A non sono lavate o pulite né prima né dopo la classificazione, al di fuori dei soli centri di imballaggio già autorizzati dagli Stati membri per tali operazioni prima dell’1 giugno 2023.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>‘<i>Le uova della </i><b><i>categoria A non</i></b><i> subiscono alcun trattamento di </i><b><i>conservazione e non</i></b><i> sono </i><b><i>refrigerate</i></b><i> in locali o impianti in cui la temperatura è mantenuta artificialmente al di sotto di 5 °C. Tuttavia, non sono considerate refrigerate le uova che sono state mantenute a una temperatura inferiore a 5 °C durante il trasporto, di una durata massima di 24 ore, oppure in un punto di vendita o in locali adiacenti, per una durata massima di 72 ore</i>’ (articolo 4 &#8211; <i>Conservazione e trattamento delle uova</i>).</p>
<h2>Categoria A, classificazione in base al peso</h2>
<p>La <b>classificazione</b> delle uova di categoria A è eseguita secondo le seguenti <b>categorie di peso</b>:</p>
<ul>
<li>XL — grandissime: peso &gt; 73 g;</li>
<li>L — grandi: peso tra 63 g e 73 g;</li>
<li>M — medie: peso tra 53 g e 63 g;</li>
<li>S — piccole: peso inferiore a 53 g.</li>
</ul>
<p>Le categorie di peso sono indicate dalle lettere o diciture corrispondenti di cui sopra, oppure da una combinazione di entrambe, con l’eventuale aggiunta delle fasce di peso corrispondenti.</p>
<p>Qualora invece uno stesso imballaggio contenga uova della categoria A di calibri diversi, il peso netto minimo è indicato in grammi e sulla superficie esterna dell’imballaggio figura la dicitura «<i>uova di vario calibro</i>» (articolo 5 &#8211; <i>Classificazione delle uova della categoria A in base al peso</i>).</p>
<h2>Classificazione, stampigliatura e imballaggio delle uova</h2>
<p><b>Classificazione, stampigliatura e imballaggio</b> devono venire eseguite:</p>
<ul>
<li>entro dieci giorni dalla data di deposizione, per le uova di <b>categoria A</b>;</li>
<li>entro quattro giorni dalla data di deposizione, per le uova commercializzate come <i>«</i><b><i>extra</i></b><i>» o «</i><b><i>extra fresche</i></b><i>».</i></li>
</ul>
<p>Il <b>termine minimo di conservazione</b> («<i>da consumarsi preferibilmente entro il …</i>») è stampigliato al momento dell’imballaggio (articolo 6.2 &#8211; <i>Termini applicabili alla classificazione, alla stampigliatura e all’imballaggio delle uova e alla stampigliatura degli imballaggi</i>).</p>
<p>La stampigliatura delle uova di <b>categoria B</b> deve invece comprendere un cerchio di almeno 12 mm di diametro, all’interno del quale è inserita una lettera «B» di altezza &gt; 5 mm o un punto colorato facilmente visibile di diametro &gt; 5 mm (articolo 6 &#8211; <i>Termini applicabili alla classificazione, alla stampigliatura e all’imballaggio delle uova e alla stampigliatura degli imballaggi</i>).</p>
<p>‘<i>Le </i><b><i>uova importate da Paesi terzi</i></b><i> sono stampigliate in modo chiaro e leggibile nel Paese di origine con il codice ISO 3166 del Paese</i>’ (articolo 22 &#8211; <i>Uova di importazione</i>).</p>
<h2>Etichettatura degli imballaggi</h2>
<p>Gli <b>imballaggi</b> che contengono uova di <b>categoria A</b> devono riportare sulla superficie esterna, in caratteri facilmente visibili e chiaramente leggibili:</p>
<ul>
<li>la <b>categoria di qualità</b>; ‘<i>gli imballaggi sono distinti con la dicitura «categoria A» o con la lettera «</i><b><i>A</i></b><i>», da sola o abbinata alla dicitura «fresche» o «</i><b><i>uova fresche</i></b><i>»</i>’;</li>
<li>la <b>categoria di peso</b> (articolo 5);</li>
<li>il <b>metodo di allevamento</b>;</li>
<li>il termine minimo di conservazione;</li>
<li>la dicitura «<i>uova lavate</i>» per le uova lavate nei centri di imballaggio a ciò autorizzati;</li>
<li>i codici dei centri di imballaggio ove le uova sono state imballate e, se del caso, reimballate. ‘<i>La spiegazione del codice del produttore è fornita sulla superficie esterna dell’imballaggio, o al suo interno</i>’.</li>
</ul>
<p>Nel caso delle uova della <b>categoria B</b>, gli imballaggi riportano sulla superficie esterna:</p>
<ul>
<li>il codice del centro di imballaggio;</li>
<li>la «categoria B» o la lettera «B»;</li>
<li>la data di imballaggio (articolo 11 &#8211; <i>Stampigliatura degli imballaggi</i>).</li>
</ul>
<h2>Metodi di allevamento</h2>
<p>I <b>metodi di allevamento</b> tradizionale sono riportati in Allegato I al regolamento (UE) 2023/2465:</p>
<ul>
<li>uova da allevamento <b>all’aperto</b>;</li>
<li>uova da allevamento <b>a terra</b>;</li>
<li>uova da allevamento <b>in gabbia</b> attrezzata.</li>
</ul>
<p><span class="Apple-converted-space"> </span>Le uova <b><i>premium</i></b>, per quanto attiene al <b>benessere animale</b>, rimangono quelle ‘biologiche’ o ‘<b>bio</b>’, ai sensi del reg. (UE) 2018/848 (Dongo, 2025).</p>
<h2>Codice del produttore<span class="Apple-converted-space"> </span></h2>
<p>Il <b>codice del produttore</b> o ‘numero distintivo’ da stampigliare sulle uova &#8211; ai sensi dell’articolo 2.2.r del reg. (UE) 2023/2465 e del punto 2 dell’allegato alla direttiva della Commissione 2002/4/CE, ivi richiamato &#8211; è così composto:</p>
<ul>
<li>una cifra tra 0 e 3 indica il <b>metodo di allevamento</b>: 0, biologico; 1, all’aperto; 2, a terra; 3, in gabbie;</li>
<li>codice dello <b>Stato membro</b>, composto da due lettere (es. IT, Italia);</li>
<li>numero di identificazione dello <b>stabilimento</b> fissato dallo Stato membro ove esso ha sede.</li>
</ul>
<h2>Uova «extra»</h2>
<p>Le indicazioni supplementari facoltative «<b>extra</b>» o «<b>extra fresche</b>» possono venire riportate sugli imballaggi che contengano uova della categoria A <b>fino al nono giorno</b> successivo alla data di deposizione.</p>
<p>In tali casi, ‘<i>la data di deposizione e il termine di nove giorni figurano sull’imballaggio in modo facilmente visibile e chiaramente leggibile</i>’ (articolo 12 &#8211; <i>Menzioni riservate facoltative relative alla qualità</i>).</p>
<h2>Informazioni sui mangimi utilizzati<span class="Apple-converted-space"> </span></h2>
<p>Qualora venga utilizzata su base volontaria un’indicazione relativa al tipo di <b>alimentazione delle galline</b> ovaiole, si applicano i seguenti requisiti minimi:</p>
<ul>
<li>i <b>cereali</b> possono venire indicati come ingredienti dei mangimi solo se essi costituiscono <b>almeno il 60% in peso</b> della formula del mangime, che può comprendere <b>al massimo il 15% di sottoprodotti</b> di cereali;</li>
<li>nel rispetto della predetta percentuale minima del 60%, qualora venga fatto riferimento a un <b>cereale specifico</b>, esso deve rappresentare <b>almeno il 30%</b> della formula del mangime utilizzato;</li>
<li>qualora invece venga fatto riferimento a <b>più cereali</b>, <b>ognuno</b> di essi deve rappresentare <b>almeno il 5%</b> della formula del mangime utilizzato (articolo 13 &#8211; <i>Menzioni riservate facoltative relative ai mangimi</i>).</li>
</ul>
<h2>Informazioni sulle uova sfuse</h2>
<p>In caso di vendita di <b>uova sfuse</b>, le seguenti informazioni devono venire esposte in modo tale che risultino facilmente visibili e chiaramente leggibili per il consumatore:</p>
<ul>
<li>categoria di qualità;</li>
<li>categoria di peso;</li>
<li>metodo di allevamento;</li>
<li>spiegazione del significato del codice del produttore;</li>
<li>termine minimo di conservazione (articolo 14 &#8211; <i>Informazioni da fornire in caso di vendita di uova sfuse</i>).</li>
</ul>
<h2>Tolleranze</h2>
<p>Le tolleranze definite dal regolamento riguardano:</p>
<ul>
<li><b>difetti di qualità</b>. Nell’ambito dei controlli sulle uova di categoria A, i difetti di qualità sono tollerati<span class="Apple-converted-space">  </span>entro il 5% della partita presso il centro di imballaggio, entro il 7% negli altri stadi di commercializzazione. Tolleranze raddoppiate quando la partita controllata sia inferiore a 180 uova. Tolleranza zero sull’altezza della camera d’aria delle uova «extra» o «extra fresche» (articolo 18 &#8211; <i>Tolleranza per i difetti di qualità</i>);</li>
<li><b>peso</b>. La tolleranza sul peso unitario delle uova di una partita è stabilita nel 10% del totale, entro le categorie di peso contigue a quella indicata sull’imballaggio, ma non oltre il 5% di uova della categoria di peso immediatamente inferiore. Anche in questo caso le tolleranze sono raddoppiate su partite inferiori a 180 uova (articolo 19 &#8211; <i>Tolleranze per il peso delle uova</i>);</li>
<li><b>stampigliatura</b>. È infine ammessa una tolleranza del 20% per le uova con indicazioni illeggibili (articolo 19 &#8211; <i>Tolleranze per il peso delle uova</i>).</li>
</ul>
<h2>Conclusioni<span class="Apple-converted-space"> </span></h2>
<p>Il regolamento (UE) 2023/2465 offre un quadro chiaro per l<b>’informazione al consumatore</b> sulle caratteristiche delle uova fresche immesse in vendita nel Mercato unico, siano esse preimballate ovvero sfuse.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Gli ambiti di maggior interesse per i consumatori europei rimangono:</p>
<ul>
<li>il <b>benessere animale</b>, laddove gli standard applicati nel sistema biologico rimangono l&#8217;unico vero baluardo premium per i consumatori più attenti, in attesa di una riforma strutturale della normativa UE (Dongo, 2025; Strinati, 2025);</li>
<li>le importazioni da Paesi Terzi. L&#8217;obbligo di stampigliare sul guscio<span class="Apple-converted-space">  </span>il codice ISO del Paese di origine è fondamentale per garantire la trasparenza della filiera.<span class="Apple-converted-space"> </span></li>
</ul>
<p>In un mercato globalizzato, questa misura offre a consumatori e organismi di controllo uno strumento in più per difendere la sicurezza alimentare e valorizzare le produzioni locali, stringendo il cerchio attorno a possibili fenomeni di concorrenza sleale.</p>
<p><i>Dario Dongo</i><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><em>Credit cover <a href="https://pixabay.com/users/akirevarga-8968314/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=7345934">Erika Varga</a> from <a href="https://pixabay.com//?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=7345934">Pixabay</a></em></p>
<h3>Riferimenti</h3>
<p>Commission Delegated Regulation (EU) 2023/2465 of 17 August 2023 supplementing Regulation (EU) No 1308/2013 of the European Parliament and of the Council as regards marketing standards for eggs, and repealing Commission Regulation (EC) No 589/2008. Consolidated text: 14/10/2024. <a href="http://data.europa.eu/eli/reg_del/2023/2465/2024-10-14">http://data.europa.eu/eli/reg_del/2023/2465/2024-10-14</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Commission Directive 2002/4/EC of 30 January 2002 on the registration of establishments keeping laying hens, covered by Council Directive 1999/74/EC. Consolidated text: 01/01/2007. <a href="http://data.europa.eu/eli/dir/2002/4/2007-01-01">http://data.europa.eu/eli/dir/2002/4/2007-01-01</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Dongo, D. (2025, 29 aprile). Benessere del pollame in UE, appello per una riforma. <i>FT (Food Times)</i>. <a href="https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/benessere-pollame-ue-appello-riforma/">https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/benessere-pollame-ue-appello-riforma/</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Regulation (EU) No 1308/2013 of the European Parliament and of the Council of 17 December 2013 establishing a common organisation of the markets in agricultural products. Consolidated text: 18/03/2026. <a href="http://data.europa.eu/eli/reg/2013/1308/2026-03-18">http://data.europa.eu/eli/reg/2013/1308/2026-03-18</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Regulation (EU) 2018/848 of the European Parliament and of the Council of 30 May 2018 on organic production and labelling of organic products and repealing Council Regulation (EC) No 834/2007. Consolidated text: 25/03/2025.</p>
<p><a href="http://data.europa.eu/eli/reg/2018/848/2025-03-25">http://data.europa.eu/eli/reg/2018/848/2025-03-25</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Strinati, M. (2025, 23 aprile). Benessere animale, riparte l’iter UE dell’attesa riforma. <i>FT (Food Times)</i>. <a href="https://www.foodtimes.eu/it/pianeta/benessere-animale-iter-riforma/">https://www.foodtimes.eu/it/pianeta/benessere-animale-iter-riforma/</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/etichettatura-uova-guida-ue/">Etichettatura delle uova e marketing standard: guida completa alle regole UE</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vitel Tonné: un capolavoro sabaudo tra vitello, tonno e acciughe</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/vitel-tonne-storia-ricetta-ingredienti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 14:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Carni, salumi e uova]]></category>
		<category><![CDATA[carni bovine]]></category>
		<category><![CDATA[cucina italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[tonno]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.greatitalianfoodtrade.it/?p=84055</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Vitel Tonné è una delle preparazioni più raffinate della cucina italiana: carne di vitello lessata in brodo aromatico, affettata sottile e ricoperta da una salsa cremosa a base di tonno sott&#8217;olio, acciughe e capperi. Un piatto freddo che profuma di convivialità, da sempre associato alle tavole festive del Nord Italia. La sua storia radicata [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/vitel-tonne-storia-ricetta-ingredienti/">Vitel Tonné: un capolavoro sabaudo tra vitello, tonno e acciughe</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Vitel Tonné è una delle preparazioni più raffinate della cucina italiana: carne di <b>vitello </b>lessata in brodo aromatico, affettata sottile e ricoperta da una salsa cremosa a base di <b>tonno sott&#8217;olio</b>, <b>acciughe e capperi</b>. Un piatto freddo che profuma di convivialità, da sempre associato alle tavole festive del Nord Italia. La sua storia radicata in Piemonte è lunga tre secoli e attraversa dialetti, confini e rivoluzioni industriali.</p>
<h2>La nascita in terra sabauda: il mito del francesismo chiarito</h2>
<p>Le prime tracce documentate del Vitel Tonné risalgono al <b>XVIII secolo</b> nella provincia di <b>Cuneo</b>, in Piemonte. La sua più antica codificazione scritta compare nel celebre ricettario anonimo <i>Il cuoco piemontese perfezionato a Parigi</i>, pubblicato a Torino nel 1766 (Anonimo, 1766). L&#8217;opera, che contò oltre venti edizioni tra XVIII e XIX secolo e che si fondava in parte sulla <i>Cuisinière bourgeoise</i> di Joseph Menon (Parigi, 1746), rappresenta la prima sintesi sistematica della cucina sabauda, con ingredienti e tecniche adattati al gusto e alle materie prime locali.</p>
<p>Il <b>nome &#8216;vitel tonné&#8217;</b> non deriva dalla lingua francese bensì dal dialetto piemontese, laddove:</p>
<ul>
<li><b>&#8216;vitel&#8217;</b> significa &#8216;vitello&#8217;, in piemontese (mentre in francese si dice &#8216;veau&#8217;)</li>
<li><b>&#8216;tonné&#8217;</b> non deriva da &#8216;thon&#8217; (tonno in francese) ma dal termine francese &#8216;tanné&#8217;, appreso in Piemonte sotto il regno dei Savoia, che significa &#8216;accomodato&#8217;.</li>
</ul>
<p>Si designava così una carne di vitello lessato o arrosto insaporita con una salsa &#8211; composta di acciughe sotto sale, capperi e olio, emulsionati con il fondo di cottura &#8211; che nelle ricette settecentesche era più simile a una vinaigrette saporita anziché alla crema della ricetta moderna. Il tonno era infatti assente.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<h2>L&#8217;Ottocento e il tonno in scatola: la svolta industriale che cambiò la ricetta</h2>
<p>Il tonno fa la sua comparsa nella ricetta del Vitel Tonné solo nella <b>seconda metà dell&#8217;Ottocento</b>, e non per caso: è in quegli anni che nasce l&#8217;industria conserviera ittica italiana. Verso il <b>1860</b>, il commerciante torinese Gaetano Valazza aprì in Sardegna a Porto Torres una delle prime fabbriche di conserve di tonno sott&#8217;olio in scatole di latta secondo il metodo Appert. Nel <b>1874</b>, Ignazio Florio acquisì la tonnara di Favignana, in Sicilia, avviando la produzione industriale su scala e presentando le proprie innovative scatolette con apertura a chiave all&#8217;Esposizione Nazionale di Palermo del 1891–92 (ANCIT/Tonno360, s.d.). È precisamente in questo contesto — <b>tonno in scatola accessibile al mercato settentrionale</b> — che l&#8217;ingrediente ittico entra nel piatto sabaudo, trasformando la &#8216;salsa di acconciatura&#8217; in una vera emulsione proteica.</p>
<p>La prima codificazione scritta con il tonno come ingrediente esplicito si deve a <b>Pellegrino Artusi</b>, che nella <i>Ricetta n. 363</i> — classificata nella sezione &#8216;Rifreddi&#8217; de <i>La scienza in cucina e l&#8217;arte di mangiar bene</i> (1891) — scriveva testualmente:</p>
<p>&#8216;<i>Pestate grammi 100 di tonno sott&#8217;olio e due acciughe; disfateli bene colla lama di un coltello o, meglio, passateli dallo staccio aggiungendo </i><b><i>olio fine</i></b><i> in abbondanza a poco per volta e l&#8217;agro di un limone od anche più, in modo che la salsa riesca liquida; per ultimo mescolateci un pugnello di </i><b><i>capperi</i></b><i> spremuti dall&#8217;aceto. Servite il vitello tonnato con la sua salsa e con spicchi di limone</i>&#8216; (Artusi, 1891, p. 208).</p>
<p>La <b>carne</b> — &#8216;<i>vitella di latte nella coscia o nel culaccio</i>&#8216; — veniva steccata con acciughe, <b>lessata</b> in acqua aromatizzata con cipolla, alloro, sedano, carota e prezzemolo, poi <b>tenuta in infusione</b> nella salsa per uno o due giorni. Nessuna maionese: la salsa artusiana è una semplice emulsione meccanica di tonno, olio e limone.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>I <b>tuorli d’uovo</b> entrano nella ricetta solo nel corso del Novecento, per influenza della maionese nella cucina borghese francese, ed è recepita da <i>Il Cucchiaio d&#8217;Argento</i> a partire dalla sua prima edizione del 1950 (Cucchiaio d&#8217;Argento, 2016).</p>
<h2>Tecnica di preparazione: i punti critici</h2>
<h3>Cottura del vitello</h3>
<p>Il taglio di carne indicato — <b>girello</b> (topside) o <b>noce</b> — è un muscolo magro a fibra lunga che richiede una cottura gentile e prolungata. I parametri tecnici sono:</p>
<ul>
<li>partenza in <b>acqua fredda</b> <b>con ‘odori’</b> (carota, sedano, cipolla steccata con chiodi di garofano, alloro, pepe in grani);</li>
<li>aggiunta del <i>vino bianco secco</i> a ebollizione raggiunta;</li>
<li><b>bollitura</b> a fuoco basso, coperto, per 60–75 minuti per un pezzo da 800 g;</li>
<li><b>temperatura interna </b>target: 70°C (misurazione con sonda);</li>
<li><b>raffreddamento completo</b> nella <i>cooking liquor</i>. Un passaggio cruciale, poiché il graduale calo termico nel brodo evita la contrazione proteica e mantiene la carne succoso.</li>
</ul>
<p>La carne non va affettata calda: il <b>riposo in frigorifero</b> per almeno 4 ore consolida la struttura e consente fette sottili, possibilmente ottenute con affettatrice.</p>
<h3>Salsa tonnata: la versione dell’Artusi e quella moderna</h3>
<p><b>Versione tradizionale (senza tuorli d’uovo):</b> tonno sott&#8217;olio, acciughe, capperi dissalati e succo di limone vengono pestati o frullati con olio extravergine a filo fino a ottenere un&#8217;emulsione fluida, regolata con brodo di cottura freddo. La consistenza deve essere fluida, non spalmabile.</p>
<p><b>Versione contemporanea:</b> i tuorli freschi contribuiscono all’emulsione, rendendo la salsa più stabile e più densa. La proporzione codificata da <i>Il Cucchiaio d&#8217;Argento</i> (2016) prevede 3 tuorli per 800 g di vitello, con olio versato a filo sottilissimo per favorire l&#8217;emulsione che altrimenti potrebbe separarsi.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<h3>Ingredienti per 6 persone:</h3>
<p><i>Per il vitello:</i></p>
<ul>
<li>800 g di girello o noce di vitello, legato;</li>
<li>1 carota, 1 costa di sedano, 1 cipolla dorata steccata con 2 chiodi di garofano;</li>
<li>2 foglie di alloro, 10 grani di pepe nero;</li>
<li>1 bicchiere di vino bianco secco;</li>
<li>sale grosso q.b.</li>
</ul>
<p><i>Per la salsa tonnata (versione moderna):</i></p>
<ul>
<li>200 g di <b>tonno sott&#8217;olio</b> di qualità, sgocciolato;</li>
<li>4–6 filetti di <b>acciuga sotto sale</b>, dissalati e diliscati;</li>
<li>3 tuorli d&#8217;uovo freschi;</li>
<li>200 ml di olio extravergine di oliva delicato;</li>
<li>20 g di <b>capperi sotto sale</b>, dissalati;</li>
<li>succo di mezzo limone;</li>
<li>brodo di cottura freddo, per regolare la consistenza.</li>
</ul>
<h3>Assemblaggio e riposo</h3>
<p>Le fette di vitello vanno disposte sovrapposte su un piatto da portata e ricoperte con salsa abbondante. Il <b>riposo in frigorifero</b> per almeno 3–4 ore — meglio una notte intera — è un passaggio tecnico essenziale, poiché consente alla salsa di penetrare nelle fibre e amalgamare i sapori. Guarnire con capperi interi e, facoltativamente, con una julienne di scorza di limone.</p>
<h3>Materie prime: parametri di qualità</h3>
<p><b>Vitello.</b> Il regolamento della Commissione (UE) n. 566/2008 definisce &#8216;vitello&#8217; il bovino di età inferiore a 8 mesi (articolo 3.1.a, Categoria V). La sua carne si distingue per il colore rosa chiaro e grana fine. Il taglio ideale è il <b>girello</b> o la <b>noce</b>, caratterizzati da bassissimo contenuto di collagene e assenza di nervi, per garantire uniformità di cottura e facilità di affettatura. Privilegiare carne da allevamenti sostenibili, come quelle certificate secondo il <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/sqnz-certificazione-allevamenti-sostenibili-italia/">protocollo italiano SQNZ</a>.</p>
<p><b>Tonno.</b> La qualità si valuta sulla compattezza del muscolo, l&#8217;assenza di odore metallico e il profilo aromatico. Le specie commerciali più diffuse nel segmento premium sono il <b>tonno a pinne gialle</b> (<i>Thunnus albacares</i>) e il <b>tonnetto striato </b>(<i>Katsuwonus pelamis</i>), rigorosamente conservati in olio di oliva o in olio extravergine d&#8217;oliva per mantenere un profilo aromatico coerente ai sapori della cucina italiana <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/cucina-italiana-unesco/">riconosciuta da UNESCO</a>.</p>
<p><b>Acciughe.</b> Le <b>acciughe sotto sale</b> — preferibilmente di Cetara (Salerno, Campania) — hanno una complessità aromatica nettamente superiore a quelle sott&#8217;olio, grazie alla fermentazione lattica durante la stagionatura. Il processo di dissalatura (immersione in acqua fredda per 20–30 minuti) è indispensabile per riequilibrare la sapidità.</p>
<p><b>Olio extravergine di oliva.</b> Per la maionese tonnata è essenziale un olio a <b>bassa intensità fruttata</b> (cultivar Taggiasca, Casaliva del Garda, Peranzana in versione delicata) per non sovrastare il tonno. Un olio troppo erbaceo o amaro o piccante comprometterebbe infatti l&#8217;equilibrio della salsa.</p>
<p><b>Uova.</b> I tuorli non subiscono cottura: è imperativo utilizzare uova di categoria A extra-fresche, preferibilmente da allevamento biologico, entro 7 giorni dalla deposizione.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>Il Vitel Tonné è un piatto che raccoglie l’evoluzione di tre secoli della cucina italiana: dalla <b>salsa di acconciatura senza tonno</b> del ricettario anonimo del 1766, passando per la <b>codificazione dell’Artusi del 1891</b> con la sua emulsione fluida e la macerazione in infusione, fino alla versione contemporanea con i tuorli d’uovo. Ogni evoluzione corrisponde a un cambiamento economico e tecnologico preciso — l&#8217;industrializzazione del tonno in scatola, la diffusione della cucina borghese francese, la democratizzazione degli elettrodomestici da cucina. Conoscerne la storia è il modo più efficace per capire e attuare le scelte tecniche che rendono questo piatto straordinario, con le ricette storiche o quella attuale.</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Riferimenti</h3>
<p>Accademia Italiana della Cucina. (2005). <i>Ricettario di tradizione. Le ricette della cucina italiana</i>. Bolis Edizioni.</p>
<p>ANCIT/Tonno360. (s.d.). <i>Un po&#8217; di storia</i>. <a href="https://www.tonno360.it/un-po-di-storia/">https://www.tonno360.it/un-po-di-storia/</a></p>
<p>Anonimo. (1766). <i>Il cuoco piemontese perfezionato a Parigi</i>. B.A. Re. <a href="https://www.iris.unina.it/handle/11588/985579">https://www.iris.unina.it/handle/11588/985579</a></p>
<p>Artusi, P. (1891). <i>La scienza in cucina e l&#8217;arte di mangiar bene</i> (1ª ed.). Tipografia di Salvadore Landi.</p>
<p>Commission Regulation (EC) No 566/2008 of 18 June 2008 laying down detailed rules for the application of Council Regulation (EC) No 1234/2007 as regards the marketing of the meat of bovine animals aged 12 months or less. Consolidated text: 01/07/2013. <a href="http://data.europa.eu/eli/reg/2008/566/2013-07-01">http://data.europa.eu/eli/reg/2008/566/2013-07-01</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Cucchiaio d&#8217;Argento. (2016). <i>Il Cucchiaio d&#8217;Argento. Il grande libro della cucina italiana</i> (10ª ed.). Editoriale Domus.</p>
<p>Iacolare, S. (a cura di). (2024). <i>Il cuoco piemontese perfezionato a Parigi. Testo critico secondo l&#8217;edizione torinese del 1775 e glossario</i>. Olschki. <a href="https://en.olschki.it/libro/9788822269621">https://en.olschki.it/libro/9788822269621</a></p>
<p>La Cucina Italiana. (2019). <i>La Cucina Italiana. Le 1000 migliori ricette del mese. 1929–2019</i>. Condé Nast.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/vitel-tonne-storia-ricetta-ingredienti/">Vitel Tonné: un capolavoro sabaudo tra vitello, tonno e acciughe</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Carne suina italiana, guida ai tagli e le preparazioni</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/tagli-carne-suina-guida-cucina-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 07:52:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Carni, salumi e uova]]></category>
		<category><![CDATA[biologico]]></category>
		<category><![CDATA[carni suine]]></category>
		<category><![CDATA[cucina italiana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.greatitalianfoodtrade.it/?p=83698</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’evoluzione della gastronomia italiana si radica in oltre duemila anni di consumo della carne suina fresca. Se già Ovidio nelle Metamorfosi richiamava l&#8217;uso di queste carni come tratto ancestrale, la cucina italiana ha saputo declinare ogni singola parte anatomica dell&#8217;animale in preparazioni espresse, arrosti e cotture lente. Ed è fondamentale comprendere le caratteristiche dei diversi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/tagli-carne-suina-guida-cucina-italiana/">Carne suina italiana, guida ai tagli e le preparazioni</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’evoluzione della gastronomia italiana si radica in oltre duemila anni di consumo della <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/carne-suina-fresca-italiana-filiera-qualita"><b>carne suina fresca</b></a>. Se già Ovidio nelle Metamorfosi richiamava l&#8217;uso di queste carni come tratto ancestrale, la <b>cucina italiana</b> ha saputo declinare ogni singola parte anatomica dell&#8217;animale in preparazioni espresse, arrosti e cotture lente. Ed è fondamentale <b>comprendere</b> le caratteristiche dei <b>diversi tagli</b>, la loro consistenza e la risposta del grasso intramuscolare al calore. Questa consapevolezza permette di valorizzare la materia prima al banco macelleria, ridurre gli sprechi in cucina e applicare i corretti metodi di cottura tradizionali.</p>
<h2>Braciole di coppa e il valore della marezzatura</h2>
<p>Le <b>braciole di coppa</b> derivano dalla parte cervicale del suino. La coppa si trova subito dietro alla testa dell&#8217;animale: è una parte molto carnosa e saporita, con infiltrazioni di grasso intramuscolare che la rendono particolarmente versatile. Questa <b>marezzatura</b> è la chiave del suo successo gastronomico: il grasso si scioglie durante la cottura, mantenendo la carne morbida e aromatica.</p>
<p>Le braciole di coppa si prestano a <b>cotture rapide ad alta temperatura</b> — griglia, piastra, padella — e acquistano particolare fragranza con marinature a base di erbe aromatiche, vino bianco e aglio. È consigliabile evitare cotture prolungate, per non asciugare la componente magra e compromettere la naturale succulenza del taglio.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-83613" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-1024x83.jpg" alt="Tonnies Fleisch Italia srl" width="696" height="56" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-1024x83.jpg 1024w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-300x24.jpg 300w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-768x62.jpg 768w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-150x12.jpg 150w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-696x56.jpg 696w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-1068x86.jpg 1068w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies.jpg 1116w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2>Fettine di coppa per cotture rapide in padella</h2>
<p>Le <b>fettine di coppa</b> mantengono tutte le qualità del taglio di provenienza: <b>morbidezza</b>, marezzatura e intensità aromatica. Lo spessore ridotto le rende ideali per <b>cotture veloci</b> in padella o alla piastra, dove il grasso intramuscolare fonde rapidamente esaltando il profilo sensoriale senza bisogno di marinature elaborate. Rispetto alle fettine di lonza, tollerano meglio le alte temperature, rendendo più difficile l&#8217;errore di cottura.</p>
<h2>Braciole di maiale: il classico con l&#8217;osso</h2>
<p>Con il termine &#8216;<b>braciole di maiale</b>&#8216; si indicano generalmente fette ricavate dal <b>carré</b> o dalla <b>lombata</b>, spesso con osso. La schiena dell&#8217;animale viene chiamata lombata, e da essa si ricavano ottime fettine o tagli indicati per essere cotti interi, come arrosti e brasati; dal carré si ricavano le braciole, prendendo anche l&#8217;osso, generalmente una vertebra o costola.</p>
<p>La presenza dell&#8217;<b>osso</b> ha un ruolo tecnico preciso: protegge la carne durante la cottura e contribuisce a preservarne succulenza e sapore. Le braciole si adattano a griglia, forno, padella e barbecue. Il rischio principale è la cottura eccessiva: le fibre suine tendono ad asciugarsi rapidamente oltre la temperatura ottimale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-83614" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-1024x83.jpg" alt="Tonnies Fleisch Italia srl" width="696" height="56" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-1024x83.jpg 1024w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-300x24.jpg 300w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-768x62.jpg 768w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-150x12.jpg 150w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-696x56.jpg 696w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-1068x86.jpg 1068w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne.jpg 1116w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2>Costine di maiale per le cotture lente</h2>
<p>Le <b>costine</b> provengono dalla <b>gabbia toracica</b> del suino e sono tra i tagli più amati per preparazioni conviviali e barbecue. La combinazione di osso, tessuto connettivo e grasso le rende particolarmente saporite, ma richiede tempo: solo una <b>cottura lenta e prolungata</b> scioglie il collagene e porta la carne alla consistenza morbida e cedevole che le caratterizza.</p>
<p>Le preparazioni più diffuse delle costine di maiale includono:</p>
<ul>
<li>il barbecue &#8216;<b>low &amp; slow</b>&#8216;, ovvero mantenendo la griglia a circa 30 centimetri dalla brace, anche previa marinatura con aglio e spezie;</li>
<li>al forno, anche a bassa temperatura (90-110 °C per 3-4 ore), previa marinatura con limone e/o vino bianco, erbe aromatiche e aglio;</li>
<li>in umido con legumi (fagioli, lenticchie, ceci), che ricorre nelle cucine regionali italiane, con cottura lenta a fuoco moderato.</li>
</ul>
<h2>Rosticciana: le costine toscane nella brace</h2>
<p>La <b>rosticciana</b> — o <i>rostinciana</i>, e nell&#8217;aretino anche <i>costoliccio</i> — è la declinazione toscana delle costine di maiale: lo stesso taglio del costato, ma presentato e cucinato in modo così caratteristico da dare il nome alla carne stessa, prima ancora che alla preparazione. In Toscana, le costine vengono lasciate <b>in blocco</b>, non separate tra loro, cotte sulla brace di carbone e condite con olio extravergine, aglio, rosmarino, sale grosso, pepe. La marinatura a secco, applicata alcune ore prima, permette alla carne di assorbire gli aromi senza perdere i succhi durante la cottura.</p>
<p>Il piatto ha <b>origini contadine e invernali</b>: era il taglio che si consumava subito dopo la macellazione del maiale, quando la brace era già accesa e non c&#8217;era ragione di complicare ciò che la qualità della carne sapeva già esprimere da sola. La versione &#8216;in umido&#8217; — rosticciane cotte lentamente nel pomodoro fino a quando la carne si stacca dall&#8217;osso — è altrettanto radicata nella cucina fiorentina, dove il sugo risultante diventa tradizionalmente il condimento per i rigatoni del giorno successivo. Il piatto è conosciuto anche nell&#8217;Alto Lazio e in Umbria, dove condivide la stessa logica della brace e degli aromi essenziali.</p>
<p>Il segreto della rosticciana è la cottura a calore moderato e costante, girando frequentemente, senza mai forare la carne per non disperdere i succhi. La temperatura al cuore deve raggiungere almeno 70 °C, anche per garantire l’inattivazione di batteri patogeni.</p>
<h2>Spuntature romane per i sughi della domenica</h2>
<p>Le <b>spuntature</b> sono, dal punto di vista anatomico, lo stesso taglio delle costine. Vale a dire porzioni ossee del costato con la carne intercostale circostante, ricavate dall&#8217;intera gabbia toracica del suino. Il termine è diffuso nel Lazio e in alcune zone dell&#8217;Italia meridionale, dove costine, puntine, costicine e spuntature indicano lo stesso pezzo con sfumature dialettali diverse. La distinzione pratica, quando esiste, riguarda la porzionatura: le spuntature sono spesso tagliate più corte dal macellaio, in pezzi di due o tre costole, rispetto alle strisce lunghe della rosticciana toscana.</p>
<p>Nella <b>cucina romana</b>, le spuntature sono protagoniste di uno dei piatti di recupero più apprezzati: cotte lentamente <b>in umido</b> con soffritto di sedano, carota e cipolla, sfumate con vino bianco e poi lasciate sobbollire per due-tre ore nella <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salse/passata-di-pomodoro-italiano/">passata di pomodoro</a>, fino a quando la carne si stacca dall&#8217;osso e il collagene ha trasformato il fondo in una salsa densa e saporita. Questo sugo è il condimento storico dei <b>rigatoni</b> con <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/formaggi/pecorino-romano-dop-storia/">pecorino romano DOP</a>, un primo piatto che appartiene alla cucina del ‘quinto quarto’ e alla memoria gastronomica dei rioni popolari della capitale. Le spuntature trovano impiego anche nella polenta al sugo, in abbinamento con i fagioli, e nelle preparazioni al forno con patate.</p>
<h2>Fettine di lonza: leggerezza e versatilità quotidiana</h2>
<p>La <b>lonza</b> rappresenta uno dei tagli più magri dell&#8217;intero suino. La lonza si ottiene separando la carne dalla colonna vertebrale; nel Nord Italia indica la parte superiore delle costole, nota anche come carré o arista, mentre nel Centro Italia è ricavata dal quarto posteriore. Questa variabilità terminologica regionale riflette un&#8217;Italia in cui ogni territorio ha sviluppato la propria cultura della macelleria suina.</p>
<p>Le <b>fettine di lonza</b> sono molto diffuse nella cucina quotidiana per rapidità di preparazione, gusto delicato e versatilità: si prestano a scaloppate, involtini, impanature leggere o cotture in padella con salse. Proprio per la loro <b>magrezza</b>, richiedono attenzione ai tempi: qualche minuto in eccesso le rende stoppose.</p>
<h2>Sottilissime di lonza per preparazioni istantanee</h2>
<p>Le <b>sottilissime di lonza</b> sono fette molto sottili dalla stessa sezione anatomica della lonza. Lo spessore ridotto — spesso inferiore al centimetro — le rende ideali per <b>preparazioni istantanee</b>: saltate in padella, avvolte intorno a farce delicate, abbinate a salse leggere. La rapidità di cottura è qui un vantaggio e non un compromesso: preserva la tenerezza delle fibre compatte senza il rischio di asciugarle.</p>
<h2>Arista fresca e la tradizione del lombo al forno</h2>
<p>L&#8217;<b>arista</b> identifica la schiena del maiale — dalla fine del capocollo fino alla zona lombare — cucinata intera come <b>arrosto</b> al forno o allo spiedo. In Toscana il termine indica tanto il taglio quanto la preparazione: per estensione, un&#8217;arista <i>è</i> un arrosto di lombo di maiale, aromatizzato con aglio, rosmarino e pepe, spesso legato con spago da cucina prima della cottura. Il <b>profilo nutrizionale</b> è simile a quello della lonza — carne relativamente magra, ricca di proteine — ma la presenza delle costole e di una quota di grasso di copertura garantisce una succosità maggiore in cottura.</p>
<p>La storia del termine è documentata e in parte leggendaria. Un documento del <b>1287</b> menziona già una &#8216;arista&#8217;, e il novelliere Franco Sacchetti, nel Trecento, cita &#8216;un&#8217;arista al forno&#8217;. La leggenda più nota la fa risalire al 1439, durante il Concilio di Firenze voluto da Cosimo il Vecchio: il cardinale greco Basilio Bessarione, dopo aver assaggiato un arrosto di lombata suina, avrebbe esclamato <b>&#8216;<i>Aristos!</i></b>&#8216; — &#8216;il migliore!&#8217; in greco — e i fiorentini presenti, credendo si riferisse al taglio di carne, adottarono la parola. Pellegrino <b>Artusi</b> nel suo ricettario precisa: &#8216;<i>si chiama arista in Toscana la schiena di maiale cotta arrosto o in forno… quel pezzo della lombata che conserva le costole, e che può pesare anche 3 o 4 chilogrammi</i>&#8216; (Artusi, 1891).</p>
<p>In cucina l&#8217;arista si presta a cottura al forno a temperatura moderata — 160 °C per circa un&#8217;ora per un pezzo da 1 kg — con aggiunta di vino bianco e brodo. La temperatura al cuore ottimale è di 65–68 °C per una carne rosata e succosa; non oltre 72 °C se si preferisce la cottura completa. È buona <b>anche fredda</b>, affettata sottile: pratica gastronomica già apprezzata nelle famiglie toscane del Quattrocento, quando si preparava in grandi pezzi per i giorni seguenti.</p>
<h2>Filetto di suino, il taglio più pregiato</h2>
<p>Il <b>filetto di suino</b> è <b>il taglio più tenero</b> e pregiato dell&#8217;intero animale. In anatomia esso corrisponde al muscolo <i>psoas major</i>, posizionato nella regione sottolombare, lungo la colonna vertebrale nel quarto posteriore. La sua tenerezza ha una spiegazione funzionale precisa:</p>
<ul>
<li>a differenza dei muscoli locomotori, il grande psoas è impiegato principalmente per il mantenimento della postura. È perciò scarsamente sollecitato e di conseguenza privo di tessuto connettivo, la fonte principale della durezza nelle carni;</li>
<li>va distinto con chiarezza dalla lonza e dall&#8217;arista: questi ultimi corrispondono al muscolo <i>multifido lombo-toracico</i>, situato sopra il filetto, separato da esso e con caratteristiche tecnologiche diverse. La lonza è sopra il filetto, il filetto è sotto la colonna: due muscoli adiacenti ma non intercambiabili.</li>
</ul>
<p>In cucina, il filetto suino si presta a <b>cotture rapide in padella</b> con burro chiarificato — rosolatura su tutti i lati, poi sfumatura con vino bianco — o in forno a temperatura moderata, intero o avvolto nella pancetta per compensare la scarsità di grasso e mantenerne la succulenza. Si taglia anche a <b>medaglioni</b> per grigliate veloci, o a cubi per spiedini. La marinatura preventiva — con olio, aglio, erbe e agrumi — migliora significativamente il risultato finale su un taglio naturalmente magro e dal gusto delicato.</p>
<h2>Filetto di suino e di bovino a confronto<span class="Apple-converted-space"> </span></h2>
<p><b>I filetti di suino e bovino</b> derivano dallo stesso muscolo, hanno la stessa logica anatomica e la stessa tenerezza di base, ma le differenze sono sostanziali:</p>
<ul>
<li><b>dimensioni</b>. Il filetto di manzo è un muscolo di grandi dimensioni, 2–4 kg di peso, e si presta a preparazioni iconiche come il roastbeef o il chateaubriand e il tournedos Rossini, nella cucina francese. Il filetto di suino intero pesa in media soli 300–400 g: una dimensione che impone una cucina di scala più contenuta;</li>
<li><b>proprietà organolettiche</b>. Il filetto bovino è molto tenero ma ha un gusto più neutro, meno dolce e meno persistente; il filetto suino conserva una buona tenerezza, ma presenta un profilo più dolce, più aromatico e leggermente più marcato;</li>
<li><b>vocazioni</b>. Il filetto bovino può venire servito al sangue o quasi crudo (carpaccio, tartare) senza rischi particolari per la popolazione generale. Il filetto suino, invece, non deve mai venire consumato crudo o poco cotto poiché<span class="Apple-converted-space">  </span>soggetto a possibili rischi di contaminazione da parassiti (es. <a href="https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/trichinella-il-parassita-invisibile/"><i>Trichinella spiralis</i></a>, <i>Toxoplasma gondii</i>) e batteri (<i>Salmonella</i>, <a href="https://www.foodtimes.eu/it/sicurezza-alimentare/yersinia-patogeno-sottovalutato/"><i>Yersinia</i></a>) la cui inattivazione richiede il raggiungimento di una temperatura al cuore di almeno 70 °C.<span class="Apple-converted-space"> </span></li>
</ul>
<h2>Pancetta fresca a fette, dal ventre alla griglia</h2>
<p>La <b>pancetta</b> deriva dalla <b>parte ventrale</b> del suino ed è caratterizzata dall&#8217;alternanza di strati di grasso e muscolo che la rendono immediatamente riconoscibile. Quando prima di essere arrotolata le viene sovrapposto il capocollo opportunamente trattato, si parla di &#8216;<b>pancetta coppata</b>&#8216;; se invece viene lasciata distesa, tagliata a strisce, salata e affumicata, diventa quella che in inglese viene chiamata <b>bacon</b>.</p>
<p>Nella versione fresca a fette trova impiego nella griglia, nel barbecue, in preparazioni croccanti in padella, negli involtini e negli arrosti. La componente lipidica è determinante: durante la cottura il grasso si scioglie lentamente, arricchendo gli aromi e la consistenza del piatto. È un taglio che non perdona la cottura insufficiente — la parte magra deve raggiungere la temperatura sicura — ma che a cottura corretta offre straordinaria succulenza.</p>
<h2>Hamburger di suino: un formato contemporaneo</h2>
<p>Gli <b>hamburger di suino</b> rappresentano una preparazione in costante crescita nella distribuzione moderna e nella ristorazione informale. Sono ottenuti da <b>miscele di carne magra e grasso</b>, necessarie per garantire coesione, morbidezza e palatabilità. Rispetto agli hamburger bovini, quelli di suino presentano spesso un gusto più dolce, una <b>consistenza</b> più <b>morbida</b> e maggiore <b>succosità</b>. Possono essere aromatizzati con spezie, erbe o ingredienti a richiamo regionale — finocchio, peperoncino, rosmarino. La cottura deve garantire il raggiungimento della temperatura interna idonea al consumo sicuro (almeno 72 °C al cuore).</p>
<h2>Spiedini di suino: una preparazione, molti tagli</h2>
<p>Gli <b>spiedini di maiale</b> non identificano un taglio anatomico specifico, ma una preparazione trasversale: carne suina — e spesso altri ingredienti — tagliata a cubetti e infilata su bastoncini di legno o metallo per la cottura alla griglia, alla brace, in padella o al forno. Il formato è antico quanto il fuoco stesso, e in Italia ha declinazioni regionali ben documentate.</p>
<p>Il taglio più frequentemente utilizzato è la <b>lonza</b>, per la sua magrezza e compattezza che permette cubettatura regolare e cottura rapida senza sgretolamento. La coppa e il carré — più grassi e marezzati — garantiscono maggiore succosità ma richiedono attenzione ai tempi per evitare che il grasso fuoriesca in eccesso sulla brace. In molte macellerie del Nord Italia, lo <b>spiedino misto</b> prevede l&#8217;alternanza di coppa, lonza, pancetta e salsiccia — talvolta intervallati da foglie di salvia, cipolle o peperoni — secondo una logica di equilibrio tra parti magre e grasse che esalta tanto il sapore quanto la struttura.</p>
<p>La <b>marinatura</b> è un passaggio chiave per qualsiasi spiedino di suino: olio extravergine, aglio, rosmarino, timo e un elemento acido — vino bianco, limone, aceto — ammorbidiscono le fibre e consentono agli aromi di penetrare. I tempi di cottura alla griglia variano da 12 a 20 minuti a seconda dello spessore dei pezzi, con rotazione frequente per una doratura uniforme. La temperatura al cuore deve raggiungere almeno 70 °C, come per tutti i tagli suini freschi.</p>
<h2>Macinato di suino: la base universale</h2>
<p>Il <b>macinato di suino</b> costituisce una base estremamente versatile: ragù, polpette, ripieni, salse, hamburger e salsicce fresche partono tutti da questo formato. La qualità finale dipende in modo decisivo dal rapporto tra parte magra e componente grassa: una <b>quota moderata di grasso</b> — intorno al 20–30% — migliora struttura, morbidezza e resa in cottura. Il macinato può venire impiegato da solo o miscelato con carne bovina, ovina o di vitello, secondo le diverse tradizioni gastronomiche regionali.</p>
<h2>Salsiccia toscana: la &#8216;concia&#8217; del norcino</h2>
<p>La <b>salsiccia toscana</b> appartiene alla lunghissima storia dell&#8217;arte norcina italiana. Nel <b>I secolo a.C.</b>, Marco Terenzio Varrone nel <i>De lingua latina</i> (V, 111) documentò la &#8216;lucanica&#8217;, insaccato che i legionari romani avevano appreso dai popoli della Lucania, attestando così l&#8217;antichità e la diffusione peninsulare di questa preparazione. Da quella radice meridionale, l&#8217;arte dell&#8217;insaccatura si è diffusa in tutta la penisola, acquisendo in ogni territorio connotati propri.</p>
<p>La salsiccia toscana è generalmente preparata con carne suina macinata, grasso, sale, pepe, aglio e <b>semi di finocchio</b> — l&#8217;elemento distintivo della norcineria toscana. La <b>&#8216;concia&#8217;</b>, il mix di sale e aromi, varia da norcino a norcino e viene spesso trasmessa gelosamente di generazione in generazione. La proporzione ideale prevede circa due terzi di carne magra e un terzo di parte grassa.</p>
<p>Le modalità di preparazione più diffuse comprendono griglia, padella, forno e utilizzo in sughi e ripieni. In Toscana è frequente anche il consumo all&#8217;interno di panini o accompagnata da fagioli cannellini e cipolle, abbinamenti rustici e antichi.</p>
<h2>Salsiccia luganega: dalla Lucania al Nord Italia</h2>
<p>La <b>luganega</b> è una salsiccia fresca tipica dell&#8217;Italia settentrionale, con una storia straordinariamente documentata. Il nome deriva dalla <b>Lucania</b> romana — l&#8217;odierna Basilicata — dove i legionari romani appresero dagli abitanti locali la tecnica di insaccare carne tritata nel budello. <b>Varrone</b> nel <i>De lingua latina</i> ne fissò la paternità: <i>&#8216;lucanicam dicunt quod milites a Lucanis didicerint</i>&#8216; (&#8216;la chiamano lucanica perché i soldati l&#8217;hanno appresa dai Lucani&#8217;). La stessa preparazione è descritta da Apicio nel <b><i>De re coquinaria</i></b>.</p>
<p>La storia della luganega parte dalla Magna Grecia, approda nella Repubblica di Venezia e si diffonde poi in Lombardia e Trentino. Oggi esistono almeno tre tipologie riconosciute a livello ministeriale:</p>
<ul>
<li>la <b>veneta</b>, realizzata con guanciale e collo di maiale;<span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li>la <b>trentina</b>, con spezie e macinato insaccato in budello di vitello;<span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li>la <b>lombarda</b>, a grana più fine con lunghezza caratteristica di circa 20 cm.<span class="Apple-converted-space"> </span></li>
</ul>
<p>La ricetta più ricca è quella della luganega di Monza, che nell&#8217;impasto include formaggio <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/formaggi/grana-padano-dop-export-2025-nutrizione/">Grana Padano DOP</a>, brodo di carne e vino — ingrediente fondamentale del classico <b>risotto alla monzese</b>. La consistenza più morbida rispetto ad altre salsicce la rende particolarmente adatta a risotti, cotture in umido, preparazioni al forno e padella.</p>
<h2>Il valore del biologico e dell&#8217;origine</h2>
<p>Nella scelta della <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/carni-suine-benefici-salute">carne suina</a>, l&#8217;attenzione ai metodi di allevamento e all&#8217;origine rappresenta lo strumento principale di tutela per il consumatore e per l&#8217;intera filiera. Al vertice della piramide della qualità si colloca la <b>carne suina biologica</b>, che offre la massima garanzia oggi disponibile sul mercato: la certificazione biologica assicura infatti <b>standard superiori</b> e rigorosamente verificati <b>di benessere animale</b>, con ampi spazi di libertà, accesso all&#8217;aperto, drastica riduzione d’impiego degli antibiotici e alimentazione priva di OGM e pesticidi.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>È altresì utile considerare l&#8217;origine della carne: il regolamento (UE) n. 1337/2013 impone l&#8217;<a href="https://www.foodtimes.eu/it/pianeta/origine-delle-carni-dall1-aprile-in-etichetta-e-pur-manca-qualcosa/">indicazione in etichetta del Paese di allevamento e macellazione</a> dell&#8217;animale. Scegliere carne da suini nati, allevati e trasformati in Italia &#8211; ‘<b>origine Italia</b>’ &#8211; significa sostenere la zootecnia nazionale e valorizzare l&#8217;autentico Made in Italy, ma anche beneficiare di un sistema di controlli veterinari e di biosicurezza tra i più severi al mondo.</p>
<h2>Valorizzare ogni taglio: il principio della norcineria integrale</h2>
<p>La conoscenza dei tagli suini è un elemento fondamentale per una <b>filiera alimentare</b> più consapevole e sostenibile. Nei suini la conoscenza dei tagli è indispensabile per capire come nascono i grandi salumi italiani, dalla coscia per il prosciutto crudo alla pancetta e al guanciale: conoscere i tagli è un sapere che unisce gastronomia e cultura della salumeria.</p>
<p>Il principio storico della cultura norcina italiana — valorizzare l&#8217;intero animale, dal grugno alla coda — rimane ancora oggi un modello virtuoso di utilizzo integrale delle risorse alimentari, nel pieno rispetto della qualità gastronomica e della sostenibilità.</p>
<p><i>Dario Dongo</i><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><em>Credit cover <a href="https://www.pexels.com/photo/grilling-of-steak-11600756/">Timmy Barg</a></em></p>
<h3>Bibliografia</h3>
<ul>
<li>Apicio, M. G. (I sec. d.C.). <i>De re coquinaria</i>. Edizione moderna: Grocock, C., &amp; Grainger, S. (2006). <i>Apicius: A critical edition with an introduction and an English translation</i>. Prospect Books.</li>
<li>Artusi, P. (1891). <i>La scienza in cucina e l&#8217;arte di mangiar bene</i>. Tipografia di Salvadore Landi. Edizione di riferimento: Einaudi (1970), a cura di P. Camporesi.</li>
<li>Capatti, A., &amp; Montanari, M. (1999). <i>La cucina italiana: storia di una cultura</i>. Laterza.</li>
<li>Commission Implementing Regulation (EU) No 1337/2013 of 13 December 2013 laying down rules for the application of Regulation (EU) No 1169/2011 of the European Parliament and of the Council as regards the indication of the country of origin or place of provenance for fresh, chilled and frozen meat of swine, sheep, goats and poultry. http://data.europa.eu/eli/reg_impl/2013/1337/oj<span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li>Gosetti della Salda, A. (1967). <i>Le ricette regionali italiane</i>. La Cucina Italiana / Solares.</li>
<li>Montanari, M. (2004). <i>Il cibo come cultura</i>. Laterza. ISBN 9788842074243.</li>
<li>Varrone, M. T. (I sec. a.C.). <i>De lingua latina</i>, V, 111. Edizione moderna: Kent, R. G. (1938). <i>Varro: On the Latin Language, Books V–VII</i>. Harvard University Press.</li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/tagli-carne-suina-guida-cucina-italiana/">Carne suina italiana, guida ai tagli e le preparazioni</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Carne suina fresca: storia, filiere, prodotti</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/carne-suina-fresca-italiana-filiera-qualita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 13:09:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Carni, salumi e uova]]></category>
		<category><![CDATA[carni suine]]></category>
		<category><![CDATA[DOP]]></category>
		<category><![CDATA[nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[proteine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.greatitalianfoodtrade.it/?p=83686</guid>

					<description><![CDATA[<p>La carne suina fresca rappresenta uno dei comparti zootecnici più rilevanti dell&#8217;agroalimentare italiano, per peso economico, profondità culturale e capillarità territoriale. L&#8217;Italia si distingue nel panorama europeo per un modello produttivo specifico — il suino pesante italiano — progettato intorno alle esigenze dei grandi salumi DOP, ma che genera anche un&#8217;offerta significativa di carni fresche [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/carne-suina-fresca-italiana-filiera-qualita/">Carne suina fresca: storia, filiere, prodotti</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <b>carne suina fresca</b> rappresenta uno dei comparti zootecnici più rilevanti dell&#8217;agroalimentare italiano, per peso economico, profondità culturale e capillarità territoriale. L&#8217;Italia si distingue nel panorama europeo per un modello produttivo specifico — il <b>suino pesante italiano</b> — progettato intorno alle esigenze dei grandi salumi DOP, ma che genera anche un&#8217;offerta significativa di carni fresche destinate al consumo domestico e alla ristorazione.</p>
<p>Il settore si caratterizza per elevata specializzazione produttiva, forte integrazione con le filiere delle indicazioni geografiche, <b>standard sanitari elevati</b> e una crescente attenzione verso <b>benessere animale</b> e sostenibilità ambientale. Negli ultimi anni ha dovuto affrontare <b>sfide importanti</b> — aumento dei costi energetici e mangimistici, competizione internazionale, emergenza della Peste Suina Africana (PSA) — ma mostra segnali solidi di <b>resilienza</b>, sostenuti sia dai consumi interni sia dall&#8217;export (ISMEA, 2025a).</p>
<h2>L’economia della carne suina fresca tra Italia e UE</h2>
<p>La <b>produzione UE di carne suina</b> nei primi sei mesi del 2025 è in lieve crescita (+1,6% rispetto allo stesso periodo del 2024), grazie al progressivo rientro dell&#8217;emergenza PSA e al recupero dell&#8217;offerta nei principali paesi produttori: Spagna +5,1%, Germania +0,8%, Polonia +4,5% (ISMEA, 2025b).</p>
<p>In Italia, l&#8217;offerta di capi avviati al macello nella prima metà del 2025 è risultata leggermente inferiore all&#8217;anno precedente (-0,5%), a causa della nuova spinta al rialzo dei <b>costi dei mangimi</b>: mais +14% e orzo +26% nel periodo gennaio–giugno 2025 (ISMEA, 2025b).</p>
<p>I <b>consumi in Italia</b> hanno registrato nei primi sei mesi del 2025 un aumento del +3,7% in volume, segnale di un recupero sostenuto anche dalla maggiore convenienza dei prezzi al consumo: i tagli freschi hanno registrato un calo all&#8217;ingrosso del -9,2% (lombo taglio Padova), influenzati dalla contrazione dei prezzi delle carni importate (ISMEA, 2025b).</p>
<p>Sul fronte <b>export</b>, il 2024 ha segnato un nuovo record con un fatturato all&#8217;estero che ha superato i <b>2,5 miliardi di euro </b>(+7,9% rispetto al 2023), trainato soprattutto da prosciutti disossati (+7,9% in volume, +8,5% in valore), salami e salsicce (+14% in volume, +11,2% in valore), mortadella (+15% in valore) e prosciutti cotti (+8% in valore). Il 2025 conferma il trend con un ulteriore aumento dell’export, +5,7% nel primo semestre, trainato da Francia e Stati Uniti (ISMEA, 2025a; ISMEA, 2025b).</p>
<p>A fine dicembre 2025, l&#8217;Italia ha raggiunto un <b>accordo bilaterale con la Serbia</b> per la ripresa delle esportazioni di carne suina e prodotti derivati, ponendo fine al blocco delle importazioni imposto nel 2022 a seguito dei focolai di PSA. L&#8217;intesa — frutto di una lunga negoziazione con il coinvolgimento della Presidenza del Consiglio, dei Ministeri degli Esteri e dell&#8217;Agricoltura e del Ministero della Salute — si basa sul principio della &#8216;regionalizzazione&#8217;: sarà possibile esportare liberamente ogni tipologia di prodotto proveniente dalle zone indenni (MASAF, 2025).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-83613" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-1024x83.jpg" alt="Tonnies Fleisch Italia srl" width="696" height="56" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-1024x83.jpg 1024w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-300x24.jpg 300w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-768x62.jpg 768w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-150x12.jpg 150w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-696x56.jpg 696w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-1068x86.jpg 1068w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies.jpg 1116w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2>Il ruolo della trasformazione nella bilancia commerciale</h2>
<p>Il sistema produttivo italiano presenta una <b>bilancia commerciale marcatamente asimmetrica per segmento</b>: positiva e in crescita sul versante dei prodotti trasformati (salumi), strutturalmente deficitaria sul versante delle carni fresche e delle materie prime. Il grado di autoapprovvigionamento in carne suina si attesta a meno del 60% del fabbisogno nazionale (ISMEA, 2025c), a conferma di una dipendenza strutturale dalle importazioni che tuttavia svolge una funzione produttiva precisa: l&#8217;industria dei grandi salumi DOP — Prosciutto di Parma, Prosciutto di San Daniele, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salumi/culatello/">Culatello</a> di Zibello e altri — richiede volumi di cosce fresche superiori a quanto l&#8217;allevamento nazionale possa garantire.</p>
<p>Le <b>importazioni di carni suine fresche</b>, refrigerate e congelate, rappresentano circa l&#8217;85% del valore complessivo degli acquisti italiani dall&#8217;estero, con riferimento soprattutto alle cosce fresche destinate all&#8217;industria di trasformazione (ISMEA, 2025b). Nei primi sei mesi del 2025, gli acquisti di cosce fresche destinate al circuito tutelato sono calati del -1,4% in volume rispetto all&#8217;anno precedente, così come le importazioni di suini vivi (-5%), in un contesto di minore offerta e progressiva risalita dei prezzi (ISMEA, 2025b).</p>
<p>Quanto alle provenienze, secondo i dati ANAS aggiornati al 2022 — il più recente dataset disponibile disaggregato per Paese — la <b>Germania</b> si confermava il principale fornitore di carni suine e suini vivi verso l&#8217;Italia con una quota del 28,5% del totale importato, seguita da Spagna (18,8%), Paesi Bassi (15,9%), Danimarca (12,8%) e Francia (6,6%). Per quanto riguarda i <b>suinetti importati vivi</b> per l&#8217;ingrasso in Italia, la Danimarca copriva il 70,6% del totale, seguita da Paesi Bassi (12%), Croazia (5,6%) e Germania (3,5%) (ANAS, 2023).</p>
<p>Nel 2024–2025, la ridotta disponibilità del mercato tedesco — penalizzato dai propri focolai di PSA — ha indirizzato progressivamente le richieste italiane verso la <b>Spagna</b>, che ha consolidato il proprio ruolo di fornitore di riferimento per le cosce fresche. La Spagna è ormai il primo produttore suino dell&#8217;UE, con oltre 56 milioni di capi macellati nel 2024, ben davanti alla Germania (ISMEA, 2025b).</p>
<p>Il quadro della <b>bilancia commerciale</b> è quindi quello di un paese che importa materia prima — carni fresche e suinetti da ingrasso, prevalentemente da Germania, Spagna, Paesi Bassi e Danimarca — e la trasforma in salumi di alto valore aggiunto da riesportare sui mercati internazionali. È questo il modello economico su cui poggia buona parte della competitività della filiera suinicola italiana, al di fuori del circuito DOP.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-83614" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-1024x83.jpg" alt="Tonnies Fleisch Italia srl" width="696" height="56" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-1024x83.jpg 1024w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-300x24.jpg 300w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-768x62.jpg 768w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-150x12.jpg 150w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-696x56.jpg 696w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-1068x86.jpg 1068w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne.jpg 1116w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2>Storia della carne suina in Italia</h2>
<p>L&#8217;allevamento del suino affonda le radici in Italia nell&#8217;epoca neolitica. <b>Etruschi e Romani</b> ne avevano già fatto un pilastro alimentare: Catone il Censore, Varrone e Columella descrissero tecniche di allevamento e conservazione che anticipano pratiche ancora oggi vive nelle produzioni regionali italiane (Columella, trad. 1977).</p>
<p>Nel <b>Medioevo</b>, il maiale divenne centrale nell&#8217;economia rurale delle aree boschive italiane grazie alla pratica della <i>ghiandatura</i> nei querceti e castagneti — una forma di allevamento semibrado che sopravvive ancora oggi nelle produzioni di razze autoctone. Le carni venivano conservate con salagione, affumicatura e stagionatura, gettando le basi delle future specialità regionali. Una testimonianza visiva straordinaria è l&#8217;affresco dell&#8217;<i>Allegoria del Buon Governo</i> di Ambrogio Lorenzetti (1338–40) nel Palazzo Pubblico di Siena, che raffigura una Cinta Senese nelle scene di vita cittadina.</p>
<p>Tra <b>Rinascimento</b> ed età moderna, la Pianura Padana affinò il modello del <b>suino pesante</b> — animali allevati fino a pesi superiori alla media europea, selezionati per massimizzare la resa in prosciutti e salumi stagionati. Nel <b>Novecento</b>, la modernizzazione zootecnica introdusse razze selezionate come Large White Italiana, Landrace Italiana e Duroc Italiano, ancora oggi predominanti nella filiera nazionale (ANAS, 2024). In parallelo, un movimento inverso di recupero e valorizzazione delle <b>razze autoctone</b> — Cinta Senese, Nero di Calabria, Mora Romagnola, Casertana, Nero Siciliano — ha guadagnato crescente rilevanza produttiva e gastronomica dagli anni Novanta in poi.</p>
<h2>Genetica e selezione per la carne suina di qualità</h2>
<p>La suinicoltura italiana si basa su un sistema di <b>razze selezionate</b> a elevata specializzazione produttiva, affiancato da un numero ridotto ma gastronomicamente rilevante di razze autoctone. Il quadro genetico della filiera è definito e supervisionato dall&#8217;Associazione Nazionale Allevatori Suini (ANAS), che gestisce i Libri Genealogici delle razze principali.</p>
<h3>Le razze selezionate per il suino pesante</h3>
<p>La grande maggioranza degli allevamenti intensivi della Pianura Padana — orientati al <b>suino pesante DOP</b> — si avvale di tre razze in purezza o incrocio, le cui caratteristiche sono state selezionate specificamente per rispondere ai disciplinari dei prosciutti DOP:</p>
<ul>
<li><b>Large White Italiana</b> (LWI). Prima razza per consistenza in Italia, di origine britannica (Yorkshire), differenziata nel tempo in un ceppo italiano specificatamente selezionato per il suino pesante. Presenta corporatura robusta, elevata prolificità (11–12 suinetti per parto, circa 2 parti l&#8217;anno), rapido accrescimento (fino a 800 g al giorno), ottima resa al macello e prosciutti ben conformati. La carne è priva del difetto PSE (<i>Pale, Soft, Exudative</i>) ed è pienamente compatibile con i disciplinari DOP. Costituisce la scrofa madre nel sistema di incrocio prevalente (ANAS, 2024);</li>
<li><b>Landrace Italiana</b> (LI). Seconda razza per consistenza in Italia, di origine danese, differenziata in un ceppo italiano a partire dall&#8217;avvio del Libro Genealogico nel 1970. Alla fine degli anni ‘80 sono stati definiti obiettivi di selezione specifici per la produzione del suino pesante italiano, adottando criteri che hanno permesso di differenziare nettamente il ceppo italiano dalle popolazioni di origine danese, olandese, francese e tedesca da cui provenivano i riproduttori inizialmente introdotti. I disciplinari DOP prevedono esplicitamente che i suini appartengano alle razze tradizionali Large White, Landrace e Duroc italiane, come migliorate dal Libro Genealogico italiano (ANAS/SUIS, 2024). La Landrace è comparabile alla Large White per resa al macello e si presta sia per la produzione di suino pesante sia per la produzione di carne magra destinata al consumo diretto. Per l&#8217;ingrasso viene prevalentemente accoppiata in incrocio con la Large White. In Italia vengono altresì allevate scrofe di <b>Landrace Belga</b>, più carnosa e con prosciutti più globosi, ma non ammessa in purezza nella produzione del suino pesante DOP per alcune caratteristiche della coscia incompatibili con i disciplinari;</li>
<li><b>Duroc Italiana</b>. Razza di origine nordamericana (New Jersey), derivata da incroci tra Berkshire, suino iberico e suino rosso africano della Guinea. In Italia viene impiegata prevalentemente come <b>verro padre</b> nell&#8217;incrocio terminale con scrofe Large White × Landrace, apportando marezzatura, velocità di accrescimento e robustezza degli arti. Il programma di selezione ANAS ha migliorato significativamente l&#8217;efficienza in allevamento della razza — incrementando velocità di crescita e resa alimentare — nonché la qualità della carcassa e delle cosce: aumento dei tagli magri, corretta copertura di lardo e assenza di infiltrazioni di grasso nelle cosce, tutte caratteristiche fondamentali per la produzione di prosciutti DOP (ANAS, 2023).</li>
</ul>
<p>L&#8217;<b>incrocio a tre vie</b> — scrofa Large White × Landrace incrociata con verro Duroc — costituisce oggi lo schema genetico prevalente degli allevamenti del suino pesante padano, garantendo la combinazione ottimale di prolificità materna, accrescimento e qualità della carcassa.</p>
<p>Una quarta razza di rilevanza commerciale per la <b>carne fresca leggera</b> è la <b>Pietrain</b>, di origine belga, caratterizzata da massa muscolare ipertrofica, elevata resa al macello e carne quasi priva di grasso. Non è adatta alla produzione del suino pesante DOP — poiché la sua carne è soggetta al fenomeno PSE e non assorbe correttamente il sale in stagionatura — ma viene impiegata come verro terminale in produzioni di tagli magri freschi destinati al consumo diretto.</p>
<h3>Le razze autoctone: biodiversità e valorizzazione gastronomica</h3>
<p>In parallelo con il sistema intensivo, un numero crescente di allevamenti di piccola e media dimensione si è orientato negli ultimi decenni verso le <b>razze autoctone italiane</b>, storicamente marginalizzate dall&#8217;avanzata delle razze selezionate nel secondo Novecento:</p>
<ul>
<li>la <b>Cinta Senese DOP</b> (Toscana) è la sola razza autoctona ad avere finora ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta per le carni fresche a livello europeo (v. sezione dedicata);</li>
<li>la <b>Mora Romagnola</b> (Emilia-Romagna), razza a mantello scuro storicamente diffusa nell&#8217;Appennino emiliano, è stata portata sull&#8217;orlo dell&#8217;estinzione negli anni Settanta e recuperata grazie a un Presidio Slow Food;</li>
<li>la <b>Casertana</b> (Campania), detta anche &#8216;Pelatella&#8217; per la pelle scura quasi priva di setole, è una delle razze suine più antiche del mondo, rappresentata in sculture romane, e ha contribuito alla formazione delle razze britanniche Yorkshire e Berkshire — e per cascata alle moderne Large White, Landrace e Duroc;</li>
<li>il suino <b>Nero di Calabria</b> viene allevato allo stato semibrado nei boschi e nelle aree collinari calabresi, valorizzato dal Consorzio Nero di Calabria, ma tuttora privo di un riconoscimento DOP per le carni fresche;</li>
<li>il suino <b>Nero Siciliano</b> (Nebrodi) è attualmente in fase di domanda di registrazione DOP, con dossier tecnico-scientifico completato nel 2025 dal GAL Nebrodi Plus e trasmesso al MASAF per valutazione ministeriale e successivo iter comunitario (Terra e Vita, 2025).</li>
</ul>
<p>Queste razze si accomunano per <b>rusticità</b>, capacità di valorizzare il <b>pascolo</b> e le <b>risorse del territorio</b> (ghiande, castagne, tuberi, erbe spontanee), peso alla macellazione più contenuto rispetto al suino pesante e un profilo aromatico fortemente influenzato dall&#8217;alimentazione e dall&#8217;ambiente. Il loro allevamento allo stato brado o semibrado, spesso in regime <b>biologico</b>, ne limita la resa produttiva ma ne esalta le qualità organolettiche, rendendole ideali per produzioni di nicchia ad alto valore gastronomico e per il recupero della biodiversità zootecnica nazionale.</p>
<h3>Aree di produzione, allevamenti sostenibili e biologici</h3>
<p>Le principali aree produttive si concentrano nella <b>Pianura Padana</b>, che accoglie circa il 70-75% della filiera del suino pesante: Lombardia (leader con il 25-30% dei capi allevati), Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte traggono vantaggio dalla vicinanza a grandi mangimifici, macelli industriali e distretti della trasformazione alimentare. <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Nel <b>Centro-Sud</b> e le isole, la maggiore concentrazione si registra in Campania (~8-10%), seguita da Sardegna, Abruzzo, Lazio e Calabria (ISMEA, 2025a).</p>
<p>Il metodo di allevamento convenzionale del <b>suino pesante italiano</b> prevede cicli di 9–10 mesi, con peso medio alla macellazione di 160 kg — in linea con i disciplinari del <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/prosciutto-parma-dop-disciplinare-proteolisi-mercato/">Prosciutto di Parma</a> e <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/prosciutto-san-daniele-dop-dati-scienza-filiera/">San Daniele DOP</a>  — e un&#8217;alimentazione basata su materie prime controllate (mais, orzo, siero di latte), con divieto d’impiego di farine animali.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Negli ultimi anni il settore ha avviato percorsi strutturati di <b>sostenibilità ambientale</b>: riduzione delle emissioni ammoniacali, valorizzazione energetica dei reflui zootecnici mediante impianti a biogas, ottimizzazione delle razioni per ridurre l&#8217;impronta ambientale e miglioramento delle dotazioni strutturali per il <b>benessere animale</b> (superfici minime, arricchimento ambientale, riduzione delle mutilazioni).<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>L&#8217;<b>allevamento biologico suino</b> si distingue per i più elevati standard di benessere animale e tutela dell’ambiente. Il regolamento (UE) 2018/848 prescrive infatti densità ridotte di animali negli allevamenti, loro accesso all&#8217;aperto, drastiche restrizioni sull&#8217;uso di antibiotici e uso esclusivo di mangimi biologici. Persistono criticità legate ai maggiori costi produttivi e alla difficoltà di reperire mangimi bio nazionali in quantità sufficiente.</p>
<p>Nel registro comunitario delle indicazioni geografiche, la grande maggioranza delle DOP e IGP suine italiane riguarda <b>prodotti trasformati</b> (es. prosciutto, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/salame-italiano-normativa-2025-dop-igp/">salame</a>, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/mortadella-bologna-igp-nutrizione/">mortadella</a>). Per le carni suine fresche, l&#8217;unica denominazione di origine protetta riconosciuta a livello europeo è la <b>Cinta Senese DOP</b>.</p>
<p>Il <b>Consorzio di Tutela</b> della Cinta Senese DOP — costituito nel novembre 2000 — rappresenta, protegge e valorizza la denominazione, con un ruolo non solo normativo ma culturale, economico e territoriale. Oggi conta 88 allevamenti sottoposti ai controlli della filiera DOP (Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP, 2025).</p>
<p>La <b>Cinta Senese DOP</b> è una razza di taglia media, con mantello scuro e una caratteristica fascia bianca — da cui deriva il nome — che ne cinge il petto e le spalle. Le carni si distinguono per un&#8217;elevata <b>marezzatura</b>, che riduce la perdita di liquidi durante la cottura, e per un&#8217;intensa sapidità derivante dall&#8217;<b>allevamento semibrado</b> nei boschi toscani, ove gli animali si nutrono di ghiande, tuberi, radici e materia organica del pascolo. Nascita, allevamento e macellazione di soli animali iscritti al Registro Anagrafico della razza devono avvenire esclusivamente in Toscana.</p>
<h2>Proprietà nutrizionali e benefici dei tagli suini magri</h2>
<p>Secondo le Tabelle di composizione degli alimenti del CREA (2019), 100 grammi di carne di lombo crudo di suino pesante apportano in media:</p>
<ul>
<li>energia: 172 kcal;</li>
<li><b>proteine</b>: 20,8 g:</li>
<li>lipidi: 9,9 g di cui: 3,9 g di acidi grassi saturi, 4,3 g di monoinsaturi, 1,7 g di polinsaturi.</li>
</ul>
<p>Dal punto di vista dei micronutrienti, tale carne si caratterizza quale fonte di:</p>
<ul>
<li><b>vitamina B1</b> (tiammina): 0,28 mg per 100 g di prodotto, pari al 25% del Valore Nutrizionale di Riferimento (1,1 mg) indicato dal regolamento (UE) n. 1169/11;</li>
<li><b>vitamina B2</b> (riboflavina): 0,3 mg, pari al 21% del VNR (1,4 mg);</li>
<li><b>vitamina B3</b> (niacina): 3,8 mg, pari al 24% del VNR (16 mg);</li>
<li><b>fosforo</b>: 158 mg, pari al 23% del VNR (700 mg);</li>
<li><b>potassio</b>: 300 mg, pari al 15% del VNR (2000 mg).</li>
</ul>
<p>Il miglioramento genetico e nutrizionale degli allevamenti negli ultimi decenni ha contribuito a modificare il <b>profilo degli acidi grassi </b>delle carni suine, con una riduzione significativa dei tenori di grassi saturi a favore di quelli degli acidi grassi insaturi e polinsaturi, inclusi gli <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/il-maiale-omega-3-grassi-buoni-nella-carne/">omega-3</a>.</p>
<h2>Carne suina e salute</h2>
<p>La carne suina magra può inserirsi efficacemente in un modello alimentare sano e sostenibile (Vicente &amp; Pereira, 2024). I principali vantaggi per la salute associati al suo consumo riguardano tre aree distinte.</p>
<p><b>Qualità proteica.</b> Le proteine suine si distinguono per l&#8217;<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/carni-suine-benefici-salute/">elevato contenuto di aminoacidi essenziali</a> e l&#8217;alta digeribilità, caratteristiche che le rendono particolarmente efficaci per il mantenimento della massa muscolare.</p>
<p><b>Prevenzione della sarcopenia.</b> Un apporto adeguato di proteine animali di elevata qualità biologica è associato a maggiore massa muscolare, migliore forza di presa e minore rischio di declino funzionale negli anziani, rispetto a un pari apporto calorico da proteine vegetali (Wu et al., 2024).</p>
<p><b>Controllo del peso e profilo lipidico.</b> Il consumo di tagli magri, in sostituzione di fonti proteiche a maggiore ontenuto di grassi saturi, favorisce il controllo del peso corporeo e il miglioramento del profilo lipidico plasmatico, con riduzione del colesterolo LDL (Murphy et al., 2012).</p>
<h2>Usi gastronomici</h2>
<p>La carne suina fresca occupa un posto centrale nella cucina <b>regionale italiana</b>, con preparazioni che riflettono la straordinaria diversità territoriale del paese. Tra gli utilizzi più ricorrenti si segnalano arrosti e brasati, braciole, grigliate, preparazioni in umido, ripieni e salsicce fresche. Ogni territorio conserva ricette specifiche: l&#8217;arista toscana, la porchetta laziale e umbra, le costine alla lombarda, il maiale al latte emiliano, il maialino sardo arrosto, le preparazioni a base di Nero di Calabria nel Meridione.</p>
<p>La crescente attenzione dei consumatori verso <b>origine, benessere animale e autenticità</b> sta favorendo il recupero delle razze autoctone e delle produzioni estensive ad alto valore gastronomico — un fenomeno che interessa sia la ristorazione di qualità sia i mercati di filiera corta e i Gruppi di Acquisto Solidale.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>La carne suina fresca italiana si conferma pilastro della zootecnia nazionale e della cultura alimentare mediterranea. In un contesto internazionale complesso — segnato dalla pressione competitiva dei grandi produttori europei, dalla volatilità dei costi di produzione e dall&#8217;impatto della PSA — il comparto mostra capacità di adattamento, sostenuto dalla qualità delle filiere DOP, dall&#8217;espansione dell&#8217;export e dalla ripresa dei consumi interni.</p>
<p>Le prospettive future dipenderanno dalla capacità del settore di rafforzare la <b>biosicurezza</b> e la resilienza sanitaria; ridurre la dipendenza strutturale dalle importazioni di materia prima attraverso l&#8217;incremento della produzione nazionale; valorizzare le <b>razze autoctone</b> come asset gastronomico e di biodiversità; incrementare trasparenza e <b>tracciabilità</b> lungo tutta la filiera; rispondere alle nuove esigenze nutrizionali dei consumatori privilegiando l&#8217;offerta di tagli magri di qualità certificata.</p>
<p><i>Dario Dongo</i><i></i></p>
<p><em>Credit cover <a href="https://pixabay.com/users/katiklinski-14208351/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=5413708">Katharina Klinski</a> from <a href="https://pixabay.com//?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=5413708">Pixabay</a> </em></p>
<h3>Riferimenti</h3>
<ul>
<li>ANAS. (2023). <i>Statistiche suinicoltura italiana ed europea 2022</i>. Associazione Nazionale Allevatori Suini. <a href="https://www.anas.it/files/circolari/202300001.PDF">https://www.anas.it/files/circolari/202300001.PDF</a><span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li>ANAS/SUIS. (2024). <i>Landrace Italiana: scheda razza e obiettivi di selezione</i>. Suinicoltura Italiana Sostenibile – ANAS. <a href="https://suis.anas.it/html/LA_scheda.html">https://suis.anas.it/html/LA_scheda.html</a><span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li>ANAS. (2025). <i>Norme operative: razze sottoposte a programmi di miglioramento genetico</i> (rev. 02_2025, 10 dicembre 2025). Associazione Nazionale Allevatori Suini. <a href="https://www.anas.it/files/normative/Norme003.pdf">https://www.anas.it/files/normative/Norme003.pdf</a></li>
<li>Columella, L. G. M. (1977). De re rustica (Trad. italiana). Einaudi. (Opera originale pubblicata nel 60–68 d.C.)</li>
<li>Consorzio di Tutela della Cinta Senese DOP. (2025). <i>Il Consorzio</i>. <a href="https://www.cintasenesedop.it/il-consorzio/">https://www.cintasenesedop.it/il-consorzio/</a><span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li>CREA. (2019). <i>Tabelle di composizione degli alimenti</i> &#8211; <i>Maiale pesante, lombo, carne cruda</i>. Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione. <a href="https://www.alimentinutrizione.it/tabelle-nutrizionali/105700">https://www.alimentinutrizione.it/tabelle-nutrizionali/105700</a><span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li>ISMEA. (2025a). <i>Zootecnia, il quadro ISMEA: nel 2025 consumi di carni suine e salumi in rialzo, export ancora suina</i>. Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare. <a href="https://www.ismeamercati.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13650">https://www.ismeamercati.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13650</a><span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li>ISMEA. (2025b). <i>Tendenze Suino n. 1/2025 – Ottobre 2025</i>. Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare. <a href="https://www.ismeamercati.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13649">https://www.ismeamercati.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13649</a><span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li>ISMEA. (2025c). <i>Carne suina e salumi – Dati e analisi di settore</i>. Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare. <a href="https://www.ismeamercati.it/carni/carne-suina-salumi">https://www.ismeamercati.it/carni/carne-suina-salumi</a><span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li>MASAF. (2025a, 30 dicembre). <i>Export: raggiunto accordo con la Serbia, riparte l&#8217;esportazione di carne suina italiana</i>. Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. <a href="https://www.masaf.gov.it/export_Serbia_suini_italiani">https://www.masaf.gov.it/export_Serbia_suini_italiani</a><span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li>Murphy, K. J., Thomson, R. L., Coates, A. M., Buckley, J. D., Howe, P. R. C., &amp; Clifton, P. M. (2012). Effects of eating fresh lean pork on cardiometabolic health parameters. <i>Nutrients</i>, <i>4</i>(7), 711–723. <a href="https://doi.org/10.3390/nu4070711">https://doi.org/10.3390/nu4070711</a><span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li>Terra e Vita. (2025, 27 agosto). <i>Nocciola di Sicilia e Suino nero dei Nebrodi chiedono la certificazione</i>. Terra e Vita, Edagricole. <a href="https://terraevita.edagricole.it/attualita/nocciola-di-sicilia-suino-nero-nebrodi/">https://terraevita.edagricole.it/attualita/nocciola-di-sicilia-suino-nero-nebrodi/</a><span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li>Vicente, F., &amp; Pereira, P. C. (2024). Pork meat composition and health: A review of the evidence. <i>Foods</i>, <i>13</i>(12), 1905. <a href="https://doi.org/10.3390/foods13121905">https://doi.org/10.3390/foods13121905</a><span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li>Wu, G., Bazer, F. W., Cross, H. R., Johnson, G. A., Satterfield, M. C., Spencer, T. E., &amp; Yin, Y. (2024). Dietary protein and amino acid intakes for mitigating sarcopenia in humans. <i>Critical Reviews in Food Science and Nutrition</i>. <a href="https://doi.org/10.1080/10408398.2024.2348549">https://doi.org/10.1080/10408398.2024.2348549</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/carne-suina-fresca-italiana-filiera-qualita/">Carne suina fresca: storia, filiere, prodotti</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Picanha, il taglio brasiliano conquista l’Italia</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/picanha-il-taglio-brasiliano-conquista-litalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 09:59:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Carni, salumi e uova]]></category>
		<category><![CDATA[carni bovine]]></category>
		<category><![CDATA[picanha]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.greatitalianfoodtrade.it/?p=83645</guid>

					<description><![CDATA[<p>La picanha è un taglio di carne bovina tipico della tradizione brasiliana, corrispondente al codone di manzo o punta di sottofesa. Caratterizzata da una forma triangolare e da uno spesso strato di grasso esterno, la picanha è il simbolo del churrasco. Grazie al suo profilo nutrizionale ricco di proteine e acidi grassi come il CLA, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/picanha-il-taglio-brasiliano-conquista-litalia/">Picanha, il taglio brasiliano conquista l’Italia</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <b>picanha</b> è un taglio di carne bovina tipico della tradizione brasiliana, corrispondente al <b>codone di manzo</b> o punta di sottofesa. Caratterizzata da una forma triangolare e da uno spesso strato di grasso esterno, la picanha è il simbolo del churrasco. Grazie al suo profilo nutrizionale ricco di proteine e acidi grassi come il CLA, questo taglio sta conquistando la <b>ristorazione italiana</b> d&#8217;eccellenza, unendo tecniche di cottura lente e valorizzazione delle materie prime di qualità.</p>
<h2>Dalle pampas ai gauchos, la storia del churrasco</h2>
<p>Le origini della picanha sono legate alla storia dell&#8217;<b>allevamento bovino</b> nelle pampas sudamericane e alla cultura dei <b>gauchos</b>, i mandriani che tra Brasile, Argentina e Uruguay svilupparono tecniche di cottura semplici ma efficaci basate sul fuoco vivo. Quando nel XVI secolo i conquistatori spagnoli introdussero bovini e cavalli nelle fertili pianure che coprono l&#8217;Argentina centro-orientale, l&#8217;Uruguay e il <b>Rio Grande do Sul</b> brasiliano, molti animali si dispersero formando mandrie selvagge. Questi branchi attirarono i mandriani meticci, discendenti da europei e popolazioni indigene, che fecero dell&#8217;allevamento bovino la loro ragione di vita.</p>
<p>Il <b>churrasco</b> come lo conosciamo oggi nacque proprio dalle necessità pratiche di questi gauchos. Durante le lunghe traversate nelle pianure, i mandriani cuocevano grossi tagli di carne infilzati su <b><i>espetos</i></b> (spiedi metallici o di legno) e arrostiti lentamente su braci di legna, conditi esclusivamente con <b><i>sal grosso</i></b> (sale grosso a cristalli). Questo metodo, concepito attorno al concetto di <b><i>fogo de chão</i></b> (fuoco a terra), permetteva una cottura uniforme e valorizzava il sapore naturale della carne senza sovrastarlo con aromi estranei.</p>
<p>Secondo una delle leggende più diffuse, il nome &#8216;picanha&#8217; deriverebbe da &#8216;<b><i>picana</i></b>&#8216;, il lungo bastone utilizzato dai mandriani per guidare il bestiame pungendo gli animali nella parte posteriore del dorso, proprio nell&#8217;area anatomica da cui si ricava il taglio. Sebbene l&#8217;etimologia non sia unanimemente confermata dagli storici dell&#8217;alimentazione, questa narrazione è diventata parte integrante dell&#8217;immaginario gastronomico brasiliano.</p>
<p>La popolarità della picanha si consolida nel <b>Novecento</b>, soprattutto nello Stato di Rio Grande do Sul, culla del <i>churrasco</i> moderno. Negli anni Quaranta e Cinquanta, con la migrazione verso nord di abitanti del Rio Grande do Sul e lo sviluppo delle reti stradali, sorsero le prime <b><i>churrascarias</i></b> (ristoranti specializzati in barbecue brasiliano) lungo le arterie principali, inizialmente rivolte ai camionisti. Fu in questo periodo che si diffuse lo stile <b><i>rodízio</i></b>, il servizio continuo di carni allo spiedo tagliate direttamente al tavolo, che trasformò il churrasco in un&#8217;esperienza conviviale e spettacolare.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-83613" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-1024x83.jpg" alt="Tonnies Fleisch Italia srl" width="696" height="56" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-1024x83.jpg 1024w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-300x24.jpg 300w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-768x62.jpg 768w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-150x12.jpg 150w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-696x56.jpg 696w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-1068x86.jpg 1068w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies.jpg 1116w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2>Zootecnia, le razze bovine tra Bos indicus e Bos taurus</h2>
<p>Dal punto di vista zootecnico, la qualità della picanha dipende da diversi fattori: razza bovina, età dell&#8217;animale, <b>alimentazione</b>, <b>marezzatura</b> e frollatura.</p>
<p>In Brasile, il taglio è storicamente associato ai <b>bovini zebuini</b> (zebù) della razza Nelore, appartenenti alla specie <i>Bos indicus</i>. La razza deriva dai bovini Ongole originari del distretto indiano di Nellore, importati in Brasile dal 1868. Oggi oltre l&#8217;80% dei bovini da carne in Brasile sono Nelore in purezza o incroci. Questa razza si caratterizza per resistenza al calore, tolleranza ai parassiti, elevata fertilità in ambienti tropicali e capacità di prosperare con foraggio di qualità modesta. Oltreché per la carne particolarmente magra, caratteristica che ne favorisce l’impiego anche nella produzione di <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/bresaola-valtellina-igp-mercato-nutrizione/"><b>bresaola</b></a>.</p>
<p>Negli ultimi decenni, anche in Brasile si sono affermati incroci con <b>razze taurine</b> di ceppo europeo (<i>Bos taurus</i>) come Angus e Hereford, selezionate per ottenere una maggiore infiltrazione di grasso intramuscolare e migliore tenerezza (Decker et al., 2014).</p>
<p>In Europa e in <b>Italia</b>, la picanha viene spesso proposta utilizzando razze come Black Angus, Simmental, Charolaise, Rubia Gallega e Wagyu, oltre a bovini italiani di <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/vitelloni-piemontesi-coscia-igp-fassona-caratteristiche/"><b>Fassona</b> piemontese</a> o incroci da carne. L&#8217;attenzione crescente verso la marezzatura e la <a href="https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/carni-frollate-macelli-mobili-marchio-di-identificazione-ue/">maturazione <b>dry aged</b></a> ha ulteriormente incrementato l&#8217;interesse dei consumatori verso questo taglio.</p>
<h2>Anatomia del taglio e corrispondenza italiana</h2>
<p>Dal punto di vista anatomico, la picanha corrisponde al codone o <b>punta di sottofesa</b>, situata nella regione dorsale posteriore alta del bovino, tra lo scamone e la sottofesa. Nei sistemi di classificazione anglosassoni essa viene identificata come &#8216;rump cap&#8217;, &#8216;top sirloin cap&#8217; o &#8216;coulotte steak&#8217;. Il numero IMPS (Institutional Meat Purchase Specifications) di riferimento è il 184D.</p>
<p>La <b>forma</b> <b>triangolare</b> e la presenza di uno <b>spesso strato di grasso esterno</b> rappresentano le sue peculiarità distintive. Proprio questa copertura lipidica svolge una funzione essenziale durante la cottura: sciogliendosi lentamente, protegge la carne dall&#8217;eccessiva disidratazione e contribuisce allo sviluppo aromatico attraverso le <b>reazioni di Maillard</b>. Il grasso superficiale, che può raggiungere circa 1,2 cm di spessore, non va mai rimosso prima della cottura: questa pratica impoverirebbe il taglio riducendone succulenza e protezione termica.</p>
<p>Il <b>peso</b> della picanha intera varia generalmente tra 1 e 1,5 kg. Tagli troppo grandi spesso indicano lavorazioni anatomiche non corrette o inclusione di muscoli adiacenti. La tradizionale preparazione brasiliana prevede che il taglio venga sezionato in grosse fette piegate a mezzaluna e infilzate su spiedi, mantenendo il grasso verso l&#8217;esterno per consentirne la fusione graduale e l&#8217;auto-irrorazione della carne durante la cottura.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-83614" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-1024x83.jpg" alt="Tonnies Fleisch Italia srl" width="696" height="56" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-1024x83.jpg 1024w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-300x24.jpg 300w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-768x62.jpg 768w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-150x12.jpg 150w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-696x56.jpg 696w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-1068x86.jpg 1068w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne.jpg 1116w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2>Perché la picanha conquista il mercato italiano</h2>
<p>L&#8217;ascesa della picanha nel mercato italiano può essere attribuita a diversi fattori culturali, gastronomici ed economici.</p>
<p>Il primo elemento è la crescente diffusione della <b>cultura barbecue</b>. Negli ultimi dieci anni, l&#8217;interesse verso affumicatura, cotture indirette e griglie professionali ha favorito la riscoperta di tagli bovini meno convenzionali rispetto alle classiche bistecche italiane.</p>
<p>La presenza di ristoranti brasiliani e <i>churrascarias</i> ha altresì contribuito a familiarizzare il consumatore italiano con la picanha. Il successo della formula <b><i>rodízio</i></b> — servizio continuo di carni allo spiedo tagliate al tavolo — ha trasformato questo taglio in un&#8217;esperienza conviviale e teatrale che richiama la socialità del barbecue gauchesco.</p>
<p>Anche i <b>social media</b> hanno avuto un ruolo decisivo. Le immagini della picanha cotta al sangue, con la tipica crosta esterna e il grasso croccante, si sono diffuse rapidamente sulle piattaforme dedicate al food e al barbecue, aumentando curiosità e domanda.</p>
<p>Dal punto di vista gastronomico, la picanha risponde inoltre a una nuova sensibilità culinaria: la rivalutazione del <b>grasso come componente aromatica</b> e non soltanto come elemento da eliminare. In un contesto dominato per decenni dall&#8217;idea di carne magra, questo taglio propone un equilibrio diverso tra succulenza, texture e intensità gustativa.</p>
<p>Va poi considerato il ruolo delle <b>macellerie specializzate</b> e dell&#8217;e-commerce della carne premium, che hanno reso disponibili sul mercato italiano picanha provenienti da diversi sistemi di allevamento e razze bovine.</p>
<p>Infine, la picanha beneficia di una relativa <b>versatilità culinaria</b>. Sebbene nasca come taglio da brace, essa può venire preparata anche in forno, in padella o con tecniche <i>sous-vide</i>, adattandosi sia alla cucina domestica sia alla ristorazione contemporanea.</p>
<h2>Proprietà nutrizionali della carne bovina: proteine, ferro e CLA</h2>
<p>La composizione nutrizionale della picanha riflette le caratteristiche tipiche della carne bovina di qualità, con alcune peculiarità legate alla presenza del <b>grasso intramuscolare e superficiale</b>.</p>
<p>Una porzione di 100 grammi di picanha apporta mediamente tra 15 e 20 grammi di <b>proteine ad alto valore biologico</b>, contenenti tutti gli amminoacidi essenziali necessari per la crescita e il mantenimento dei tessuti. La carne bovina rappresenta infatti una delle fonti proteiche più complete e biodisponibili nell&#8217;alimentazione umana, fornendo inoltre micronutrienti essenziali quali <b>ferro eme</b> (la forma più biodisponibile), <b>zinco</b>, <b>selenio</b>, <b>fosforo</b> e vitamine del gruppo B, in particolare <b>vitamina B12</b>, <b>niacina</b> (B3), <b>vitamina B6</b> e <b>riboflavina</b> (B2). Studi recenti confermano che il consumo di carne bovina è associato a maggiori apporti e adeguatezza per questi nutrienti, spesso carenti in ampie fasce di popolazione, soprattutto anziani e donne in età fertile (Agarwal &amp; Fulgoni, 2024).</p>
<p>Il contenuto lipidico varia in funzione della razza, dell&#8217;alimentazione e della presenza della copertura adiposa esterna, oscillando tra 10 e 20 grammi per 100 grammi di prodotto. Il profilo lipidico della picanha merita particolare attenzione: il grasso intramuscolare contiene elevate proporzioni di <b>acidi grassi monoinsaturi</b> (MUFA) e <b>polinsaturi</b> (PUFA) rispetto ad altri depositi adiposi bovini, con composizione variabile in funzione della razza e del regime alimentare. L&#8217;<b>acido oleico</b>, lo stesso presente nell&#8217;olio d&#8217;oliva, rappresenta la componente monoinsatura predominante, mentre tra i saturi l&#8217;<b>acido stearico</b> costituisce una frazione rilevante che, a differenza di altri grassi saturi, esercita un effetto neutro sui livelli di colesterolo ematico nella maggior parte degli studi (Troy et al., 2016; Abebe et al., 2024; Tan &amp; Jiang, 2024).</p>
<p>Un componente bioattivo di particolare interesse è l&#8217;<b>acido linoleico coniugato</b> (<b>CLA</b>), un acido grasso polinsaturo presente naturalmente in carne e latticini di ruminanti, derivante dalla bioidrogenazione ruminale dell&#8217;acido linoleico. I suoi isomeri principali — <i>cis-9, trans-11</i> (c9,t11) e <i>trans-10, cis-12</i> (t10,c12) — sono stati associati in studi preclinici e alcune indagini cliniche a effetti anti-obesità, anti-infiammatori, anti-cancerogeni e di modulazione immunitaria, sebbene i risultati su esseri umani presentino ancora disomogeneità e richiedano ulteriori approfondimenti (Basak &amp; Duttaroy, 2020; Putera et al., 2023). La composizione e la concentrazione di CLA variano sensibilmente in funzione della dieta animale e del microbioma ruminale.</p>
<h2>Preparazione e cottura: dal barbecue al sous-vide<b></b></h2>
<p>La <b>tradizione dei gauchos</b> prevede che la picanha venga tagliata in grosse fette piegate a mezzaluna e infilzate su spiedi metallici, mantenendo il grasso verso l&#8217;esterno. Gli spiedi vengono posti a <b>25-30 centimetri</b> di distanza <b>dalla brace viva</b> e ruotati regolarmente, per garantire una cottura lenta e uniforme.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Il <b>grasso superficiale</b> non deve venire rimosso prima della cottura, può semmai venire inciso con leggere scanalature per favorire la sua fusione graduale. Il fumo aromatico prodotto dal grasso che cola sulla brace profuma la carne, poi condita con solo <b>sale grosso</b>.</p>
<p>Per ottenere un risultato ottimale, la carne deve venire portata a <b>temperatura ambiente</b> prima della cottura. La temperatura interna ideale varia tra <b>52 e 56 °C</b> per una cottura al sangue o media-al sangue, considerate le più adatte per preservare morbidezza e aromaticità.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>In <b>forno</b> o barbecue con cottura indiretta, molti chef consigliano una fase iniziale a temperatura moderata (140-160 °C), seguita da brevissima rosolatura finale ad alta intensità (oltre 200 °C) che permette di sviluppare una crosta esterna senza asciugare la parte interna.</p>
<p>La preparazione <b><i>sous-vide</i></b> &#8211; cottura della carne in un sacchetto sottovuoto, a bassa temperatura, in un bagno d’acqua controllato, per tempi prolungati &#8211; con rosolatura finale rappresenta un&#8217;altra tecnica moderna che garantisce una cottura uniforme, maggiore tenerezza e migliore conservazione dei succhi.</p>
<h3>Varianti contemporanee<span class="Apple-converted-space"> </span></h3>
<p>Negli ultimi anni si sono diffuse varianti contemporanee che prevedono marinature leggere, utilizzo di spezie, affumicature o frollatura prolungata <b>dry aged</b>.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Alcuni chef italiani stanno sperimentando <b>abbinamenti</b> con erbe aromatiche mediterranee, chimichurri &#8211; salsa fredda tipica argentina e uruguaiana a base di prezzemolo, aglio, aceto, olio, origano e peperoncino &#8211; o salse al vino rosso, senza sovrastare il sapore autentico della carne bovina di qualità.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Il <b>taglio finale</b> richiede in ogni caso attenzione: la picanha va affettata controfibra, in fettine relativamente sottili (circa 0,5-1 cm), per massimizzare la percezione di tenerezza.</p>
<h2>Qualità e consapevolezza di filiera</h2>
<p>La picanha rappresenta un punto di incontro tra la tradizione pastorale dei gauchos e le moderne esigenze della ristorazione professionale e domestica. Oltre il folklore del churrasco, l&#8217;interesse verso questo taglio evidenzia l&#8217;importanza di una corretta valorizzazione di tutte le parti anatomiche del bovino, riducendo gli sprechi e massimizzando l&#8217;apporto di nutrienti essenziali. La sfida, per gli operatori della filiera, rimane la garanzia di un&#8217;informazione corretta sulla provenienza, le tecniche di allevamento e i tempi di frollatura, elementi imprescindibili per un consumo consapevole di carne bovina di alta qualità.</p>
<p><i>Dario Dongo</i></p>
<p><em>Credit cover <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/deliziosa-bistecca-alla-griglia-sulla-griglia-del-barbecue-31587902/">Furkan Alakoç</a> </em></p>
<p>Bibliografia</p>
<ul>
<li>Abebe, B. K., Wang, J., Guo, J., Wang, H., Li, A., &amp; Zan, L. (2024). A review of emerging technologies, nutritional practices, and management strategies to improve intramuscular fat composition in beef cattle. <i>Journal of Applied Animal Research</i>, 52(1), 2388704. <a href="https://doi.org/10.1080/10495398.2024.2388704">https://doi.org/10.1080/10495398.2024.2388704</a><span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li>Agarwal, S., &amp; Fulgoni, V. L. (2024). Beef consumption is associated with higher intakes and adequacy of key nutrients in older adults age 60+ years: National Health and Nutrition Examination Survey 2011–2018 analysis. <i>Nutrients</i>, 16(11), 1779. <a href="https://doi.org/10.3390/nu16111779">https://doi.org/10.3390/nu16111779</a><span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li>Basak, S., &amp; Duttaroy, A. K. (2020). Conjugated linoleic acid and its beneficial effects in obesity, cardiovascular disease, and cancer. <i>Nutrients</i>, 12(7), 1913. <a href="https://doi.org/10.3390/nu12071913">https://doi.org/10.3390/nu12071913</a><span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li>Decker, J. E., McKay, S. D., Rolf, M. M., Kim, J., Molina Alcalá, A., Sonstegard, T. S., Hanotte, O., Götherström, A., Seabury, C. M., Praharani, L., Babar, M. E., Regitano, L. C. A., Yildiz, M. A., Heaton, M. P., Liu, W. S., Lei, C. Z., Reecy, J. M., Saif-Ur-Rehman, M., Schnabel, R. D., &amp; Taylor, J. F. (2014). Worldwide patterns of ancestry, divergence, and admixture in domesticated cattle. <i>PLoS Genetics</i>, 10(3), e1004254. <a href="https://doi.org/10.1371/journal.pgen.1004254">https://doi.org/10.1371/journal.pgen.1004254</a><span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li>Putera, H. D., Doewes, R. I., Shalaby, M. N., Ramírez-Coronel, A. A., Clayton, Z. S., Abdelbasset, W. K., Murtazaev, S. S., Jalil, A. T., Rahimi, P., Nattagh-Eshtivani, E., Malekahmadi, M., &amp; Pahlavani, N. (2023). The effect of conjugated linoleic acids on inflammation, oxidative stress, body composition and physical performance: a comprehensive review of putative molecular mechanisms. <i>Nutrition and Metabolism</i>, 20(1), 35. <a href="https://doi.org/10.1186/s12986-023-00758-9">https://doi.org/10.1186/s12986-023-00758-9</a><span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li>Tan, Z., &amp; Jiang, H. (2024). Molecular and cellular mechanisms of intramuscular fat development and growth in cattle. <i>International Journal of Molecular Sciences</i>, 25(5), 2520. <a href="https://doi.org/10.3390/ijms25052520">https://doi.org/10.3390/ijms25052520</a></li>
<li>Troy, D. J., Tiwari, B. K., &amp; Joo, S. T. (2016). Health Implications of Beef Intramuscular Fat Consumption. <i>Korean journal for food science of animal resources</i>, <i>36</i>(5), 577–582. <a href="https://doi.org/10.5851/kosfa.2016.36.5.577">https://doi.org/10.5851/kosfa.2016.36.5.577</a><span class="Apple-converted-space"> </span></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/picanha-il-taglio-brasiliano-conquista-litalia/">Picanha, il taglio brasiliano conquista l’Italia</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tagliata di carne bovina, l’ABC</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/tagliata-carne-bovina-abc/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 10:51:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Carni, salumi e uova]]></category>
		<category><![CDATA[carne bovina]]></category>
		<category><![CDATA[carne italiana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.greatitalianfoodtrade.it/?p=83600</guid>

					<description><![CDATA[<p>La tagliata è uno dei piatti più diffusi nella cucina italiana contemporanea, apprezzato per la sua leggerezza e semplicità: carne bovina cotta rapidamente, tagliata a fette e servita con pochi elementi di accompagnamento. Ed è proprio questa apparente semplicità a rendere la scelta della carne determinante per il risultato finale. Evoluzione della tagliata nella ristorazione italiana La tagliata, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/tagliata-carne-bovina-abc/">Tagliata di carne bovina, l’ABC</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="3548112c-b3ab-80c5-9b43-f12df698fd3e" class="">La <strong>tagliata</strong> è uno dei piatti più diffusi nella cucina italiana contemporanea, apprezzato per la sua leggerezza e semplicità: <strong>carne bovina</strong> cotta rapidamente, tagliata a fette e servita con pochi elementi di accompagnamento. Ed è proprio questa apparente semplicità a rendere la <strong>scelta</strong> della carne determinante per il risultato finale.</p>
<div dir="auto">
<h2 id="3548112c-b3ab-8034-af7a-eb9fcc4a7b2f" class="">Evoluzione della tagliata nella ristorazione italiana</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3548112c-b3ab-80b4-87a6-ec55a65f9576" class="">La tagliata, così come oggi la conosciamo, è una preparazione relativamente recente. Si afferma tra gli anni &#8217;70 e &#8217;80, soprattutto in <strong>Toscana ed Emilia-Romagna</strong>, in parallelo con la crescente attenzione alla qualità delle carni e alla diffusione della ristorazione moderna orientata alla valorizzazione del prodotto. Il termine &#8216;<strong>tagliata</strong>&#8216; deriva direttamente dalla modalità di servizio: la carne viene infatti tagliata a fette spesse circa un centimetro, trasversalmente rispetto alla fibra muscolare, prima di essere servita sul piatto.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3558112c-b3ab-80a7-8773-eebc7e4b926c" class="">La diffusione della tagliata in Italia deriva dall’influenza della <strong>cucina internazionale</strong>, in particolare della steakhouse anglosassone. Non è dunque un piatto della tradizione contadina, ma ha trovato terreno fertile nel Bel Paese grazie alla <strong>cultura italiana</strong> della carne alla brace e della valorizzazione dei tagli nobili, soprattutto della lombata. Con un’attenzione particolare verso il principe dei condimenti, l’olio extravergine d’oliva.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-83613" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-1024x83.jpg" alt="Tonnies Fleisch Italia srl" width="696" height="56" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-1024x83.jpg 1024w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-300x24.jpg 300w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-768x62.jpg 768w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-150x12.jpg 150w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-696x56.jpg 696w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-1068x86.jpg 1068w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies.jpg 1116w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="3548112c-b3ab-8025-98f8-da72dcf0d6ed" class="">Scelta della carne, sistemi di allevamento e razze</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3548112c-b3ab-803e-a815-f2e2b203874c" class="">La qualità della tagliata dipende in modo decisivo dalla razza bovina e dal sistema di allevamento. L’<strong>alimentazione</strong> anzitutto, ‘in asciutta’ cioè basata su cereali (mais 60/70%, orzo o grano 20%, pisello o favino la restante parte) e paglia o fieno, secondo i puristi, senza bisogno di usare gli insilati. <strong>Sistemi biologici</strong> e al <strong>pascolo</strong> migliorano i profili lipidici, con maggiore omega-3 e antiossidanti come vitamina E e carotenoidi (Van Elswyk &amp; McNeill, 2014). Alcuni studi confermano che l’erba riduce il rapporto omega-6/omega-3 rispetto ai cereali intensivi (Daley et al., 2010).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3558112c-b3ab-8034-8aea-dd2cd9c56f80" class="">Le caratteristiche genetiche a loro volta influenzano tenerezza, marezzatura e profilo aromatico.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="3548112c-b3ab-80a3-9c22-ed869d959127" class="">Razze autoctone italiane</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3548112c-b3ab-8093-86e4-c0da719f89a5" class="">• <strong>Chianina</strong>: carne magra, soda e molto saporita, tra le più pregiate dopo adeguata frollatura, con fibre muscolari fini e fitte.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3548112c-b3ab-8014-82b2-de4a0539fb81" class="">• <strong>Marchigiana</strong>: buon equilibrio tra tenerezza e sapidità, con lieve marezzatura e ridotta percentuale di grasso; versatile per la griglia.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3548112c-b3ab-8080-aaef-f12b404046a1" class="">• <strong>Romagnola</strong>: carne compatta, gustosa e con buona infiltrazione lipidica, particolarmente adatta alla cottura alla griglia.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3548112c-b3ab-80d5-a2a3-f3f34e0df321" class="">• <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/vitelloni-piemontesi-coscia-igp-fassona-caratteristiche/"><strong>Piemontese</strong> (Fassona)</a>: ipertrofia muscolare (‘doppia muscolatura’) dovuta a mutazione del gene miostatina, carne estremamente tenera e al contempo povera di grasso, con elevata succosità.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="3548112c-b3ab-8066-8beb-d89c55edd73c" class="">Razze internazionali</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3548112c-b3ab-80d0-bf8b-f2155d0f4f66" class="">• <strong>Limousine</strong>: carne tenera, con ottimo equilibrio tra sapore e succosità grazie a moderata infiltrazione di grasso; le fibre fini assicurano morbidezza alla griglia.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3558112c-b3ab-80f7-a554-d36f74b72112" class="">• <strong>Charolaise</strong>: carne poco marezzata ma di ottima qualità; adatta a chi privilegia basso contenuto lipidico senza perdere tenerezza.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3548112c-b3ab-8016-9b32-faea18bf1aa7" class="">• <strong>Angus</strong> (<em>Aberdeen Angus</em>): elevata marezzatura, con il grasso intramuscolare che si scioglie durante la cottura esaltando il sapore.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-83614" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-1024x83.jpg" alt="Tonnies Fleisch Italia srl" width="696" height="56" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-1024x83.jpg 1024w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-300x24.jpg 300w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-768x62.jpg 768w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-150x12.jpg 150w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-696x56.jpg 696w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-1068x86.jpg 1068w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne.jpg 1116w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="3548112c-b3ab-8090-adf6-f3263b5bdd7e" class="">Variabili fisiologiche legate a sesso ed età</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3548112c-b3ab-80eb-9385-cd485b1be3e3" class="">Il <strong>sesso</strong> e l&#8217;<strong>età di macellazione</strong> influenzano direttamente le caratteristiche organolettiche della carne bovina destinata alla tagliata.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="3548112c-b3ab-803c-93c3-e07d73b00f42" class="">Differenze legate al sesso</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3548112c-b3ab-808e-84af-ed86bc891b2e" class="">La <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/carne-scottona-caratteristiche-nutrizionali-razze/"><strong>scottona </strong></a>(femmina nullipara di 15-24 mesi) offre il miglior compromesso tra tenerezza e sapore. La sua carne &#8211; grazie a marezzatura delicata, fibra fine e tenerezza superiore &#8211; è particolarmente vocata alla preparazione della tagliata.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3548112c-b3ab-80bb-8f61-d3e5932aeb45" class="">I <strong>bovini maschi castrati</strong> producono carne più tenera rispetto ai tori, con maggiore deposizione di grasso intramuscolare che contribuisce alla succosità. I <strong>tori</strong> sviluppano invece muscolatura più compatta e carne più magra ma meno tenera, sebbene la macellazione giovane (16-20 mesi) e la frollatura possano garantire una qualità elevata.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="3548112c-b3ab-80d1-8918-c047edca194c" class="">Vitellone e manzo, quali differenze?</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3548112c-b3ab-80d4-9286-e89b1e8ae500" class="">La classificazione italiana distingue:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3548112c-b3ab-803e-9b4e-fb59c783b568" class="bulleted-list">
<li><strong>vitellone</strong>: bovini macellati tra 12 e 24 mesi, con fibra fine, colore rosso rosato, grasso bianco e tenerezza ottimale. Include il <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/vitellone-bianco-appennino-centrale-igp-carne-bovina-italiana/">Vitellone Bianco dell&#8217;Appennino Centrale IGP</a> (razze Chianina, Marchigiana, Romagnola) e il <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/vitelloni-piemontesi-coscia-igp-fassona-caratteristiche/">Vitellone Piemontese della coscia IGP</a>, scelte privilegiate per la tagliata;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3548112c-b3ab-80e3-a84d-fcd54b62bce5" class="bulleted-list">
<li><strong>manzo</strong>: bovini oltre i 24 mesi (generalmente 24-48 mesi), con maggiore deposizione di grasso, colore rosso intenso e sapore più concentrato. L&#8217;aumento del tessuto connettivo richiede una frollatura più lunga.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="3558112c-b3ab-8072-9ab9-dddd51643c38" class="">Selezione dei tagli e caratteristiche anatomiche</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3548112c-b3ab-8093-bbfb-c142a6b2baca" class="">I tagli più adatti alla preparazione della tagliata provengono dalla <strong>parte lombare</strong> del bovino, una zona anatomica sottoposta a ridotto movimento muscolare e quindi naturalmente più tenera:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3548112c-b3ab-80e1-bead-ff96a4d63452" class="bulleted-list">
<li><strong>controfiletto</strong> (<em>striploin</em> o <em>sirloin</em>): il più utilizzato, per la tenerezza. Si ricava dalla regione lombare, tra la dodicesima costola e il bacino;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3558112c-b3ab-80f0-848f-f2efb95f10e1" class="bulleted-list">
<li><strong>fesa</strong> (interno coscia): tenera quanto il controfiletto ma più saporita;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3548112c-b3ab-807c-81ec-e9e038ff9877" class="bulleted-list">
<li><strong>entrecôte</strong> (<em>ribeye</em> disossato): più marezzato, quindi più succoso. Include parte del muscolo <em>longissimus dorsi</em> e grasso intramuscolare;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3548112c-b3ab-80eb-9d13-c5145c565d5c" class="bulleted-list">
<li><strong>costata disossata</strong>: compromesso tra sapore e tenerezza, con presenza di grasso di copertura.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3548112c-b3ab-80e3-9a69-d985642d1724" class="">La scelta dipende dall&#8217;equilibrio desiderato tra <strong>marezzatura</strong> (grasso intramuscolare), tenerezza e intensità aromatica. La marezzatura influenza direttamente la succosità percepita e contribuisce allo sviluppo di aromi durante la cottura (Hocquette et al., 2010).</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="3558112c-b3ab-8002-8bd9-f5844997d05a" class="">La frollatura</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3558112c-b3ab-8057-8240-c8803c74b80f" class="">La <strong>frollatura</strong> &#8211; vale a dire, il processo di maturazione della carne a seguito della macellazione &#8211; ha un ruolo cruciale per migliorarne la <strong>tenerezza</strong>, grazie alla degradazione enzimatica delle proteine miofibrilari (proteolisi). Effetti più limitati si osservano anche sul collagene, mentre una parziale evoluzione dei grassi (lipolisi e successive trasformazioni) contribuisce allo sviluppo del <strong>profilo aromatico</strong>.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="3548112c-b3ab-8072-a0d3-f8f918ef68b7" class="">Tecnica di cottura e gestione del calore</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3548112c-b3ab-806b-941c-c0f91cee18f1" class="">La preparazione della tagliata richiede attenzione a pochi passaggi fondamentali ma decisivi per il risultato finale.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="3548112c-b3ab-80c1-9770-d2407cf96cf2" class="">Preparazione pre-cottura</h3>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3548112c-b3ab-809d-89ba-ea02d36897f5" class="bulleted-list">
<li>Portare la carne a <strong>temperatura ambiente</strong> (circa 20°C), per garantire una cottura uniforme.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3548112c-b3ab-8082-9d84-eb6d0e65669a" class="bulleted-list">
<li>Tamponarla con carta assorbente per eliminare l&#8217;umidità superficiale e favorire la formazione della crosta.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3548112c-b3ab-80bc-9a25-f60088da56af" class="bulleted-list">
<li>Evitare marinature invasive che possono mascherare il sapore naturale della carne.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="3548112c-b3ab-80cc-989e-cbb5545e642d" class="">Cottura ottimale</h3>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3548112c-b3ab-80a9-b43a-e1d7a3900989" class="bulleted-list">
<li><strong>Griglia o padella</strong> molto calda (200-250°C), per favorire la reazione di Maillard.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3548112c-b3ab-8002-943b-e39ddd1887e9" class="bulleted-list">
<li><strong>Cottura breve</strong> (2-4 minuti per lato, a seconda dello spessore di 2-3 cm).</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3548112c-b3ab-80e0-abec-e2f49c2cc2e0" class="bulleted-list">
<li>Temperatura interna ideale: 50-55°C (media-al sangue), verificabile con termometro a sonda.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3548112c-b3ab-80f9-80ad-d738abceec72" class="bulleted-list">
<li>Girare la carne una sola volta per evitare dispersione di succhi.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3558112c-b3ab-8074-af78-fbda54a3f3ff" class="">Una cottura eccessiva compromette la tenerezza e la succosità, denaturando eccessivamente le proteine miofibrilari, mentre una temperatura troppo bassa non sviluppa adeguatamente la <strong>reazione di Maillard</strong>, responsabile degli aromi tipici della carne grigliata (Tornberg, 2005).</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="3548112c-b3ab-8056-8c94-cf3f4aecac69" class="">Riposo e affettatura</h3>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3548112c-b3ab-80bc-9054-f4556d814f7b" class="bulleted-list">
<li>Lasciare riposare la carne <strong>5-10 minuti</strong> su griglia o padella per redistribuire i succhi e completare la cottura residua.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3548112c-b3ab-80d8-a7f6-e14870c57391" class="bulleted-list">
<li>Tagliare <strong>controfibra</strong> con angolazione di 45° per massimizzare la tenerezza percepita, a fette spesse circa 1-1,5 cm.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="3548112c-b3ab-80cb-9138-d3b326fcf87d" class="">Servizio e condimento</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3548112c-b3ab-80a9-b6ac-cd2cf53d97e9" class="">La tagliata si presta a diverse interpretazioni culinarie, mantenendo la semplicità come elemento distintivo:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3558112c-b3ab-8030-b997-fb28b92a6280" class="bulleted-list">
<li><strong>essenziale</strong> con <strong>olio extravergine di oliva</strong> di qualità, preferibilmente fruttato medio, e sale grosso marino;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3558112c-b3ab-807b-9267-e9bd7ba42962" class="bulleted-list">
<li><strong>gourmet</strong>, con riduzioni di <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/aceti/aceto-balsamico-modena-dop-igp-differenze-guida/"><strong>aceto balsamico di Modena DOP o IGP</strong></a>.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3558112c-b3ab-803d-b212-ca80daa5695c" class="">Gli abbinamenti gastronomici a loro volta seguono diverse linee:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3558112c-b3ab-8083-a2b4-e513ebec92c7" class="bulleted-list">
<li><strong>classica</strong> con rucola fresca e scaglie di <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/formaggi/parmigiano-reggiano-dop-1159/"><strong>Parmigiano Reggiano DOP</strong></a> o <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/formaggi/grana-padano-dop-export-2025-nutrizione/">Grana Padano DOP</a>;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3558112c-b3ab-80ff-ae4d-c10a21fc86ef" class="bulleted-list">
<li>primaverile-estiva, con <strong>verdure grigliate</strong> di stagione (melanzane, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/verdure/zucchina-italiana-biodiversita-scienza-e-sostenibilita/">zucchine</a>, peperoni);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3558112c-b3ab-8050-8432-f1f2183dca28" class="bulleted-list">
<li>autunnale-invernale, con <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/funghi-e-tartufi/tartufo-bianco/"><strong>tartufo bianco</strong></a> o <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/funghi-e-tartufi/dal-bosco-alla-tavola-i-funghi-porcini-italiani/">funghi porcini</a> freschi;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3558112c-b3ab-8010-b196-f29e2ada4488" class="bulleted-list">
<li>nella stagione fredda, con <strong>patate al forno</strong> e rosmarino.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3558112c-b3ab-80ff-81ae-d77d3948cbf1" class="">Può venire proposta sia come <strong>piatto principale</strong> sia come portata centrale in contesti di ristorazione condivisa, tagliata al tavolo per valorizzare la teatralità del servizio.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="3548112c-b3ab-80ee-88c7-c7027f3a7fe6" class="">Proprietà nutrizionali</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3548112c-b3ab-8084-9180-ebeac2842d35" class="">Secondo l&#8217;Autorità europea per la sicurezza alimentare, la carne bovina contribuisce in misura significativa all&#8217;apporto di ferro e <strong>vitamina B12</strong>, fondamentali per il metabolismo energetico, la formazione dei globuli rossi e la funzione neurologica (EFSA, 2015). La<strong> forma eme del ferro</strong> presente nella carne, assorbita con maggiore efficienza rispetto alle fonti vegetali, è importante per prevenire carenze in fasce di popolazione a rischio (Hurrell &amp; Egli, 2010).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3548112c-b3ab-80b0-b853-cbf6a5a7c013" class="">La <strong>carne rossa</strong>, consumata con moderazione nell&#8217;ambito di una dieta equilibrata, fornisce nutrienti che è difficile ottenere da altre fonti. Le linee guida internazionali raccomandano un consumo settimanale di carne rossa non superiore a 700-750 g, preferendo tagli magri (WCRF, n.d.).</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="3548112c-b3ab-8073-92d8-cc72e2a6c697" class="">Criteri per un acquisto professionale e sostenibile</h2>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="3548112c-b3ab-8059-ac9a-d047dbc18c5c" class="">Per i consumatori</h3>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3548112c-b3ab-80f9-af0a-eeaf04f068cb" class="bulleted-list">
<li>Preferire carne <strong>certificata</strong> (biologica, IGP, benessere animale).</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3548112c-b3ab-800d-8307-e1318560d49e" class="bulleted-list">
<li>Verificare <strong>origine e tracciabilità</strong> tramite etichettatura obbligatoria.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3548112c-b3ab-8011-842b-d2d94a0f9784" class="bulleted-list">
<li>Scegliere tagli con marezzatura equilibrata, evitando grasso eccessivo di copertura.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3548112c-b3ab-8082-8b9d-d5538a3d694e" class="bulleted-list">
<li>Considerare il periodo di <strong>frollatura</strong> (minimo 14 giorni per tagli da griglia).</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="3548112c-b3ab-8005-8b16-ce9cc0e808e5" class="">Per gli acquirenti professionali</h3>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3548112c-b3ab-8054-a724-c39ecd87d0bd" class="bulleted-list">
<li>Selezionare <strong>fornitori affidabili</strong> e trasparenti con documentazione completa.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3548112c-b3ab-8028-961c-f43e67b59a3a" class="bulleted-list">
<li>Privilegiare <strong>filiere biologiche</strong> e sostenibili certificate.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3548112c-b3ab-80e4-bcc1-ea650ad6b7a1" class="bulleted-list">
<li>Valutare certificazioni di <strong>qualità e benessere animale</strong> (es. SQNZ, LINK Etichetta Benessere Animale CReNBA).</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3548112c-b3ab-80a8-8e9e-dac5e092512b" class="bulleted-list">
<li>Valorizzare informazioni su razza, alimentazione, età di macellazione e frollatura.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3548112c-b3ab-800a-8629-e6176b41f67e" class="bulleted-list">
<li>Considerare l&#8217;impronta ambientale e la carbon footprint della filiera.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3548112c-b3ab-8052-a5fb-f63f474d869f" class="">Il team di <strong>GIFT – Great Italian Food Trade</strong> offre supporto qualificato agli operatori internazionali nella selezione di fornitori italiani di eccellenza, garantendo conformità normativa, qualità e sostenibilità ‘from stable to table’. I nostri esperti assistono buyer professionali nell&#8217;identificazione di partner commerciali certificati e nella verifica della documentazione pertinente.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="3548112c-b3ab-801a-a785-ec4da6d6f796" class="">Sostenibilità e futuro della filiera bovina</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3548112c-b3ab-808d-ba8b-c0e567502d81" class="">La produzione di <strong>carne bovina sostenibile</strong> rappresenta una sfida e un&#8217;opportunità per il settore. I sistemi estensivi e biologici, pur presentando rese inferiori, offrono vantaggi in termini di biodiversità, salute del suolo e sequestro di carbonio nei pascoli permanenti. L&#8217;ottimizzazione della gestione del pascolo può contribuire positivamente al bilancio dei gas serra (Garnett et al., 2017).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3548112c-b3ab-802c-a602-ca1b94109c79" class="">Le certificazioni di <strong>sostenibilità ambientale</strong> e di <strong>benessere animale</strong> stanno guadagnando crescente attenzione da parte di consumatori e operatori consapevoli. La trasparenza di filiera, supportata da tecnologie blockchain per la tracciabilità completa, rappresenta un elemento distintivo per il mercato premium.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="3548112c-b3ab-80a8-adb7-dd9e14f329c7" class="">Conclusioni: semplicità e qualità sulla tavola italiana</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3548112c-b3ab-806d-9b3c-fedccbf2857e" class="">La <strong>tagliata di carne bovina</strong> rappresenta un perfetto equilibrio tra semplicità e qualità. La scelta del metodo di allevamento, della razza e del taglio, insieme alla corretta tecnica di cottura, sono determinanti per ottenere un prodotto eccellente che rispetti la materia prima e gratifichi il palato.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3548112c-b3ab-80b8-86da-eb46341092af" class="">In un contesto globale sempre più attento alla <strong>sostenibilità</strong> e alla qualità alimentare, privilegiare carni biologiche, filiere trasparenti e sistemi di allevamento rispettosi del benessere animale è una scelta strategica sia per i consumatori sia per gli operatori del settore. La valorizzazione delle <strong>razze autoctone italiane</strong> contribuisce inoltre alla tutela della biodiversità zootecnica e al mantenimento di ecosistemi rurali tradizionali.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3548112c-b3ab-801a-b0fd-f1cc5a5d4802" class=""><em>Dario Dongo</em></p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="3548112c-b3ab-808c-8a95-c79d4813e1b8">Bibliografia</h3>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3548112c-b3ab-8053-9490-d6e6a208e6fb" class="bulleted-list">
<li>Daley, C. A., Abbott, A., Doyle, P. S., Nader, G. A., &amp; Larson, S. (2010). A review of fatty acid profiles and antioxidant content in grass-fed and grain-fed beef. <em>Nutrition Journal</em>, <em>9</em>(10). <a href="https://doi.org/10.1186/1475-2891-9-10">https://doi.org/10.1186/1475-2891-9-10</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3548112c-b3ab-80cb-8f90-d171d14e1f5f" class="bulleted-list">
<li>EFSA (European Food Safety Authority). (2015). Scientific opinion on dietary reference values for iron. <em>EFSA Journal</em>, <em>13</em>(10), 4254. <a href="https://doi.org/10.2903/j.efsa.2015.4254">https://doi.org/10.2903/j.efsa.2015.4254</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3548112c-b3ab-8015-bc18-db5d985a0ebb" class="bulleted-list">
<li>Garnett, T., Godde, C., Muller, A., Röös, E., Smith, P., de Boer, I. J. M., zu Ermgassen, E., Herrero, M., van Middelaar, C., Schader, C., &amp; van Zanten, H. (2017). Grazed and confused? Ruminating on cattle, grazing systems, methane, nitrous oxide, the soil carbon sequestration question – and what it all means for greenhouse gas emissions. Food Climate Research Network, University of Oxford. <a href="https://www.leap.ox.ac.uk/article/grazed-and-confused-ruminating-cattle-grazing-systems-methane-nitrous-oxide-soil-carbon-sequ">https://www.leap.ox.ac.uk/article/grazed-and-confused-ruminating-cattle-grazing-systems-methane-nitrous-oxide-soil-carbon-sequ</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3548112c-b3ab-8000-9beb-c426f1625e74" class="bulleted-list">
<li>Hocquette, J. F., Gondret, F., Baéza, E., Médale, F., Jurie, C., &amp; Pethick, D. W. (2010). Intramuscular fat content in meat-producing animals: development, genetic and nutritional control, and identification of putative markers. <em>Animal</em>, <em>4</em>(2), 303-319. <a href="https://doi.org/10.1017/S1751731109991091">https://doi.org/10.1017/S1751731109991091</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3548112c-b3ab-807e-ace7-ebf5d8dab13e" class="bulleted-list">
<li>Hurrell, R., &amp; Egli, I. (2010). Iron bioavailability and dietary reference values. <em>American Journal of Clinical Nutrition</em>, <em>91</em>(5), 1461S-1467S. <a href="https://doi.org/10.3945/ajcn.2010.28674F">https://doi.org/10.3945/ajcn.2010.28674F</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3548112c-b3ab-8002-85ad-c902b0ec63ed" class="bulleted-list">
<li>Tornberg, E. (2005). Effects of heat on meat proteins – Implications on structure and quality of meat products. <em>Meat Science</em>, <em>70</em>(3), 493-508. <a href="https://doi.org/10.1016/j.meatsci.2004.11.021">https://doi.org/10.1016/j.meatsci.2004.11.021</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3548112c-b3ab-803b-8362-d62b366744cb" class="bulleted-list">
<li>Van Elswyk, M. E., &amp; McNeill, S. H. (2014). Impact of grass/forage feeding versus grain finishing on beef nutrients and sensory quality: The U.S. experience. <em>Meat Science</em>, <em>96</em>(1), 535-540. <a href="https://doi.org/10.1016/j.meatsci.2013.08.010">https://doi.org/10.1016/j.meatsci.2013.08.010</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3558112c-b3ab-8008-9b85-fd66bf6503c9" class="bulleted-list">
<li>World Cancer Research Fund. (n.d.). Limit consumption of red and processed meat. <a href="https://www.wcrf.org/research-policy/evidence-for-our-recommendations/limit-red-processed-meat/">https://www.wcrf.org/research-policy/evidence-for-our-recommendations/limit-red-processed-meat/</a></li>
</ul>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/tagliata-carne-bovina-abc/">Tagliata di carne bovina, l’ABC</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bistecca alla Fiorentina: guida tecnica alla qualità della carne</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/bistecca-alla-fiorentina-qualita-carne-frollatura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 May 2026 12:49:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Carni, salumi e uova]]></category>
		<category><![CDATA[carne bovina]]></category>
		<category><![CDATA[IGP]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Umbria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.greatitalianfoodtrade.it/?p=83604</guid>

					<description><![CDATA[<p>La bistecca alla Fiorentina è il risultato di un rigore tecnico che trasforma la materia prima in un’esperienza sensoriale complessa. Oltre il mito gastronomico, questo taglio rappresenta l&#8217;apice di una filiera zootecnica d&#8217;eccellenza, dove la selezione delle razze autoctone italiane e la maestria nella frollatura si incontrano. Comprendere la Fiorentina significa analizzare un equilibrio preciso tra anatomia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/bistecca-alla-fiorentina-qualita-carne-frollatura/">Bistecca alla Fiorentina: guida tecnica alla qualità della carne</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="3528112c-b3ab-80ea-a68b-ffc11637f5bb" class="">La <strong>bistecca alla Fiorentina</strong> è il risultato di un rigore tecnico che trasforma la materia prima in un’esperienza sensoriale complessa. Oltre il mito gastronomico, questo taglio rappresenta l&#8217;apice di una filiera zootecnica d&#8217;eccellenza, dove la selezione delle razze autoctone italiane e la maestria nella frollatura si incontrano. Comprendere la Fiorentina significa analizzare un equilibrio preciso tra anatomia bovina, trasformazioni biochimiche e gestione del calore, nel rispetto dei più recenti standard di sicurezza alimentare.</p>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">
<h2 id="3528112c-b3ab-804d-83a6-cd7dc442ea97" class="">Radici storiche, dal Rinascimento alla sintesi di Artusi</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3528112c-b3ab-803b-9949-f5c721c1dd6a" class="">Le origini della bistecca alla Fiorentina si collocano nel contesto rinascimentale, quando <strong>Firenze</strong> era uno dei centri culturali e commerciali più importanti d&#8217;Europa. Una delle leggende più diffuse attribuisce la nascita del termine ‘bistecca’ alla presenza di mercanti e viaggiatori anglosassoni a Firenze durante le celebrazioni di San Lorenzo, il 10 agosto. In quell&#8217;occasione, in <strong>Piazza San Lorenzo</strong> venivano arrostiti grandi pezzi di carne bovina su braci ardenti e gli ospiti inglesi avrebbero iniziato a chiamarli &#8216;<strong>beef steak</strong>&#8216;, da cui deriverebbe l&#8217;italianizzazione &#8216;bistecca&#8217;.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3528112c-b3ab-8081-a8e5-ca575a0bf345" class="">Altre fonti storiche indicano che già nel Quattrocento, presso la corte dei Medici, si consumavano tagli di <strong>carne bovina di pregio</strong>, cotti alla brace secondo tecniche che prefigurano l&#8217;attuale Fiorentina (Camporesi, 1980). <strong>Pellegrino Artusi</strong>, nel suo celebre manuale &#8216;<em>La scienza in cucina e l&#8217;arte di mangiar bene</em>&#8216; (1891), pur non dedicando una ricetta specifica alla Fiorentina, descrive con precisione i criteri per riconoscere una carne di vitellone di prima qualità e i metodi di cottura alla griglia, sottolineando l&#8217;importanza del fuoco vivo e della brevità del trattamento termico (Artusi, 1891).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3528112c-b3ab-80ee-b4f2-f019ede2906e" class="">La diffusione della Fiorentina come piatto identitario si consolida tra XIX e XX secolo, con lo sviluppo della razza Chianina e delle pratiche di allevamento bovino specializzate nella <strong>Val di Chiana</strong>, territorio di eccellenza che si estende tra Toscana, Umbria e Lazio (Bosi &amp; Russo, 2015). Ada Boni, nel suo fondamentale &#8216;<em>Il talismano della felicità</em>&#8216; (1929), raccomanda espressamente l&#8217;uso di carne di vitellone di razza Chianina per ottenere risultati eccellenti nella cottura alla griglia (Boni, 1929).</p>
</div>
<div dir="auto"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-83613" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-1024x83.jpg" alt="Tonnies Fleisch Italia srl" width="696" height="56" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-1024x83.jpg 1024w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-300x24.jpg 300w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-768x62.jpg 768w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-150x12.jpg 150w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-696x56.jpg 696w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-1068x86.jpg 1068w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies.jpg 1116w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></div>
<div dir="auto">
<h2 id="3528112c-b3ab-80bc-aa22-fb6f90ba6c90" class="">Caratteristiche essenziali della carne</h2>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="3528112c-b3ab-80f2-a960-d496424f31d0" class="">Eccellenza zootecnica tra Chianina e razze autoctone dell’Appennino</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3528112c-b3ab-8064-a2f3-e41a637c4f01" class="">La bistecca alla Fiorentina autentica deriva tradizionalmente da bovini di <strong>razza Chianina</strong>, la quale si distingue per il mantello color bianco porcellana, il gigantismo somatico che si esprime in lunghezza e altezza del tronco, possente massa muscolare e ridotto contenuto di grasso intramuscolare (marezzatura moderata) (ANABIC, 2020).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3528112c-b3ab-807f-91a6-c86dfc02bddd" class="">Questi bovini, alimentati in prevalenza a base di foraggi e cereali, sviluppano una <strong>carne</strong> dal colore rosso vivo, con grasso bianco-crema, e le eccellenti caratteristiche nutrizionali e organolettiche. Particolarmente tenera dopo adeguata frollatura.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3528112c-b3ab-8048-bb97-ffb0a60d67c6" class="">Nel corso dei decenni la produzione della bistecca alla Fiorentina ha incluso le carni bovine di altre razze locali autoctone quali la Romagnola e la Marchigiana &#8211; riconosciute, assieme alla Chianina, nel disciplinare del <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/vitellone-bianco-appennino-centrale-igp-carne-bovina-italiana/"><strong>Vitellone Bianco dell&#8217;Appennino Centrale IGP</strong></a> &#8211; nonché la Calvana e la Maremmana.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="3528112c-b3ab-80f3-9461-e33edb98fbe9" class="">Identikit di vitellone e scottona, età e morfologia</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3528112c-b3ab-8012-b9b6-fe12932a4a58" class="">La carne ideale proviene da <strong>vitelloni</strong> (bovini giovani, generalmente tra i 12 e i 24 mesi), preferibilmente maschi castrati o femmine non gravide (scottone). Questa fase garantisce un equilibrio ottimale tra tenerezza, dovuta alla giovane età e alla limitata formazione di tessuto connettivo, e sviluppo aromatico, legato all&#8217;alimentazione e alla maturazione fisiologica dell&#8217;animale (Priolo et al., 2001).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3528112c-b3ab-8070-9be7-c1d2dc205cb9" class="">La <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/carne-scottona-caratteristiche-nutrizionali-razze/"><strong>scottona</strong></a>, termine che designa la femmina giovane che non ha mai partorito, presenta caratteristiche di marezzatura leggermente superiori e tenerezza particolarmente apprezzata. Il <strong>vitellone</strong> <strong>maschio</strong> castrato offre invece carni con maggiore sviluppo muscolare e sapore più intenso. L&#8217;età di macellazione ottimale si colloca tra i 16 e i 20 mesi, quando la carne ha raggiunto piena maturità organolettica senza sviluppare l&#8217;eccessiva durezza tipica dei soggetti più adulti (Scollan et al., 2006).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-83614" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-1024x83.jpg" alt="Tonnies Fleisch Italia srl" width="696" height="56" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-1024x83.jpg 1024w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-300x24.jpg 300w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-768x62.jpg 768w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-150x12.jpg 150w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-696x56.jpg 696w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-1068x86.jpg 1068w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne.jpg 1116w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="3528112c-b3ab-80f0-a89f-d9f08d5bb841" class="">Anatomia del taglio: filetto, controfiletto e T-bone</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3528112c-b3ab-808a-818a-d8666c5af9c7" class="">Il taglio utilizzato per la bistecca alla Fiorentina è la <strong>lombata</strong>, che si ricava dalla regione dorso-lombare dell&#8217;animale, precisamente tra la dodicesima vertebra dorsale e la quinta lombare. Questo taglio comprende il <strong>filetto</strong> (muscolo <em>psoas major</em>), il <strong>controfiletto</strong> (muscolo <em>longissimus dorsi</em>), e il caratteristico osso a forma di &#8216;T&#8217; (<em><strong>T-bone</strong></em>) che li separa.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3528112c-b3ab-8001-af23-dc27bf749b26" class="">La parte posteriore della lombata (<em><strong>porterhouse</strong></em><strong>) </strong>viene include porzioni più abbondanti di filetto, mentre la parte anteriore, con filetto più ridotto, corrisponde alla classica ‘<em>T-bone steak</em>’ (USDA, 2019). In Toscana, la preferenza ricade sulla porzione intermedia, dove filetto e controfiletto raggiungono proporzioni equilibrate.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="3528112c-b3ab-808d-87bc-cc519005c02b" class="">Biochimica della frollatura ‘dry aging’ e nuove norme di sicurezza</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3528112c-b3ab-8054-a9b7-d56c096ba773" class="">La <strong>frollatura</strong> è un passaggio cruciale: essa può variare da 15 a oltre 30 giorni in condizioni controllate di temperatura (0-4°C) e umidità (75-85%). Questo processo consente l&#8217;attività enzimatica endogena (principalmente calpaine e catepsine) che degrada le proteine miofibrillari e il collagene, migliorando la tenerezza e sviluppando aromi complessi attraverso reazioni di <strong>proteolisi</strong> e <strong>lipolisi</strong> (Troy &amp; Kerry, 2010).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3528112c-b3ab-80bb-97c2-dfec9263bd05" class="">Esistono due principali metodi di frollatura: la <strong>frollatura a secco</strong> (<em>dry aging</em>), tradizionalmente favorita per la Fiorentina, e la frollatura in sottovuoto (<em>wet aging</em>). La frollatura a secco comporta una parziale disidratazione superficiale della carne, con conseguente concentrazione dei sapori e sviluppo di note aromatiche più intense, spesso descritte come nocciolate o burrose. La perdita di peso può raggiungere il 15-20% del totale, ma il risultato organolettico è considerato superiore (Dashdorj et al., 2016).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3528112c-b3ab-80f6-90c0-db876b537a9a" class="">Macellerie specializzate e ristoranti di alta gamma praticano frollature prolungate fino a 45-60 giorni, ottenendo carni di peculiare complessità aromatica. Il <strong>controllo microbiologico</strong> durante questo processo è fondamentale per garantire la sicurezza alimentare, come prescritto dal regolamento (UE) 2024/1141 (Dongo et al., 2024).</p>
</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">
<h2 id="3528112c-b3ab-8035-8802-e3212877aad8" class="">Preparazione e cottura</h2>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="3528112c-b3ab-80a8-b5e2-d8153ec6d570" class="">Spessore della bistecca</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3528112c-b3ab-8084-84d5-f4562dba20b0" class="">I lombi dei bovini della razza Chianina sono ‘<em>muscolosi, spessi, larghi, lunghi</em>’ (ANABIC, 2020). Il <strong>peso</strong> di una bistecca alla Fiorentina (con l’osso) può pertanto variare tra gli 800 grammi fino a oltre 1,5 kg, con uno spessore che oscilla tra i 4 e i 6 cm.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3538112c-b3ab-8091-bfbc-f09d9f6ce113" class="">Questo spessore garantisce una cottura differenziata tra superficie e interno, creando quel contrasto essenziale tra crosta caramellizzata esterna e cuore rosato e succoso che definisce la perfezione della Fiorentina.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="3528112c-b3ab-803d-814a-e715bd71a797" class="">Preparazione</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3528112c-b3ab-8088-a0e3-f1ad816fea23" class="">La carne deve venire portata a <strong>temperatura ambiente</strong> prima della cottura, idealmente lasciandola riposare fuori dal frigorifero per almeno 30-60 minuti. Questo accorgimento previene lo shock termico e favorisce una cottura più uniforme.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3538112c-b3ab-8084-926e-e8e3e6c257c1" class="">La superficie della carne dovrebbe essere asciutta prima di incontrare la brace: l&#8217;umidità superficiale ostacola la formazione della crosta attraverso la <strong>reazione di Maillard</strong>, il processo chimico che genera composti aromatici e sapidi per azione del calore su proteine e zuccheri (Mottram, 1998).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3538112c-b3ab-8020-b6ef-e161787b56cb" class="">Non è prevista marinatura: il condimento avviene solo dopo la cottura, con <strong>sale grosso</strong> e un filo di <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/olio-di-oliva/olio-toscano-igp-export-tracciabilita-qr-code/"><strong>olio extravergine di oliva</strong> toscano</a>, rigorosamente a crudo.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="3528112c-b3ab-8020-b18e-c9d133f51b6f" class="">Cottura</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3528112c-b3ab-80ac-a83f-d96b0e1329f7" class="">La cottura tradizionale avviene su <strong>brace di legna</strong>, preferibilmente di quercia, leccio o ulivo, per conferire aromi caratteristici senza coprire il sapore della carne. La temperatura della brace deve essere molto elevata (circa 250-300°C in superficie), con braci ben formate, senza fiamme vive che potrebbero carbonizzare la superficie.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3528112c-b3ab-8093-9815-fd10f019cb19" class="">Un accorgimento tecnico di grande efficacia, tramandato dai <strong>bisteccai</strong> fiorentini e documentato anche da Luigi Carnacina nel &#8216;Grande manuale della cucina regionale&#8217; (1966), consiste nell&#8217;<strong>avviare la cottura</strong> <strong>in verticale</strong>, poggiando l&#8217;osso T-bone sulla griglia, per 5-10 minuti in relazione al suo spessore. Questo metodo favorisce la trasmissione del calore attraverso l&#8217;osso, contribuendo alla cottura della parte interna altrimenti difficile da raggiungere (Carnacina &amp; Veronelli, 1966).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3528112c-b3ab-806a-bbde-cda2154cb1ac" class="">Successivamente, la bistecca viene adagiata sulla griglia per pochi minuti su ogni lato, senza forarla con forchette né pressarla con spatole, per preservare i succhi interni. La regola empirica prevede un solo rivoltamento, eseguito con pinze a punta larga. La cottura ideale è &#8216;<strong>al sangue</strong>&#8216;, con temperatura interna di circa 50-52°C al cuore, per mantenere succosità e morbidezza.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3528112c-b3ab-802f-a014-f9707c6c3a77" class="">La superficie deve presentare una crosta dorata e croccante, caratterizzata da striature marcate lasciate dalla griglia, mentre l&#8217;interno rimane rosso-rosato, caldo ma non cotto oltre. Il test tradizionale prevede la pressione con il dito: la carne deve risultare cedevole ma non molle.</p>
</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">
<h2 id="3528112c-b3ab-80d6-8db6-ef64cf8c263b" class="">Servizio a tavola e abbinamenti</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3528112c-b3ab-803e-8bf6-ede750a3c2e6" class="">La bistecca alla Fiorentina viene servita calda, tagliata a fette spesse (circa 1-1,5 cm) disposte a ventaglio attorno all&#8217;osso, che viene tradizionalmente lasciato al centro del piatto come elemento decorativo e simbolico. Il taglio deve seguire la direzione delle fibre muscolari per facilitare la masticazione.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3528112c-b3ab-80cd-9c77-f835eaa7dd6e" class="">È tradizione accompagnarla con contorni semplici, come <strong>insalata fresca</strong> di stagione condita con olio extravergine e limone, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/legumi/fagiolo-zolfino-toscana/"><strong>fagioli Zolfino</strong></a> lessati e ripassati in olio e salvia, o <strong>patate arrosto</strong> tagliate a spicchi. L&#8217;obiettivo è non sovrastare il gusto della carne, che rimane protagonista assoluto. Artusi raccomandava l&#8217;accompagnamento con &#8216;erbaggi di stagione&#8217;, sottolineando l&#8217;importanza della semplicità (Artusi, 1891).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3528112c-b3ab-8087-aa0e-e987fc150b78" class="">Per quanto riguarda i vini, l&#8217;abbinamento classico è con <strong>rossi strutturati toscani</strong>, come <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/chianti-si-ma-loriginale/"><strong>Chianti Classico</strong> DOCG</a> (preferibilmente Riserva), <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/brunello-di-montalcino/"><strong>Brunello di Montalcino</strong> DOCG</a>, <strong>Vino Nobile di Montepulciano</strong> DOCG o <strong>Carmagnano </strong>DOCG.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3528112c-b3ab-8061-9337-c5054b3911e6" class="">L&#8217;abbinamento si basa sul principio dell&#8217;equilibrio: il vino deve avere corpo e struttura sufficienti per reggere l&#8217;intensità della carne, senza sovrastarla. Un Chianti Classico Riserva di 5-7 anni, con note di frutta matura, spezie e cuoio, rappresenta la scelta più tradizionale. I <strong>Supertuscan</strong> a base di Sangiovese e Cabernet, come Tignanello o Sassicaia, a loro volta offrono complessità aromatica e tannicità elegante (Robinson, 2015).</p>
</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">
<h2 id="3528112c-b3ab-80bc-8d90-e58587e643cb" class="">Conclusioni</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3528112c-b3ab-80f4-a821-ebd616ec5137" class="">L&#8217;identità della Fiorentina risiede nella trasparenza della filiera e l’arte della preparazione. Dalla tutela del benessere animale negli allevamenti dell&#8217;Appennino centrale fino ai processi di maturazione controllata delle carni, ogni passaggio contribuisce a un modello di consumo consapevole. In un mercato che richiede garanzie su origine e sostenibilità, la Fiorentina si conferma un esempio di integrità produttiva, capace di coniugare il rispetto delle normative europee con la valorizzazione della biodiversità zootecnica italiana.</p>
</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">
<p id="3528112c-b3ab-80ad-8a70-c43b38d8691d" class=""><em>Dario Dongo</em></p>
<p><em>Credit cover <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/bistecca-succosa-alla-griglia-cotta-sul-barbecue-36981128/">Regina Tommasi</a></em></p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="3528112c-b3ab-80f8-a784-f14eef140baf" class="">Bibliografia</h3>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3528112c-b3ab-80cf-b2f9-c6cbaf543db7" class="bulleted-list">
<li>Artusi, P. (1891). <em>La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene</em>. Riportato in Pellegrino Artusi. (s.d.). 556. Bistecca alla fiorentina. <a href="https://www.pellegrinoartusi.it/556-bistecca-alla-fiorentina/">https://www.pellegrinoartusi.it/556-bistecca-alla-fiorentina/</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3528112c-b3ab-80ac-8e69-f428b5caa363" class="bulleted-list">
<li>ANABIC (Associazione Nazionale Allevatori Bovini Italiani da Carne). (2020). <em>Standard della razza Chianina</em>. ANABIC <a href="https://www.anabic.it/servizio_tecnico/chianina.pdf">https://www.anabic.it/servizio_tecnico/chianina.pdf</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3528112c-b3ab-801b-b036-e8791e57ee50" class="bulleted-list">
<li>Boni, A. (2006). Il talismano della felicità (VII ed.). Roma: Colombo. ISBN 978‑88‑86359‑83‑2</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3528112c-b3ab-80bd-93df-f4ff99db2a0b" class="bulleted-list">
<li>Carnacina, L., &amp; Veronelli, L. (1980–1981). La cucina rustica regionale (4 volumi). Milano: Rizzoli.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3528112c-b3ab-8096-b202-ecfad5bf3123" class="bulleted-list">
<li>Dashdorj, D., Tripathi, V. K., Cho, S., Kim, Y., &amp; Hwang, I. (2016). Dry aging of beef: Review. <em>Journal of Animal Science and Technology</em>, 58(1), 20. <a href="https://doi.org/10.1186/s40781-016-0101-9">https://doi.org/10.1186/s40781-016-0101-9</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3538112c-b3ab-8089-b99b-f758918f7175" class="bulleted-list">
<li>Dario Dongo, Sarah Lanzilli, Maria Ada Marzano (2024, 17 settembre). Carni frollate, macelli mobili, marchio di identificazione UE. <em>FT (Food Times)</em>. <a href="https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/carni-frollate-macelli-mobili-marchio-di-identificazione-ue/">https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/carni-frollate-macelli-mobili-marchio-di-identificazione-ue/</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3528112c-b3ab-802e-81c8-f109e0b651c5" class="bulleted-list">
<li>Mottram, D. S. (1998). Flavour formation in meat and meat products: a review. <em>Food Chemistry</em>, 62(4), 415-424. <a href="https://doi.org/10.1016/S0308-8146(98)00076-4">https://doi.org/10.1016/S0308-8146(98)00076-4</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3528112c-b3ab-8044-8391-f4693b4419f2" class="bulleted-list">
<li>Priolo, A., Micol, D., &amp; Agabriel, J. (2001). Effects of grass feeding systems on ruminant meat colour and flavour. <em>Animal Research</em>, 50(3), 185-200. <a href="https://doi.org/10.1051/animres:2001125">https://doi.org/10.1051/animres:2001125</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3528112c-b3ab-808e-bf2c-c5e0ed5a26a2" class="bulleted-list">
<li>Pulina, G. (2019). <em>Carnipedìa: Appunti per una piccola enciclopedia della carne</em> (pp. 159–164). FrancoAngeli. ISBN 9788891789549.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3528112c-b3ab-8022-9cbf-c647fed72825" class="bulleted-list">
<li>Robinson, J. (Ed.). (2015). <em>The Oxford Companion to Wine</em> (4th ed.). Oxford University Press, Oxford. ISBN: 978-0-19-870538-3.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3528112c-b3ab-8052-b898-cd7e5596e388" class="bulleted-list">
<li>Scollan, N., Hocquette, J. F., Nuernberg, K., Dannenberger, D., Richardson, I., &amp; Moloney, A. (2006). Innovations in beef production systems that enhance the nutritional and health value of beef lipids and their relationship with meat quality. <em>Meat Science</em>, 74(1), 17-33. <a href="https://doi.org/10.1016/j.meatsci.2006.05.002">https://doi.org/10.1016/j.meatsci.2006.05.002</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3528112c-b3ab-80ba-be6b-ef6bb7d8299f" class="bulleted-list">
<li>Troy, D. J., &amp; Kerry, J. P. (2010). Consumer perception and the role of science in the meat industry. <em>Meat Science</em>, 86(1), 214-226. <a href="https://doi.org/10.1016/j.meatsci.2010.05.009">https://doi.org/10.1016/j.meatsci.2010.05.009</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3528112c-b3ab-804c-8e15-ddf94405a18b" class="bulleted-list">
<li>USDA (United States Department of Agriculture). (2019). <em>Institutional Meat Purchase Specifications: Fresh Beef Series 100</em>. USDA Agricultural Marketing Service, Washington D.C. <a href="https://www.ams.usda.gov/grades-standards/imps">https://www.ams.usda.gov/grades-standards/imps</a></li>
</ul>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/bistecca-alla-fiorentina-qualita-carne-frollatura/">Bistecca alla Fiorentina: guida tecnica alla qualità della carne</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vitelloni Piemontesi della coscia IGP</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/vitelloni-piemontesi-coscia-igp-fassona-caratteristiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 15:55:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Carni, salumi e uova]]></category>
		<category><![CDATA[carne bovina]]></category>
		<category><![CDATA[IGP]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.greatitalianfoodtrade.it/?p=83587</guid>

					<description><![CDATA[<p>I Vitelloni Piemontesi della coscia IGP rappresentano un unicum nel panorama bovino europeo. Al centro di questa eccellenza risiede la razza Piemontese, nota come Fassona, caratterizzata dalla naturale ipertrofia muscolare della ‘groppa doppia’. Non si tratta di una semplice distinzione estetica, ma di una specificità genetica che si traduce in un profilo nutrizionale superiore e in una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/vitelloni-piemontesi-coscia-igp-fassona-caratteristiche/">Vitelloni Piemontesi della coscia IGP</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="34f8112c-b3ab-809a-929a-cb7b3e11d150" class="">I <strong>Vitelloni Piemontesi della coscia</strong> <strong>IGP</strong> rappresentano un unicum nel panorama bovino europeo. Al centro di questa eccellenza risiede la <strong>razza Piemontese</strong>, nota come <strong>Fassona</strong>, caratterizzata dalla naturale ipertrofia muscolare della ‘groppa doppia’. Non si tratta di una semplice distinzione estetica, ma di una specificità genetica che si traduce in un profilo nutrizionale superiore e in una gestione dell&#8217;allevamento che privilegia l&#8217;efficienza biologica e il legame inscindibile con il territorio piemontese.</p>
<div dir="auto">
<h2 id="34f8112c-b3ab-8082-8282-da66172990d2" class="">Numeri e mercati della filiera certificata</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="34f8112c-b3ab-8010-b995-c2d4c8d54cce" class="">I dati più recenti disponibili confermano una filiera produttiva stabile ma di <strong>nicchia</strong>. La consistenza della razza Piemontese si attesta a circa 285.000 capi iscritti al libro genealogico, concentrati prevalentemente in Piemonte e, in misura minore, in Lombardia ed Emilia-Romagna (ANABORAPI, 2025).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="34f8112c-b3ab-80ec-894c-ede9517e32be" class="">La <strong>produzione certificata IGP</strong> nel 2024 ha raggiunto circa 1.200 tonnellate di carne confezionata, vale a dire una quota minoritaria se pure in crescita rispetto al totale della carne di razza Piemontese commercializzata (Consorzio di Tutela, 2025). Il <strong>mercato interno</strong> resta prevalente, con una forte domanda nella ristorazione di qualità e nelle macellerie specializzate, concentrate nel Nord Italia. L&#8217;<strong>export</strong> è limitato ma in espansione verso mercati ad alto valore aggiunto quali Germania, Svizzera, Austria e Giappone, ove cresce l&#8217;interesse verso carni premium tracciate e certificate (ISMEA, 2025).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="34f8112c-b3ab-8042-99f8-d4ccd1c5b024" class="">Nel biennio 2025–2026, le dinamiche di mercato mostrano una crescente attenzione al <strong>benessere animale e </strong>alla <strong>sostenibilità </strong>ambientale, l’aumento della domanda di <strong>carni certificate</strong> con disciplinari trasparenti, il maggiore interesse degli operatori internazionali verso filiere corte e tracciabili, e una competizione con altre carni bovine europee di qualità come Charolaise, Limousine e Blonde d&#8217;Aquitaine.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-83613" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-1024x83.jpg" alt="Tonnies Fleisch Italia srl" width="696" height="56" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-1024x83.jpg 1024w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-300x24.jpg 300w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-768x62.jpg 768w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-150x12.jpg 150w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-696x56.jpg 696w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-1068x86.jpg 1068w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies.jpg 1116w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="34f8112c-b3ab-80ac-becd-fe742440f275" class="">Dalla mutazione di Guarene al successo internazionale</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3508112c-b3ab-8095-8f00-fc42f3d2cd88" class="">La <strong>razza Piemontese</strong> — nota anche come <strong>Fassona</strong>, che secondo alcune fonti deriverebbe dal francese &#8216;de bonne façon&#8217; (letteralmente &#8216;di buona foggia&#8217;) — ha origini antiche, con una tradizione zootecnica radicata nel territorio piemontese fin dall&#8217;Ottocento. Il tratto distintivo di questi bovini, la <strong>&#8216;groppa doppia&#8217;</strong> o ipertrofia muscolare, deriva da una mutazione genetica naturale rilevata ufficialmente nel <strong>1886</strong> nel comune di Guarene, nella provincia di Cuneo, in Piemonte (disciplinare di produzione, art. 6).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3508112c-b3ab-8062-9484-fc3e99c1d35b" class="">Questa peculiarità morfologica, inizialmente accolta con sospetto dagli allevatori, divenne successivamente una delle principali finalità selettive, determinando l&#8217;affermazione del <strong>&#8216;tipo della coscia&#8217;</strong> come il più importante e apprezzato nell&#8217;ambito della razza Piemontese. La mutazione del gene della miostatina conferisce infatti a questi animali caratteristiche anatomiche e fisiologiche uniche, che si riflettono in una carne particolarmente magra, tenera e di elevata qualità (McPherron &amp; Lee, 1997; Fiems, 2012).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3508112c-b3ab-80a2-bf36-ece84a8af45f" class="">La denominazione <strong>&#8216;Vitelloni Piemontesi della coscia&#8217;</strong> gode di una reputazione consolidata a partire dai primi anni del Novecento. L&#8217;uso di questo termine è documentato nel linguaggio comune e commerciale fin dal 1983, come attestato dai bollettini settimanali del mercato di Fossano (dal 1985), dai bollettini annuali dei prezzi della Camera di Commercio di Cuneo (dal 1984), e dalla rivista di settore &#8216;L&#8217;Informatore Agrario&#8217; che dal 1983 al 2008 riportava regolarmente i prezzi dei &#8216;Vitelloni Piemontesi della coscia&#8217; riferiti al mercato di Cuneo (disciplinare, art. 6).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-83614" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-1024x83.jpg" alt="Tonnies Fleisch Italia srl" width="696" height="56" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-1024x83.jpg 1024w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-300x24.jpg 300w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-768x62.jpg 768w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-150x12.jpg 150w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-696x56.jpg 696w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-1068x86.jpg 1068w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne.jpg 1116w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="3508112c-b3ab-802f-8f31-fb31901917d5" class="">Efficienza metabolica: il paradosso virtuoso della Fassona</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3508112c-b3ab-8099-8b10-db7f8a10ebdc" class="">I <strong>Vitelloni Piemontesi della coscia</strong> presentano caratteristiche anatomiche e fisiologiche uniche che li distinguono sostanzialmente da altri bovini convenzionali. Queste differenze, conseguenza diretta della mutazione genetica della miostatina, richiedono pratiche di alimentazione e allevamento specialistiche sviluppate nel corso di generazioni.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3508112c-b3ab-80a5-923c-df394e3b56c5" class="">Una delle peculiarità fondamentali è il <strong>ridotto volume dell&#8217;apparato digerente</strong> rispetto ai bovini convenzionali. Questa caratteristica determina un aumento della velocità di transito degli alimenti nel rumine, con conseguente incremento della quota di alimento che viene digerita direttamente a livello intestinale anziché venire fermentata nel rumine. Questa particolarità consente agli animali di tollerare razioni costituite da elevate quantità di alimenti concentrati (cereali superiori al 60% del mangime &#8211; vedasi disciplinare, art. 5) senza sviluppare fenomeni di acidosi ruminale, che si verificherebbero invece in vitelloni convenzionali sottoposti allo stesso regime alimentare (art. 6).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3508112c-b3ab-8027-b748-ec15d2626df5" class="">La particolare composizione corporea, caratterizzata da uno <strong>sviluppo imponente delle masse muscolari</strong>, rende i tradizionali sistemi di valutazione energetica e proteica degli alimenti inadeguati per questi animali. Gli allevatori piemontesi hanno così sviluppato nel tempo un know-how originale, difficilmente replicabile in altre zone, basato su <strong>razioni ad alto contenuto energetico</strong> (superiore a 0,8 UFC/kg di sostanza secca) e con quota proteica compresa tra il 12% e il 15% per kg di sostanza secca (art. 5).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3508112c-b3ab-80d6-9090-c54ec330f3c7" class="">Un aspetto apparentemente paradossale è l&#8217;<strong>eccezionale efficienza nella sintesi delle proteine</strong>. Nonostante l&#8217;elevatissima capacità di ritenzione proteica, questi animali sono straordinariamente efficienti nel &#8216;riciclare&#8217; l&#8217;azoto endogeno che si origina dai fenomeni di turn-over proteico delle loro masse muscolari. Ciò consente di mantenere basse le concentrazioni proteiche delle razioni senza penalizzare le prestazioni di crescita, con una <strong>riduzione delle emissioni di azoto</strong> nell&#8217;ambiente (art. 6).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3508112c-b3ab-8030-8fd7-d1bd67986d88" class="">Le carcasse si caratterizzano per un <strong>peso superiore</strong> a quello dei capi di tipo comune (minimo 360 kg per maschi, 260 kg per femmine, 340 kg per castrati), uno stato di <strong>ingrassamento scarso</strong> o molto scarso, una maggiore resa alla macellazione (≥62% per maschi, ≥59% per femmine e castrati) e allo spolpo, con accrescimento ponderale medio giornaliero superiore a 620 g per i maschi e superiore a 400 g per le femmine (art. 2 e art. 5).</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="3508112c-b3ab-8048-b686-fb531e4d33c8" class="">Standard produttivi e garanzie del disciplinare IGP</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3508112c-b3ab-8081-b4d1-fd0645039bfa" class="">L&#8217;<strong>Indicazione Geografica Protetta &#8216;Vitelloni Piemontesi della coscia&#8217;</strong> è riservata esclusivamente alle <strong>carni fresche</strong> prodotte dall&#8217;allevamento bovino che risponde alle condizioni e ai requisiti stabiliti dal disciplinare, registrato con regolamento (CE) n. 1107/96 e aggiornato nel 2017.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="3508112c-b3ab-8002-895e-ca60fef08c51" class="">Caratteristiche del prodotto</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3508112c-b3ab-80cc-a511-fb8722bfeafc" class="">L&#8217;IGP è riservata alle carni ottenute dalla macellazione di <strong>bovini maschi e femmine di razza Piemontese</strong> iscritti al relativo Libro Genealogico o figli di entrambi i genitori iscritti al Libro Genealogico, di <strong>età superiore a 12 mesi</strong>, allevati e ingrassati dallo svezzamento alla macellazione nella zona di produzione.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3508112c-b3ab-8093-9342-d351b25243f1" class="">Le carcasse sono classificate secondo la <strong>tabella comunitaria</strong> nelle seguenti categorie: A (giovani maschi non castrati di età inferiore a 24 mesi), C (maschi castrati), E (femmine). Le classi di conformazione ammesse sono S, E, U; per la categoria E è ammessa anche la classe R. Lo stato di ingrassamento deve essere 1 o 2.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3508112c-b3ab-8065-9837-fb316e95a33f" class="">Il <strong>periodo di frollatura</strong> minimo è di 4 giorni dalla macellazione. Il pH delle carcasse a 24 ore deve essere inferiore a 6, misurato sul muscolo longissimus toraci. Il colore della carne varia dal <strong>rosato al rosso chiaro brillante</strong> (disciplinare, articolo 2).</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="3508112c-b3ab-80c7-a4ca-ee5a867393d6" class="">Area geografica di produzione</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3508112c-b3ab-80be-b48f-ca4340574c50" class="">La <strong>zona di produzione</strong> comprende l&#8217;intero territorio amministrativo della <strong>regione Piemonte</strong> (tutte le province di Alessandria, Asti, Cuneo e Torino, più comuni selezionati delle province di Biella, Novara e Vercelli) e alcuni comuni delle province liguri di Savona e Imperia sul versante piemontese dell&#8217;Appennino Ligure (disciplinare, articolo 3).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3508112c-b3ab-804d-985d-cd6961c853c0" class="">Questo tipo di allevamento fornisce opportunità di reddito agli addetti del settore e procura benefici ambientali dovuti alla <strong>manutenzione e valorizzazione di aree marginali</strong>, limitando i fenomeni di dissesto idrogeologico dovuti all’abbandono. Le superfici a pascolo e a foraggere sono riservate in prevalenza alle vacche nutrici, mentre i concentrati prodotti nelle aree più fertili trovano conveniente utilizzazione nell’allevamento dei vitelloni.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="3508112c-b3ab-8050-832f-f60ad0bc4083" class="">Allevamento</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3508112c-b3ab-8045-b678-c4c475390838" class="">Dopo lo svezzamento (concluso tra 3 e 8 mesi di età) e fino alla macellazione, i bovini sono allevati nella stessa azienda e alimentati con <strong>foraggi </strong>conservati provenienti per <strong>almeno il 70% da prati naturali</strong> con essenze spontanee della zona o prati artificiali con graminacee e/o leguminose.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3508112c-b3ab-8003-add2-fe680e431ace" class="">I <strong>mangimi semplici o composti</strong> possono comprendere cereali e loro derivati, semi e frutti di leguminose e oleaginose, prodotti della lavorazione delle barbabietole da zucchero. Il mangime composto deve in ogni caso contenere una percentuale di <strong>cereali</strong> e sottoprodotti di cereali <strong>superiore al 60%</strong> del totale.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3508112c-b3ab-8070-b10b-da0ef1ee4a9d" class="">È consentito l&#8217;utilizzo di <strong>insilati di cereali</strong> purché prodotti esclusivamente nella zona geografica definita. La razione deve assicurare livelli nutritivi medio-alti superiori con una <strong>quota proteica</strong> tra il 12% e il 15% per kg di sostanza secca e una carica microbiologica molto bassa (8 UFC/kg di sostanza secca. Disciplinare, articolo 5).</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="3508112c-b3ab-8098-8df4-c5607b2cb0d2" class="">Tracciabilità e controlli</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3508112c-b3ab-80b9-bcee-ce9c07e2b938" class="">La <strong>tracciabilità</strong> delle carni è garantita attraverso la registrazione di input e output in fase del processo produttivo da parte degli allevatori, macellatori, sezionatori e confezionatori iscritti in appositi elenchi, i quali devono dichiarare tempestivamente alla struttura di controllo il numero dei capi destinati a IGP ‘Vitelloni Piemontesi della coscia’<strong> </strong>allevati, macellati, sezionati, porzionati (disciplinare, articolo 4).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3508112c-b3ab-8047-9fcd-eae3e798f256" class="">I controlli sono effettuati dall&#8217;<strong>Istituto Nord Ovest Qualità (INOQ)</strong> con sede a Moretta (CN), in conformità alle prescrizioni del regolamento (UE) 2024/1143 (disciplinare, articoli 4 e 7).</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="3508112c-b3ab-80a3-9afe-f5b38c05058f" class="">Commercializzazione ed etichettatura</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3508112c-b3ab-80ba-bb19-c480e59cb576" class="">La carne può venire venduta fresca al taglio, preincartata o preconfezionata (anche sottovuoto o in atmosfera modificata). Il <strong>confezionamento</strong> può avvenire solo in laboratori autorizzati e sotto il controllo dell&#8217;organo preposto che consente l’apposizione del logo della IGP sulle singole confezioni.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3508112c-b3ab-8009-b064-f2ab7e8f761a" class="">L’<strong>etichetta</strong> della carne confezionata deve contenere:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3508112c-b3ab-807e-b2d9-c743ebdb8b17" class="bulleted-list">
<li>la denominazione ‘Vitelloni Piemontesi della coscia<strong>’ </strong>o il logo della denominazione;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3508112c-b3ab-807b-b853-ef57ea2c847c" class="bulleted-list">
<li>la dicitura ‘Indicazione Geografica Protetta’, o I.G.P., e il relativo simbolo UE;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3508112c-b3ab-80af-aafe-f429c1f2444a" class="bulleted-list">
<li>la denominazione di vendita ‘bovino adulto’.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3508112c-b3ab-80f3-8937-d9902f9e4e4b" class="">Sono inoltre ammesse le seguenti informazioni:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3508112c-b3ab-80ed-b204-db65fb12838a" class="bulleted-list">
<li>codice di rintracciabilità;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3508112c-b3ab-80a9-b88e-e89e680c3313" class="bulleted-list">
<li>azienda di allevamento/ingrasso;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3508112c-b3ab-80ba-80db-c8ed9a5c3132" class="bulleted-list">
<li>data di macellazione;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3508112c-b3ab-8008-af73-fc8b091401bc" class="bulleted-list">
<li>sesso dell’animale.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3508112c-b3ab-80dd-acb8-cf6185c79909" class="">Per la categoria C possono venire aggiunte, in etichetta, le seguenti definizioni commerciali:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3508112c-b3ab-802e-96cb-df0659ecd944" class="bulleted-list">
<li><strong>castrato</strong>, per bovini di età inferiore ai 24 mesi;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3508112c-b3ab-80e0-8767-e25ffea774f8" class="bulleted-list">
<li><strong>manzo</strong>, per bovini di età compresa fra i 24 e 48 mesi;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3508112c-b3ab-8000-816d-c62cb62fe8f1" class="bulleted-list">
<li><strong>bue</strong>, per bovini con età superiore ai 48 mesi.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3508112c-b3ab-80a2-b1d8-d65c9d9d5198" class="">In caso di vendita di carne al taglio o preincartata, le predette informazioni devono venire riportate in un documento esposto e ben visibile nell&#8217;area del bancone di vendita (disciplinare, articolo 8).</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="3508112c-b3ab-80e7-b82b-e6e41c23d3cf" class="">Valorizzazione gastronomica e guida all&#8217;acquisto</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="34f8112c-b3ab-8001-87c5-fd92dc258a1a" class="">La coscia di Fassona si presta a molteplici preparazioni, sia tradizionali che innovative. Il piatto simbolo piemontese è la <strong>&#8216;carne cruda all&#8217;albese&#8217;</strong>, servita cruda al coltello con olio extravergine, limone e magari anche qualche fettina di <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/funghi-e-tartufi/tartufo-bianco/">tartufo bianco</a>. Altre preparazioni tipiche includono il carpaccio con limone e scaglie di <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/formaggi/parmigiano-reggiano-dop-1159/">Parmigiano Reggiano DOP</a>, la <strong>tagliata</strong> alla griglia, la bistecca al sangue, e brasati o arrosti leggeri ideali per i tagli meno nobili.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="34f8112c-b3ab-80f6-9111-d47e966a5377" class="">Grazie alla sua magrezza, questa carne richiede <strong>cotture brevi</strong> <strong>e delicate</strong> per preservarne succosità e tenerezza. La temperatura interna ottimale per le cotture al sangue è di 50-52°C, mentre per cotture medie si consiglia di non superare i 60°C.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="34f8112c-b3ab-80e0-8fed-dc113a132025" class="">Consigli per gli acquirenti</h2>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="34f8112c-b3ab-8076-ba69-da2e268f68fb" class="">Per buongustai</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="34f8112c-b3ab-80fa-8673-dccc481d3986" class="">Gli acquirenti privati devono verificare sempre la presenza del <strong>marchio IGP</strong> e del logo consortile sull&#8217;etichetta, preferendo carni provenienti da <strong>allevamenti biologici certificati</strong> o da sistemi estensivi. È consigliabile acquistare da macellerie di fiducia con filiera trasparente e documentata, valutando attentamente colore, consistenza e assenza di eccessiva umidità superficiale sulla confezione.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="34f8112c-b3ab-8096-90b3-ea3a32fb6665" class="">Per operatori professionali</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="34f8112c-b3ab-80b8-bfbe-eb6e965ae166" class="">Gli operatori del settore Ho.Re.Ca. e della distribuzione devono selezionare <strong>fornitori certificati</strong> e sottoposti ad audit di terza parte, privilegiando filiere integrate con tracciabilità documentata attraverso tecnologie moderne quali blockchain o QR code.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="3508112c-b3ab-807e-abcd-dcddf163335b" class="">È importante considerare forniture biologiche e sostenibili, sempre più richieste dai mercati <strong>premium </strong>europei, monitorando costantemente standard qualitativi, continuità della fornitura e capacità logistica.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="34f8112c-b3ab-80e2-908a-d7d9514ef449" class="">In questo contesto, il team di <strong>GIFT &#8211; Great Italian Food Trade</strong> offre supporto qualificato agli acquirenti internazionali nella ricerca e selezione di fornitori affidabili, con particolare attenzione a qualità, conformità normativa e sostenibilità della filiera.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="34f8112c-b3ab-80b8-87c0-fdefa2b98d1f" class="">Conclusioni</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="34f8112c-b3ab-804f-9ba7-e845bfe0c98a" class="">L&#8217;Indicazione Geografica Protetta dedicata ai Vitelloni della Coscia consolida il ruolo della zootecnia piemontese come modello di precisione. La capacità di trasformare una mutazione naturale in una risorsa sostenibile — grazie a un ridotto impatto azotato e a un&#8217;altissima resa allo spolpo — posiziona questa carne al vertice delle produzioni premium globali. Il futuro della filiera risiede nella capacità di comunicare questo valore tecnico e biologico ai mercati internazionali, così da valorizzare la trasparenza e l’integrità dal pascolo alla distribuzione.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="34f8112c-b3ab-80ca-8ad9-c016fae6d235" class=""><em>Dario Dongo</em></p>
<p><em>Credit cover Anaborapi </em></p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="34f8112c-b3ab-80aa-9b50-eb3637d2ddc3">Bibliografia</h3>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34f8112c-b3ab-800c-907e-cc91fe96ccb2" class="bulleted-list">
<li>ANABORAPI. Associazione Razionale Allevatori Bovini di Razza Piemontese. <a href="https://www.anaborapi.it/">https://www.anaborapi.it</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34f8112c-b3ab-80cc-a8bd-d8038c3fb165" class="bulleted-list">
<li>Savoia, S., Brugiapaglia, A., Pauciullo, A., Di Stasio, L., Schiavon, S., Bittante, G., &amp; Albera, A. (2019). Characterisation of beef production systems and their effects on carcass and meat quality traits of Piemontese young bulls. <em>Meat science</em>, <em>153</em>, 75–85. <a href="https://doi.org/10.1016/j.meatsci.2019.03.010">https://doi.org/10.1016/j.meatsci.2019.03.010</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3508112c-b3ab-807b-bef4-d96b2ec8283a" class="bulleted-list">
<li>Brugiapaglia, A., Lussiana, C., &amp; Destefanis, G. (2014). Fatty acid profile and cholesterol content of beef at retail of Piemontese, Limousin and Friesian breeds. <em>Meat science</em>, <em>96</em>(1), 568–573. <a href="https://doi.org/10.1016/j.meatsci.2013.08.012">https://doi.org/10.1016/j.meatsci.2013.08.012</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3508112c-b3ab-8063-b09a-ea4aabe51f7c" class="bulleted-list">
<li>Commission Regulation (EC) No 1107/96 of 12 June 1996 on the registration of geographical indications and designations of origin under the procedure laid down in Article 17 of Council Regulation (EEC) No 2081/92. Consolidated text: 20/11/2008 <a href="http://data.europa.eu/eli/reg/1996/1107/2008-11-20">http://data.europa.eu/eli/reg/1996/1107/2008-11-20</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3508112c-b3ab-803a-90dc-c389b4258463" class="bulleted-list">
<li>Consorzio di Tutela della Razza Piemontese. <a href="https://www.vitellonepiemontese.it/">https://www.vitellonepiemontese.it</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3508112c-b3ab-80f4-9dfb-e9ae04504bb3" class="bulleted-list">
<li>Fiems, L. O. (2012). Double muscling in cattle: Genes, husbandry, carcasses and meat. <em>Animals</em>, 2(3), 472–506. <a href="https://doi.org/10.3390/ani2030472">https://doi.org/10.3390/ani2030472</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="3508112c-b3ab-80c4-b436-c4068edc38a4" class="bulleted-list">
<li>ISMEA. (2025). <em>Tendenze bovino da carne n.1/2025 – Ottobre 2025</em>. Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare. <a href="https://www.ismeamercati.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13648">https://www.ismeamercati.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13648</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34f8112c-b3ab-8088-80c1-c78069732e39" class="bulleted-list">
<li>MASAF. (2024). <em>Disciplinare di produzione della Indicazione Geografica Protetta &#8216;Vitellone Piemontese della coscia&#8217;</em>. Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. <a href="https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/2%252Fd%252Fb%252FD.aa286c7113cd22ac92da/P/BLOB:ID=3338/E/pdf?mode=download&amp;utm_source=perplexity">https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/2%252Fd%252Fb%252FD.aa286c7113cd22ac92da/P/BLOB:ID=3338/E/pdf</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34f8112c-b3ab-800e-9a98-d549391cb446" class="bulleted-list">
<li>McPherron, A. C., &amp; Lee, S. J. (1997). Double muscling in cattle due to mutations in the myostatin gene. <em>Proceedings of the National Academy of Sciences</em>, 94(23), 12457–12461. <a href="https://doi.org/10.1073/pnas.94.23.12457">https://doi.org/10.1073/pnas.94.23.12457</a></li>
</ul>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/vitelloni-piemontesi-coscia-igp-fassona-caratteristiche/">Vitelloni Piemontesi della coscia IGP</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Scottona: la regina delle carni bovine</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/carne-scottona-caratteristiche-nutrizionali-razze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 15:59:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Carni, salumi e uova]]></category>
		<category><![CDATA[carne bovina]]></category>
		<category><![CDATA[IGP]]></category>
		<category><![CDATA[nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[proteine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.greatitalianfoodtrade.it/?p=83590</guid>

					<description><![CDATA[<p>La scottona occupa un posto d&#8217;elezione nel comparto zootecnico per le sue proprietà organolettiche peculiari. Spesso confusa con una razza, rappresenta in realtà una precisa fase fisiologica della bovina giovane: una condizione naturale che si traduce in una carne dalla marezzatura fine e dalla tenerezza superiore. Analizziamo i fattori biologici, le evidenze nutrizionali e le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/carne-scottona-caratteristiche-nutrizionali-razze/">Scottona: la regina delle carni bovine</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="34e8112c-b3ab-805e-b5ec-dd66c044e79a" class="">La <strong>scottona</strong> occupa un posto d&#8217;elezione nel comparto zootecnico per le sue proprietà organolettiche peculiari. Spesso confusa con una razza, rappresenta in realtà una precisa fase fisiologica della bovina giovane: una condizione naturale che si traduce in una carne dalla marezzatura fine e dalla tenerezza superiore. Analizziamo i fattori biologici, le evidenze nutrizionali e le dinamiche di un mercato che premia la qualità certificata e il benessere animale.</p>
<div dir="auto">
<h2 id="34e8112c-b3ab-801e-9f85-f5425f185283" class="">Dinamiche del mercato bovino in Italia ed Europa</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="34e8112c-b3ab-805c-8e5e-f783c196a998" class="">Secondo le più recenti analisi di <strong>ISMEA</strong> (2025) e <strong>Commissione Europea</strong> (2025), il mercato delle carni bovine nel biennio 2025/2026 presenta:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-8038-840a-fcdfee2b68c6" class="bulleted-list">
<li><strong>produzione europea</strong>: lieve contrazione (-1,2% rispetto al 2023) con 6,8 milioni di tonnellate;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-80dd-acc2-cdc51e4a2bb0" class="bulleted-list">
<li><strong>consumo pro-capite in Italia</strong>: stabile a 15,8 kg/anno, con crescente polarizzazione verso segmenti premium (+4,2% in valore);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-8070-8e25-d05564033e45" class="bulleted-list">
<li><strong>domanda di qualità certificata</strong>: crescita del 7,5% nei prodotti DOP/IGP e biologici;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-80ab-9254-d9a8a430e88e" class="bulleted-list">
<li><strong>export italiano</strong>: volumi contenuti (38.000 tonnellate), ma valore unitario in aumento (+11% verso mercati UE);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-803b-9984-d6f529924b3d" class="bulleted-list">
<li><strong>mercati di destinazione</strong>: crescente interesse da Medio Oriente, Hong Kong e Singapore per prodotti <strong>tracciabili</strong> e di elevata qualità.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="34e8112c-b3ab-8023-9c00-db07f5817506" class="">I dati specifici sulla scottona non possono venire disaggregati, poiché essi rientrano nella categoria generale delle carni bovine fresche di qualità.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-83613" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-1024x83.jpg" alt="Tonnies Fleisch Italia srl" width="696" height="56" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-1024x83.jpg 1024w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-300x24.jpg 300w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-768x62.jpg 768w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-150x12.jpg 150w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-696x56.jpg 696w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-1068x86.jpg 1068w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies.jpg 1116w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="34e8112c-b3ab-80d9-a36a-e96c5db4ca0e" class="">Le radici emiliane della scottona</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="34e8112c-b3ab-80bc-9813-d58d3b549bfe" class="">Il termine <strong>&#8216;scottona&#8217;</strong> affonda le radici nella tradizione zootecnica italiana, dove identificava le giovani bovine femmine destinate alla macellazione prima del primo parto. L&#8217;origine del nome deriva dal dialetto emiliano-romagnolo, dove &#8216;<strong>scòtta</strong>&#8216; indicava una femmina non ancora coperta.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="34f8112c-b3ab-80f8-99ad-e340cb92e6ae" class="">Già nei trattati di zootecnia dell&#8217;Ottocento si riconosceva la <strong>superiorità qualitativa</strong> di questa carne rispetto ad altre categorie bovine.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="34e8112c-b3ab-808d-beb8-f7690a8a21da" class="">Nella moderna filiera zootecnica, la scottona si è affermata come categoria <strong>premium</strong>, oggetto di crescente interesse scientifico per le sue peculiari caratteristiche organolettiche, determinate dall&#8217;equilibrio ormonale e dall&#8217;età di macellazione ottimale.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="34e8112c-b3ab-809d-9fcf-fac0fc7e4470" class="">Identità biologica e fisiologia della bovina giovane</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="34e8112c-b3ab-80c6-a100-d9301cd698b4" class="">La scottona è una <strong>bovina femmina giovane</strong> (generalmente tra i 15 e i 22 mesi di età) che non ha mai partorito e si trova in una fase fisiologica caratterizzata da elevati livelli di estrogeni. Questa condizione endocrina favorisce una distribuzione ottimale del grasso intramuscolare (<strong>marezzatura</strong>) che è determinante per le qualità sensoriali della carne (Hocquette et al., 2010).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="34e8112c-b3ab-80df-bff0-d8decb8ac610" class="">La composizione ormonale influisce infatti su:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-808c-a0db-d44f3784fe84" class="bulleted-list">
<li>deposizione del grasso intramuscolare con distribuzione fine e omogenea;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-803d-a4e9-cfc5a9125d87" class="bulleted-list">
<li><strong>tenerezza delle fibre muscolari</strong>, grazie alla giovane età e alla minore attività fisica rispetto ai bovini da lavoro;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-8003-b5b6-c505a8620957" class="bulleted-list">
<li><strong>colore</strong> rosso vivo brillante, indice di mioglobina ottimale;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-80a5-9ba2-ede1507b36d4" class="bulleted-list">
<li>pH post-mortem ideale per la <strong>frollatura</strong>.</li>
</ul>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-83614" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-1024x83.jpg" alt="Tonnies Fleisch Italia srl" width="696" height="56" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-1024x83.jpg 1024w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-300x24.jpg 300w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-768x62.jpg 768w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-150x12.jpg 150w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-696x56.jpg 696w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-1068x86.jpg 1068w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne.jpg 1116w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="34e8112c-b3ab-8002-9b2d-c0b51eba8a07" class="">Patrimonio genetico tra razze autoctone e internazionali</h2>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="34e8112c-b3ab-8036-86bd-d239ebe03069" class="">Razze autoctone italiane</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="34e8112c-b3ab-80b3-b739-ff0a199f6ea1" class="">Le razze italiane da carne si distinguono per <strong>qualità genetica</strong> e adattamento ambientale:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-80f9-8be0-d82ab595ead3" class="bulleted-list">
<li><strong>Chianina</strong>: originaria della Val di Chiana (Toscana), è la più grande razza bovina al mondo (tori fino a 1.800 kg). La carne si caratterizza per elevata percentuale di muscolo magro, marezzatura fine e uniforme, colore rosso brillante e tenerezza eccellente;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34f8112c-b3ab-8080-81bb-de9e592effb3" class="bulleted-list">
<li><strong>Marchigiana</strong>: razza autoctona delle Marche, si distingue per <strong>equilibrio ottimale</strong> tra massa muscolare, infiltrazione lipidica intramuscolare e resa al macello (&gt;60%);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34f8112c-b3ab-80c8-bce4-c84a89f9ad5c" class="bulleted-list">
<li><strong>Romagnola</strong>: razza rustica dell&#8217;Appennino romagnolo-marchigiano, con <strong>eccellente capacità di pascolo</strong>, muscolatura compatta e carne dal sapore intenso con ottima attitudine alla frollatura;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-8068-892e-e99a703a1c3c" class="bulleted-list">
<li><a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/vitelloni-piemontesi-coscia-igp-fassona-caratteristiche"><strong>Piemontese</strong></a>: caratterizzata da una mutazione naturale nel gene della miostatina che determina un sostanziale incremento della massa muscolare (+20-25%) e la particolare magrezza della carne, altresì tenera (McPherron &amp; Lee, 1997).</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="34e8112c-b3ab-8061-b530-c4d77aa697c7" class="">Razze internazionali</h3>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-80d4-9506-f021e920cb24" class="bulleted-list">
<li><strong>Aberdeen Angus</strong>: razza scozzese naturalmente priva di corna, riconosciuta per marezzatura eccezionale dovuta alla precoce deposizione del grasso intramuscolare, sapore intenso e tenerezza superiore;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34f8112c-b3ab-8018-89dd-c8f6ab5c5578" class="bulleted-list">
<li><strong>Hereford</strong>: razza inglese a mantello rosso con testa e arti bianchi, caratterizzata da precocità di sviluppo, adattabilità ambientale e qualità costante della carne con buona marezzatura;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34f8112c-b3ab-80c5-bf11-e4ea411e3114" class="bulleted-list">
<li><strong>Charolais</strong>: razza francese a mantello bianco-crema, selezionata per lo sviluppo muscolare eccezionale e carne magra ma tenera;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34f8112c-b3ab-806e-a7d0-e1f3f283ba64" class="bulleted-list">
<li><strong>Limousine</strong>: razza francese a mantello fulvo-fromentino, caratterizzata da carne magra con basso grasso esterno ma buona infiltrazione intramuscolare.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="34e8112c-b3ab-804d-b2bc-ef1ef1994303" class="">Standard di allevamento e strategie alimentari</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="34e8112c-b3ab-8055-b0c8-e95a6f138ba3" class="">Il <strong>benessere animale</strong> rappresenta un fattore determinante per la qualità finale. I migliori allevatori adottano sistemi <strong>estensivi o semi-estensivi</strong>, con accesso al pascolo, spazi adeguati e basse densità di carico.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="34e8112c-b3ab-80d6-80de-fe7f31fc9fa3" class="">Alimentazione strategica</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="34e8112c-b3ab-80bf-96c4-c3ab0bbfcc51" class="">L&#8217;<strong>alimentazione</strong> degli animali influenza direttamente la composizione e qualità della carne:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-800b-bb1b-c04cbf0ceae0" class="bulleted-list">
<li><strong>foraggi di qualità</strong> (erba medica, trifoglio, loietto) apportano acidi grassi polinsaturi, in particolare acido α-linolenico (precursore degli omega-3). Nel rumine questi lipidi subiscono trasformazioni che contribuiscono alla formazione di acidi grassi bioattivi come il CLA (acido linoleico coniugato) nei tessuti animali (Daley et al., 2010);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-8088-975f-e5989d40eb75" class="bulleted-list">
<li><strong>cereali selezionati</strong> (mais, orzo, avena) apportano energia facilmente utilizzabile dall&#8217;animale che sostiene la deposizione intramuscolare di lipidi, favorendo la marezzatura;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-8021-b664-ea8505daa89c" class="bulleted-list">
<li><strong>integrazione minerale</strong> (zinco, selenio) contribuisce all&#8217;attività dei sistemi antiossidanti endogeni, migliorando la stabilità ossidativa della carne e quindi shelf-life e qualità sensoriale;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-8035-b58f-fc0c1d7c2507" class="bulleted-list">
<li>nei sistemi <strong>biologici certificati</strong>, l&#8217;alimentazione animale esclude OGM, mentre l&#8217;uso di antibiotici è consentito esclusivamente a fini terapeutici e soggetto a rigorose limitazioni, ai sensi del regolamento (UE) 2018/848.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="34e8112c-b3ab-80e2-90e6-e4d84092ba1e" class="">Il &#8216;<strong>grain finishing</strong>&#8216; (finissaggio a cereali) negli ultimi 60-90 giorni prima della macellazione ottimizza la deposizione del grasso intramuscolare, migliorando palatabilità e tenerezza (Raes et al., 2004).</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="34e8112c-b3ab-8063-af9c-e698c3ca9676" class="">Sistemi di qualità e denominazioni protette italiane</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="34e8112c-b3ab-80c2-97cc-cb2b0b9b1301" class="">Diverse <strong>IGP italiane</strong> possono includere carne di scottona:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-808e-ba06-fd50724ce305" class="bulleted-list">
<li><a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/vitellone-bianco-appennino-centrale-igp-carne-bovina-italiana/"><strong>Vitellone Bianco dell&#8217;Appennino Centrale IGP</strong></a>: razze Chianina, Marchigiana e Romagnola;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-8029-a118-ec37432fc148" class="bulleted-list">
<li><strong>Vitellone Piemontese della Coscia IGP</strong>: razza Piemontese certificata.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">
<p id="34e8112c-b3ab-800e-af6d-d8860f7daf53" class="">Questi schemi di qualità assicurano <strong>standard produttivi elevati</strong>, tracciabilità completa e controlli indipendenti lungo tutta la filiera.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="34e8112c-b3ab-80aa-a1fd-e8f8dc828880" class="">Analisi biochimica e composizione nutrizionale</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="34e8112c-b3ab-809e-a084-c3c59bf8b252" class="">Secondo le <strong>Tabelle di composizione degli alimenti CREA</strong> (2019), 100 g di carne di bovino adulto apportano in media:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-8013-84ba-e4cffabfdd3b" class="bulleted-list">
<li><strong>proteine</strong>: 21,3 g;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-8085-b871-df6d77867dd6" class="bulleted-list">
<li><strong>lipidi</strong>: 6,1 g (di cui 2,4 g di acidi grassi saturi).</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="34f8112c-b3ab-80c0-b4f7-de72bd981867" class="">La carne bovina si caratterizza altresì per la ricchezza e presenza di micronutrienti, quali:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34f8112c-b3ab-803a-98e9-d2b055c93ff4" class="bulleted-list">
<li><strong>vitamina B12</strong>: 2 µg, pari all’<strong>80%</strong> del Valore Nutrizionale di Riferimento (2,5 µg) indicato in Allegato XIII al regolamento (UE) n. 1169/11 (Wyness e al., 2016);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-8079-b411-cf9520d4b2e5" class="bulleted-list">
<li><strong>niacina </strong>(vitamina B3): 4,2 mg, pari al 26% del VNR (16 mg);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34f8112c-b3ab-8087-a472-c9cd1085d541" class="bulleted-list">
<li><strong>zinco</strong>: 3,3 mg per 100 g, pari al <strong>33%</strong> del VNR (10 mg);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34f8112c-b3ab-8063-be5a-ea127b0c841d" class="bulleted-list">
<li><strong>fosforo</strong>: 172 mg, pari al 25% del VNR (700 mg);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34f8112c-b3ab-809b-b45f-f1416da05712" class="bulleted-list">
<li><strong>potassio</strong>: 313 mg, pari al 16% del VNR (2000 mg);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-807e-a2aa-f25ed661d088" class="bulleted-list">
<li><strong>ferro</strong>: 1,3 mg, pari al 9% del VNR (14 mg).</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="34e8112c-b3ab-8086-b87f-f09494a1bd3e" class="">Benefici per la salute: evidenze dalla letteratura scientifica</h2>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="34e8112c-b3ab-80be-ab15-dab55cbe26dd" class="">Nutrienti essenziali e biodisponibilità</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="34e8112c-b3ab-800c-b0d6-d3b6e22a57bd" class="">La carne di scottona rappresenta una fonte concentrata di <strong>nutrienti essenziali</strong> difficilmente reperibili in altri alimenti:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-8032-8c75-cfe4e2fb6bae" class="bulleted-list">
<li><strong>proteine di alta qualità</strong>, con un punteggio PDCAAS (<em>Protein Digestibility Corrected Amino Acid Score</em>) pari a 0,92, tra i più elevati negli alimenti (Raes et al., 2004);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34f8112c-b3ab-80c8-8e35-c97f562b9009" class="bulleted-list">
<li><strong>vitamina B12</strong>: contribuisce al normale metabolismo energetico, al normale funzionamento del sistema nervoso e alla funzione psicologica, alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento; al normale metabolismo dell’omocisteina; alla normale formazione dei globuli rossi; alla normale funzione del sistema immunitario. Interviene inoltre nel processo di divisione delle cellule (reg. UE n. 432/2012);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34f8112c-b3ab-80b3-8247-db6a93bcfda8" class="bulleted-list">
<li><strong>niacina</strong> (vitamina B3): contribuisce al normale metabolismo energetico, al normale funzionamento del sistema nervoso e della funzione psicologica; alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento; al mantenimento di membrane mucose e della pelle (reg. UE n. 432/2012);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-80a4-96a9-c46885409cd8" class="bulleted-list">
<li><strong>zinco</strong>: contribuisce alla normale sintesi proteica, al metabolismo (acido-basico, dei carboidrati, dei macronutrienti e degli acidi grassi, della vitamina A); alla funzione cognitiva; al sistema immunitario; alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo; alla sintesi del DNA; alla fertilità, alla riproduzione, al mantenimento di normali livelli di testosterone nel sangue; al mantenimento di ossa, pelle, unghie e capelli normali; alla divisione delle cellule (reg. UE n. 432/2012);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34f8112c-b3ab-8084-90ea-ce201be4b501" class="bulleted-list">
<li><strong>ferro eme</strong>: la forma presente nella carne ha una biodisponibilità 2-3 volte superiore al ferro non-eme vegetale, fondamentale per la prevenzione dell&#8217;anemia (Abbaspour et al., 2014).</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="34e8112c-b3ab-8044-bbb8-c51706bd216e" class="">Implicazioni nutrizionali per popolazioni specifiche</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="34e8112c-b3ab-8079-864c-cd748ff801fc" class="">La letteratura scientifica sottolinea il ruolo favorevole della carne bovina di qualità, con particolare riguardo ai contesti nutrizionali di:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-80aa-9883-de74d0f63664" class="bulleted-list">
<li><strong>gravidanza e allattamento</strong>: fonte biodisponibile di zinco, ferro, vitamina B12 e acidi grassi essenziali, nutrienti critici per lo sviluppo fetale e neonatale (Wyness, 2016);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34f8112c-b3ab-803f-baed-ee9c89ee66db" class="bulleted-list">
<li><strong>bambini e adolescenti</strong>: la carne bovina rappresenta una fonte concentrata di nutrienti critici per la crescita. Il ferro eme presente nella carne ha una biodisponibilità 2-4 volte superiore al ferro non-eme vegetale (20-30% <em>vs</em> 5-15%) ed esalta inoltre l&#8217;assorbimento del ferro non-eme da cereali, legumi e verdure consumati nello stesso pasto;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34f8112c-b3ab-80f7-9d93-fa600d2afe57" class="bulleted-list">
<li><strong>atleti</strong>: supporto al recupero muscolare e alla sintesi proteica grazie all&#8217;elevata concentrazione di aminoacidi essenziali (Wyness, 2016);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34f8112c-b3ab-80ec-9f24-cc16a614b44e" class="bulleted-list">
<li><strong>anziani</strong>: le proteine ad elevato valore biologico della carne bovina, ricche in aminoacidi ramificati, possono contribuire a rallentare la progressione della sarcopenia (riduzione della massa muscolare, con conseguente perdita di forza e funzionalità) e mantenere la qualità della vita (Wyness, 2016; Bradlee et al., 2018).</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="34e8112c-b3ab-800c-a2c6-dffea8873d15" class="">Ruolo del consumo di qualità nella salute umana</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="34e8112c-b3ab-800e-9b20-f74e67c55947" class="">Emerge con evidenza crescente che non tutte le carni rosse sono equivalenti dal punto di vista nutrizionale. La <strong>qualità della carne</strong> dipende da:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-80a3-9b30-f754117247f5" class="bulleted-list">
<li><strong>alimentazione animale</strong>: l&#8217;integrazione con foraggi ricchi in polifenoli (trifoglio, erba medica) migliora le proprietà antiossidanti della carne. Il finissaggio con cereali (grain finishing) negli ultimi 60-90 giorni, praticato sia in sistemi estensivi che intensivi, ottimizza la marezzatura ma può modificare il profilo degli acidi grassi (Inserra et al., 2022; Daley et al., 2010);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34f8112c-b3ab-80fa-8c5f-c8e7107cfead" class="bulleted-list">
<li><strong>sistema di allevamento</strong>: animali al pascolo (<em>grass-fed</em>) possono produrre carne con profilo lipidico più favorevole (maggior contenuto di omega-3 e CLA) rispetto a sistemi intensivi (Daley et al., 2010);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-8094-b52a-fee6eba236a6" class="bulleted-list">
<li><strong>età di macellazione e frollatura</strong>: l&#8217;età ottimale (15-22 mesi) garantisce fibre muscolari tenere, mentre la frollatura controllata (14-28 giorni a 1-4°C) attiva enzimi proteolitici endogeni (catepsine, calpaìne) che degradano le proteine miofibrilari, migliorando la digeribilità delle proteine e la palatabilità (Dashdorj et al., 2016).</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="34e8112c-b3ab-8057-9ed8-d8c34f14e16f" class="">La <strong>scottona di qualità</strong>, prodotta secondo disciplinari rigorosi che valorizzano benessere animale e alimentazione naturale, rappresenta quindi una scelta nutrizionalmente superiore rispetto ad altri prodotti.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="34e8112c-b3ab-8080-97bb-e4f3cc45d1c6" class="">Utilizzi in cucina: dalla ristorazione stellata alla griglia domestica</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="34e8112c-b3ab-8019-afb6-ea102be85fd7" class="">La <strong>versatilità culinaria</strong> della scottona la rende ideale per:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-8090-a663-dbda284f7966" class="bulleted-list">
<li><strong>tagli nobili alla griglia</strong>: costata, fiorentina, entrecôte, con cottura media o al sangue per esaltare la succosità;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34f8112c-b3ab-8045-838c-d1dd634432bd" class="bulleted-list">
<li><strong>tagliata</strong>: dopo la cottura alla griglia o in padella, la carne deve riposare 5-8 minuti coperta con foglio di alluminio. Durante questo riposo le fibre muscolari si rilassano e i succhi, che la cottura ha spinto verso il centro, si redistribuiscono uniformemente. Si procede quindi al taglio a fette trasversali rispetto alla fibra muscolare, ottenendo una carne più succosa e tenera;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34f8112c-b3ab-806a-b341-f222a1ff8b37" class="bulleted-list">
<li><strong>cotture lente</strong>: brasati, stracotti, spezzatini per valorizzare i tagli meno pregiati;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-8010-9986-fd3a1e9e5963" class="bulleted-list">
<li><strong>preparazioni crude gourmet</strong>: carpaccio, tartare, battuta al coltello.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="34e8112c-b3ab-80b5-b1a3-ff5b71fa03a3" class="">Guida all&#8217;acquisto: criteri di qualità per professionisti e consumatori</h2>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="34e8112c-b3ab-80a7-a8b3-fce105b5e65a" class="">Per buongustai e acquirenti professionali</h3>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-8016-a009-c7cb731803d1" class="bulleted-list">
<li><strong>Certificazioni</strong>: privilegiare carne biologica, per la miglior garanzia del benessere animale, IGP per il sostegno alle filiere corte;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-809a-8cb1-e5a96666ae8d" class="bulleted-list">
<li><strong>Tracciabilità</strong>: considerare le informazioni su origine, razza, alimentazione;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-80e6-82ab-cbaea169cbdd" class="bulleted-list">
<li><strong>Marezzatura</strong>: valutare visivamente l&#8217;infiltrazione lipidica (grasso bianco-crema, distribuzione fine);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-80ca-ac85-f85ddb4a7909" class="bulleted-list">
<li><strong>Frollatura</strong>: preferire carne frollata almeno 14 giorni;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-8076-9c57-cd39bda3e4cb" class="bulleted-list">
<li><strong>Colore</strong>: rosso vivo brillante (pH ottimale 5,4-5,8).</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="34e8112c-b3ab-8052-9573-fca1cd34cdc0" class="">Supporto GIFT per buyer internazionali</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="34e8112c-b3ab-80df-a350-f7cfc22baf92" class="">La squadra di <strong>GIFT</strong> (Great Italian Food Trade) offre assistenza qualificata agli acquirenti internazionali nella selezione di fornitori certificati, facilitando l&#8217;accesso a prodotti italiani conformi ai più elevati <strong>standard di qualità e</strong> <strong>sostenibilità</strong>.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="34e8112c-b3ab-8004-b56b-d21a06513dd4" class="">Conclusioni</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="34e8112c-b3ab-8058-9105-ff1996fe05a1" class="">Valorizzare la scottona significa premiare una filiera che integra sapienza zootecnica e rigore scientifico. Le sue proprietà &#8211; dalla vitamina B12 allo zinco e al ferro eme &#8211; definiscono un alimento ad alta densità nutrizionale, utile a sostenere il benessere nelle diverse fasi della vita. Una scelta accurata della carne è essenziale a garantire un&#8217;esperienza gastronomica d&#8217;eccellenza, radicata nel territorio e attenta alla sostenibilità.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="34e8112c-b3ab-80b3-9114-ceef39948240" class=""><em>Dario Dongo</em></p>
<p><em>Credit cover <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/36683026/">Mohamed<span class="Apple-converted-space">  </span>Olwy</a></em></p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="34f8112c-b3ab-80f4-b1a8-ce99298e1dc5" class="">Bibliografia</h3>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-80a1-944a-e42a14324b76" class="bulleted-list">
<li>Abbaspour, N., Hurrell, R., &amp; Kelishadi, R. (2014). Review on iron and its importance for human health. <em>Journal of Research in Medical Sciences</em>, <em>19</em>(2), 164–174.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-803e-9832-e9838bc8e637" class="bulleted-list">
<li>Bradlee, M. L., Mustafa, J., Singer, M. R., &amp; Moore, L. L. (2018). High-protein foods and physical activity protect against age-related muscle loss and functional decline. <em>The Journals of Gerontology: Series A</em>, <em>73</em>(1), 88–94. <a href="https://doi.org/10.1093/gerona/glx070">https://doi.org/10.1093/gerona/glx070</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34f8112c-b3ab-8054-88b9-fe25fcd19b24" class="bulleted-list">
<li>Commission Regulation (EU) No 432/2012 of 16 May 2012 establishing a list of permitted health claims made on foods, other than those referring to the reduction of disease risk and to children’s development and health. Consolidated text: 20/08/2025 <a href="http://data.europa.eu/eli/reg/2012/432/2025-08-20">http://data.europa.eu/eli/reg/2012/432/2025-08-20</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-8092-9cbe-e28a18d4842c" class="bulleted-list">
<li>CREA &#8211; Consiglio per la ricerca in agricoltura e l&#8217;analisi dell&#8217;economia agraria (2019). <em>Tabelle di composizione degli alimenti</em>. Carne bovina. <a href="https://www.alimentinutrizione.it/tabelle-nutrizionali/101150">https://www.alimentinutrizione.it/tabelle-nutrizionali/101150</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-80e9-974b-f2efdaad3190" class="bulleted-list">
<li>Commissione Europea. (2025). <em>EU agricultural outlook for markets and income 2025-2035</em>. Publications Office of the European Union. <a href="https://op.europa.eu/en/publication-detail/-/publication/2d8980f6-ed09-11f0-8d3c-01aa75ed71a1">https://op.europa.eu/en/publication-detail/-/publication/2d8980f6-ed09-11f0-8d3c-01aa75ed71a1</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-80d9-bb08-d4e587a5d525" class="bulleted-list">
<li>Daley, C. A., Abbott, A., Doyle, P. S., Nader, G. A., &amp; Larson, S. (2010). A review of fatty acid profiles and antioxidant content in grass-fed and grain-fed beef. <em>Nutrition Journal</em>, <em>9</em>(1), 10. <a href="https://doi.org/10.1186/1475-2891-9-10">https://doi.org/10.1186/1475-2891-9-10</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-80d8-97d4-e41941375bf4" class="bulleted-list">
<li>Dashdorj, D., Tripathi, V. K., Cho, S., Kim, Y., &amp; Hwang, I. (2016). Dry aging of beef: Review. <em>Journal of Animal Science and Technology</em>, <em>58</em>(1), 20. <a href="https://doi.org/10.1186/s40781-016-0101-9">https://doi.org/10.1186/s40781-016-0101-9</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-8039-92b1-e4791bfe93c5" class="bulleted-list">
<li>Hocquette, J. F., Gondret, F., Baéza, E., Médale, F., Jurie, C., &amp; Pethick, D. W. (2010). Intramuscular fat content in meat-producing animals: development, genetic and nutritional control, and identification of putative markers. <em>Animal</em>, <em>4</em>(2), 303–319. <a href="https://doi.org/10.1017/S1751731109991091">https://doi.org/10.1017/S1751731109991091</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-8063-b5c6-e4982fff43a4" class="bulleted-list">
<li>Inserra, L., Priolo, A., Biondi, L., Lanza, M., Bognanno, M., Gravador, R., &amp; Luciano, G. (2022). Dietary citrus pulp reduces lipid oxidation in lamb meat. <em>Meat Science</em>, <em>113</em>, 321–328. https://doi.org/10.1016/j.meatsci.2015.09.015</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-8004-a913-e484a612b88a" class="bulleted-list">
<li>ISMEA. (2025). <em>Tendenze bovino da carne n.1/2025 – Ottobre 2025</em>. <a href="https://www.ismeamercati.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13648">https://www.ismeamercati.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13648</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-804c-b3dd-de7fe49fc273" class="bulleted-list">
<li>Johnston, B. C., Zeraatkar, D., Han, M. A., Vernooij, R. W. M., Valli, C., El Dib, R., Marshall, C., Stover, P. J., Fairweather-Taitt, S., Wójcik, G., Bhatia, F., de Souza, R., Brotons, C., Meerpohl, J. J., Patel, C. J., Djulbegovic, B., Alonso-Coello, P., Bala, M. M., &amp; Guyatt, G. H. (2019). Unprocessed red meat and processed meat consumption: dietary guideline recommendations from the Nutritional Recommendations (NutriRECS) Consortium. <em>Annals of Internal Medicine</em>, <em>171</em>(10), 756–764. <a href="https://doi.org/10.7326/M19-1621">https://doi.org/10.7326/M19-1621</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-802c-825e-e50748c61374" class="bulleted-list">
<li>Leroy, F., Brengman, M., Ryckbosch, W., &amp; Scholliers, P. (2020). Meat in the post-truth era: Mass media discourses on health and disease in the attention economy. <em>Appetite</em>, <em>125</em>, 374–381. <a href="https://doi.org/10.1016/j.appet.2018.02.028">https://doi.org/10.1016/j.appet.2018.02.028</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-8020-bcfe-f4da0d4fa7e5" class="bulleted-list">
<li>McPherron, A. C., &amp; Lee, S. J. (1997). Double muscling in cattle due to mutations in the myostatin gene. <em>Proceedings of the National Academy of Sciences</em>, <em>94</em>(23), 12457–12461. <a href="https://doi.org/10.1073/pnas.94.23.12457">https://doi.org/10.1073/pnas.94.23.12457</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-8061-9e67-ea94925f8c00" class="bulleted-list">
<li>Raes, K., De Smet, S., &amp; Demeyer, D. (2004). Effect of dietary fatty acids on incorporation of long chain polyunsaturated fatty acids and conjugated linoleic acid in lamb, beef and pork meat: a review. <em>Animal Feed Science and Technology</em>, <em>113</em>(1-4), 199–221. <a href="https://doi.org/10.1016/j.anifeedsci.2003.09.001">https://doi.org/10.1016/j.anifeedsci.2003.09.001</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-8050-b707-d082c39c4fdc" class="bulleted-list">
<li>Regulation (EU) 2018/848 of the European Parliament and of the Council of 30 May 2018 on organic production and labelling of organic products and repealing Council Regulation (EC) No 834/2007. Consolidated text: 25/03/2025 http://data.europa.eu/eli/reg/2018/848/2025-03-25</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="34e8112c-b3ab-80f1-8019-ddec7b888122" class="bulleted-list">
<li>Wyness, L. (2016). The role of red meat in the diet: nutrition and health benefits. <em>Proceedings of the Nutrition Society</em>, <em>75</em>(3), 227–232. <a href="https://doi.org/10.1017/S0029665115004267">https://doi.org/10.1017/S0029665115004267</a></li>
</ul>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/carne-scottona-caratteristiche-nutrizionali-razze/">Scottona: la regina delle carni bovine</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: www.greatitalianfoodtrade.it @ 2026-10-24 03:01:56 by W3 Total Cache
-->