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	<title>Redazione GIFT, Autore presso Gift</title>
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	<description>GIFT – Prodotti alimentari italiani: origine, regole, fornitori</description>
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	<title>Redazione GIFT, Autore presso Gift</title>
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	<item>
		<title>CVC Capital Partners acquisisce Irca</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/cvc-capital-partners-acquisisce-irca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione GIFT]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 09:15:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[cioccolato]]></category>
		<category><![CDATA[gelato]]></category>
		<category><![CDATA[industria alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CVC Capital Partners ha sottoscritto un accordo per acquisire il controllo di Irca, leader italiano e globale negli ingredienti per pasticceria, panificazione, cioccolato e gelato nel canale B2B, dal fondo Advent International. L’operazione, annunciata il 29 giugno 2026 attraverso il fondo CVC Capital Partners IX, segna una nuova fase per una delle principali eccellenze dell’agroalimentare [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>CVC Capital Partners</b> ha sottoscritto un accordo per acquisire il controllo di <b>Irca</b>, leader italiano e globale negli ingredienti per pasticceria, panificazione, cioccolato e gelato nel canale B2B, dal fondo Advent International. L’operazione, annunciata il 29 giugno 2026 attraverso il fondo <i>CVC Capital Partners IX</i>, segna una nuova fase per una delle principali eccellenze dell’agroalimentare italiano. Il <i>closing</i> è previsto entro il quarto trimestre del 2026.</p>
<h2>L’operazione in sintesi</h2>
<ul>
<li><span class="td_btn td_btn_md td_default_btn"><b>Acquirente:</b> CVC Capital Partners (Fund IX)</span></li>
<li><span class="td_btn td_btn_md td_default_btn"><b>Venditore:</b> Advent International</span></li>
<li><span class="td_btn td_btn_md td_default_btn"><b>Target:</b> IRCA Group (Gallarate, Varese)</span></li>
<li><span class="td_btn td_btn_md td_default_btn"><b>Valore stimato:</b> circa 3 miliardi di euro</span></li>
<li><span class="td_btn td_btn_md td_default_btn"><b>Core business:</b> cioccolato, ingredienti e semilavorati per canali artigianali, food service e industria dolciaria</span></li>
</ul>
<h2>Strategia di crescita e termini dell’accordo</h2>
<p>CVC affiancherà il management di Irca per sostenerne l’espansione internazionale, puntando in particolare sui mercati strategici degli <b>Stati Uniti</b> e dell’<b>area EMEA</b>. Le linee guida dello sviluppo si concentreranno su tre direttrici principali:</p>
<ul>
<li><b>eccellenza operativa</b> nelle attività produttive e ottimizzazione della <i>supply chain</i>;</li>
<li><b>acquisizioni add-on</b> mirate per integrare nuove competenze di nicchia;</li>
<li><b>internazionalizzazione</b> commerciale sfruttando il network globale di CVC.</li>
</ul>
<p>Sebbene il valore ufficiale dell’operazione non sia stato reso noto, indiscrezioni finanziarie stimano l’operazione intorno ai 3 miliardi di euro. Un <b>salto dimensionale</b> <b>straordinario</b>, considerando che nel 2022 il passaggio ad Advent era avvenuto sulla base di una valutazione di poco superiore al miliardo.</p>
<h2>Chi è Irca: da Gallarate ai mercati globali</h2>
<p>Fondata in <b>Lombardia</b> a Gallarate (Varese) nel <b>1919</b> dalla famiglia Nobili, Irca è nata come produttrice di oli essenziali ed estratti di malto. Nel corso di un secolo, l’industria ha saputo diversificare la produzione fino a diventare un punto di riferimento assoluto nei <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/cioccolato/produttori-cioccolato/">produttori di <b>cioccolato</b></a> e nei semilavorati per la <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/gelato/filiera-gelato-italiano-tecnologia-ingredienti-guida/">filiera del gelato italiano</a>. Nel 2014, l’azienda ha consolidato la sua presenza nel comparto sotto zero con il lancio del brand <i>JoyGelato</i>.</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">Irca Group in numeri</td>
<td valign="top">Dati e performance</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><b>Fatturato attuale</b></td>
<td valign="top">~1,5 miliardi di € (da 370 milioni nel 2021)</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><b>Siti produttivi</b></td>
<td valign="top">22 stabilimenti globali</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><b>Dipendenti</b></td>
<td valign="top">circa 2.200 (Europa, USA, Vietnam)</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><b>Catalogo referenze</b></td>
<td valign="top">oltre 7.000 prodotti</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><b>Presenza commerciale</b></td>
<td valign="top">più di 100 Paesi</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il successo del modello Irca risiede nella strategia del <b>one-stop shop</b>: un unico interlocutore in grado di offrire soluzioni globali per l’industria, la grande distribuzione e l’artigianato dolciario attraverso marchi d’eccellenza come IRCA, Dobla, JoyGelato, Ravifruit, Cesarin e <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/cioccolato/cioccolato-artigianale/"><b>Domori Professional</b></a> (punto di riferimento per il cacao super-premium Criollo).</p>
<h2>Il ruolo del private equity nell’agroalimentare italiano</h2>
<p>L’ingresso di CVC rappresenta l’ennesimo capitolo di una staffetta tra grandi fondi di <i>private equity</i>, i quali mostrano sempre più interesse nell’alimentare <i>Made in Italy</i>:<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<ul>
<li><b>Ardian:</b> rileva il controllo dalla famiglia fondatrice.</li>
<li><b>Carlyle (2017):</b> acquisisce la società per circa 520 milioni di euro.</li>
<li><b>Advent International (2022):</b> compra Irca superando il miliardo di valutazione. Curiosamente, CVC (tramite <i>CVC Credit</i>) aveva finanziato proprio questa operazione.</li>
<li><b>CVC Capital Partners (2026):</b> rileva il gruppo per una cifra vicina ai 3 miliardi di euro.</li>
</ul>
<h2>Prospettive per la filiera e sostenibilità</h2>
<p>L’interesse di un colosso come CVC (con circa 209 miliardi di euro di asset in gestione) conferma la resilienza e l’altissima redditività del comparto italiano degli ingredienti semilavorati. La nuova proprietà si troverà tra l’altro ad affrontare la grande sfida dell’applicazione dell’EUDR (<i>European Union </i><b><i>Deforestation Regulation</i></b>) — con nuovi oneri di tracciabilità di cacao, caffè, soia, olio di palma (Dongo, 2025) — e a portare avanti gli obiettivi di transizione ecologica della catena di fornitura globale del gruppo.</p>
<p><i>Redazione di GIFT (Great Italian Food Trade)</i></p>
<h3>Riferimenti</h3>
<p>CVC. (2022, 27 ottobre). <i>CVC Credit supports the acquisition of IRCA by Advent International</i>. CVC Capital Partners. <a href="https://www.cvc.com/media/news/2022/2022-10-27-cvc-credit-supports-the-acquisition-of-irca-by-advent-international/">https://www.cvc.com/media/news/2022/2022-10-27-cvc-credit-supports-the-acquisition-of-irca-by-advent-international/</a></p>
<p>Dongo, D. (2025, 30 dicembre). Deforestation Regulation, la riforma oltre il rinvio. <i>FT (Food Times)</i>. <a href="https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/deforestation-regulation-riforma-operatori-a-valle/">https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/deforestation-regulation-riforma-operatori-a-valle/</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>IRCA Group. (n.d.). <i>Who we are</i>. IRCA Group. <a href="https://www.ircagroup.com/en/inside-irca-group/who-we-are">https://www.ircagroup.com/en/inside-irca-group/who-we-are</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Italia del Gusto: le nuove rotte dell’export</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/italia-del-gusto-export-agroalimentare%e2%81%a0/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione GIFT]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 18:13:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[export]]></category>
		<category><![CDATA[Italia del Gusto]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ventennale del Consorzio Italia del Gusto, celebrato a Roma il 19 giugno 2026, traccia il bilancio di un modello di aggregazione privata che oggi muove un fatturato di 22 miliardi di euro. Al di là delle celebrazioni istituzionali, i dati dell&#8217;Osservatorio Nomisma presentati per l&#8217;occasione svelano una geografia dell&#8217;export agroalimentare italiano profonda e asimmetrica. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il ventennale del <b>Consorzio Italia del Gusto</b>, celebrato a Roma il 19 giugno 2026, traccia il bilancio di un modello di aggregazione privata che oggi muove un fatturato di 22 miliardi di euro. Al di là delle celebrazioni istituzionali, i dati dell&#8217;Osservatorio Nomisma presentati per l&#8217;occasione svelano una <b>geografia dell&#8217;export agroalimentare italiano</b> profonda e asimmetrica. Accanto al consolidamento nei mercati maturi e alle frenate geopolitiche, emergono crescite a tre cifre in territori inaspettati e leadership di nicchia nei grandi mercati asiatici.</p>
<h2>Il primo consorzio privato del Made in Italy alimentare</h2>
<p>Fondato nel <b>2006</b> da <b>Giovanni Rana</b>, Italia del Gusto è il <b>primo consorzio privato di imprese</b> operanti <b>nel settore alimentare e vinicolo</b> italiano, i cui soci sono selezionati per la qualità dei prodotti e il valore della marca. La sua missione è aiutare le aziende consorziate a migliorare la propria posizione competitiva sui mercati internazionali, rafforzandone l&#8217;immagine come produttori di eccellenza, attraverso attività di marketing, promozione e comunicazione globale, partecipazione a fiere internazionali e sviluppo di partnership commerciali e logistiche.</p>
<p>Oggi il Consorzio rappresenta <b>30 aziende</b>, <b>38 categorie merceologiche</b>, oltre 53.000 dipendenti e un fatturato aggregato di circa <b>22 miliardi di euro</b>. Fra i soci figurano alcune fra le realtà più iconiche del Made in Italy agroalimentare: Amadori, Auricchio, Barilla, Bauli, Caffè Borbone, Cirio, Colussi, Elah-Dufour, Filippo Berio, Noberasco, Orogel, Parmalat, Parmareggio, Rana, Rio Mare, Riso Gallo, Rovagnati, Sammontana, San Benedetto, Santa Rosa, Valfrutta, Valsoia e Vecchia Romagna, fra gli altri.</p>
<p>Dal palco, Giovanni Rana ha ricordato la traiettoria percorsa, indicando una crescita del <b>fatturato aggregato</b> del Consorzio <b>&#8216;<i>da 5 a 22 miliardi di euro</i>&#8216; in vent&#8217;anni</b>, e individuando nella condivisione di idee e nella collaborazione fra i soci la chiave di quella espansione. Nonostante le incertezze internazionali, si è detto ottimista: &#8216;<i>Andiamo bene perché esportiamo cibo, e il cibo italiano è adorato in tutto il mondo</i>&#8216;.</p>
<h2>Strategie di sistema per competere sui mercati esteri</h2>
<p><b>Giacomo Ponti</b>, amministratore delegato della Ponti SpA, è il presidente in carica del Consorzio — confermato per il triennio in corso — subentrato a suo tempo a Mario Preve di Riso Gallo. Nel tracciare il bilancio del ventennio, il Cavaliere del Lavoro Giacomo Ponti ha richiamato la filosofia consortile: &#8216;<i>in questi vent&#8217;anni, Italia del Gusto ha dimostrato che </i><b><i>fare sistema è una leva strategica per </i></b><i>competere e </i><b><i>crescere sui mercati internazionali</i></b><i>. La capacità di unire esperienze, competenze e visioni diverse ha permesso alle aziende consorziate di aumentare il proprio business all&#8217;estero e di consolidare il posizionamento del Made in Italy nel mondo</i>&#8216;. La forza del Made in Italy, ha aggiunto, sta oggi &#8216;<i>nella capacità di presentarsi in modo coeso sui mercati esteri, </i><b><i>valorizzando identità, qualità e innovazione</i></b>&#8216;. Fra gli appuntamenti di riferimento dell&#8217;attività consortile restano le principali manifestazioni internazionali del settore, da Anuga a TuttoFood.</p>
<h2>La mappa dei consumi globali tra Europa e Asia⁠</h2>
<p>Le celebrazioni si sono svolte in un contesto macroeconomico che offre spunti tanto sulle opportunità quanto sulle fragilità del sistema. Secondo l&#8217;<b>Osservatorio Nomisma</b> per Italia del Gusto, il <b>PIL globale</b> è atteso al <b>+3,3% nel 2025</b>, in una fase caratterizzata da una dinamica sempre più disomogenea: l&#8217;<b>India</b> si conferma il mercato più dinamico fra i Paesi target (<b>+7,3%</b>) e la <b>Cina</b> mantiene un ritmo sostenuto (<b>+5,0%</b>), mentre l&#8217;area euro evidenzia un profilo più debole (<b>+1,4%</b>), afflitto dalla stagnazione di Germania (+0,2%) e Francia (+0,8%) e sostenuto soprattutto da Spagna (+2,9%) e Polonia (+3,3%).</p>
<p>Sul fronte dei <b>consumi food &amp; beverage</b> il divario geografico è marcato: fra il 2019 e il 2024 <b>India e Cina</b> hanno registrato una crescita dei consumi pro capite del <b>+26%</b>, seguite da Polonia e Stati Uniti (+14%), a fronte di dinamiche più contenute nelle economie mature.</p>
<p>In questo scenario, l&#8217;<b>agroalimentare italiano</b> ha raggiunto nel 2025 un valore di <b>59,3 miliardi di euro di export</b>, confermando la sesta posizione mondiale — dietro a Germania, Paesi Bassi e Stati Uniti — e una quota pari al <b>4,6% del commercio globale</b> del settore. La crescita si attesta al <b>+5,1%</b>, seconda soltanto a quella di Germania e Indonesia.</p>
<p>L&#8217;<b>Unione Europea</b> si conferma il principale mercato di sbocco del Made in Italy (<b>+7,3%</b>), con <b>Francia e Germania</b> che restano i Paesi più dipendenti dall&#8217;offerta italiana: rispettivamente il <b>9,9%</b> e il <b>9,3%</b> del loro import <i>food &amp; beverage</i> proviene dall&#8217;Italia. Fra i mercati più vivaci spiccano <b>Polonia</b> (+21,6%) e <b>Spagna</b> (+13,0%).</p>
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<h2>I mercati di principale interesse</h2>
<p>L&#8217;import di alimenti e bevande Made in Italy negli <b>11 Paesi monitorati</b> da Nomisma raggiunge nel 2025 circa <b>573 miliardi di euro</b>. I primi <b>5 importatori</b> &#8211; Stati Uniti, Germania, Cina, Regno Unito e Francia &#8211; ne rappresentano da soli quasi il <b>74%</b>. La tabella che segue restituisce la scala di ciascun mercato — popolazione, ricchezza pro capite e valore delle importazioni alimentari — affiancata al posizionamento competitivo dell&#8217;Italia.</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">Mercato</td>
<td valign="top">Popolazione</p>
<p>(mln)</td>
<td valign="top">PIL pro capite (US$)</td>
<td valign="top">Import F&amp;B (mld €)</td>
<td valign="top">Quota IT</td>
<td valign="top">Valore export IT</td>
<td valign="top">Pos.</td>
<td valign="top">Var. &#8217;25/&#8217;24</td>
<td valign="top">Var. vs 2019</p>
<p><span class="Apple-converted-space"> </span></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><b>Stati Uniti</b></td>
<td valign="top">338</td>
<td valign="top">89.599</td>
<td valign="top">138,0</td>
<td valign="top">5,1%</td>
<td valign="top">7,1 mld €</td>
<td valign="top">3°</td>
<td valign="top">-8%</td>
<td valign="top">+53%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><b>Germania</b></td>
<td valign="top">85</td>
<td valign="top">73.553</td>
<td valign="top">91,2</td>
<td valign="top">9,3%</td>
<td valign="top">8,5 mld €</td>
<td valign="top">3°</td>
<td valign="top">+9%</td>
<td valign="top">+56%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><b>Cina</b></td>
<td valign="top">1.416</td>
<td valign="top">29.191</td>
<td valign="top">75,9</td>
<td valign="top">0,9%</td>
<td valign="top">702 mln €</td>
<td valign="top">23°</td>
<td valign="top">-5%</td>
<td valign="top">+44%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><b>Regno Unito</b></td>
<td valign="top">70</td>
<td valign="top">63.759</td>
<td valign="top">61,4</td>
<td valign="top">7,5%</td>
<td valign="top">4,6 mld €</td>
<td valign="top">6°</td>
<td valign="top">+4%</td>
<td valign="top">+49%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><b>Francia</b></td>
<td valign="top">69</td>
<td valign="top">66.061</td>
<td valign="top">59,8</td>
<td valign="top">9,9%</td>
<td valign="top">5,9 mld €</td>
<td valign="top">5°</td>
<td valign="top">+5%</td>
<td valign="top">+57%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><b>Giappone</b></td>
<td valign="top">123</td>
<td valign="top">54.815</td>
<td valign="top">36,6</td>
<td valign="top">2,6%</td>
<td valign="top">942 mln €</td>
<td valign="top">11°</td>
<td valign="top">-7,9%</td>
<td valign="top">+7,5%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><b>Spagna</b></td>
<td valign="top">48</td>
<td valign="top">56.888</td>
<td valign="top">32,8</td>
<td valign="top">7,9%</td>
<td valign="top">2,6 mld €</td>
<td valign="top">4°</td>
<td valign="top">+10,4%</td>
<td valign="top">+106%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><b>Polonia</b></td>
<td valign="top">38</td>
<td valign="top">55.340</td>
<td valign="top">23,3</td>
<td valign="top">7,6%</td>
<td valign="top">1,8 mld €</td>
<td valign="top">3°</td>
<td valign="top">+16%</td>
<td valign="top">+179%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><b>Corea del Sud</b></td>
<td valign="top">52</td>
<td valign="top">65.080</td>
<td valign="top">23,0</td>
<td valign="top">2,6%</td>
<td valign="top">592 mln €</td>
<td valign="top">12°</td>
<td valign="top">+6,5%</td>
<td valign="top">+117%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><b>India</b></td>
<td valign="top">1.464</td>
<td valign="top">12.101</td>
<td valign="top">22,8</td>
<td valign="top">0,5%</td>
<td valign="top">119 mln €</td>
<td valign="top">22°</td>
<td valign="top">+39%</td>
<td valign="top">+130%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><b>Brasile</b></td>
<td valign="top">219</td>
<td valign="top">23.310</td>
<td valign="top">8,1</td>
<td valign="top">3,8%</td>
<td valign="top">307 mln €</td>
<td valign="top">9°</td>
<td valign="top">+4%</td>
<td valign="top">+81%</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><i>Fonte: elaborazione su Osservatorio Nomisma per Italia del Gusto; popolazione e PIL pro capite (dollari internazionali a parità di potere d&#8217;acquisto) su dati FMI e OECD, 2025.</i></p>
<p>È in Europa che il cibo italiano trova il principale spazio di crescita, mentre altre destinazioni appaiono più esposte alle tensioni commerciali. In <b>Germania</b> (import F&amp;B di 91,2 miliardi) l&#8217;Italia è terzo fornitore con una quota del 9,3% (<b>8,5 miliardi di euro</b>), in crescita del +9% nell&#8217;ultimo anno e del +56% dal 2019. Il Made in Italy domina comparti chiave: vino (43,9% dell&#8217;import tedesco), derivati del pomodoro (60,9%), olio d&#8217;oliva (57,5%), pasta secca (83,8%) e aceto (71,9%).</p>
<p>In <b>Francia</b> (import di quasi 60 miliardi) l&#8217;Italia è quinto fornitore con il 9,9% (<b>5,9 miliardi</b>), +5% nell&#8217;ultimo anno e +57% dal 2019, e si conferma primo fornitore di formaggi (34,0%), vino (33,6%), pasta secca (60,3%), derivati del pomodoro (63,4%) e pasta fresca (42,5%).</p>
<p>Le performance di crescita più impressionanti arrivano però dai mercati emergenti per il Made in Italy:</p>
<ul>
<li>in <b>Polonia</b> l&#8217;export alimentare dall’Italia (terzo fornitore, 7,6%, <b>1,8 miliardi</b>) segna il +16% nell&#8217;ultimo anno — migliore performance fra i primi dieci esportatori — e un <b>+179% dal 2019</b>, primo Paese per crescita;</li>
<li>in <b>Spagna</b> l&#8217;Italia è quarto fornitore (7,9%, <b>2,6 miliardi</b>), con una crescita del +10,4% nell&#8217;ultimo anno e del <b>+106% dal 2019</b>;</li>
<li>il <b>Regno Unito</b> (sesto fornitore, 7,5%, <b>4,6 miliardi</b>) conferma un <b>+4%</b> annuo e un +49% dal 2019, con l&#8217;Italia primo fornitore di pasta secca (73%), derivati del pomodoro (58%) e farina di frumento (33%).</li>
</ul>
<h2>La frontiera asiatica: i mercati extra-UE ad alto potenziale</h2>
<p>Il quadro più promettente in prospettiva è quello dei grandi mercati extra-UE, dove la presenza italiana resta marginale rispetto alla dimensione potenziale:</p>
<ul>
<li>in <b>Cina</b> la quota italiana è appena lo 0,9% (702 milioni, ventitreesimo posto, -5% nell&#8217;ultimo anno), ma con un +44% sul 2019 e una leadership netta su cioccolata (17,2%), pasta secca (44,1%), derivati del pomodoro (98,3%) e aceto (36,9%);</li>
<li>in <b>India</b> l&#8217;Italia pesa lo 0,5% (119 milioni), ma cresce del <b>+39% </b>nell&#8217;ultimo anno e del +130% dal 2019, affermandosi primo fornitore di cioccolata (21,8%), derivati del pomodoro (41,3%) e pasta secca (84,7%);</li>
<li>la <b>Corea del Sud</b> segna un <b>+6,5%</b> annuo e un +117% dal 2019, seconda solo al Vietnam per dinamica storica;</li>
<li>più debole il <b>Giappone</b> ove l’Italia è undicesimo fornitore (2,6% su import f&amp;b, 942 milioni, -7,9% nell&#8217;ultimo anno), ed è comunque leader in derivati del pomodoro (38%), aceto (46%) e pasta secca (30%);</li>
<li>chiude il quadro il <b>Brasile</b> ove l&#8217;Italia è nono fornitore di alimenti e bevande (3,8%, 307 milioni, +4%), e guida l&#8217;import di aceto (84,4%), tartufi (76,4%) e derivati del pomodoro (57,2%).</li>
</ul>
<p>Di segno opposto la dinamica con gli <b>Stati Uniti</b>: l&#8217;Italia &#8211; pur restando terzo fornitore del mercato (5,1%, <b>7,1 miliardi</b>) e primo tra i Paesi europei &#8211; subisce una contrazione di circa il <b>-8% negli ultimi dodici mesi</b>, penalizzata dalle barriere commerciali dell&#8217;amministrazione Trump. I formaggi fra le categorie più colpite. Una vulnerabilità strutturale che il sistema dovrà affrontare con strategie di diversificazione geografica.</p>
<h2>Segmenti di forza e identità di prodotto</h2>
<p>Tra le categorie analizzate nei mercati monitorati, le più rilevanti per valore di import nel 2025 sono il <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/caffe/caffe-italiano-export/">caffè</a> (oltre <b>34 miliardi di euro</b>, quasi il 6% dell&#8217;import f&amp;b complessivo), i prodotti da forno (25,9 miliardi; 4,5%), la <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/cioccolato/cioccolato-italiano-export-2025-nutraceutica-sostenibilita/">cioccolata</a> (21,8 miliardi; 3,8%) e i formaggi (19,4 miliardi; 3,4%). Cioccolata e caffè mostrano la dinamica più espansiva, trainati dall&#8217;aumento delle <i>commodities</i> di riferimento; positivo anche il trend dei formaggi, con quote italiane elevate in Francia (34,0%) e Stati Uniti (23,3%).</p>
<p>Sul fronte opposto, vino, derivati del pomodoro e <b>olio d&#8217;oliva</b> registrano flessioni diffuse sui principali mercati. Particolarmente severo il calo dell&#8217;olio d&#8217;oliva — nell&#8217;ultimo anno <b>-29,0%</b> negli Stati Uniti, <b>-34,6%</b> in Francia, <b>-52,0%</b> in Spagna — in larga parte riconducibile al rientro dei prezzi dopo il boom del 2024 (a livello aggregato, <b>-19% a valore ma +17% a volume</b>).<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Trasversalmente, <b><a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salse/conserve-italiane-di-pomodoro/">derivati del pomodoro</a>,</b> <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/pasta/pasta-italiana-cultura-salute-mercato/"><b>pasta secca </b></a>e <strong><a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/category/aceti/">aceto</a></strong> rimangono le categorie in cui l&#8217;Italia guida pressoché ogni mercato analizzato: la vera spina dorsale della leadership tricolore, come riepiloga la tabella seguente.</p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">Mercato</td>
<td valign="top">Categorie in cui l&#8217;Italia è primo fornitore (quota sull&#8217;import del Paese)</p>
<p><span class="Apple-converted-space"> </span></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><b>Stati Uniti</b></td>
<td valign="top">Formaggi (23,3%), pasta secca (59,4%), gelati (19,0%), aceto (69,5%), derivati pomodoro (50,1%), tartufi (12,5%)</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><b>Germania</b></td>
<td valign="top">Vino (43,9%), pasta secca (83,8%), aceto (71,9%), derivati pomodoro (60,9%), olio d&#8217;oliva (57,5%), riso (29,7%), farina (29,7%), tartufi (12,6%)</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><b>Cina</b></td>
<td valign="top">Derivati pomodoro (98,3%), pasta secca (44,1%), aceto (36,9%), cioccolata (17,2%)</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><b>Regno Unito</b></td>
<td valign="top">Pasta secca (73%), derivati pomodoro (58%), farina (33%), pasta fresca (25%), tartufi (23%), derivati vegetali (20%), aceto (39%)</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><b>Francia</b></td>
<td valign="top">Derivati pomodoro (63,4%), pasta secca (60,3%), aceto (49,8%), pasta fresca (42,5%), formaggi (34,0%), vino (33,6%), riso (29,1%), confetture (29,1%)</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><b>Giappone</b></td>
<td valign="top">Aceto (46%), derivati pomodoro (38%), pasta secca (30%)</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><b>Spagna</b></td>
<td valign="top">Pasta secca (78,9%), aceto (53,6%), pasta fresca (46,1%), farina (31,6%), confetture (26,6%)</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><b>Polonia</b></td>
<td valign="top">Pasta secca, vino, derivati pomodoro, olio d&#8217;oliva (~⅓ ciascuno)</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><b>Corea del Sud</b></td>
<td valign="top">Aceto (74,5%), derivati pomodoro (31,4%)</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><b>India</b></td>
<td valign="top">Pasta secca (84,7%), derivati pomodoro (41,3%), cioccolata (21,8%)</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><b>Brasile</b></td>
<td valign="top">Aceto (84,4%), tartufi (76,4%), derivati pomodoro (57,2%), pasta fresca (50,3%), acqua minerale (34,7%), prodotti da forno (21,5%)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2>Le strategie future del Made in Italy agroalimentare⁠</h2>
<p>Vent&#8217;anni dopo la fondazione, <b>Italia del Gusto</b> dimostra che la logica di sistema può convivere con la distintività dei singoli marchi, i quali mantengono una forte capacità di penetrazione globale. Si evidenzia al contempo la necessità di una visione strategica flessibile. Se l&#8217;Europa centrale si conferma l&#8217;approdo più sicuro e mercati come la Polonia registrano performance straordinarie, la vulnerabilità sul fronte statunitense impone una riflessione sulla diversificazione del rischio geopolitico. La sfida per il sistema agroalimentare, nei prossimi vent&#8217;anni, risiede nella capacità di trasformare le attuali leadership di settore dei mercati extra-UE in flussi commerciali strutturati e costanti.</p>
<p><i>Redazione di GIFT (Great Italian Food Trade)</i></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/italia-del-gusto-export-agroalimentare%e2%81%a0/">Italia del Gusto: le nuove rotte dell’export</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Uova italiane: record di vendite e consumi</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/uova-italiane-rapporto-2026-consumi-vendite-ismea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione GIFT]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 05:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[uova]]></category>
		<category><![CDATA[uova italiane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le uova sono tornate al centro del dibattito agroalimentare italiano grazie a un risultato sorprendente: nel 2025 sono state il prodotto alimentare con la migliore performance dell&#8217;intera distribuzione moderna, sia in valore sia in volume. Un primato che riflette dinamiche profonde — produttive, di mercato, di costume — che il rapporto ISMEA &#8216;Tendenze e dinamiche [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le uova sono tornate al centro del dibattito agroalimentare italiano grazie a un risultato sorprendente: nel 2025 sono state <b>il prodotto alimentare con la migliore performance </b>dell&#8217;intera distribuzione moderna, sia in valore sia in volume. Un primato che riflette dinamiche profonde — produttive, di mercato, di costume — che il rapporto ISMEA &#8216;<i>Tendenze e dinamiche recenti – Uova, aprile 2026</i>&#8216; documenta con precisione.</p>
<h2>Il contesto europeo</h2>
<p>L&#8217;<b>Unione Europea</b> si conferma una delle più grandi aree produttive di uova al mondo, con oltre 392 milioni di galline ovaiole e una <b>produzione annua</b> stimata <b>tra 6,7 e 6,9 milioni di tonnellate</b>. Nel 2025 la produzione si è attestata a circa 6,63 milioni di tonnellate, di cui 5,94 milioni destinate al consumo diretto (+0,4% rispetto al 2024) e il restante 9% costituito da uova da cova (+2,6%).</p>
<p>La <b>Francia</b> ha guidato la classifica produttiva nel 2025 con circa 967.000 tonnellate, seguita da Spagna (875.000 t) e Germania (862.000 t). L&#8217;<b>Italia</b> si posiziona <b>al quinto posto</b>, con circa 789.500 tonnellate. Ma la vera protagonista del quinquennio è la <b>Polonia</b>, che ha incrementato la produzione del 25% tra il 2020 e il 2024, portandosi al terzo posto per numero di galline ovaiole.</p>
<p>Sul fronte commerciale, <b>l&#8217;UE esporta</b> uova e ovoprodotti principalmente verso Regno Unito, Giappone e Svizzera, mentre le importazioni sono cresciute con particolare rilievo dei flussi provenienti dall&#8217;Ucraina. I <b>prezzi medi</b> europei a febbraio 2026 si aggirano sui 295 €/100 kg, in rialzo del 13,8% su base annua. L&#8217;<b>Italia</b> si colloca <b>al di sopra della media</b>: 311,5 €/100 kg, +13,9% tendenziale.</p>
<h2>La produzione italiana</h2>
<p>L&#8217;<b>Italia</b> conta oltre <b>43 milioni di galline ovaiole</b> in deposizione — con una media annua di 43.365 capi nel 2025 — e produce circa 789.500 tonnellate di uova, corrispondenti a oltre 12,5 miliardi di pezzi. La produzione è sostanzialmente stabile (+0,4% sul 2024), ma il sistema mostra segnali di tensione sul lato dell&#8217;approvvigionamento interno.</p>
<p>Il <b>tasso di autoapprovvigionamento</b> è sceso dal 98% del biennio 2023-2024 al 92% nel 2025, effetto diretto dell&#8217;incremento della domanda interna — alimentata anche dai focolai di influenza aviaria che hanno colpito alcuni allevamenti — e della conseguente crescita dei volumi importati. I consumi in Italia sono aumentati da 805.300 a 855.800 tonnellate (+6,3%), con il consumo pro-capite che ha raggiunto le 230 uova l&#8217;anno (contro 217 nel 2024), includendo uova fresche e prodotti trasformati.</p>
<p>Quanto alla struttura commerciale del prodotto, circa il <b>60% della produzione</b> viene immessa sul mercato come <b>uova</b> fresche in guscio, mentre il restante <b>40%</b> è destinato alla trasformazione industriale in <b>ovoprodotti</b>: albume, tuorlo e uovo intero interi, pastorizzati, congelati o essiccati. La quota degli ovoprodotti, che secondo le stime di industriali e associazioni di settore si colloca nel range 40-45%, è nettamente superiore alla media europea e riflette la centralità dell&#8217;uovo trasformato nella filiera alimentare italiana, dalla <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/pasta/pasta-alluovo-italiana-leccellenza-tra-normativa-e-nutrizione/">pasta all&#8217;uovo</a> al <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/biscotti/savoiardi-made-in-italy-biscotti-uovo-tiramisu/">settore dolciario</a>, dalle salse alla ristorazione collettiva.</p>
<p>Gli <b>ovoprodotti</b> stanno acquisendo rilevanza crescente anche sul piano degli scambi internazionali: le tecniche di concentrazione dell&#8217;albume — con eliminazione di oltre il 70% dell&#8217;acqua — ne agevolano il confezionamento, il trasporto e l&#8217;impiego industriale. Gli <b>ovoprodotti italiani</b> vengono già <b>esportati in </b>almeno <b>90 Paesi</b> nel mondo. Anche la GDO ha colto la tendenza, ampliando l&#8217;assortimento del segmento del 40%, con effetti positivi sul posizionamento percepito: da mera <i>commodity</i> a uso industriale a prodotto a valore aggiunto per il consumo domestico.</p>
<h2>Gli acquisti domestici: le uova star del 2025</h2>
<p>Nel 2025 le <b>uova fresche</b> hanno rappresentato solo l&#8217;<b>1% della spesa alimentare</b> complessiva delle famiglie italiane, ma hanno registrato la <b>crescita più elevata</b> tra tutti i comparti del food. La spesa è aumentata del 15%, mentre i volumi acquistati nella distribuzione moderna sono cresciuti del 7,4% rispetto all&#8217;anno precedente. A titolo comparativo, carni (+7,2%), latte e derivati (+5,8%) e ittici (+4,1%) si sono attestati su incrementi significativamente inferiori.</p>
<p>La dinamica è tuttavia fortemente differenziata per tipologia di allevamento:</p>
<ul>
<li>le <b>uova biologiche</b>, con volumi in aumento dell&#8217;8,9%, hanno raggiunto una quota del <b>10% sul totale;</b></li>
<li>le<b> uova da allevamento a terra</b> (codice 2) registrano una crescita ancora più marcata, <b>+10,8%</b> in volume nel 2025 (dopo il già robusto +8,0% del 2024), con una quota di mercato del<span class="Apple-converted-space">  </span>71% sul totale;</li>
<li>le uova da gabbia arricchita (codice 3), viceversa, continuano a calare,<span class="Apple-converted-space">  </span>-7,6% in volume e -9,0% in valore nel 2025, in continuità con il calo del 2024 (-7,6% in volume).</li>
</ul>
<p>Un segnale chiaro di come le preferenze dei consumatori italiani stiano virando stabilmente verso sistemi di allevamento più rispettosi del <b>benessere animale</b>, indipendentemente dal differenziale di prezzo che in questo settore è comunque minimale.</p>
<h2>Prezzi in crescita senza soste dal 2022</h2>
<p>Dal 2022 i prezzi delle uova — in tutte le fasi della filiera — non hanno mai smesso di crescere. È una delle tendenze più persistenti dell&#8217;agroalimentare italiano, che i dati ISMEA documentano con chiarezza.</p>
<p>Per le <b>uova allevate a terra di grammatura M</b>, il prezzo all&#8217;origine è passato da 16,23 €/100 pz nel gennaio 2022 a 23,25 €/100 pz nel novembre 2025: un incremento del 43% in meno di quattro anni. Nel solo 2025, la crescita rispetto al 2024 è stata del 13%, e del 10% rispetto al 2023.</p>
<p>Alla distribuzione, il prezzo unitario delle uova da allevamento a terra ha raggiunto 0,29 €/pz a gennaio 2026 (da 0,25 €/pz nel gennaio 2024), mentre le uova biologiche si attestano a 0,48 €/pz (da 0,43 €/pz).</p>
<p>Va tuttavia notato che i <b>costi di produzione</b> nel 2025 sono rimasti allineati a quelli del 2024, su livelli più contenuti rispetto al picco del 2023. L&#8217;indice della ragione di scambio — che misura il rapporto tra i prezzi del prodotto finito e i costi dei mezzi di produzione — ha raggiunto 129,4 punti a gennaio 2026, segnalando un netto miglioramento della <b>redditività</b> degli allevatori. Il dato si confronta con un minimo di 100,7 nel 2024 e con il picco di 186,2 registrato nei mesi immediatamente successivi alla crisi energetica del 2022-2023.</p>
<p>Tra i<b> fattori di costo</b>, l&#8217;alimentazione incide per il <b>58% </b>sui costi di produzione totali, seguita dalle pollastre (24%) e dai prodotti energetici (5%). Il prezzo del mais ad uso zootecnico — dopo il picco di 333 €/ton nel gennaio 2023 — si è stabilizzato intorno a 237-264 €/ton nel biennio 2025-2026, contribuendo al miglioramento dei margini produttivi.</p>
<h2>La bilancia commerciale</h2>
<p>Il 2025 ha segnato una svolta strutturale nella bilancia commerciale delle uova italiane in guscio. A fronte di una domanda interna in forte espansione e di alcune contrazioni produttive legate ai focolai di aviaria, le <b>importazioni di uova in guscio da consumo</b> sono <b>aumentate</b> dell&#8217;80,6% in volume (da 48.000 a 87.600 tonnellate) e del 135% in valore (fino a 171,5 milioni di euro). Il saldo commerciale è diventato quindi negativo anche per questa categoria: -111 milioni di euro (+367% rispetto al 2024).</p>
<p>I principali paesi fornitori sono <b>Romania</b> (26%) e <b>Polonia</b> (22%), che insieme coprono quasi la metà dei volumi importati, seguiti da Ucraina (12%), Spagna (11%) e Francia (10%). Questo profilo geografico degli approvvigionamenti solleva interrogativi non banali sul piano delle garanzie di benessere animale: Romania e Polonia presentano ancora quote molto elevate di allevamento in gabbia arricchita (rispettivamente 48,4% e 67,1% delle galline), ben al di sopra della media UE (38,2%) e in marcato contrasto con la struttura produttiva italiana (35,0% in gabbia, 54,3% a terra).</p>
<p>In parallelo, le <b>esportazioni di uova in guscio</b> sono diminuite del 13,7% in volume, pur registrando un incremento in valore del 22,9% grazie ai prezzi più elevati. Nel segmento degli <b>ovoprodotti sgusciati</b>, il movimento è stato opposto: sia le importazioni (+19% in volume, +50,5% in valore) sia le esportazioni (+16,8% in volume, +31,7% in valore) sono cresciute, con la Polonia che domina i flussi in entrata con il 70% dei volumi importati.</p>
<h2>Conclusioni provvisorie<span class="Apple-converted-space"> </span></h2>
<p>Il comparto ovicolo italiano presenta nel 2025-2026 un profilo duplice: solidità produttiva e redditività in miglioramento per gli allevatori, ma crescente dipendenza dalle importazioni per soddisfare una domanda interna in espansione strutturale. La transizione verso sistemi di <b>benessere animale</b> più avanzati è già in atto e il mercato la premia, con le uova da allevamento a terra che coprono il 71% dei volumi di vendita e quelle biologiche in crescita costante. La gabbia arricchita, viceversa, perde quota ogni anno.</p>
<p>Il paradosso da affrontare è che l&#8217;Italia importa in misura crescente da Paesi dove la gabbia arricchita è ancora dominante, vanificando in parte i progressi del sistema produttivo nazionale. Un tema che chiama in causa sia la politica commerciale europea sia i sistemi di etichettatura delle uova importate e degli ovoprodotti — settori nei quali la trasparenza verso il consumatore finale resta ancora insufficiente.</p>
<p>Il prezzo elevato delle uova d’altra parte non è un&#8217;anomalia congiunturale, bensì il riflesso di costi strutturali — di alimentazione, di benessere animale, di energia — e di una domanda che continua a superare l&#8217;offerta.</p>
<p><i>Redazione di GIFT (Great Italian Food Trade)</i><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><em>Credit cover <a href="https://pixabay.com/users/couleur-1195798/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=1510449">Couleur</a> from <a href="https://pixabay.com//?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=1510449">Pixabay</a></em></p>
<h3>Riferimenti</h3>
<p>Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi – CCIAA Milano. (2026). <i>Prezzi degli ovoprodotti: uova intere sgusciate, tuorlo e albume – rilevazione 18 marzo 2026</i> [Listino prezzi]. CCIAA Milano. https://www.milomb.camcom.it</p>
<p>Commissione Europea, DG AGRI. (2026). <i>EU market situation for eggs and poultry</i> [Nota di mercato periodica]. Publications Office of the European Union. https://agriculture.ec.europa.eu/market-situation-eggs-and-poultry_en</p>
<p>Commission Delegated Regulation (EU) 2023/2465 of 17 August 2023 supplementing Regulation (EU) No 1308/2013 of the European Parliament and of the Council as regards marketing standards for eggs, and repealing Commission Regulation (EC) No 589/2008. Consolidated text: 14/10/2024. <a href="http://data.europa.eu/eli/reg_del/2023/2465/2024-10-14">http://data.europa.eu/eli/reg_del/2023/2465/2024-10-14</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Eurostat. (2025). <i>Poultry statistics – laying hens and egg production in the EU</i>. Eurostat. <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/APRO_EC_EGGHEN/default/table?lang=en">https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/APRO_EC_EGGHEN/default/table?lang=en</a></p>
<p>ISMEA – Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare. (2026, aprile). <i>Tendenze e dinamiche recenti: Uova – aprile 2026</i> [Rapporto di settore, serie Avicoli]. ISMEA. https://www.ismeamercati.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/1%252F6%252F1%252FD.0f1e46e7c062605493dc/P/BLOB%3AID%3D13862/E/pdf?mode=download<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>ISMEA. (2025, novembre). Acquisti domestici: I consumi alimentari delle famiglie delle famiglie nel primo semestre 2025 [Rapporto]. Istituto Nazionale di Economia Agraria – ISMEA Mercati. https://www.ismeamercati.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/1%252F7%252F9%252FD.6e5b3c967cddf442a104/P/BLOB:ID=12367/E/pdf<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT). (2026, 20 marzo). Commercio con l’estero e prezzi all’import – Gennaio 2026.<a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/commercio-con-lestero-e-prezzi-allimport-gennaio-2026/"> https://www.istat.it/comunicato-stampa/commercio-con-lestero-e-prezzi-allimport-gennaio-2026/</a></p>
<p>Regulation (EU) 2018/848 of the European Parliament and of the Council of 30 May 2018 on organic production and labelling of organic products and repealing Council Regulation (EC) No 834/2007. Consolidated text: 25/03/2025 <a href="http://data.europa.eu/eli/reg/2018/848/2025-03-25">http://data.europa.eu/eli/reg/2018/848/2025-03-25</a><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
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		<title>Tuttofood 2026, il food truck di PizzAut e Consorzio Italia del Gusto</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/pizzaut-food-truck-tuttofood/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione GIFT]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 15:07:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[PizzAut]]></category>
		<category><![CDATA[Tuttofood]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il settore agroalimentare italiano non è più solo una questione di fatturati e sapori, ma un ecosistema che punta sempre più sulla sostenibilità sociale. A Tuttofood 2026, la fiera internazionale del food and beverage, il Consorzio Italia del Gusto ha trasformato questo impegno in realtà concreta, presentando un&#8217;iniziativa che mette al centro l&#8217;autonomia e il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il settore agroalimentare italiano non è più solo una questione di fatturati e sapori, ma un ecosistema che punta sempre più sulla sostenibilità sociale. A <strong>Tuttofood 2026</strong>, la fiera internazionale del food and beverage, il Consorzio Italia del Gusto ha trasformato questo impegno in realtà concreta, presentando un&#8217;iniziativa che mette al centro l&#8217;autonomia e il talento: il nuovo <strong>food truck</strong> realizzato in collaborazione con <strong>PizzAut</strong>, la celebre pizzeria fondata da Nico Acampora che impiega ragazzi e ragazze con autismo.</p>
<h2>Oltre il prodotto, il valore sociale del cibo</h2>
<p>Donato ufficialmente dal <strong>Consorzio Italia del Gusto</strong>, il food truck è entrato immediatamente in funzione tra i padiglioni della fiera, il 12 maggio. Qui, i ragazzi di PizzAut hanno preparato pizze d&#8217;eccellenza per i visitatori, dimostrando che il lavoro è lo strumento principe per l&#8217;integrazione e la crescita personale.</p>
<p>L’iniziativa risponde perfettamente alle direttrici del <b>Food Manifesto</b> di Tuttofood, un documento che interpreta il cibo come valore sociale, culturale ed economico. In questo contesto, le imprese non sono chiamate solo a produrre qualità, ma a costruire un sistema alimentare più inclusivo e responsabile, dove la diversità non è un ostacolo ma una ricchezza da valorizzare.</p>
<h2>Una sinergia concreta<span class="Apple-converted-space"> </span></h2>
<p>‘<i>La collaborazione con PizzAut rappresenta un progetto che sentiamo profondamente. Il cibo è parte della nostra identità e del nostro lavoro quotidiano e può diventare anche uno spazio di crescita. Con il food truck vogliamo contribuire a creare nuove opportunità</i>’, dice <strong>Giacomo Ponti</strong>, Presidente del Consorzio Italia del Gusto.</p>
<p>Per <strong>Nico Acampora</strong>, Presidente di PizzAut, questo nuovo mezzo operativo rappresenta un passo avanti fondamentale verso l&#8217;indipendenza: ‘<i>Per i ragazzi autistici è uno spazio di responsabilità. Ogni turno diventa un’occasione per misurarsi con il pubblico e organizzare le attività. È così che l’inclusione prende forma, giorno dopo giorno</i>’.</p>
<p>Anche i vertici di Tuttofood hanno sottolineato l&#8217;importanza del progetto. <strong>Riccardo Caravita</strong>, brand manager della manifestazione, ha definito la presenza di PizzAut come la ‘traduzione pratica’ dei principi etici della fiera, celebrando il cibo non solo come prodotto, ma come strumento di dignità umana.</p>
<h2>Il Consorzio Italia del Gusto</h2>
<p>Fondato nel 2006 da <strong>Giovanni Rana</strong>, Consorzio Italia del Gusto è il primo consorzio privato italiano che riunisce <strong>30 aziende</strong> iconiche del Made in Italy per un fatturato di 22 miliardi di euro. Tra i soci figurano:</p>
<p>Amadori, Amica Chips, Auricchio, Barilla, Bauli, Bonomelli, Caffè Borbone, Cannamela, Cirio, Citterio, Gruppo Colussi, Delicius, Elah-Dufour, Fabbri, Filippo Berio, Medusa, Molino Spadoni, Novi, Noberasco, Orogel, PanPiuma, Parmalat, Parmareggio, Piadina Loriana, Polenta Valsugana, Ponti, Rana, Rio Mare, Riso Gallo, Sammontana, San Benedetto, Santa Rosa, Urbani Tartufi, Valfrutta, Valsoia, Vecchia Romagna e Terra Moretti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/pizzaut-food-truck-tuttofood/">Tuttofood 2026, il food truck di PizzAut e Consorzio Italia del Gusto</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
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		<title>Omega-3 e longevità, webinar</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/omega-3-e-longevita-webinar/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione GIFT]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 10:01:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[integratori]]></category>
		<category><![CDATA[Omega-3]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli omega-3, assunti mediante alimenti e integratori con un’elevata (reale) bio-disponibilità di EPA e DHA sono uno dei pilastri della prevenzione moderna. Le più recenti evidenze scientifiche sul ruolo salutare di questi acidi grassi essenziali vengono esposte nel webinar gratuito organizzato dalla Equipe Enervit, gruppo di esperti in materia, il 19 maggio 2026. Il ruolo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/omega-3-e-longevita-webinar/">Omega-3 e longevità, webinar</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli omega-3, assunti mediante alimenti e integratori con un’elevata (reale) bio-disponibilità di EPA e DHA sono uno dei pilastri della prevenzione moderna. Le più recenti evidenze scientifiche sul ruolo salutare di questi acidi grassi essenziali vengono esposte nel webinar gratuito organizzato dalla Equipe Enervit, gruppo di esperti in materia, il 19 maggio 2026.</p>
<h2>Il ruolo benefico degli omega-3</h2>
<p>Gli <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/integratori-alimentari/omega-3-integrazione-benefici-tecnologia-microincapsulazione/">omega-3</a> sono acidi grassi essenziali, preziosi per il nostro organismo e fondamentali per la <b>salute del cervello, del cuore e delle cellule. </b></p>
<p>Svolgono anche un ruolo importante nel controllo dell’infiammazione cronica di basso grado: attraverso metaboliti attivi, come resolvine e protectine, contribuiscono a favorire l’equilibrio infiammatorio e a <b>sostenere un invecchiamento più sano</b>.</p>
<h2>Il webinar<b></b></h2>
<p>Per approfondire le più recenti evidenze scientifiche sul legame tra omega-3, integrità cellulare e healthy aging, <b>Equipe Enervit propone il webinar: &#8216;Omega-3 e longevità’.</b></p>
<p>L’incontro viene introdotto da <b>Riccardo Pina, </b>Responsabile Equipe Enervit, ed è condotto da<b> Giovanni Scapagnini, </b>Professore Ordinario di Nutrizione Clinica presso il Dipartimento di Medicina e Scienze della Salute all’Università degli Studi del Molise, Vicepresidente SINut e membro Equipe Enervit.</p>
<h2>Come partecipare</h2>
<p>Il webinar è rivolto a medici e professionisti della salute, nutrizionisti, dietisti e farmacisti, professionisti del wellness e della prevenzione interessati alla nutrizione e alla longevità.</p>
<p>L’evento è a aperto a tutti, previa <b>registrazione</b> a questo <a href="https://enervit.typeform.com/to/zsHhPQFF?j=1180223&amp;sfmc_sub=172860923&amp;l=274_HTML&amp;u=32737504&amp;mid=510004521&amp;jb=1">link</a>.</p>
<p>Appuntamento il <b>19 maggio 2026 – ore 13:00-14:15 sulla piattaforma zoom</b>. La riunione è disponibile in lingua <b>italiana, inglese e spagnola </b>(usando la app aggiornata all’ultima versione) ed è accessibile da desktop, tablet e smartphone.</p>
<p><em>Redazione GIFT</em></p>
<p><em>Credit cover <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/medicina-vitamine-farmaco-medicamento-13534601/">Odin Mcraig</a></em></p>
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		<title>Asado, il ritorno in Italia di una tradizione d’oltremare</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/asado-argentino-cottura-brace-tradizione-gauchos-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione GIFT]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 09:25:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Carni, salumi e uova]]></category>
		<category><![CDATA[barbecue]]></category>
		<category><![CDATA[carne bovina]]></category>
		<category><![CDATA[proteine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;asado esprime il rito sociale e culinario della grigliata di carne, profondamente radicato nella cultura argentina, uruguaiana e di alcune regioni del Cile e del Paraguay. Questa tecnica di cottura alla brace si distingue per la lentezza, l&#8217;attenzione al fuoco e il rispetto della materia prima. Grazie al crescente interesse verso il barbecue tradizionale e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<b>asado</b> esprime il rito sociale e culinario della grigliata di carne, profondamente radicato nella cultura argentina, uruguaiana e di alcune regioni del Cile e del Paraguay. Questa tecnica di <b>cottura alla brace</b> si distingue per la lentezza, l&#8217;attenzione al fuoco e il rispetto della materia prima. Grazie al crescente interesse verso il <b>barbecue tradizionale</b> e alla valorizzazione di tagli bovini meno convenzionali, l&#8217;asado sta conquistando anche l&#8217;Italia, portando con sé un patrimonio di saperi e valori nutrizionali legati alla <b>carne bovina</b> di qualità.</p>
<h2>Radici e identità del fuoco nelle pampas</h2>
<p>Le origini dell&#8217;asado affondano nella cultura dei mandriani erranti, i gauchos, nelle immense pianure erbose sudamericane note come pampas. Il termine <b>&#8216;asado&#8217;</b> deriva dallo spagnolo <i>asar</i>, ovvero arrostire, e identifica sia la tecnica di cottura sia l&#8217;evento sociale che si crea attorno al fuoco. A differenza di altre tradizioni del barbecue, l&#8217;asado privilegia la <b>cottura indiretta</b> a bassa temperatura, utilizzando legna di alberi autoctoni che conferiscono aromi delicati senza sovrastare il sapore naturale della carne.</p>
<p>La figura dell&#8217;<b><i>asador</i></b>, colui che gestisce il fuoco e coordina le cotture, riveste un ruolo centrale. La sua abilità non consiste soltanto nel cuocere la carne, ma nel saper interpretare le <b>braci</b>, regolare le distanze, riconoscere i tempi e orchestrare la successione dei tagli in modo che ogni convitato riceva il proprio pezzo al momento giusto. Questa dimensione rituale ha trasformato l&#8217;asado in <b>simbolo identitario nazionale</b> argentino, celebrato nella letteratura, nel tango e nelle tradizioni popolari.</p>
<p>Nel corso del Novecento, con l&#8217;urbanizzazione e la diffusione delle <b><i>parrillas</i></b> (griglie metalliche tipiche dell&#8217;asado urbano), questa pratica si è radicata anche nelle città, diventando appuntamento domenicale irrinunciabile per milioni di famiglie.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-83613" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-1024x83.jpg" alt="Tonnies Fleisch Italia srl" width="696" height="56" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-1024x83.jpg 1024w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-300x24.jpg 300w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-768x62.jpg 768w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-150x12.jpg 150w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-696x56.jpg 696w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-1068x86.jpg 1068w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies.jpg 1116w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2>L&#8217;impronta dei migranti italiani sull&#8217;asado argentino</h2>
<p>La profonda connessione tra l&#8217;asado argentino e la cultura italiana affonda le radici in uno dei più grandi flussi migratori della storia moderna. Tra il 1880 e il 1930, oltre <b>2,9 milioni di italiani</b> emigrarono in Argentina, rappresentando quasi il 50% dell&#8217;immigrazione totale del paese sudamericano in quel periodo. Secondo i dati storici, nel 1914 gli italiani costituivano il 12% della popolazione argentina totale, con punte del 30% nella città di Buenos Aires.</p>
<p>Provenienti principalmente da regioni settentrionali come <b>Piemonte</b>, <b>Liguria</b> e <b>Lombardia</b> nelle prime ondate, e successivamente da regioni meridionali quali <b>Campania</b>, <b>Calabria</b> e <b>Sicilia</b>, questi migranti portarono con sé tradizioni culinarie che si fusero con le pratiche locali. L&#8217;asado, che nella sua forma più antica era una preparazione essenziale della cultura pastorale, si arricchì di influenze mediterranee: l&#8217;uso dell&#8217;<b>aglio</b>, del <b>prezzemolo</b>, dell&#8217;<b>origano</b> e dell&#8217;<b>aceto</b> nelle salse di accompagnamento riflette chiaramente questo incontro gastronomico.</p>
<p>La comunità italo-argentina, oggi stimata in circa <b>25 milioni di persone</b> (oltre il 60% della popolazione argentina ha almeno un antenato italiano), ha mantenuto nel tempo legami culturali e familiari con l&#8217;Italia. Negli ultimi decenni, il fenomeno del <b>ritorno</b> ha portato migliaia di discendenti di emigrati a stabilirsi in Italia, portando con sé la tradizione dell&#8217;asado come patrimonio identitario. Questo flusso di ritorno, intensificatosi dopo la crisi economica argentina del 2001-2002, ha contribuito notevolmente alla diffusione della cultura dell&#8217;asado nelle regioni italiane, particolarmente in quelle di origine degli emigrati storici.</p>
<p>Non si tratta quindi di una moda gastronomica importata dall&#8217;estero, ma del <b>recupero di una tradizione</b> che porta in sé l&#8217;impronta delle comunità italiane che hanno contribuito a plasmarla. Molti ristoranti argentini in Italia sono gestiti da discendenti diretti di emigrati italiani, che propongono l&#8217;asado come ponte culturale tra le due sponde dell&#8217;Atlantico.</p>
<h2>Zootecnia argentina: dalle razze criolle agli incroci europei</h2>
<p>Dal punto di vista zootecnico, la tradizione dell&#8217;asado si è storicamente basata su bovini <b><i>criollos</i></b>, discendenti diretti degli animali portati dai colonizzatori spagnoli e adattatisi nei secoli alle condizioni delle pampas. Queste razze autoctone, rustiche e resistenti, producevano carni magre ma saporite, adatte a cotture prolungate.</p>
<p>A partire dalla seconda metà del XIX secolo, l&#8217;Argentina avviò un programma di <b>miglioramento genetico</b> importando razze europee, in particolare <b>Aberdeen Angus</b> e <b>Hereford</b> dal Regno Unito, e successivamente Shorthorn. Gli incroci tra razze criolle e taurine europee (<i>Bos taurus</i>) diedero vita a bovini con maggiore infiltrazione di <b>grasso intramuscolare</b>, migliore conformazione e accrescimento più rapido. Oggi l&#8217;Argentina rappresenta uno dei principali esportatori mondiali di carne bovina, con una produzione fondata prevalentemente su <b>sistemi estensivi</b> a pascolo.</p>
<p>Le razze più diffuse negli allevamenti argentini includono Aberdeen Angus, caratterizzata da elevata <b>marezzatura</b> e tenerezza; Hereford, apprezzata per rusticità e adattabilità; Braford, incrocio tra Hereford e Brahman, resistente al calore; e Brangus, derivante dall&#8217;incrocio tra Angus e Brahman, che combina qualità della carne e tolleranza climatica.</p>
<p>In Europa e in Italia, l&#8217;asado viene realizzato utilizzando razze locali o internazionali quali <b>Chianina</b>, <b>Marchigiana</b>, Romagnola, Charolaise, Simmental, Blonde d&#8217;Aquitaine e Black Angus. L&#8217;attenzione crescente verso sistemi di allevamento estensivi, <b>alimentazione a foraggio </b>e <b>frollatura prolungata</b> ha favorito l&#8217;interesse verso carni destinate a cotture lente che valorizzano texture e profilo aromatico.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-83614" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-1024x83.jpg" alt="Tonnies Fleisch Italia srl" width="696" height="56" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-1024x83.jpg 1024w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-300x24.jpg 300w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-768x62.jpg 768w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-150x12.jpg 150w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-696x56.jpg 696w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne-1068x86.jpg 1068w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2026/05/banner-tonnies-dedicarne.jpg 1116w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2>Valorizzazione dei tagli e approccio antispreco</h2>
<p>A differenza del barbecue nordamericano o delle grigliate europee, l&#8217;asado argentino prevede l&#8217;utilizzo di molteplici <b>tagli bovini</b>, ciascuno con caratteristiche distintive e tempi di cottura specifici. La selezione e l&#8217;ordine di servizio rispecchiano una gerarchia gastronomica consolidata.</p>
<p>Tra i tagli principali dell&#8217;asado figurano:</p>
<ul>
<li><b><i>tira de asado</i></b> (costine): strisce di <b>costole</b> tagliate trasversalmente, con alternanza di osso, carne e grasso. Rappresentano il taglio simbolo dell&#8217;asado, cotto lentamente fino a raggiungere una crosta esterna croccante e una parte interna succulenta;</li>
<li><b><i>vacío</i></b> (bavetta di pancia): taglio triangolare proveniente dalla regione addominale, ricco di <b>tessuto connettivo</b> che durante la cottura si trasforma in gelatina, conferendo particolare morbidezza. In anatomia, esso corrisponde alla pancia bassa del bovino (flank);</li>
<li><b><i>entraña</i></b> (diaframma): muscolo del <b>diaframma</b>, caratterizzato da fibra lunga e sapore intenso. Si distingue in <i>entraña fina</i> (diaframma vero) e <i>entraña gruesa</i> (pilastro del diaframma). Richiede cottura veloce a temperatura elevata, per preservarne tenerezza e succulenza;</li>
<li><b><i>bife de chorizo</i></b>: corrispondente al <b>controfiletto</b> o striploin, taglio pregiato dalla texture fine e marezzatura variabile, spesso servito in porzioni generose;</li>
<li><b><i>bife de costilla</i></b>: <b>entrecôte</b> o ribeye, caratterizzato da elevata infiltrazione di grasso intramuscolare e presenza dell&#8217;osso, che contribuisce al trasferimento aromatico durante la cottura;</li>
<li><b><i>asado de tira</i></b>: versione più sottile delle costine, tagliata in parallelo alle ossa anziché trasversalmente, diffusa soprattutto negli <i>asados</i> urbani;</li>
<li><b><i>achuras</i></b> (frattaglie): <i>chinchulines</i> (intestino tenue), <i>mollejas</i> (animelle) e <i>riñones</i> (reni) rappresentano l&#8217;antipasto tradizionale dell&#8217;asado, servito appena pronto mentre gli altri tagli continuano la cottura.</li>
</ul>
<p>La peculiarità dell&#8217;asado risiede nella <b>cottura simultanea</b> <b>di tagli diversi</b> &#8211; ciascuno posizionato sulla griglia in funzione di spessore, tenore di grasso e grado di cottura desiderato &#8211; e nella prevenzione degli sprechi alimentari mediante valorizzazione delle frattaglie.</p>
<h2>Metodi di cottura tra parrilla e asado a la cruz</h2>
<p>L&#8217;asado tradizionale si realizza attraverso diverse tecniche, ciascuna legata a contesti e tradizioni specifiche:</p>
<ul>
<li><b><i>parrilla</i></b>: griglia metallica regolabile in altezza, posizionata sopra <b>braci di legna</b> o carbone. La cottura avviene per irraggiamento e convezione, con il grasso che cola sulle braci producendo <b>fumo aromatico</b> che avvolge la carne. La distanza tra griglia e braci varia generalmente tra 15 e 30 centimetri, in funzione dell&#8217;intensità desiderata;</li>
<li><b><i>asado a la cruz</i></b> o <b><i>al asador</i></b>: la carcassa intera o quarti dell&#8217;animale vengono fissati a una struttura metallica a croce, piantata verticalmente accanto al fuoco. La cottura avviene per <b>irraggiamento laterale</b> ed è estremamente lenta (anche 4-6 ore), così da permettere una cottura uniforme della carne, mantenendo un’elevata succulenza. Questa tecnica, tipica delle zone rurali e delle celebrazioni tradizionali, rappresenta la forma più ancestrale di asado;</li>
<li><b><i>asado al horno de barro</i></b>: forno di mattoni o terra cruda, dove la carne viene cotta sfruttando il calore residuo accumulato dalle pareti. Metodo meno diffuso ma ancora praticato in alcune regioni.</li>
</ul>
<p>In tutti i casi, la <b>preparazione del fuoco</b> costituisce passaggio fondamentale. Si utilizzano <b>legna stagionata</b> o carbone di legna, evitando acceleranti chimici che altererebbero il profilo aromatico. Le braci devono presentare colorazione biancastra uniforme, senza fiamme vive, per garantire cottura costante e controllata.</p>
<p>La carne viene condita esclusivamente con <b>sale grosso</b>, applicato prima o durante la cottura a seconda delle tradizioni familiari. L&#8217;uso di marinature, spezie o salse è generalmente evitato nella tradizione classica, che privilegia il sapore autentico della carne e del fumo di legna.</p>
<h2>L&#8217;asado contemporaneo in Italia</h2>
<p>Negli ultimi anni, l&#8217;asado argentino ha conquistato spazio crescente nel panorama gastronomico italiano, sostenuto da diversi fattori, gastronomici e culturali.</p>
<p>L&#8217;apertura di <b>ristoranti specializzati</b> in cucina argentina, spesso gestiti da discendenti di emigrati italiani ritornati o da argentini di origine italiana, ha familiarizzato il pubblico italiano con questa tradizione culinaria. La formula della <b><i>parrillada</i></b> — assortimento di tagli misti serviti su taglieri in legno — ha riscosso particolare successo, offrendo un&#8217;esperienza conviviale che richiama la dimensione sociale dell&#8217;asado tradizionale.</p>
<p>La diffusione in Italia della <b>cultura barbecue</b> e l&#8217;interesse verso tecniche di cottura lente hanno altresì favorito l&#8217;adozione dell&#8217;asado, in risposta a una nuova sensibilità che valorizza la <b>semplicità</b> e la qualità della carne bovina, oltre all’occasione di socialità e convivio.</p>
<h2>Influenze mediterranee nel profilo aromatico delle salse</h2>
<p>Sebbene la tradizione dell&#8217;asado privilegi la carne condita unicamente con sale, la gastronomia argentina ha sviluppato accompagnamenti complementari che esaltano senza sovrastare il sapore della carne.</p>
<p>Il <b>chimichurri</b> rappresenta la salsa più emblematica. Preparato con prezzemolo tritato finemente, aglio, aceto, olio extravergine d&#8217;oliva, origano e peperoncino, si caratterizza per freschezza e aromaticità. L&#8217;uso di <b>prezzemolo</b>, <b>aglio</b> e <b>origano </b>testimonia chiaramente l&#8217;influenza della <b>cucina mediterranea</b> portata dagli immigrati italiani.</p>
<p>La <b>salsa criolla</b> combina pomodori, cipolle e peperoni tagliati a julienne, conditi con olio, aceto e sale. La sua freschezza bilancia la ricchezza della carne, offrendo contrasto cromatico e gustativo.</p>
<p>Tra gli altri accompagnamenti tradizionali figurano <b><i>provenzale</i></b> (aglio tritato con prezzemolo e olio) e <b><i>salsa de ají</i></b><i> </i>(peperoncini ají, aglio, olio e limone).</p>
<p>Per quanto attiene agli abbinamenti, l&#8217;asado argentino prevede preparazioni semplici: insalata mista, patate al forno o arrosto, <b>verdure grigliate</b> (peperoni, melanzane, zucchine), e <b><i>ensalada rusa</i></b> (insalata russa con patate, carote, piselli e maionese). Il <b><i>pan casero</i></b> (pane fatto in casa) o la <b><i>tortilla criolla</i></b> &#8211; che in Italia trovano ottime alternative nel <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/prodotti-da-forno/pane/pane-toscano-dop-lievito-madre-senza-sale/">pane toscano DOP</a> e nella <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/prodotti-da-forno/pane/il-pane-dei-poveri-alla-conquista-del-mondo/">piadina romagnola IGP</a> &#8211; accompagnano la carne assorbendone i succhi.</p>
<p>La bevanda tradizionale rimane il <b>vino rosso</b>: Malbec, Cabernet Sauvignon e Bonarda in Argentina, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/lambrusco/">Lambrusco</a>, Barbera, Sangiovese o <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/chianti-si-ma-loriginale/">Chianti</a>, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/aglianico-del-vulture-il-gioiello-vulcanico-dellitalia-meridionale/">Aglianico del Vulture DOC</a> e vari altri in Italia.</p>
<h2>Sostenibilità dei pascoli estensivi e consumo consapevole</h2>
<p>L&#8217;asado, come pratica culinaria basata sul consumo di carne bovina, solleva questioni di <b>sostenibilità ambientale</b>, sociale ed economica che meritano attenzione critica.</p>
<p>Gli <b>allevamenti bovini</b> contribuiscono alle emissioni globali di gas serra, principalmente attraverso le emissioni enteriche di metano e la gestione delle deiezioni. Tuttavia, i <b>sistemi estensivi</b> a pascolo, predominanti in Argentina e Uruguay, presentano impatti ambientali differenziati rispetto agli allevamenti intensivi. Il pascolamento può infatti contribuire al <b>sequestro di carbonio</b> nei suoli delle praterie, alla conservazione della biodiversità e al mantenimento degli ecosistemi nelle pampas, a condizione che venga gestito con appropriate densità animali e pratiche di rotazione.</p>
<p>La scelta di carni provenienti da allevamenti estensivi, <b>biologici</b> o con certificazioni di sostenibilità &#8211; come <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/carni-salumi-e-uova/sqnz-certificazione-allevamenti-sostenibili-italia/">SQNZ</a>, in Italia &#8211; rappresenta un criterio rilevante per il consumatore consapevole. In Italia, la crescente attenzione verso <b>filiere corte</b>, razze autoctone e sistemi di allevamento rispettosi del <b>benessere animale</b> offre alternative compatibili con i principi dell&#8217;asado tradizionale.</p>
<p>Dal punto di vista nutrizionale, le linee guida internazionali raccomandano un <b>consumo moderato</b> di carne rossa, generalmente non superiore a 300-500 grammi settimanali, privilegiando tagli magri e metodi di cottura che minimizzino la formazione di composti potenzialmente nocivi. L&#8217;asado, per la sua natura conviviale e rituale, si presta naturalmente a un consumo <b>occasionale e celebrativo</b> piuttosto che quotidiano.</p>
<p>La <b>valorizzazione integrale</b> dell&#8217;animale, attraverso l&#8217;utilizzo di tagli diversi e frattaglie, risponde inoltre a principi di economia circolare e riduzione dello spreco alimentare, temi centrali nelle attuali politiche agroalimentari europee.</p>
<h2>Conclusioni: tradizione e contemporaneità</h2>
<p>L&#8217;asado argentino rappresenta un patrimonio gastronomico che trascende la dimensione culinaria per abbracciare valori di <b>convivialità</b>, rispetto del tempo e celebrazione della carne bovina di qualità. La sua diffusione in Italia non è una semplice moda gastronomica ma costituisce il <b>recupero di un legame storico</b> che unisce le due sponde dell&#8217;Atlantico attraverso le storie di milioni di emigrati italiani e dei loro discendenti.</p>
<p>Oltre il folklore e l&#8217;esotismo, l&#8217;asado propone un modello di <b>consumo consapevole</b> che valorizza competenze tecniche, conoscenza delle materie prime e trasmissione intergenerazionale di saperi. La sfida contemporanea consiste nell&#8217;integrare questa tradizione con le esigenze di sostenibilità ambientale, <b>tracciabilità delle filiere</b> e adeguatezza nutrizionale, senza tradirne l&#8217;essenza rituale e identitaria.</p>
<p>Per gli operatori del settore, macellai, ristoratori e consumatori, l&#8217;asado rappresenta un&#8217;opportunità per riscoprire tagli bovini sottovalutati, sperimentare <b>tecniche di cottura lenta</b> e costruire esperienze gastronomiche che uniscano piacere sensoriale, consapevolezza culturale e responsabilità alimentare.</p>
<p><i>Redazione di GIFT<span class="Apple-converted-space"> </span></i></p>
<p><em>Credit cover <a href="https://www.pexels.com/photo/meat-on-the-grill-9292084/">Diego Moreno</a></em></p>
<h3>Bibliografia<span class="Apple-converted-space"> </span></h3>
<ul>
<li>Cuffia, F., Rojas-Rivas, E., Urbine, A., &amp; Zaragoza-Alonso, J. (2023). Using the free listing technique to study consumers&#8217; representations of traditional gastronomy in Argentina. <i>Journal of Ethnic Foods</i>, 10(2). <a href="https://doi.org/10.1186/s42779-023-00166-7">https://doi.org/10.1186/s42779-023-00166-7</a></li>
<li>Güiraldes, R. (1926/2000). <i>Don Segundo Sombra</i>. Biblioteca Virtual Miguel de Cervantes. <a href="https://www.cervantesvirtual.com/obra-visor/don-segundo-sombra%25E2%2580%25930/html/ff2a3950-82b1-11df-acc7-002185ce6064_6.html">https://www.cervantesvirtual.com/obra-visor/don-segundo-sombra–0/html/ff2a3950-82b1-11df-acc7-002185ce6064_6.html</a><span class="Apple-converted-space"> </span></li>
<li>Manito, S., &amp; Laborde, G. (2025). <i>Manual de parrilla. Del Río de la Plata: Argentina y Uruguay</i>. Barcelona, España: Neo Person. ISBN 978-8419509256.</li>
<li>Pite RE (2016). La cocina criolla: A history of food and race in twentieth-century Argentina. In: Alberto P, Elena E, eds. Rethinking Race in Modern Argentina. Cambridge University Press; 2016:99-125.<span class="Apple-converted-space"> </span></li>
</ul>
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		<title>Nasce Healtion, il gruppo leader dell&#8217;healthy food in Italia</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/healtion-probios-healthy-food/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione GIFT]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 05:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[biologico]]></category>
		<category><![CDATA[free from]]></category>
		<category><![CDATA[industria alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Probios Group ha annunciato il proprio rebranding in Healtion, un nome che deriva dalla fusione di &#8216;Health&#8217; e &#8216;Nutrition&#8217; e che riflette il posizionamento strategico del gruppo come leader italiano nel settore dell&#8217;alimentazione salutistica. L&#8217;operazione segna l&#8217;avvio di una nuova fase di sviluppo, con l&#8217;obiettivo di consolidare la leadership nazionale e accelerare l&#8217;espansione nei mercati esteri. Il gruppo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<header></header>
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<p id="33c8112c-b3ab-8091-b4b1-c3c4585e0b4c" class="">Probios Group ha annunciato il proprio rebranding in <strong>Healtion</strong>, un nome che deriva dalla fusione di &#8216;Health&#8217; e &#8216;Nutrition&#8217; e che riflette il posizionamento strategico del gruppo come leader italiano nel settore dell&#8217;alimentazione salutistica. L&#8217;operazione segna l&#8217;avvio di una nuova fase di sviluppo, con l&#8217;obiettivo di consolidare la <strong>leadership nazionale</strong> e accelerare l&#8217;espansione nei mercati esteri.</p>
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<p id="33c8112c-b3ab-8067-8162-d5d26efd14c2" class="">Il gruppo riunisce sotto un unico cappello una filiera produttiva e distributiva integrata e sei marchi storici del settore biologico e salutistico italiano: <strong>Probios</strong>, <strong>Baule Volante</strong>, <strong>La Finestra sul Cielo</strong>, <strong>ViviBio</strong>, <strong>Fior di Loto</strong> e <strong>Zer%</strong>. Ogni brand mantiene la propria identità e posizionamento, contribuendo a un portafoglio diversificato che copre l&#8217;intera gamma di prodotti healthy, dal biologico ai free-from.</p>
</div>
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<h2 id="33c8112c-b3ab-801e-8437-ced273a6cda5" class="">La strategia di Healtion</h2>
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<h3 id="33c8112c-b3ab-8071-a315-dba785e80fee" class="">Pilastri e identità</h3>
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<p id="33c8112c-b3ab-80ee-842a-c12609d73b5f" class="">Nutrizione, benessere e sostenibilità costituiscono i tre pilastri della strategia di Healtion. L&#8217;innovazione rappresenta il fulcro dell&#8217;offerta, orientata a sviluppare prodotti con profilo nutrizionale distintivo e caratteristiche funzionali in grado di rispondere ai trend emergenti del mercato healthy food.</p>
</div>
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<p id="33c8112c-b3ab-80aa-8223-ce79b4f604f9" class="">&#8216;<em>Con Healtion vogliamo rendere più chiara la nostra identità: siamo un Gruppo interamente focalizzato sull&#8217;alimentazione salutistica e sul ruolo della nutrizione come leva di benessere per le persone e per il pianeta</em>&#8216;, spiega Renato Calabrese, amministratore delegato di Healtion. &#8216;<em>Oggi apriamo una nuova fase del nostro percorso: consolidare la leadership in Italia e accelerare lo sviluppo internazionale, con l&#8217;ambizione di diventare uno dei principali player europei dell&#8217;Healthy Food</em>&#8216;.</p>
</div>
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<h3 id="33c8112c-b3ab-80a2-829a-cbd6703ce207" class="">Espansione per linee esterne</h3>
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<p id="33c8112c-b3ab-807c-8a88-df660ee65f59" class="">Il piano industriale del gruppo prevede una strategia di crescita per <strong>linee esterne</strong>, attraverso operazioni di <strong>M&amp;A</strong> (Mergers &amp; Acquisitions) mirate all&#8217;acquisizione di marchi e aziende complementari nel settore dell&#8217;alimentazione salutistica. L&#8217;obiettivo è costruire un polo europeo di riferimento, capitalizzando l&#8217;esperienza accumulata in oltre 45 anni di attività nel settore del biologico e del salutistico.</p>
</div>
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<p id="33c8112c-b3ab-80a3-9662-d9b15ce256a1" class="">&#8216;<em>In pochi anni siamo diventati un player leader di mercato aggregando eccellenze nel settore dell&#8217;Healthy Food</em>&#8216;, commenta Andrea Rossi, presidente di Healtion e Managing Partner di <strong>Agreen Capital</strong>, il fondo di private equity che <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/agreen-capital-in-probios-la-finanza-verde-entra-nel-bio-italiano/">controlla il gruppo dal marzo 2023</a>. &#8216;<em>L&#8217;obiettivo del nostro piano è quello di divenire il polo europeo di riferimento puntando su: ricerca e innovazione costante, focus sui nostri brand e sui trend di mercato e una strategia di M&amp;A consistente con il nostro piano industriale</em>&#8216;.</p>
</div>
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<h2 id="33c8112c-b3ab-808e-bc5c-e1ae5abf692c" class="">Healtion Ventures: corporate venture capital</h2>
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<p id="33c8112c-b3ab-80eb-a2b6-cd40301db167" class="">Healtion ha avviato <strong>Healtion Ventures</strong>, un programma di corporate venture capital dedicato a start-up e progetti innovativi nei settori Healthy Food e <strong>Food Tech</strong>. L&#8217;iniziativa si inserisce nella strategia di <strong>innovazione aperta</strong> del gruppo, volta a intercettare tecnologie emergenti, modelli di business innovativi e soluzioni ‘disruptive’ in grado di accelerare lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi.</p>
</div>
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<p id="33c8112c-b3ab-80b4-8575-c623e7cff817" class="">Il programma rappresenta uno strumento complementare alla strategia di M&amp;A, consentendo al gruppo di entrare in contatto con l&#8217;ecosistema delle start-up e di individuare opportunità di investimento e collaborazione in fase ‘early-stage’.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="33c8112c-b3ab-80c4-8f92-e3b19376b4a5" class="">I sei marchi del gruppo</h2>
</div>
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<p id="33c8112c-b3ab-80c8-8455-fce3a9aa37d6" class="">Healtion integra sei brand storici dell&#8217;alimentazione biologica e salutistica italiana, ciascuno con un posizionamento specifico:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="33c8112c-b3ab-809e-857a-f914159444ab" class="bulleted-list">
<li><strong>Probios</strong>: marchio storico del biologico italiano, presente nella grande distribuzione e nei canali specializzati, con un&#8217;ampia gamma di prodotti bio e vegan;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="33c8112c-b3ab-8094-b0d5-e7ca59ccc59a" class="bulleted-list">
<li><strong>Baule Volante</strong>: brand pioniere del biologico in Italia, focalizzato su cereali, legumi e ingredienti base per la cucina vegetale;</li>
</ul>
</div>
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<ul id="33c8112c-b3ab-807b-b7fa-e3d0f53dec1b" class="bulleted-list">
<li><strong>La Finestra sul Cielo</strong>: specializzato in prodotti macrobiotici e alimenti vegetali di alta gamma;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="33c8112c-b3ab-809d-b782-e7cad117450e" class="bulleted-list">
<li><strong>ViviBio</strong>: linea di prodotti biologici confezionati per la GDO;</li>
</ul>
</div>
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<ul id="33c8112c-b3ab-803d-880e-e690d673f0e1" class="bulleted-list">
<li><strong>Fior di Loto</strong>: marchio dedicato a prodotti orientali biologici e macrobiotici;</li>
</ul>
</div>
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<ul id="33c8112c-b3ab-8049-8417-c59fd1829b29" class="bulleted-list">
<li><strong>Zer%</strong>: gamma di prodotti free-from (senza glutine, senza lattosio, senza zuccheri aggiunti) per consumatori con esigenze dietetiche specifiche.</li>
</ul>
</div>
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<h2 id="33c8112c-b3ab-80c1-a688-e50ab291868d" class="">Conclusioni</h2>
</div>
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<p id="33c8112c-b3ab-8043-8a20-cc2bddd5bb42" class="">Il ‘rebranding’ in Healtion segna una svolta strategica per il gruppo ex Probios, che punta a consolidare la propria posizione di leadership nel mercato italiano dell&#8217;healthy food e ad affermarsi come player di riferimento in Europa. La combinazione di una filiera integrata, un portafoglio di marchi consolidati, una strategia di M&amp;A aggressiva e un programma di corporate venture capital delinea un modello di sviluppo ambizioso, orientato a capitalizzare la crescita strutturale del mercato dell&#8217;alimentazione salutistica.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="33c8112c-b3ab-801f-9872-e89c9f6319e6" class=""><em>Redazione di GIFT (Great Italian Food Trade)</em></p>
<p><em>Credit cover Healtion </em></p>
</div>
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<h3 id="33c8112c-b3ab-805a-9310-c9e18af96826">Note</h3>
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<p id="33c8112c-b3ab-8023-9723-f4294d9e5e35" class="">(1) Il mercato italiano del biologico ha registrato un fatturato al consumo di 3,96 miliardi di euro, con un aumento in valore del 2,9% rispetto al 2023 (+112 milioni di euro in termini assoluti), secondo il rapporto ISMEA ‘<em>Bio in cifre 2025’</em>. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/agricoltura-biologica-bio-cifre-2025/">https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/agricoltura-biologica-bio-cifre-2025/</a> Il segmento dell&#8217;healthy food, che include biologico, free-from e prodotti funzionali, presenta dinamiche differenziate con resilienza delle categorie premium e funzionali</p>
</div>
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<p id="33c8112c-b3ab-8064-952a-e15cde3c05aa" class="">(2) Agreen Capital è un fondo di private equity specializzato in investimenti nel settore agroalimentare sostenibile, con focus su filiere biologiche e healthy food</p>
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		<title>Lo stile italiano del bere: moderazione e convivialità</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/stile-italiano-consumo-bevande-alcoliche-ricerca-la-sapienza-federvini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione GIFT]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 15:21:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[bevande alcoliche]]></category>
		<category><![CDATA[educazione alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Federvini]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.greatitalianfoodtrade.it/?p=83292</guid>

					<description><![CDATA[<p>Esiste uno &#8216;stile italiano&#8217; nella cucina &#8211; riconosciuta da UNESCO a patrimonio immateriale dell’umanità &#8211; e così pure nel bere bevande alcoliche: un consumo moderato, profondamente connesso alla convivialità e alla tavola. È quanto emerge dalla prima ricerca sul tema condotta dal Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale dell&#8217;Università La Sapienza di Roma su incarico [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="32e8112c-b3ab-8028-881a-e0ab60d4c7d7" class="">Esiste uno &#8216;stile italiano&#8217; nella cucina &#8211; <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/cucina-italiana-unesco/">riconosciuta da UNESCO</a> a patrimonio immateriale dell’umanità &#8211; e così pure nel bere bevande alcoliche: un consumo moderato, profondamente connesso alla convivialità e alla tavola. È quanto emerge dalla prima ricerca sul tema condotta dal Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale dell&#8217;Università La Sapienza di Roma su incarico di Federvini, presentata oggi a Montecitorio nel corso dell&#8217;evento &#8216;The Italian Way&#8217;.</p>
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<h3 id="32e8112c-b3ab-80a7-b390-deac56d2f57a" class="">Un modello mediterraneo fondato sulla tavola</h3>
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<div dir="auto">
<p id="32e8112c-b3ab-807a-8fa6-c31f97991b90" class="">Il tratto più significativo che emerge dallo studio riguarda la <strong>stretta correlazione tra consumo e momento del pasto</strong>. Oltre l&#8217;80% delle consumazioni di vino si concentra a pranzo e a cena; oltre il 70% dei cocktail è legato all&#8217;aperitivo. Il consumo di bevande alcoliche in Italia non è, nella grande maggioranza dei casi, un atto isolato o compulsivo: è parte di un rituale sociale strutturato, in linea con le tradizioni della dieta mediterranea, a sua volta <a href="https://www.foodtimes.eu/it/pianeta/dieta-mediterranea-e-online-il-museo-digitale/">riconosciuta dall&#8217;UNESCO</a> come patrimonio immateriale dell’umanità.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="32e8112c-b3ab-80ea-a285-e1983381f984" class="">Questo schema comportamentale si riflette nei numeri aggregati. Con <strong>8 litri di alcol puro pro capite</strong> consumati ogni anno, l&#8217;Italia si colloca al di sotto del 6% rispetto alla media dei Paesi OCSE. Nel confronto europeo, il divario è ancora più marcato: i Paesi dell&#8217;Europa centro-orientale e quelli iberici registrano consumi compresi tra gli 11 e i 12 litri annui pro capite, vale a dire tra +37,5 e +50% rispetto all’Italia.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="32e8112c-b3ab-802e-961b-f6a7e09c9a98" class="">La salute degli italiani: i dati Eurostat</h3>
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<div dir="auto">
<p id="32e8112c-b3ab-80aa-9616-c90f72e0c074" class="">I comportamenti virtuosi si riflettono sulla salute della popolazione. Secondo i dati Eurostat, l&#8217;<strong>Italia</strong> registra la <strong>più alta aspettativa di vita in Europa</strong>: 84,1 anni, a fronte di una media UE di 81,5 anni. Tale primato non dipende da un unico fattore ma è almeno in parte riconducibile a un modello alimentare che comprende anche il consumo moderato di bevande alcoliche.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="32e8112c-b3ab-807b-a8b5-e91e990905f4" class="">A rafforzare questo quadro, i dati sull&#8217;evoluzione dei comportamenti a rischio: la loro prevalenza nella <strong>popolazione italiana è diminuita di 6 punti percentuali</strong> tra il 2007 e il 2023. Una tendenza strutturale, non congiunturale, che segnala una cultura del consumo in miglioramento progressivo.</p>
</div>
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<h3 id="32e8112c-b3ab-80e8-b8fa-fddd396c66e6" class="">I giovani: meno consumo quotidiano, più consapevolezza</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="32e8112c-b3ab-809a-9b31-d46e8ecbe539" class="">Uno sguardo specifico è rivolto alla fascia d&#8217;età 18-24 anni. Il 72% dei giovani italiani ha consumato almeno una bevanda alcolica negli ultimi 12 mesi (75% tra i maschi, 68% tra le femmine), ma il dato più rilevante riguarda il <strong>consumo quotidiano</strong>: solo il 5,7% dei giovani beve bevande alcoliche con regolarità giornaliera, come invece ogni il 31,3% degli over 75. Le generazioni più giovani mostrano quindi una minore propensione al consumo abituale, con segnali di riduzione anche nelle frequenze complessive e nei comportamenti potenzialmente a rischio.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="32e8112c-b3ab-808b-a9d9-cb0238a6983c" class="">La voce di Federvini</h3>
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<p id="32e8112c-b3ab-8032-895a-c463541e7369" class="">&#8216;<em>Oggi abbiamo ulteriore evidenza di ciò che da sempre sosteniamo: esiste uno stile italiano del bere, fondato su moderazione, cultura e responsabilità</em>&#8216;, ha dichiarato <strong>Giacomo Ponti</strong>, Presidente di Federvini. &#8216;<em>È proprio questo stile a dimostrarsi più efficace rispetto a politiche restrittive e proibizioniste che riemergono periodicamente a livello internazionale. Un modello intorno al quale si è sviluppata nei secoli una filiera di imprese profondamente radicate nei territori, che contribuiscono all&#8217;economia e che rappresentano nel mondo un simbolo di qualità</em>.&#8217;</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="32e8112c-b3ab-8088-9035-ec9c888d1c66" class="">Educazione e responsabilità: il programma universitario</h3>
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<div dir="auto">
<p id="32e8112c-b3ab-800c-b200-db3a0ddf7eeb" class="">Accanto alla ricerca, Federvini ha confermato il proprio impegno nel campo dell&#8217;<strong>educazione al consumo consapevole</strong>, avviato nel 2022 con il programma &#8216;<em>Comunicare il consumo responsabile</em>&#8216; in collaborazione con il mondo accademico. Il programma ha coinvolto oltre 700 studenti di nove atenei — tra cui La Sapienza e la LUISS di Roma, la Cattolica di Milano, le Università di Verona, Firenze, Torino, Catania, Vicenza e la Luigi Vanvitelli di Caserta — formando i futuri professionisti della comunicazione come primi ambasciatori di un messaggio consapevole verso i propri coetanei. Due importanti partnership pubblico-private, con i Comuni di Roma Capitale e di Napoli, hanno consentito lo sviluppo di campagne di affissioni sui rispettivi territori.</p>
</div>
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<p id="32e8112c-b3ab-8098-9a5a-e2a8fcfd6c30" class=""><em>Redazione di GIFT (Great Italian Food Trade)</em></p>
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		<title>Aceto di miele</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/aceti/aceto-di-miele/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione GIFT]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aceti]]></category>
		<category><![CDATA[aceto]]></category>
		<category><![CDATA[condimenti]]></category>
		<category><![CDATA[miele]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://gift.vivian.company/aceto-di-miele/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Aceto di mele o di miele? Quello ottenuto attraverso il miele è un antico alimento ricco di proprietà, povero di calorie (21 Kcal din 100 g) e pro...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<b>aceto di miele</b> è un prodotto unico, ottenuto dalla trasformazione del miele attraverso la <b>fermentazione alcolica e acetica</b>, che dà vita a un condimento paragonabile all&#8217;aceto di vino e all&#8217;aceto di mele, ma con proprietà diverse. In Italia, questa tradizione sta vivendo una vivace riscoperta, con apicoltori e aziende agricole che sperimentano e producono aceti di miele di alta qualità, molto spesso biologici, valorizzando i mieli monofloreali come l&#8217;acacia, l&#8217;arancio o il castagno, e creando condimenti che esaltano i profumi e i sapori unici del territorio nazionale.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Come tutti i numerosi <b>prodotti tradizionali</b> derivati dal miele (insieme all&#8217;idromele, alla birra al miele, etc.), l&#8217;aceto di miele rappresenta una preziosa opportunità per i produttori. Consente loro di espandersi in <b>mercati di nicchia innovativi</b> che enfatizzano ingredienti naturali, artigianalità tradizionale e, soprattutto, i potenziali <b>benefici per la salute</b> associati al suo consumo.</p>
<h2>Processo di produzione</h2>
<p>La preparazione dell&#8217;aceto di miele richiede una <b>fermentazione alcolica</b> iniziale, che può essere effettuata utilizzando il classico lievito <i>Saccharomyces cerevisiae</i>. Per facilitare la fermentazione, si possono utilizzare ceppi o starter più adatti al mosto di miele, ottenuto da una miscela di acqua e miele (ottenendo così una sorta di idromele). La <b>fermentazione acetica</b>, invece, deve essere effettuata con l&#8217;inoculo di batteri acetici (ad esempio <i>Acetobacter</i>, <i>Gluconoacetobacter</i>, <i>Gluconobacter</i>), che possono essere isolati dagli aceti prima della pastorizzazione.</p>
<p>Il processo di fermentazione deve essere condotto in modo da ottenere le caratteristiche desiderate in termini di <b>attenuazione del mosto</b> (ossia produzione di alcol etilico e riduzione degli zuccheri), in modo da avere la giusta quantità di etanolo che deve essere metabolizzato dai batteri acetici per produrre acido acetico e ottenere il <b>valore di acidità</b> richiesto per l&#8217;aceto di miele. A partire dal miele (o dai mieli) di base, si sviluppano anche tutte le <b>componenti aromatiche e gustative</b> del prodotto.</p>
<h2>Effetti della fermentazione</h2>
<p>L&#8217;aceto di miele viene generalmente prodotto mediante un processo rapido (in coltura sommersa) in cui l&#8217;ossigenazione necessaria per la fermentazione acetica è assicurata dall&#8217;agitazione in contenitori chiusi. Nel processo lento (statico), i batteri dell&#8217;acido acetico (AAB) crescono sulla superficie del liquido del prodotto sottoposto ad acetificazione, a diretto contatto con l&#8217;ossigeno ambientale. A seguito della fermentazione acetica, l&#8217;aceto di miele risultante contiene circa il <b>9% di acido acetico</b> (p/v) e un massimo dell&#8217;1% di alcol (v/v), mentre la fermentazione acetica è del 91-97%.</p>
<p>La <b>microflora</b> dell&#8217;aceto di miele è composta principalmente da <i>Acetobacter</i> spp. e <i>Gluconacetobacter</i> spp., e da lieviti come <i>S. cerevisiae</i>, <i>Torulopsis</i> spp. e <i>Zygosaccharomyces</i> spp., ma anche alcuni tipi di muffe e batteri lattici (LAB), come <i>Lactobacillus</i>, <i>Streptococcus</i>, <i>Leuconostoc</i> e <i>Pediococcus</i> spp., svolgono un ruolo chiave nella produzione di vari aceti speciali.</p>
<h2>Proprietà organolettiche e benefici</h2>
<p>L&#8217;aceto ottenuto possiede <b>effetti antimicrobici </b>contro diversi microrganismi grazie alla sua elevata acidità, alle sostanze fenoliche, agli acidi organici, ai metaboliti microbici, alle vitamine e ai minerali presenti nella sua composizione finale. Tutte le caratteristiche dell&#8217;aceto di miele (aspetto, colore, profumo e sapore) sono generalmente molto apprezzate dai consumatori, così come la materia prima da cui viene prodotto.</p>
<p>L&#8217;<b>aroma e il sapore unici</b> degli aceti di miele (ad esempio fruttati, floreali, burrosi) sono principalmente attribuiti al processo di fermentazione acetica. Tuttavia, oltre all&#8217;acido acetico, anche altri prodotti di fermentazione presenti negli aceti, come esteri, aldeidi, chetoni e acidi organici, contribuiscono a definirne l&#8217;odore. Questi composti si formano durante il processo di fermentazione e invecchiamento, in cui l&#8217;acido acetico funge da precursore. La qualità finale e i composti volatili possono essere influenzati sia dalla materia prima che dal processo utilizzato.</p>
<h2>La produzione italiana</h2>
<p>In Italia, la produzione di aceto di miele si sta affermando come un&#8217;eccellenza artigianale che unisce la millenaria tradizione apistica del paese alle più moderne tecniche di fermentazione.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Aziende agricole e apicoltori, soprattutto in regioni a forte vocazione come Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna e Sicilia, stanno investendo in questo prodotto, trasformando il proprio miele in un condimento distintivo. La scelta del miele di partenza è cruciale:<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<ul>
<li>un <b>miele di castagno</b>, con le sue note intense e amarognole, darà vita a un aceto corposo e strutturato, ideale per carni rosse o formaggi stagionati;<span class="Apple-converted-space"> </span></li>
</ul>
<ul>
<li>un <b>miele di agrumi</b>, invece, produrrà un aceto più delicato e profumato, perfetto per marinature di pesce o per completare insalate estive.</li>
</ul>
<p>Queste produzioni, spesso realizzate con metodi lenti e tradizionali offrono al consumatore un prodotto di altissima qualità dal profilo aromatico complesso, e rappresentano anche una strategia vincente per gli apicoltori. La diversificazione con l&#8217;aceto di miele permette di valorizzare le eccedenze di produzione, <b>ridurre gli sprechi</b> e creare un nuovo flusso di reddito, rafforzando la resilienza dell&#8217;intera filiera apistica italiana di fronte alle sfide del mercato e ai cambiamenti climatici.</p>
<h2>Possibili benefici per la salute</h2>
<p>Il consumo di piccole quantità di aceto (un cucchiaino) al giorno è un <b>rimedio tradizionale</b> ben noto in molte parti del mondo. Negli ultimi anni, l&#8217;aceto ‘vivo&#8217; (termine usato per descrivere l&#8217;aceto in cui è ancora presente una coltura simbiotica di batteri e lieviti (SCOBY) e il sedimento) ha guadagnato popolarità grazie ai presunti benefici per la salute derivanti dal suo consumo, attribuiti ai <b>microrganismi benefici</b> che contiene. Tra i vari benefici per la salute attribuiti agli aceti naturali, la ricerca suggerisce che il loro consumo regolare può contribuire a ridurre il rischio di diabete, stress ossidativo, alcuni tipi di cancro e ipercolesterolemia, oltre a contribuire al rafforzamento del sistema immunitario.</p>
<p>Uno sciroppo di miele e aceto (una miscela di miele e aceto di miele) è stato testato in uno studio ‘parallelo’, randomizzato e controllato di 4 settimane che ha coinvolto due gruppi di volontari sani e non obesi per valutare il suo impatto sui parametri glicemici e sui profili lipidici in soggetti sani. Tra gli effetti positivi, si è riscontrata una <b>riduzione dei livelli di colesterolo </b>nel gruppo trattato, ma allo stesso tempo si è verificato un aumento dei livelli di insulina a digiuno e una diminuzione del colesterolo HDL. Pertanto, sono necessari ulteriori studi per confermare i risultati ottenuti.</p>
<p>L&#8217;aceto può anche essere prodotto da una combinazione di <b>miele e ingredienti a base di frutta</b>, come i mirtilli, per ottenere prodotti innovativi e funzionali. Grazie all&#8217;alto contenuto di composti fenolici totali e antocianine presenti nella frutta, si riscontra un elevato potenziale antiossidante e antimicrobico contro <i>Bacillus subtilis</i> e <i>Salmonella enterica</i>, oltre ai benefici generali dell&#8217;aceto, come l&#8217;abbassamento della pressione sanguigna, il trattamento del diabete, la prevenzione delle malattie cardiovascolari e l&#8217;aumento del vigore dopo l&#8217;esercizio fisico.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>L&#8217;aceto di miele è un prodotto con un notevole potenziale per accrescere il valore all&#8217;interno della filiera apistica, insieme ad altri prodotti innovativi derivati dalle api, come il pane d&#8217;api, sempre più riconosciuti per la loro ricchezza nutrizionale e i potenziali benefici per la salute. L&#8217;esempio virtuoso delle produzioni artigianali italiane dimostra come sia possibile coniugare tradizione e innovazione, offrendo al mercato un prodotto di nicchia di altissima qualità e offrendo al contempo agli apicoltori uno strumento concreto per la diversificazione e la crescita.</p>
<p>A seguito della decisione del Parlamento europeo di includere tutti i tipi di aceto, compreso l&#8217;aceto di miele, nella riforma dell&#8217;Organizzazione comune dei mercati (OCM), la produzione e l&#8217;inclusione di questo prodotto nella gamma di un&#8217;azienda rappresenta una potenziale opportunità di crescita e di contributo alla propria produzione a livello UE.</p>
<p><em>Redazione GIFT</em></p>
<p><em>Image by <a href="https://pixabay.com/users/hansbenn-194001/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=1568943">Hans Benn</a> from <a href="https://pixabay.com//?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=1568943">Pixabay</a> </em></p>
<h3>Riferimenti</h3>
<p>&#8211; Ilha E.C. et al. (2000) Utilisation of bee (Apis mellifera) honey for vinegar production. Boletim Do Centro De Pesquisa De Processamento De Alimentos 18(1):39-50, <a href="https://doi.org/10.5380/cep.v18i1.1123">https://doi.org/10.5380/cep.v18i1.1123</a></p>
<p>&#8211; Mărgăoan R. et al. (2020) Impact of Fermentation Processes on the Bioactive Profile and Health-Promoting Properties of Bee Bread, Mead and Honey Vinegar. <i>Processes</i> 8(9):1081, <a href="https://doi.org/10.3390/pr8091081">https://doi.org/10.3390/pr8091081</a></p>
<p>&#8211; Cambray G.A. &amp; Kalinski J.-C. J. (2025) Microbial Characterisation of a Zambian Honey Vinegar. <i>Food Science &amp; Nutrition</i> 13(1):e4549, <a href="https://doi.org/10.1002/fsn3.4549">https://doi.org/10.1002/fsn3.4549</a></p>
<p>&#8211; Derakhshandeh-Rishehri S.-M. et al. (2014) Effect of Honey Vinegar Syrup on Blood Sugar and Lipid Profile in Healthy Subjects. <i>Int. J. Prev. Med.</i> 5(12):1608-1615</p>
<p>&#8211; Da Silva Fonseca M. et al. (2018) Blueberry and honey vinegar: successive batch production, antioxidant potential and antimicrobial ability. <i>Braz. J. Food Technol.</i> 21:e2017101, <a href="https://doi.org/10.1590/1981-6723.10117">https://doi.org/10.1590/1981-6723.10117</a></p>
<p>&#8211; Dario Dongo (2025, 13 October). UE: novità su meat sounding, filiera corta, canapa e aceto <a href="https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/ue-riforma-meat-sounding-canapa/">https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/ue-riforma-meat-sounding-canapa/</a></p>
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		<title>Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/verdure/cipolla-rossa-tropea-calabria-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione GIFT]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 11:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Verdure]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[cipolla]]></category>
		<category><![CDATA[DOP Economy]]></category>
		<category><![CDATA[IGP]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP è una delle eccellenze ortofrutticole più rappresentative dell’agricoltura italiana. Coltivata lungo la fascia tirrenica della Calabria, nelle province di Vibo Valentia, Cosenza e Catanzaro, si distingue per colore rosso-violaceo brillante, forma allungata e sapore naturalmente dolce, con bassa pungenza ed elevata digeribilità. Il riconoscimento IGP dell’Unione europea nel 2008 (reg. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="31c8112c-b3ab-80e6-a159-d4127cc5a21f" class="">La <strong>Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP</strong> è una delle eccellenze ortofrutticole più rappresentative dell’agricoltura italiana. Coltivata lungo la fascia tirrenica della Calabria, nelle province di Vibo Valentia, Cosenza e Catanzaro, si distingue per <strong>colore rosso-violaceo brillante</strong>, forma allungata e <strong>sapore naturalmente dolce</strong>, con bassa pungenza ed elevata digeribilità.</p>
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<p id="31d8112c-b3ab-800a-b6df-f4bfb6798fa5" class="">Il <strong>riconoscimento IGP</strong> dell’Unione europea nel 2008 (reg. CE n. 284/2008), successivamente aggiornato dal reg. UE n. 264/2013, tutela il legame con il <strong>territorio</strong> e garantisce origine, metodo di produzione <strong>e tracciabilità</strong> di uno dei prodotti simbolo dell’orticoltura mediterranea.</p>
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<h2 id="31d8112c-b3ab-807f-ab37-c65409aa8d03" class="">Radici millenarie: la storia della Rossa di Tropea</h2>
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<p id="31d8112c-b3ab-800f-b81d-c739e6fb26e5" class="">Secondo fonti storiche e bibliografiche, la <strong>cipolla</strong> fu introdotta nel bacino mediterraneo — e in <strong>Calabria</strong> — prima dai <strong>Fenici</strong> e successivamente dai <strong>Greci</strong>. Già apprezzata nel Medioevo e nel Rinascimento, divenne un alimento essenziale e un prodotto di rilievo per l’<strong>economia locale</strong>, esportato via mare verso Tunisia, Algeria e Grecia.</p>
</div>
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<p id="31d8112c-b3ab-80bc-adb8-cde873345f1a" class="">Tra Settecento e Ottocento, diversi viaggiatori ne descrissero il sapore dolce e la leggerezza. La diffusione più ampia della cipolla rossa di Tropea avvenne tuttavia soprattutto durante il periodo borbonico (Fondazione Qualivita, 2025).</p>
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<p id="31d8112c-b3ab-80e6-9a25-c66b247d2b88" class="">Il riconoscimento dell&#8217;<strong>Indicazione Geografica Protetta</strong> da parte dell&#8217;Unione Europea nel 2008, formalizzato con il regolamento (CE) n. 284/2008, ha consolidato la reputazione internazionale del prodotto e ne tutela il legame con il territorio attraverso rigorosi requisiti di produzione e tracciabilità. Una modifica minore al disciplinare è stata successivamente approvata con il regolamento di esecuzione (UE) n. 264/2013.</p>
</div>
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<h2 id="31c8112c-b3ab-80cb-88c2-e037f88672a7" class="">L’oro rosso della Calabria: i numeri di una crescita esponenziale</h2>
</div>
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<p id="31c8112c-b3ab-8024-bfde-f6df1aa2349f" class="">La filiera della Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP rappresenta il principale comparto orticolo della Calabria. Secondo i dati presentati alla fiera internazionale Macfrut 2025, nei 15 anni successivi al riconoscimento dell’Indicazione Geografica:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="31c8112c-b3ab-8078-bb88-f162cc1b25c2" class="bulleted-list">
<li>il numero di aziende aderenti al Consorzio di tutela è triplicato;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="31c8112c-b3ab-8000-81e9-ded7bb782cf7" class="bulleted-list">
<li>la superficie coltivata è decuplicata, da circa 100 a 1.000 ettari;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="31c8112c-b3ab-80bc-888d-f7912fee6e57" class="bulleted-list">
<li>la produzione certificata è aumentata da 1.000 a 20.000 tonnellate/anno (Regione Calabria/Macfrut, 2025).</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="31c8112c-b3ab-80e6-aad9-f52d8595cf91" class="">Il 20% della produzione è destinato alla trasformazione, con 170 operatori attivi ‘from farm to fork’, dai vivaisti ai confezionatori. Il <strong>valore al consumo </strong>dell’intera filiera certificata ha raggiunto i <strong>60 milioni di euro</strong> (CSQA, febbraio 2024; Il Sole 24 Ore, 28 febbraio 2024). A conferma della solidità del sistema di controllo, l&#8217;ICQRF del Ministero dell&#8217;Agricoltura ha rinnovato nel 2024 per un ulteriore triennio l&#8217;autorizzazione a CSQA a svolgere i controlli IGP.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="31c8112c-b3ab-80be-9451-e152e3dacd16" class="">La domanda internazionale riguarda in prevalenza il <strong>prodotto fresco certificato IGP</strong>, con destinazioni principali in Germania, Francia, Svizzera e Paesi Bassi, oltre a una presenza crescente nei mercati premium del Nord Europa e della ristorazione gourmet. Si osserva anche una progressiva diversificazione verso <strong>conserve ad alto valore aggiunto</strong>: confetture, composte agrodolci e cipolle caramellate.</p>
</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">
<h2 id="31c8112c-b3ab-802b-b20d-dae982d154ef" class="">Standard di qualità: ecotipi e tecniche di produzione IGP</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="31c8112c-b3ab-80ef-8639-c7b5ec0baa25" class="">Il disciplinare della &#8216;Cipolla Rossa di Tropea Calabria&#8217; IGP &#8211; registrato con il reg. (CE) n. 284/2008 e modificato con il reg. (UE) n. 264/2013 &#8211; definisce le condizioni di produzione, le caratteristiche del prodotto e il sistema di controllo.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="31d8112c-b3ab-809a-a7e6-c2afe530e71d" class="">Denominazione e zona geografica</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="31d8112c-b3ab-8001-a2b5-eb0333093a24" class="">L&#8217;IGP &#8216;Cipolla Rossa di Tropea Calabria&#8217; designa i <strong>bulbi di cipolla rossa</strong> nelle tipologie cipollotto, cipolla da consumo fresco e cipolla da serbo, in conformità al disciplinare.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="31d8112c-b3ab-807c-a22b-c6741f327ace" class="">La produzione è limitata alla <strong>fascia costiera tirrenica</strong> della Calabria, in terreni sabbiosi o tendenzialmente sabbiosi, di origine alluvionale, che ricadono in parte in alcuni comuni delle province di Cosenza (Fiumefreddo, Longobardi, Serra d&#8217;Aiello, Belmonte, Amantea), Catanzaro (Nocera Terinese, Falerna, Gizzeria, Lamezia Terme, Curinga) e Vibo Valentia (Pizzo, Vibo Valentia, Briatico, Parghelia, Zambrone, Zaccanopoli, Zungri, Drapia, Tropea, Ricadi, Spilinga, Joppolo, Nicotera).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="31d8112c-b3ab-806b-b72d-f9e669f116a3" class="">Tutte le operazioni, dalla semina alla raccolta e il successivo confezionamento, devono avvenire nella zona geografica delimitata.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="31d8112c-b3ab-800d-97b7-f277c7a9b3c5" class="">Descrizione del prodotto e metodo di ottenimento</h3>
</div>
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<p id="31d8112c-b3ab-8018-b55d-d5e2fc3cb030" class="">La denominazione individua i bulbi di <em>Allium cepa</em> L., limitatamente a <strong>tre</strong> <strong>ecotipi autoctoni</strong>:</p>
</div>
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<ul id="31d8112c-b3ab-8041-a2ee-c3af080dc47c" class="bulleted-list">
<li>&#8216;Tondo Piatta&#8217; o primaticcia;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="31d8112c-b3ab-8077-bc2c-da50db71719d" class="bulleted-list">
<li>&#8216;Mezza Campana&#8217; o medio-precoce;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="31d8112c-b3ab-80d7-b78f-f8aa4c9fade9" class="bulleted-list">
<li>&#8216;Allungata&#8217; o tardiva.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="31d8112c-b3ab-807c-ab4b-c1141d2ed568" class="">Si distinguono <strong>tre tipologie di prodotto</strong>:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="31d8112c-b3ab-8047-8c0d-c873c825164d" class="bulleted-list">
<li>il <strong>cipollotto</strong> ha colore bianco-rosato-violaceo e sapore dolce e tenero;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="31d8112c-b3ab-8036-a188-e38a1a3fa953" class="bulleted-list">
<li>la <strong>cipolla da consumo fresco</strong> ha colore dal bianco-rosso al violaceo e sapore dolce e tenero;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="31d8112c-b3ab-8020-a933-c2fc4376f9da" class="bulleted-list">
<li>la <strong>cipolla da serbo</strong> ha colore rosso-violaceo e sapore dolce e croccante.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="31d8112c-b3ab-80e6-a9d1-c521f6283d15" class="">La <strong>semina</strong> avviene da agosto, in vivaio, in campo o in contenitori alveolari. I periodi di <strong>raccolta</strong> variano per ecotipo:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="31d8112c-b3ab-8081-9b75-d27b1f22ea43" class="bulleted-list">
<li>la &#8216;Tondo Piatta&#8217; si raccoglie da metà aprile a fine maggio;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="31d8112c-b3ab-8085-9bb8-ee6db1aecc49" class="bulleted-list">
<li>la &#8216;Mezza Campana&#8217; da metà maggio a metà giugno;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="31d8112c-b3ab-804b-b150-c91c5f2ec0a2" class="bulleted-list">
<li>la &#8216;Allungata&#8217; nella seconda metà dell&#8217;estate.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="31d8112c-b3ab-8026-a707-d143366df73a" class="">Confezionamento ed etichettatura: come riconoscere l&#8217;autentica Tropea</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="31c8112c-b3ab-8035-935c-f19ac1560733" class="">Successivamente alla raccolta ‘<em>i bulbi della Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP sono così lavorati:</em></p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="31d8112c-b3ab-80d9-8bcd-e1b81bdc34f1" class="bulleted-list">
<li><em>i bulbi dei </em><em><strong>cipollotti</strong></em><em> devono subire l’eliminazione della tunica esterna sporca di terra, la spuntatura delle code, con taglio variabile dai 30 ai 60 cm, e quindi essere posti in cassette disposti in fascetti; </em></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="31d8112c-b3ab-80bd-8e99-cbddf851603d" class="bulleted-list">
<li><em>per la </em><em><strong>cipolla da consumo fresco</strong></em><em> i bulbi privati dalla tunica esterna vengono sottoposti alla spuntatura delle code con taglio variabile dai 35 ai 60 cm, e poi riuniti in fasci di 1,5-6 Kg e posti in cassoni o cassette;</em></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="31d8112c-b3ab-80ca-8f0f-f1e4bf64bd9d" class="bulleted-list">
<li><em>i bulbi della </em><em><strong>cipolla da serbo</strong></em><em> vengono deposti in andane sul terreno coprendoli con le stesse foglie e lasciandoli un tempo variabile da 8 a 15 giorni per farli asciugare, far acquisire compattezza, resistenza ed una colorazione rosso vivo. I bulbi una volta disidratati possono essere scollettati o, mantenendo le code, destinati alla produzione di </em><em><strong>trecce</strong></em><em>. Il numero dei capi per formare le trecce parte, indipendentemente dal calibro, da un minimo di 6 bulbi. Il confezionamento, di peso variabile fino a un massimo di 25 Kg, avviene in sacchetti o cassette</em>’.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="31d8112c-b3ab-8090-9e8d-c0780c715c43" class="">Sui <strong>contenitori</strong> devono venire indicati, in caratteri di stampa doppi rispetto a tutti gli altri, le diciture «Cipolla Rossa di Tropea Calabria» I.G.P. accompagnata dalla specificazione della tipologia «cipollotto», «cipolla da consumo fresco», «cipolla da serbo» e dal marchio.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="31d8112c-b3ab-8029-abfc-e015a08b09e7" class="">I cipollotti e le cipolle da consumo fresco riuniti in <strong>fasci</strong>, nonché le cipolle da serbo in <strong>treccia</strong>, all’immissione al consumo, devono riportare su adesivo o altro materiale il logo dell’Unione ed il marchio del prodotto.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="31d8112c-b3ab-8055-bef2-cb602563fec7" class="">Le cipolle da consumo fresco, invece, poste in cassoni o cassette, devono venire provviste di <strong>etichetta completa</strong>, a livello di singoli fasci, comprensiva di ragione sociale della ditta, del logo dell’Unione, del marchio e della tipologia di prodotto, al fine di garantirne la tracciabilità e di renderlo perfettamente riconoscibile.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="31d8112c-b3ab-80b4-aadb-f5b5b3d08b63" class="">Tracciabilità e controlli</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="31d8112c-b3ab-80cd-9ee1-eaee689c8087" class="">Produttori e particelle catastali devono venire iscritti in appositi elenchi gestiti dall&#8217;organismo di controllo, che definisce le modalità di iscrizione e verifica la <strong>tracciabilità</strong> di ogni fase produttiva.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="31c8112c-b3ab-8098-847f-cd29bfc25a36" class="">Il <strong>controllo</strong> della filiera è affidato a un organismo accreditato presso il Ministero dell&#8217;Agricoltura; dal 2021, rinnovato nel 2024, tale funzione è svolta dal leader italiano <strong>CSQA Certificazioni</strong>.</p>
</div>
<div dir="auto"></div>
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<h2 id="31d8112c-b3ab-8047-94e7-efcafd0ee2b7" class="">Tutela della denominazione e contrasto all&#8217;Italian Sounding</h2>
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<p id="31d8112c-b3ab-80fd-8aa2-d476a4060edc" class="">Il riconoscimento dell&#8217;IGP rappresenta <strong>baluardo legale</strong> contro le frodi alimentari. Il nome ‘Tropea’ è stato a lungo oggetto di fenomeni di ‘Italian Sounding’ e di usi generici impropri, con cipolle rosse di diversa provenienza (spesso estere o di altre regioni italiane) commercializzate abusivamente sotto tale dicitura.</p>
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<p id="31d8112c-b3ab-8034-a69f-dacf5e9c2d02" class="">La tutela garantita dal <strong>regolamento (UE) 2024/1143</strong> impone che solo il prodotto certificato, ottenuto nel rispetto del disciplinare e nell&#8217;area geografica delimitata, possa fregiarsi della denominazione.</p>
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<p id="31d8112c-b3ab-8098-b797-e30e2923c5e1" class="">Il <strong>Consorzio di Tutela</strong>, in collaborazione con l&#8217;ICQRF, svolge un&#8217;attività costante di vigilanza sui mercati fisici e digitali per prevenire l&#8217;evocazione ingannevole, garantendo così che il valore aggiunto resti ancorato al territorio e che il consumatore non venga tratto in inganno da riferimenti geografici mendaci.</p>
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<h2 id="31c8112c-b3ab-807c-80d9-fa2fb47ddf22" class="">Proprietà nutrizionali</h2>
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<p id="31c8112c-b3ab-802b-a528-ea26fb57e016" class="">Dal punto di vista nutrizionale, la cipolla (<em>Allium cepa</em>) è un alimento a <strong>bassa densità calorica</strong>, ricco di acqua e composti fitochimici. Secondo le tavole di composizione degli alimenti del CREA (2019), 100 g di cipolla cruda apportano in media <strong>28 kcal</strong>, 92,1 g di acqua, 5,7 g di carboidrati, 1 g di proteine e 0,9 g di fibre.</p>
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<p id="31c8112c-b3ab-8047-8bd2-d3ebebb16278" class="">La Cipolla Rossa di Tropea si distingue per un contenuto relativamente elevato di <strong>antociani</strong>, pigmenti responsabili del colore rosso-violaceo dotati di attività antiossidante. Tra le varietà di cipolla, quelle rosse presentano infatti i livelli più elevati di antociani e flavonoli, superiori a quelli delle varietà gialle e bianche (Zhao et al., 2021).</p>
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<h2 id="31c8112c-b3ab-80e7-86a7-f9afa37e17bc" class="">Proprietà salutari: evidenze scientifiche</h2>
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<p id="31c8112c-b3ab-8054-b416-d9b86ad1c352" class="">La ricerca scientifica più recente ha approfondito il profilo bioattivo delle cipolle, confermando il ruolo di <strong>flavonoidi</strong> (in particolare quercetina e suoi glucosidi), antociani e composti organosolforati quali principali responsabili degli effetti benefici documentati.</p>
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<p id="31c8112c-b3ab-8054-a7d9-dad8eb902e30" class="">La <strong>quercetina</strong> è la principale fonte flavonoidica delle cipolle: presente principalmente come aglicone nella buccia e come quercetina-4&#8242;-glucoside nella polpa delle varietà rosse, esercita una <strong>elevata capacità antiossidante</strong> attraverso la neutralizzazione dei radicali liberi e la modulazione di enzimi antiossidanti endogeni (Zhao et al., 2021). Studi recenti indicano che questo flavonoide contribuisce anche alla riduzione della pressione arteriosa e a effetti neuroprotettivi (Zhao et al., 2021).</p>
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<p id="31c8112c-b3ab-80b4-a033-f4271e931727" class="">Gli <strong>antociani</strong> delle cipolle rosse – tra cui cianidina-3-laminariobioside, cianidina mono- e diglucosidi – presentano accertate <strong>proprietà antiossidanti, antinfiammatorie</strong>, cardioprotettive ed epatoprotettive, e un crescente interesse della ricerca ne studia la bioaccessibilità e la stabilità in relazione ai processi di trasformazione alimentare (Samota et al., 2022). Composti organosolfurati come le tiosolfinate e le cepaene modulano i processi infiammatori attraverso l&#8217;inibizione degli enzimi COX e LOX, riducendo la sintesi di prostaglandine e leucotrieni pro-infiammatori (Zhao et al., 2021).</p>
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<p id="31c8112c-b3ab-8024-ab11-c16abbd65656" class="">Va tuttavia precisato che molti studi riguardano modelli sperimentali in vitro o su animali, e che ulteriori ricerche cliniche controllate sull&#8217;uomo sono necessarie per quantificare con precisione i benefici nella popolazione generale.</p>
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<h2 id="31d8112c-b3ab-8077-a82e-c9ea878e3768" class="">Dalle tradizioni locali alle conserve gourmet internazionali</h2>
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<p id="31c8112c-b3ab-80d5-bf36-ff252970108c" class="">La Cipolla Rossa di Tropea è apprezzata per il <strong>sapore dolce e delicato</strong> che la rende adatta sia al consumo a crudo sia alla cottura. Tra gli utilizzi più diffusi: insalate fresche; caramellizzazione e confetture abbinate a formaggi stagionati; soffritti e basi aromatiche della cucina mediterranea; grigliate e preparazioni al forno; piatti tradizionali calabresi come la focaccia con cipolle, le conserve sott&#8217;olio e l&#8217;antipasto alla tropeana – il bulbo rosolato con peperoncino e servito su crostini di pane. Negli ultimi anni è cresciuta la produzione di <strong>conserve gourmet</strong> – tra cui mostarde e marmellate – che valorizzano ulteriormente il prodotto nei mercati premium.</p>
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<h2 id="31c8112c-b3ab-8086-b0ca-d12ae3f09923" class="">Consigli per gli acquirenti</h2>
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<p id="31c8112c-b3ab-80b4-9071-ebb7df7fc744" class="">Per garantire autenticità, è indispensabile verificare la <strong>certificazione IGP</strong> sull&#8217;etichetta e sul packaging. I consumatori domestici dovranno privilegiare il prodotto fresco di stagione, preferibilmente da <strong>agricoltura biologica</strong>. Importatori, distributori e buyer internazionali trovano nella Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP un prodotto di solida <strong>identità territoriale</strong>, sostenuto da un valore al consumo di 60 milioni di euro e da un sistema di controllo rinnovato nel 2024.</p>
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<p id="31c8112c-b3ab-8089-a71e-c0bde5147495" class="">Il team di <strong>GIFT</strong> (Great Italian Food Trade) offre supporto specializzato agli operatori internazionali nella ricerca e selezione di fornitori italiani affidabili, favorendo relazioni commerciali trasparenti e conformi agli standard europei di qualità e sicurezza alimentare.</p>
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<h2 id="31c8112c-b3ab-808c-b716-fe79853d6487" class="">Conclusioni</h2>
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<p id="31d8112c-b3ab-809b-a5e9-cdec9a0a9551" class="">Il successo della Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP dimostra che la certificazione d&#8217;origine è lo strumento più efficace per trasformare la biodiversità in un asset economico protetto. La stabilità della filiera e il rigore dei controlli offrono ai buyer globali un alimento sicuro, funzionale e autentico.</p>
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<p id="31d8112c-b3ab-80b4-a546-e2f6b23e7163" class=""><em>Redazione di GIFT (Great Italian Food Trade)</em></p>
<p><em>Credit cover: <a href="https://www.tropea-tourism.com/la-storia-della-cipolla-rossa-di-tropea/">Tropea tourism</a></em></p>
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<p id="31c8112c-b3ab-80fc-9025-e7a3fcf65cbb" class=""><span style="color: #111111; font-family: var(--td_default_google_font_2, 'Roboto', sans-serif); font-size: 22px;">Riferimenti</span></p>
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<ul id="31c8112c-b3ab-80a5-b7a0-c7380229d94f" class="bulleted-list">
<li>Commission Regulation (EC) No 284/2008 of 27 March 2008 registering certain names in the Register of protected designations of origin and protected geographical indications (Cipolla Rossa di Tropea Calabria PGI). <a href="http://data.europa.eu/eli/reg/2008/284/oj">http://data.europa.eu/eli/reg/2008/284/oj</a></li>
</ul>
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<ul id="31c8112c-b3ab-80b6-81c5-d0774fb7e716" class="bulleted-list">
<li>Commission Implementing Regulation (EU) No 264/2013 of 18 March 2013 approving a minor amendment to the specification for a name entered in the register of protected designations of origin and protected geographical indications (Cipolla Rossa di Tropea Calabria PGI). <a href="http://data.europa.eu/eli/reg_impl/2013/264/oj">http://data.europa.eu/eli/reg_impl/2013/264/oj</a></li>
</ul>
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<ul id="31c8112c-b3ab-8061-b72d-daf5355cc956" class="bulleted-list">
<li>Consorzio di tutela della Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP. <a href="https://www.consorziocipollatropeaigp.com/consorzio-cipolla-rossa-di-tropea-calabria-igp/disciplinare-di-produzione.html">https://www.consorziocipollatropeaigp.com</a></li>
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<ul id="31c8112c-b3ab-80aa-bc56-d87481a794d0" class="bulleted-list">
<li>CREA – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l&#8217;analisi dell&#8217;economia agraria. (2019). <em>Tabelle di composizione degli alimenti</em>. &#8211; <em>Cipolla, cruda</em>. Roma: CREA – Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione. <a href="https://www.alimentinutrizione.it/tabelle-nutrizionali/005300">https://www.alimentinutrizione.it/tabelle-nutrizionali/005300</a></li>
</ul>
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<ul id="31c8112c-b3ab-8012-812c-f48ef8d7a58a" class="bulleted-list">
<li>CSQA Certificazioni. (2024, 27 febbraio). <em>Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP: dalla filiera certificata 60 mln di valore al consumo</em>. https://www.csqa.it/it-it/press/cipolla-rossa-di-tropea-calabria-igp-dalla-filiera-certificata-60-mln-di-valore-al-consumo</li>
</ul>
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<ul id="31c8112c-b3ab-80ec-b47d-c3f943d78147" class="bulleted-list">
<li>Fondazione Qualivita. (2025). <em>Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP</em> [scheda prodotto Qualigeo]. <a href="https://www.qualigeo.eu/prodotto-qualigeo/cipolla-rossa-di-tropea-calabria-igp/">https://www.qualigeo.eu/prodotto-qualigeo/cipolla-rossa-di-tropea-calabria-igp/</a></li>
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<ul id="31c8112c-b3ab-8064-95cd-ce4bd9d5463f" class="bulleted-list">
<li>Il Sole 24 Ore. (2024, 28 febbraio). <em>Per la Cipolla Rossa di Tropea un business da 60 milioni</em>. <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/per-cipolla-rossa-tropea-business-60-milioni-AF356TsC">https://www.ilsole24ore.com/art/per-cipolla-rossa-tropea-business-60-milioni-AF356TsC</a></li>
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<ul id="31c8112c-b3ab-808a-a89b-f50776e4fae3" class="bulleted-list">
<li>Ismea &amp; Fondazione Qualivita. (2025). <em>Rapporto ISMEA-Qualivita 2025 sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane DOP, IGP e STG</em> (23a ed.). Edizioni Qualivita. <a href="https://www.qualivita.it/attivita/rapporto-ismea-qualivita-2025/">https://www.qualivita.it/attivita/rapporto-ismea-qualivita-2025/</a></li>
</ul>
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<ul id="31c8112c-b3ab-80be-b97c-d2046f89c131" class="bulleted-list">
<li>Regione Calabria/Macfrut. (2025, maggio). <em>La rivincita della cipolla: il boom della Rossa di Tropea IGP conquista il mondo</em>. <a href="https://www.calabriadirettanews.com/2025/05/10/la-rivincita-della-cipolla-il-boom-della-rossa-di-tropea-igp-conquista-il-mondo/">https://www.calabriadirettanews.com/2025/05/10/la-rivincita-della-cipolla-il-boom-della-rossa-di-tropea-igp-conquista-il-mondo/</a></li>
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<ul id="31d8112c-b3ab-8055-ac22-f39757a0c05d" class="bulleted-list">
<li>Regulation (EU) 2024/1143 of the European Parliament and of the Council of 11 April 2024 on geographical indications for wine, spirit drinks and agricultural products, as well as traditional specialities guaranteed and optional quality terms for agricultural products. <a href="http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1143/oj">http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1143/oj</a></li>
</ul>
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<ul id="31c8112c-b3ab-80b7-80a9-c6bfaa7f6532" class="bulleted-list">
<li>Samota, M. K., Sharma, M., Kaur, K., Sarita, Yadav, D. K., Pandey, A. K., Tak, Y., Rawat, M., Thakur, J., &amp; Rani, H. (2022). Onion anthocyanins: Extraction, stability, bioavailability, dietary effect, and health implications. <em>Frontiers in Nutrition</em>, <em>9</em>, 917617. <a href="https://doi.org/10.3389/fnut.2022.917617">https://doi.org/10.3389/fnut.2022.917617</a></li>
</ul>
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<ul id="31c8112c-b3ab-8001-8a72-d2c7acf35a4f" class="bulleted-list">
<li>Zhao, X.-X., Lin, F.-J., Li, H., Li, H.-B., Wu, D.-T., Geng, F., Ma, W., Wang, Y., Miao, B.-H., &amp; Gan, R.-Y. (2021). Recent advances in bioactive compounds, health functions, and safety concerns of onion (<em>Allium cepa</em> L.). <em>Frontiers in Nutrition</em>, <em>8</em>, 669805. <a href="https://doi.org/10.3389/fnut.2021.669805">https://doi.org/10.3389/fnut.2021.669805</a></li>
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<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/verdure/cipolla-rossa-tropea-calabria-igp/">Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
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