Idee

Expo 2015, affinità e divergenze. Il caso Mc Donald’s

Abbiamo iniziato a scrivere del legame vizioso tra olio di palma e land grabbing nell’ormai lontano 2010 (1). Evidenziando la vacuità degli impegni assunti dalla combriccola dei grandi produttori, trader e utilizzatori, i quali hanno provato a tingere di verde l’immagine del sanguinoso olio tropicale (c.d. greenwashing), senza tenere alcun conto dell’impatto delle rapine delle terre sulle comunità locali (2). A fine 2010 abbiamo lanciato una petizione contro l’impiego dell’olio di palma nella filiera alimentare, raccogliendo 115mila firme in 4 mesi. E proprio adesso, a una settimana dall’inaugurazione di Expo, le lacrime di coccodrillo del suo colossale sponsor Mc Donald’s, che manifesta nuovi impegni a realizzarsi nei prossimi tre lustri. Inevitabile commentare la situazione. 

 

Olio di palma e rapina delle terre

Tra il 2008 e il 2014 almeno 56 milioni di ettari di terre (pari all’estensione della Francia) nei Paesi in Via di Sviluppo sono stati accaparrati da investitori stranieri (3). A fine 2014, l’ONG internazionale Grain ha censito 66 macro-operazioni di rapine delle terre in Paesi tropicali esclusivamente finalizzate alla coltura mono-intensiva di palme da olio (4). L’Africa sub-Sahariana – Etiopia, Uganda, Congo, Camerun, Gabon, Guinea e Guinea Bissau, Togo, Nigeria, Burkina Faso, Benin, Costa d’Avorio, Liberia, Sierra Leone, Senegal, etc. –  è stata l’epicentro dei più recenti istinti predatori, grazie all’instabilità dei governi locali e alla conseguente facilità di acquisizioni e sgomberi di enormi appezzamenti di aree forestali a costi risibili (5).

La vorace domanda di palma non ha poi trascurato il Sud-Est asiatico. 8 milioni di ettari di habitat naturale sono ‘a rischio palma’ nelle Filippine, 5,5 milioni di ettari di terre già sotto dominio straniero in Papua Nuova Guinea, 5 milioni di ettari nelle mani di 25 grandi investitori in Indonesia (6). 

Dal Sud-Est Asiatico all’America Latina, la brama di palma si é estesa all’area amazzonica del Perù, oltre a Honduras e Colombia (7). 

 

Olio di palma e deforestazioni

Il rapporto “Corporations, Commodities, and Commitments that Count”, pubblicato a marzo 2015 dall’organizzazione Supply-Change (8), attribuisce almeno due terzi delle deforestazioni tropicali alla gestione irresponsabile delle foreste con finalità agricole speculative, in risposta alla crescente domanda di olio di palma in primis, soia e bestiame a seguire. Tutto ciò che serve alla prima catena di pubblici esercizi del pianeta, Mc Donald’s, e ai suoi 36.000 fast food. 

L’intera produzione di olio di palma su scala globale ha luogo nei Paesi che un tempo ospitavano foreste tropicali. Ma l’espansione incontrollata di tali coltivazioni minaccia l’ambiente come i diritti umani, proseguono i ricercatori di Supply-Change, secondo cui a tutt’oggi solo il 10% del mercato è coperto dalle “certified tonnes of palm oil” le quali oltretutto, per il 69%, si esprimono attraverso transazioni di crediti o certificati (sigh!).

Grain a sua volta ha di recente denunciato l’immensità delle importazioni europee di “food commodities” la cui produzione deriva da terreni oggetto di rapine e deforestazioni illegali (9).

 

Mc NOT lovin’it

La prima catena al mondo di fast-food, con 36.000 punti di ristoro in un centinaio di Paesi, è stata oggetto di numerose proteste nel corso degli ultimi anni. Non solo per le basse retribuzioni e i ritmi serrati di lavoro (10) e per la sua irresponsabilità nutrizionale e l’impiego di ingredienti OGM senza di ciò informare i consumatori (11), ma anche per l’enorme quanto grave impatto socio-ambientale delle sue filiere di approvvigionamento. In ragione del massiccio impiego di carni bovine, la cui produzione richiede circa 15mila litri di acqua per ogni kg di alimento, nonché dei dubbi sul benessere animale e dell’utilizzo di ormoni della crescita (12). In tale contesto si inseriscono le responsabilità legate a rapine delle terre e deforestazioni, aggravate nella supply chain di Mc Donald’s dal ricorso a entrambe le filiere del palma e della soia.

Nel 2006 – a seguito di un rapporto di Greenpeace sulla deforestazione della foresta amazzonica causata da sterminate colture di soia – il colosso yankee era stato costretto ad assumere alcuni primi impegni in tale direzione (13). Ma gli impegni assunti sul fronte del palma, al di là dell’apparenza, sono risultati del tutto inidonei e lacunosi nel ‘Global Palm Oil Scoreboard’ del 2014. Grandi numeri, poca sostanza (14).

E proprio in questi giorni, sotto la ‘pressione idraulica’ delle ONG e dei consumatori consapevoli, Mc Palm si é infine risoluta a vantare nuovi propositi, posticipando al 2030 l’interruzione del proprio significativo contributo alla deforestazione globale. Senza neppure far cenno, ça va sans dir, alla rapina delle terre (15). Ma il pianeta potrà davvero sopportare altri tre lustri di ecocidi? 

(Dario Dongo)

 

(1) http://www.ilfattoalimentare.it/nasce-un-nuovo-colonialismo-agricolo-le-potenze-emergenti-rapinano-territori-in-africa-caraibi-e-pacifico.html

(2) http://www.ilfattoalimentare.it/olio-palma-rspo.html, http://www.ilfattoalimentare.it/i-produttori-di-olio-di-palma-sostengono-di-voler-salvare-le-foreste-ma-e-davvero-cosi.htmlhttp://farmlandgrab.org/post/view/23477

(3)  http://www.oaklandinstitute.org/publications

(4) http://www.grain.org/article/entries/5031-planet-palm-oil.pdfhttp://farmlandgrab.org/post/view/23973http://farmlandgrab.org/post/view/24423

(5) Africa, tra palma, rapine terre e (in)sostenibilità ambientale, http://farmlandgrab.org/post/view/24593, http://farmlandgrab.org/post/view/24343

http://farmlandgrab.org/post/view/24519.

Maggiori informazioni su:

Etiopia, http://www.ilfattoalimentare.it/land-grabbing.html,

http://www.ilfattoalimentare.it/land-grabbing-catherine-ashton.html, http://www.oaklandinstitute.org/engineering-ethnic-conflict

Congo, http://farmlandgrab.org/post/view/21696, http://farmlandgrab.org/post/view/22141,

Uganda, http://farmlandgrab.org/post/view/24785-criticism-of-gar-and-wilmar-african-oil-palm-projects-highlight-global-no-deforestation-challenges, http://farmlandgrab.org/post/view/24606, http://farmlandgrab.org/post/view/24556

Camerun, 73mila ettari rapinati per coltivare palma dal fondo americano Herakles, su http://www.oaklandinstitute.org/herakles-exposed.

Nigeria, http://farmlandgrab.org/post/view/24206http://farmlandgrab.org/post/view/24172

Gabon, http://farmlandgrab.org/post/view/21237, http://farmlandgrab.org/post/view/24608,

Guinea, http://farmlandgrab.org/post/view/23778,

West Africa. Nei soli 9 Paesi Bénin, Burkina Faso, Côte-d’Ivoire, Guinée, Guinée-Bissau, Mali, Niger, Sénégal e Togo, almeno 2,3 milioni di ettari di terre rapinate tra il 2000 e il 2012, con il palma come primo obiettivo, http://farmlandgrab.org/post/view/24703-si-les-populations-se-battent-laccaparement-des-terres-sarretera,

Liberia, http://farmlandgrab.org/post/view/23743, http://farmlandgrab.org/post/view/24785http://farmlandgrab.org/post/view/24468, http://farmlandgrab.org/post/view/24645,

Sierra Leone, http://farmlandgrab.org/post/view/24212.

Sao Tomè e Principehttp://farmlandgrab.org/post/view/21240

(6) Sud-Est asiatico:

Filippine, http://farmlandgrab.org/post/view/24737-caraga-eyed-for-oil-palm-amid-1-m-hectare-target-for-mindanao, http://farmlandgrab.org/post/view/23547

http://farmlandgrab.org/post/view/24176, http://farmlandgrab.org/post/view/24679-malaysian-firm-to-develop-1-000-hectare-for-oil-palm, http://farmlandgrab.org/post/view/24385

http://farmlandgrab.org/post/view/24051,

Papua Nuova Guinea e Borneo, http://www.oaklandinstitute.org/our-land-modern-land-grabs-reversing-independence-papua-new-guinea, http://farmlandgrab.org/post/view/23840http://farmlandgrab.org/post/view/24252

Studio dell’Università di Stanford su http://farmlandgrab.org/post/view/21122,

Indonesia, http://farmlandgrab.org/post/view/24725-in-indonesia-local-communities-lose-out-as-oil-palm-expands, http://farmlandgrab.org/post/view/23419, http://farmlandgrab.org/post/view/24644

http://farmlandgrab.org/post/view/24562). Video su http://farmlandgrab.org/post/view/24467.

(7) America Latina:

Perù, http://farmlandgrab.org/post/view/24762-peru-palma-aceitera-amenaza-devastar-la-amazonia

Ancora, su http://farmlandgrab.org/post/view/24626,

Honduras, http://farmlandgrab.org/post/view/24312, http://farmlandgrab.org/post/view/23827,

Colombia, http://farmlandgrab.org/post/view/24397,

(8) http://forest-trends.org/releases/uploads/Supply%20Change_Report.pdf

(9)  http://farmlandgrab.org/post/view/24664-eu-agricultural-imports-linked-to-illegal-deforestation-study-claims

(10) http://www.ibtimes.com/mcdonalds-workers-strike-2015-employees-plan-us-protests-after-publicity-stunt-wage-1867746,

 http://www.independent.co.uk/news/business/news/mcdonalds-workers-strike-over-pay–just-weeks-after-a-payrise-was-announced-10178137.html

(11) http://johnrobbins.info/resource-center/documentaries/supersize-me/

http://supersizemeapp.com

(12) https://www.activistfacts.com/organizations/121-foundation-on-economic-trends

(13) http://www.greenpeace.org/international/en/news/features/McVictory-200706

(14) http://www.ucsusa.org/global_warming/solutions/stop-deforestation/palm-oil-scorecard-company-profiles.html#mcdonalds, http://blog.ucsusa.org/palm-oil-deforestation-and-the-fast-food-industry-would-you-like-a-side-of-forests-with-that-543

(15) http://thinkprogress.org/climate/2015/04/22/3649784/mcdonalds-commits-to-deforestation-policy

Informazioni sull'autore

Dario Dongo

Dario Dongo

Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) e cofondatore del Fatto Alimentare.