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Olio di palma e deforestazioni nell’Eden dell’Africa, coi soldi della Banca Mondiale

Olio di palma e deforestazioni nell’Eden dell’Africa, coi soldi della Banca Mondiale

Su olio di palma e deforestazioni si è scritto parecchio, e mai abbastanza, anche su questo sito. La coltivazione industriale della palma da olio – come denunciato anche dal Parlamento europeo – è una delle principali cause di deforestazione (1) a livello planetario. (2) Un recente rapporto conferma il ruolo della Banca Mondiale nella devastazione delle foreste vergini del Gabon, in Africa centrale.

Il Gabon – noto come ‘l’Eden dell’Africa’ – è coperto per oltre l’80% dalla foresta pluviale del bacino del Congo, la seconda più grande del mondo dopo l’Amazzonia. Un tesoro unico di biodiversità, con più di 8.000 varietà vegetali, 700 specie di uccelli e 190 mammiferi. Come gorilla, scimpanzé, elefanti della foresta e leopardi. Oltreché la terra dei popoli indigeni Baka e Babongo.

La battaglia globale contro i cambiamenti climatici trova un prezioso alleato nelle foreste del Gabon, che ogni minuto assorbono circa una tonnellata di anidride carbonica. Pari a quella mediamente emessa da 100 auto in 70 km di percorrenza. La protezione delle foreste consentirebbe perciò tra l’altro un’importante fonte di reddito per il Gabon, grazie al mercato internazionale dei permessi di emissione di carbonio (Emission Trading System).

Il governo del Gabon tuttavia ha realizzato una joint venture, a partire dal 2010, con il colosso delle commodities agricole Olam International, basato a Singapore. Per sviluppare la più grande produzione di olio di palma in Africa. Su 500.000 ettari da destinare a nuove coltivazioni. Grazie a un finanziamento di IFC (International Finance Corporation), Banca Mondiale (World Bank). (3)

Un’indagine condotta da Mighty and Gabonese NGO Brainforest nel 2016 (4) ha rilevato che ‘Olam ha distrutto foreste in Gabon, negli ultimi cinque anni, e continua a minacciare le foreste attraverso nuovi sviluppi‘. L’analisi delle immagini satellitari e studi in loco hanno rivelato la devastazione di almeno 19.000 ettari di ‘foresta matura e di alta qualità‘, habitat dei grandi primati, nell’ambito delle concessioni di palma da olio.

Olio di palma e deforestazioni, nesso letale

Le deforestazioni sono indispensabili, nella perversa logica del palm oil business. Secondo Olam, che è membro di RSPO, (5) ‘ottenere piantagioni ad alto rendimento richiede una base iniziale appropriata‘ e ‘non basta il terreno non boschivo per avviare tale sviluppo‘.

Gli abusi sui diritti delle comunità locali sono un effetto collaterale di quella stessa perversa logica. Rapina delle terre e distruzione degli ecosistemi ove la vita e le culture si sono radicate, abbattimento dei loro villaggi e siti sacri.

Olio di palma, liberi di scegliere. Il boicottaggio.

Note

(1) Vedasi http://www.ucsusa.org/global-warming/stop-deforestation/whats-driving-deforestation#.WOuphlPyuGQ
(2) Le certificazioni di ipotetica sostenibilità, tra l’altro, trascurano almeno un milione di ettari di coltivazioni. Come dimostrato dalla Zoological Society of London
(3) L’operazione di Olam Palm Gabon è stata finanziata per 228 milioni di dollari, nel 2012, da Ecobank Capital. Che fa capo a Ecobank Transnational, a cui IFC partecipa dal 2011 per 137 milioni di dollari. V. https://disclosures.ifc.org/#/projectDetail/SPI/29145
(4) V. Rapporto Palm Oil’s Black Box,
(5) Roundtable for Sustainable Palm Oil Production. L’organizzazione dei palmocrati responsabili di innumerevoli abusi contro le popolazioni indigene, l’ambiente, i diritti dei lavoratori 

Informazioni sull'autore

Dario Dongo

Dario Dongo

Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) e cofondatore del Fatto Alimentare.