Olio di palma

Olio di palma, nuoce alla sostenibilità e alla salute

Olio di palma, un grasso tropicale di scarsa qualità, da anni l’ingrediente più diffuso in moltissimi prodotti alimentari. Nemico della sostenibilità ambientale e della salute, deve il suo successo industriale ai costi molto ridotti, nonché alla facilità con cui viene lavorato e alla funzione conservante, utile a prolungare la durata a scaffale (shelf life).

Nei cibi industriali si trova solo olio di palma raffinato, insapore, inodore e incolore. Il risultato di processi tecnologici che lo rendono ideale nelle produzioni a basso costo, ma che producono tossicità, anche molto grave, come indicato dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA). Ricco di grassi saturi, è considerato una importante fonte dell’epidemia di obesità giovanile.

Dapprima omesso in etichetta, dalla fine del 2014 deve essere elencato in modo trasparente tra gli ingredienti. La novità introdotta dal regolamento europeo 1169/2011 sommata alle campagne di sensibilizzazione e informazione – vedi la petizione promossa da GIFT Great Italian Food Trade – hanno modificato la percezione del mercato. I consumatori italiani sono fortemente orientati verso alimenti “senza olio di palma”, la cui ricetta impiega solo olio extravergine di oliva, burro o oli monoseme. Gusto, sostenibilità e salute.