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Dopo 15 anni arriva l’ok americano per salami, coppa e culatello

Dopo oltre 15 anni cade la barriera non tariffaria più insidiosa per le esportazioni di salumi italiani a media stagionatura negli Stati Uniti. Le autorità sanitarie statunitensi hanno ufficialmente riconosciuto l’indennità di quattro regioni e due province autonome alla malattia vescicolare del suino, dando il via libera dal 28 maggio alle imprese di quei territori per l’export di salami, pancetta, coppa e culatello nel mercato americano. Ne dà notizia Assica (Associazione delle industrie italiane carni e salumi), ricordando che prosciutti e mortadelle già possono varcare l’oceano senza problemi. Sarà anche l’atmosfera di distensione che circonda l’atteso avvio dei negoziati UE-USA per un accordo di libero scambio, ma il risultato si deve soprattutto al lavoro pluriennale del Ministero della Salute, in particolare il capo dipartimento della Sanità pubblica veterinaria, il prof. Romano Marabelli e al sostegno dell’UE. Non si tratta tuttavia di un semaforo verde incondizionato. Le aziende che vorranno esportare in Usa dovranno dotarsi di certificati sanitari supplementari e sottoporre i loro prodotti a specifiche condizioni di trasporto. Ma un passo importante, dopo 15 anni, è stato fatto.